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9.1.12

Piazza Fontana, quel dannato 12 dicembre a fumetti…


 
Qui uno stralcio dell’introduzione (apparsa alcuni giorni fa su L’Unità) scritta dal Aldo Giannuli al graphic novel «Piazza Fontana», di Francesco Barilli e Matteo Fenoglio, da pochi giorni in libreria e che consigliamo vivamente a tutti i lettori!
Quello che avete fra le mani non è solo un fumetto. È qualcosa di diverso e di più: è un modo originale di raccontare la storia, e insieme un «appello» all’impegno civile in un’epoca di scarsa partecipazione politica. «Dov’eri il 12 dicembre 1969?» Con ogni probabilità, la grande maggioranza di chi sta leggendo queste righe non era ancora nata e ha una nozione molto approssimativa di quella vicenda. Io invece ricordo perfettamente quella lontana serata. Ricordo nitidamente quel periodo anche per ragioni personali (mio padre era morto meno di due mesi prima). Studente di prima liceo classico, ero a casa a studiare per l’interrogazione di matematica (la mia bestia nera). Lasciai perdere tutto per sentire cosa diceva il telegiornale.
Dopo quattro giorni ci fu la manifestazione indetta da tutti i partiti della sinistra e dalle associazioni partigiane (settariamente, l’estrema sinistra non aveva aderito). Ci andai: non eravamo più di quattrocento. 


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11.12.11

Milano: 12 dicembre 2011






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26.12.10

USTICA 1980: IL DOCUMENTO CHE NON C'E' E LA DISINFORMAZIONE DI GIOVANARDI

 
Il sottosegretario Carlo Giovanardi continua a ripetere, a memoria, la storiella della bomba, quella che sarebbe stata messa (non si sa da chi e per quale motivo) nella toilette del Dc9 Itavia che il 27 giugno 1980 precipitò nel mare di Ustica con 81 passeggeri a bordo. Una bomba, smentita dalla logica e dalla scienza, che tuttavia – secondo Giovanardi e l’Aeronautica – scoppiò su un aereo che decollò con due ore di ritardo, perciò quando era già in quota, e verosimilmente senza danneggiare gli arredi della stessa toilette. Tuttavia giova di nuovo ricordare (in particolare a Giovanardi) che secondo le conclusione dell’inchiesta condotta dal giudice Rosario Priore il DC9 fu vittima di un’azione di guerra:
L’incidente al DC9 è occorso a seguito di azione militare di intercettamento, il DC9 è stato abbattuto, è stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti con un’azione, che è stata propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i confini e i diritti.
Afferma Giovanardi:
 
“Io ho citato in aula certosinamente sentenze passate in giudicato e undici perizie: le sentenze su Ustica affermano che non ci fu alcun missile né collisioni sfiorate. Le perizie affermano che fu una bomba”. A Palazzo Madama il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, replica così a Daria Bonfietti che ieri lo ha definito “arrogante e scriteriato”. 

12.12.10

PIAZZA FONTANA: MILANO 11 DICEMBRE 2010



Caricato da ConteRosso76. - Video notizie dal mondo.


 
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5.12.10

PIAZZA FONTANA, IL GIORNO DELL'INNOCENZA PERDUTA - DANIELE BIACCHESSI

 Il 1969 è l’anno degli scioperi, dei cortei di operai e studenti in tutto il paese.
Le rivendicazioni del salario garantito e di un lavoro per tutti degli operai si mischiano al diritto allo studio chiesto da milioni di giovani delle scuole medie superiori e delle università.
E’ l’anno delle bombe.
Dal 3 gennaio al 12 dicembre se ne conteranno 145, una ogni tre giorni.
Per 96 la responsabilità accertata è dell’estrema destra.
Si è appena insediato il secondo governo a guida Mariano Rumor.
Il suo vice è Paolo Emilio Taviani. Ministro degli Esteri Aldo Moro,agli Interni Franco Restivo.
Un monocolore Dc.
Capo del Sid è l’ammiraglio Eugenio Henke.
Al vertice della polizia c’è Angelo Vicari.
Presidente della Repubblica è Giuseppe Saragat detto “Tavernello”.
Il Pci è il più forte partito comunista occidentale.
La Cgil è il sindacato meglio organizzato.
Ti ricordi uomo il 1969?
La tv era in bianco e nero.
Uno strano bussolotto di metallo con un vetro verde e concavo davanti.
Non c’era il telecomando, solo l’interruttore.
Si vedeva un solo canale, il primo.
Quando si vedeva………
Perché non era mica come oggi, con l’antenna centralizzata, con i padelloni per ricevere i satelliti.
A casa mia l’antenna era vicina all’apparecchio.
E ognuno faceva come gli pareva.
Uno si alzava e muoveva l’antenna, le righe orizzontali sparivano.
Poi qualcun altro si alzava, passava accanto al filo e le righe tornavano, più grandi di prima.
Si poteva andare avanti per ore.
Una lotta.
Certe volte la valvola si scaldava e l’immagine si ingrandiva, poi si stringeva, e ancora si ingrandiva.
Ci voleva tanta pazienza.
E c’erano le manopole del contrasto e del volume, quelle di plastica, quelle che a furia di girarle ti restavano in mano e non si vedeva, né sentiva più niente.
Una lotta impari.
Per farli funzionare quegli strani aggeggi bisognava essere dei veri esperti.
Roba da scuola Radioelettra Torino.

4.12.10

MILANO: 12 DICEMBRE 1969-2010, MANIFESTAZIONE 11 DICEMBRE

12 DICEMBRE 1969 - 12 DICEMBRE 2010
CONTRO I FASCISTI DI IERI E DI OGGI
UN CORTEO PER RICORDARE LA MATRICE FASCISTA E DI STATO DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA, LA MORTE DI GIUSEPPE PINELLI, DENUNCIARE I PERICOLI ATTUALI DEL NEOFASCISMO

PER NON DIMENTICARE NIENTE E NESSUNO, PER RIBADIRE CHE LA STRAGE FASCISTA DI PIAZZA FONTANA  È UNA STRAGE DI STATO
PER ESIGERE LA CHIUSURA DELLE SEDI FASCISTE IN CITTÀ
 SABATO 11 DICEMBRE CORTEO
CONCENTRAMENTO ORE 15 A PORTA VENEZIA
INTERVENTI  IN PIAZZA FONTANA
La strage di piazza Fontana, con la morte di 17 persone inermi e il ferimento di quasi un centinaio, fu provocata da una bomba collocata dal gruppo fascista di Ordine nuovo all’interno della Banca nazionale dell’agricoltura, con la copertura di apparati dello Stato. L'intento era di creare nel Paese un clima di terrore per bloccare, attraverso la repressione poliziesca ed il restringimento delle libertà democratiche, le lotte operaie e studentesche che stavano scuotendo dalle fondamenta la società.
A sancire questa verità le ultime sentenze degli stessi tribunali che hanno riaffermato la matrice dell’attentato, nonché le responsabilità di Franco Freda e Giovanni Ventura, due degli stragisti fascisti. 

21.11.10

BRESCIA COME PIAZZA FONTANA "NESSUNO E' STATO"

36 anni dopo anche a Brescia "nessuno è Stato" come a Piazza Fontana, non essendoci prove univoche, sufficienti, certe e circostanziate gli imputati vanno assolti come dice l'art. 530 del codice di procedura penale. Ma chi stabilisce se le prove sono sufficienti ???? Mi chiedo quando, oltre a codici da paese scandinavo, avremo anche uno stato/ordinamento efficiente "scandinavo" e non un ordinamento giuridico da terzo mondo.
di Daniele Biacchessi

Brescia, 28 maggio 1974. 36 anni fa.
Il cielo non promette nulla di buono. Entrano in Piazza della Loggia diecimila sindacalisti, operai, studenti, disoccupati, giovani e vecchi, volti di gente comune. E’ il segno di una civile protesta contro numerosi atti di violenza di gruppi di neofascisti che durano ormai da settimane. Attentati contro sedi del sindacato, circoli culturali, sezioni di partiti, aggressioni contro singole persone. Parla Franco Castrezzati della Cisl. Sono le 10 e 12 minuti. La pioggia inizia a battere fitta su mille ombrelli aperti, sugli impermeabili, sui giubbotti. Le sue saranno parole ingoiate di traverso.

20.11.10

BRESCIA 17 NOVEMBRE 2010: INGIUSTIZIA E' FATTA

 

------Qui le riflessioni di Federico Sinicato, avvocato di parte civile al processo -----
Centottanta udienze, più di quattrocento testimoni e un milione di carte sono stati necessari per ricostruire davanti alla Corte d'Assise di Brescia la strategia della tensione creata nella prima metà degli anni'70 per tenere la nazione sotto lo scacco della perenne minaccia di un pronunciamento militare e reazionario che impedisse il libero sviluppo del paese verso una democrazia compiuta.
Cinque imputati accusati di avere a vario titolo partecipato all'ultimo atto di quell'infame ricatto che per più anni ha visto impegnate le forze più retrive del sistema militare e istituzionale italiano al fine di istigare giovani terroristi senza futuro e vecchi fascisti senza vergogna al massacro di cittadini e lavoratori inconsapevolmente scelti come vittime sacrificali sull'altare della guerra fredda.

1.8.10

BOLOGNA 2 AGOSTO: VIDEO DEGLI STUDENTI

Un video elaborato dagli studenti universitari per ricordare il 30esimo anniversario della strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Questo il risultato del progetto chiamato "NowHere" giunto al quinto anno, ideato dall'Università di Bologna con l'obiettivo di mantenere vivo il ricordo e la memoria storica nelle giovani generazioni. Il film dal titolo "10.25", l'ora i cui l'ordigno esplose nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna affollata di turisti e persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, è stato elaborato dagli studenti, quasi tutti intorno ai 20 anni (quindi non ancora nati all'epoca dell'attentato) nel corso di un laboratorio sotto la guida del regista e docente universitario Filippo Porcelli. Il finale del cortometraggio riprende i celebri fotogrammi dell'attore Harold Lloyd appeso con le mani alla lancetta dell'orologio sulla sommità di un grattacielo nel film "Safety Last!" e sostituisce il quadrante originale con la sagoma dell'orologio della stazione di Bologna con le lancette ferme.



VEDI: STRAGI DI STATO

BOLOGNA 2 AGOSTO 1980: 30 ANNI FA LA PIU' GRANDE STRAGE ITALIANA DI TERRORISMO

Alle 10.25 del 2 agosto 1980, trent’anni fa, una valigia lasciata nella sala d’aspetto di seconda classe, contenente 20 chili di esplosivo militare militare gelatinoso, esplode sbriciolando la sala d’aspetto, sfondando quella di prima classe, due vagoni del treno Ancona-Basilea sventrati come il ristorante. In pochi secondi 85 morti e 205 feriti di cui 70 con invalidità permanente. La più grande strage italiana di terrorismo. In trent’anni sono stati condannati due manovali neo-fascisti Francesca Mambro e Giusva Fioravanti ma non conosciamo ancora i mandanti e i complici che lavorarono a un gigantesco depistaggio che non è ancora finito. La colpa delle classi dirigenti del tempo e degli apparati dello Stato vicini ai neofascisti è enorme. Ed è significativo che il governo Berlusconi non sia presente alla commemorazione, né lo siano il presidente del Consiglio né il ministro della Giustizia Alfano. Hanno paura dei fischi e delle contestazioni della gente di Bologna.
Una classe politica di governo che non ha neppure il coraggio di affrontare l’opinione pubblica è lo specchio purtroppo di quest’Italia senza memoria che, due anni fa, ha dato la maggioranza dei voti al populismo autoritario di Berlusconi.
E’ arrivato il momento di voltare pagina e comporre il contrasto aperto in Italia da più di un cinquantennio tra la società politica e la società civile sulla verità della nostra storia, sulla punizione dei responsabili delle stragi e dei servitori dello Stato infedeli.
Perciò tanti di noi continuano, nonostante tutto, a far politica e a battersi per sostituire una classe dirigente indecente e costruire un’Italia democratica fedele alla costituzione e alle leggi.
Ci riusciremo. Ma è necessario che gli italiani si sveglino e lottino per mandare a casa chi non è all’altezza della crisi politica e morale, oltre che economica, che attanaglia l’Italia.
Negli ultimi mesi ho ripercorso, per un libro che uscirà nei prossimi mesi, il filo rosso che ha percorso la storia repubblicana e ho dovuto verificare che troppe stragi sono ancora impunite, che sui terrorismi sappiamo ancora troppo poco, che le vittime di piazza Fontana, dell’Italicus, del rapido 904, di piazza della Loggia a Brescia, di Ustica, della stazione di Bologna gridano nelle nostre orecchie che è necessaria la verità per andare avanti. Che bisogna togliere, davvero, dopo trent’anni il segreto di Stato.
Altrimenti non potremo guardarci negli occhi e parlare ai nostri figli e nipoti, non riusciremo a difendere la nostra democrazia repubblicana.
La strage di Bologna parla così alla nostra memoria e noi dobbiamo ricordarlo se crediamo alla nostra costituzione e agli uomini e donne migliori della repubblica.
di Nicola Tranfaglia

30° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA

Alle 10:25, nella sala d'aspetto di 2° classe della Stazione di Bologna Centrale, affollata di turisti e persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplose, causando il crollo dell'ala ovest dell'edificio. L'esplosivo, di fabbricazione militare, era posto in una valigetta sistemata a circa 50 centimetri d'altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante ...dell'ala ovest, allo scopo di aumentarne l'effetto; l'onda d'urto, insieme ai detriti provocati dallo scoppio, investì anche il treno Ancona-Chiasso, che al momento si trovava in sosta sul primo binario, ed il parcheggio dei taxi antistante l'edificio.
L'esplosione causò la morte di 85 persone ed il ferimento o la mutilazione di oltre 200.

La città reagì con orgoglio e prontezza: molti cittadini, insieme ai viaggiatori presenti, prestarono i primi soccorsi alle vittime e contribuirono ad estrarre le persone sepolte dalle macerie; immediatamente dopo l'esplosione la corsia di destra dei viali di circonvallazione che circondano il centro storico di Bologna, e su cui si trova la stazione, fu riservata alle ambulanze ed ai mezzi di soccorso e, dato il grande di numero di feriti, non essendo tali mezzi sufficienti al loro trasporto verso gli ospedali cittadini, vennero impiegati anche autobus, auto private e taxi ed, al fine di prestare le cure alle vittime dell'attentato, i medici ed il personale ospedaliero fecero ritorno dalle ferie, così come i reparti, chiusi per le festività estive, furono riaperti per consentire il ricovero di tutti i pazienti.

STRAGE DI BOLOGNA 1980-2010: COMMEMORAZIONE SENZA MINISTRI

BOLOGNA - Sarà il prefetto di Bologna, Angelo Tranfaglia, a rappresentare lunedì 2 agosto il governo alla commemorazione per i 30 anni della strage di Bologna. Al posto dei politici, due ragazze nate nel 1980 saliranno sul palco allestito davanti all’ingresso principale della stazione, per commemorare le 85 vittime. Per la prima volta non ci sarà quindi nessun rappresentante dell'esecutivo in veste ufficiale alla cerimonia. Tranfaglia parlerà alle 8,30 ai parenti delle vittime nella sala del consiglio comunale prima della partenza del corteo. Lo ha confermato il commissario Anna Maria Cancellieri, che da alcuni mesi svolge le funzioni di sindaco a Bologna, spiegando che la comunicazione ufficiale è arrivata venerdì sera in prefettura.

STRATEGIA - Il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi, che da anni si batte per l’abolizione del segreto di Stato e per conoscere la vera dinamica della strage, aveva chiesto di abbassare i toni delle contestazioni ai rappresentanti dei governi che accompagnano da molti anni la celebrazione della strage. «Avevamo fatto di tutto per avere risposte dal governo sul segreto di Stato e sui risarcimenti, così invece non ce ne saranno. Anche per la commemorazione di Borsellino non c'era nessuno: non vorrei che fosse una nuova strategia governativa quella di evitare i momenti delicati», ha commentato Bolognesi.
IDV: SCHIAFFO A VITTIME - «Il governo dà uno schiaffo alla memoria delle 85 vittime della strage di Bologna e ai loro familiari», ha commentato in una nota il portavoce di Italia dei valori, Leoluca Orlando. «È ignobile il fatto che nessun ministro e vice ministro sarà presente a Bologna. In trent'anni non è mai accaduto. Continuiamo a batterci per demolire questo muro di gomma che impedisce di accertare tutte le responsabilità per una strage che ha provocato moltissime vittime innocenti».

29.7.10

DUE AGOSTO, ANCHE IL WEB SI MOBILITA «SCIAME DI VIDEO» PER NON DIMENTICARE

Su Youtube i contributi arrivati all'iniziativa «La faccia, la testa e il cuore».

L'orologio della stazione di Bologna, rimasto fermo alle 10,25 in memoria della strage del 2 agosto 1980L'orologio della stazione di Bologna, rimasto fermo alle 10,25 in memoria della strage del 2 agosto 1980
Anche il web si mobilita per ricordare la strage alla stazione di Bologna e le vittime di quella bomba scoppiata il 2 Agosto 1980, alle 10,25: 85 i morti, 200 i feriti.
C'è un gruppo su Facebook («Bologna, 2 agosto 1980, 2 agosto 2010»), che invita - per il trentennale dalla strage - a sostituire la propria immagine profilo con quella dell'orologio della stazione di Bologna, che ancora segna quell'ora: le 10,25.
E c'è uno «sciame di video», come lo definiscono gli organizzatori, lanciato su YouTube. L'iniziativa è di Alessandro Lanzani, milanese, che ha intitolato il suo progetto «La faccia, la testa e il cuore»: l'idea è di riempire il web di facce, appunto, che ricordano le vittime della strage alla stazione. Chiunque può inviare il proprio video, l'importante sono le parole: poche, semplici e uguali per tutti (info su Facebook). Un'eccezione è stata fatta per Cristina Caprioli, che nella strage di Bologna ha perso un fratello, Davide, allora ventenne. I video stanno arrivando, anche dall'estero, e gli organizzatori li stanno caricando su YouTube: sono già una trentina, saranno una cinquantina per il 2 Agosto. Ci sono ragazzini, adulti e anziani, a casa, al lavoro o per strada: per ricordare la strage, insomma, ognuno a modo suo "ci mette la faccia". Qui sotto trovate i link ad alcuni di questi video, mandati da varie zone d'Italia.

29 luglio 2010 Fonte: CORRIERE DI BOLOGNA 


25.7.10

GIRO D'ITALIA A TAPPI - "NUN TE REGGHE CCHIU' "


Roma - L'Aquila - Bologna giovedì 29 e 31 luglio , 2 agosto 2010
1 Tappo:
29 Luglio 2010 - Roma Montecitorio - NO BAVAGLIO
Percorso collinare insidioso sui 7 colli di Romolo e "Remolo" con arrivo dentro la Camera dei Deputati - alcuni tratti in discesa con modifiche subdole al D.D.L. Anti-intercettazioni e tratti repentini in salita per censurare internet, i blog ed impedire ai Magistrati ed alla Polizia di sgominare la criminalità organizzata e la corruzione.

2 Tappo - 31 Luglio 2010 - L'Aquila Centro Storico - L'AQUILA DAY

Percorso di montagna con arrivo in salita - per accedere al cratere del terremoto che ha devastato l'area nel 2009.

Squadra da battere: Cricca - Bertoladri - Quelli che alle 3:32 di notte ridevano.
Capitano: Nano con casco da pompiere per le mechès sulla moquette acrilica, tour operator dei terremotati in vacanza sulle navi da crociera e la costa adriatica.

http://www.facebook.com/event.php?eid=140636879298296&ref=ts#!/event.php?eid=108939389157197&ref=ts 

3 Tappo - 2 Agosto 2010 - Bologna Stazione - MAI PIU' STRAGI
Percorso di pianura con arrivo in città - per non dimenticare la terribile strage del 2 Agosto 1980 nel percorso formativo "democratico" italiano.
Squadra da battere: Servizi Segreti Italiani, Americani, Palestinesi, Israeliani - Cossiga.
Capitano: Nano che vuole prolungare oltre il 31 Dicembre 2010 il Segreto di Stato su questa strage.
http://www.oggibologna.it/cronaca/39-provincia/1169-strage-bologna-bolognesi-proroga-segreto-di-stato-uno-scandalo.html
http://www.facebook.com/event.php?eid=140636879298296&ref=mf

Pur contro avversari fortissimi e pericolosi, Luciano Moggi, in tribuna con Pairetto e Bergamo, sa già chi sarà il vincitore: ... and the winner is ...

la SOCIETA' CIVILE ITALIANA 

VEDI: STRAGI DI STATO

STRAGE DI BOLOGNA 2 AGOSTO 1980 - 2010: LA STAFFETTA


VEDI: STRAGI DI STATO

13.12.09

PIAZZA FONTANA 2009- MANIFESTAZIONE A MILANO: ANCORA VERITA' TACIUTE


Ieri a Milano si sono svolte 2 manifestazioni in occasione dei quarant'anni dalla Strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969.
Due cortei separati:
Uno promosso dal Comitato permanente antifascista, con partenza alle ore 15.00 da Piazza della Scala.
Consideriamolo "istituzionale", vi erano i familiari delle vittime, i gonfaloni di Milano con il sindaco Letizia Moratti accompagnata da numerosi assessori e consiglieri comunali, i vessilli della Provincia, con il presidente Guido Podesta', quelli delle citta' di Napoli, Bologna, Firenze, nonche' di numerosi Comuni del Milanese. In fondo al corteo sventolano invece numerose bandiere di partito, quelle del Pd, del Partito socialista e molte bandiere rosse.


Il secondo, con concentramento alle ore 15.00 in Piazza Missori, promosso da: Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani,Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa, Associazione culturale Punto Rosso, Teatro della Cooperativa, Associazione per non dimenticare Claudio Varalli e Giannino Zibecchi, Associazione familiari e amici di Fausto e Iaio, Gli amici e i compagni di Luca Rossi, Osservatorio Democratico sulle nuove destre, Sinistra Critica, Lidia e Mario Franceschi, Rosa Piro mamma di Dax, Corsari Milano, Partigiani in ogni quartiere.

La partecipazione è stata notevole così come la presenza anche di giovani a testimoniare che la memoria  della Strage di Stato non è persa nonostante 40 anni e nessuna chiara sentenza di condanna dei mandanti materiali e occulti.

Entrambi i cortei hanno chiesto  che sia fatta luce sull'orrenda strage che diede il via alla "Strategia della Tensione" attraverso una catena di attentati e vittime che insanguinarono l'Italia per decenni.
Piazza Fontana non fu un evento isolato da quanto avvenne successivamente a Milano e nel resto del Paese, una strategia della tensione generata e realizzata attraverso i servizi segreti deviati e frange dell'estremismo eversivo di destra.
Nonostante non vi sia ancora una verità chiara di carattere giuridico, quella storica  e nota già da allora e negarla accomunando genericamente "tutte le vittime del terrorismo" porta alla revisione mistificatoria di un periodo storico del nostro paese e alla negazione della complicità degli apparati dello stato  che ebbero in quegli anni; non a caso l'insabbiamento della verità è ancora in corso e ne impedisce la scrittura completa e trasparente di quello che avvenne.
E' per questo che vi sono state due manifestazioni separate. 
Quella "istituzionale" che tenta di nascondere la memoria storica e dei milanesi e  quella che tale memoria non è disposta a dimenticare.
Il  comune di Milano spinge per eliminare  il riferimento dalla  lapide in cui si ricorda Pinelli come vittima della strage di stato e non suicida come si è cercato di far passare,, La Moratti si presenta il 12 dicembre in piazza a chiedere "la verità" sulla strage di Piazza Fontana? Ha ricevuto fischi.

I rappresentanti politici della provincia e della regione in nome della pace sociale tentano da anni di far passare la riconciliazione sociale accumunando tutte le vittime del terrorismo come vittime di una stessa genesi negando le verità storiche e vengono in piazza a chiedere "verità"? Hanno ricevuto fischi.

I pentiti del terrorismo hanno aiutato a comprendere quanto avvenne in quegli anni, ma ancora manca la verità delle complicità dei servizi segreti con il terrorismo nero quali artefici di una linea di sangue che partì proprio da Piazza Fontana. 

La  piazza è stata transennata per non disturbare la commemorazione ufficiale, proprio in occasione del quarantesimo della strage, impedendone l'accesso ai milanesi che NON DIMENTICANO.

Atto di grave negazione della democrazia e della piazza alla gente che ha manifestato in modo compatto e numeroso perchè proprio la memoria non sia  dimenticata.
Così è stato un atto doveroso e giusto far sì che proprio il luogo storico della strage fosse aperto a chiunque fosse in piazza per ricordare che LA STRAGE E' DI STATO.

PIAZZA FONTANA 2009- MANIFESTAZIONE A MILANO: ANCORA VERITA' TACIUTE


Rainews24 ... Due cortei, quello istituzionale e quello della sinistra radicale, hanno sfilato per la citta' divisi soprattutto per il ricordo dell'anarchico Giuseppe Pinelli, morto in questura dopo due giorni di interrogatorio, e sulla 'lettura politica' dell'eccidio. Lo striscione con la scritta 'La strage e' di Stato' ha aperto il corteo della sinistra antagonista, un'interpretazione che, soprattutto nelle istituzione, non tutti condividono. (e come mai? n.d.r.) 

Non ho visto nessuna ripresa del corteo non istituzionale in TV RAI, ecc....

p.s. 
che vuol dire "sinistra antagonista" ? 
c'è un'altra sinistra complice?  
o c'è un centro-sinistra e una sinistra e basta?

Luciana P. Pellegreffi

VEDI: STRAGI DI STATO

9.12.09

12 DICEMBRE PIAZZA FONTANA: MANIFESTAZIONE ORE 15 PIAZZA MISSORI, MILANO


Piazza Fontana, LA STRAGE IMPUNITA

Per ricordare la strage fascista di piazza Fontana, a quarant’anni dall’inizio della strategia della tensione, l’uccisione di Giuseppe Pinelli e le responsabilità degli organi di polizia e dei servizi segreti che finanziarono e protessero i gruppi neofascisti, sabato 12 dicembre alle 15.00 vi sarà un corteo che, partendo da piazza Missori, farà una prima sosta davanti alla lapide di Saverio Saltarelli, ucciso da un candelotto lacrimogeno nel corso di violente cariche dei carabinieri solo un anno dopo, per terminare in piazza S. Stefano davanti ai monumenti di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi, giovani militanti antifascisti caduti a Milano nell’aprile 1975 per difendere la democrazia al pari di Giovanni Ardizzone, Roberto Franceschi, Alberto Brasili, Gaetano Amoroso, Fausto e Iaio, Luca Rossi e Dax.
La strage di piazza Fontana, con la morte di 17 persone inermi e il ferimento di quasi un centinaio fu determinata da una bomba collocata dal gruppo fascista di Ordine nuovo all’interno della Banca nazionale dell’agricoltura, con la copertura di apparati dello Stato con l'intento creare nel paese un clima di terrore per bloccare, attraverso la repressione poliziesca ed il restringimento delle libertà democratiche, le lotte operaie e studentesche che stavano scuotendo dalle fondamenta la società borghese e capitalista.
A sancire questa verità le parole scritte nelle ultime sentenze che pur comportando l’assoluzione degli imputati hanno riaffermato la matrice dell’attentato, nonché le responsabilità di Franco Freda e Giovanni Ventura, due degli stragisti fascisti, ormai non più processabili. Il gruppo, che comprende anche Delfo Zorzi, latitante in Giappone, è sotto processo anche per la strage di Brescia.
Ribadirlo significa testimoniare una verità che qualcuno vorrebbe ancora oscurare in nome di una generica condanna al terrorismo. Con essa nascondere anche le tragiche circostanze della morte di Giuseppe Pinelli, la diciottesima vittima innocente di piazza Fontana, che precipitò da una finestra del quarto piano della Questura milanese, non certo un “malore attivo”, quando si cercava di attribuire agli anarchici e alle sinistre la responsabilità di quanto accaduto.
La memoria di ieri impone di parlare del presente e quindi essere in movimento contro fascismo, razzismo e omofobia. C'è chi non dimenticherà di portare con sé "Dax" Davide Cesare e "Abba" Abdoul Guibre, non per farne dei martiri o degli eroi ma ancora una volta per ribadire che l'omicidio di questi 2 giovani è ancora una ferita aperta e anche per questo motivo fascisti vecchi e nuovi non possono avere spazio in questa città.
Saremo in piazza per dire ancora una volta che riteniamo indegni i tentativi di militarizzare i territori con forze di polizia impunite chiamate a manganellare, arrestare, "immunizzare" qualsiasi manifestazione di dissenso, nel tentativo di sgomberare e svendere ogni spazio di libertà e alternativa culturale mentre nel frattempo veniamo "privati" di ogni diritto e bene comune, aria e acqua comprese. E contro gli attacchi, i blitz squadristi e la violenza che sta subendo oggi chi lotta per la difesa del proprio reddito e lavoro. Chi non dimentica la gravità delle violenze e attacchi alla comunità gay e glbtq.
Scenderemo in piazza per non dimenticare niente e nessuno. Per dire ancora una volta che la matrice della strage è fascista, che la strage è di Stato.


Rifondazione Comunista
Comunisti Italiani
Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa
Associazione culturale Punto Rosso
Teatro della Cooperativa
Associazione per non dimenticare Claudio Varalli e Giannino Zibecchi
Associazione familiari e amici di Fausto e Iaio
Gli amici e i compagni di Luca Rossi
Osservatorio Democratico sulle nuove destre
Sinistra Critica
Lidia e Mario Franceschi
Rosa Piro, la mamma di Dax
Corsari Milano
Partigiani in ogni quartiere


Loro non molleranno, ma noi non dimentichiamo!
Spero che sia un momento di unità tra le "vecchie e nuove" generazioni democratiche di Milano perchè un popolo che non ha memoria non ha fututo e vigilare sulla democrazia ancora oggi è di vitale importanza per noi tutti.

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12 dicembre 1969 - 2009 DOPO 40 ANNI DALLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA: APRIRE GLI ARCHIVI ! 


STRAGI DI STATO E GESTIONE DEL POTERE


Luciana P. Pellegreffi

VEDI: STRAGI DI STATO

PIAZZA FONTANA: SOLO L'OPPOSIZIONE VOTA LA MOZIONE IN CONSIGLIO PROVINCIALE DI MILANO

 Il Consiglio provinciale di Milano ha approvato nella seduta del 30 novembre una mozione, prima firmataria la consigliera Benedetta Tobagi, in merito all’ anniversario della strage di piazza Fontana che ricorrerà il prossimo 12 dicembre 2009.

Nel testo si chiede al presidente Guido Podestà e all’ assessore alla cultura Umberto Maerna di riferire in Consiglio sulle iniziative che intendono promuovere per celebrare il quarantesimo anniversario della strage, si sollecita, inoltre, la Provincia a partecipare al corteo istituzionale previsto il 12 dicembre prossimo e a ricevere una delegazione di rappresentanti delle associazioni di familiari delle vittime del terrorismo e delle stragi.
La mozione è stata approvata, dopo essere stata emendata, con il solo voto favorevole dell’opposizione (11 voti) e con l’ astensione di PDL e Lega Nord (14 voti).

Il capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, ha dichiarato:
“Ritengo importante che il Consiglio provinciale abbia approvato un documento che ufficializza la rappresentanza della Provincia di Milano alle celebrazioni del quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana. Non posso però nascondere un certo sconcerto in merito alle titubanze del centrodestra concretizzatesi nella richiesta di cancellare nella mozione, pena il voto contrario, ogni riferimento alle responsabilità nell’attentato ascritte ai neofascisti di Ordine Nuovo. 
Ritengo necessaria una discussione esplicita nel merito e sono rammaricato che il Presidente Podestà e il Vicepresidente Maerna, ai quali la mozione approvata delega alcuni importanti atti, non fossero nemmeno presenti in aula. Come istituzione abbiamo un compito enorme nel tener viva la Memoria di quei tragici fatti perché, quarant’anni dopo, soprattutto nelle giovani generazioni, ma non solo, la conoscenza della verità storica si sta facendo sempre più labile. Un fatto grave non solo nei confronti delle vittime e dei loro familiari ma anche per la coscienza democratica del Paese. Mi auguro ci saranno altre occasioni per discutere nel merito perché ho chiarito in Consiglio che il nostro voto favorevole al testo definitivo della mozione equivale al nostro impegno nel condannare la matrice fascista della strage di Piazza Fontana e nella difesa dei valori della nostra Costituzione nata dalla Resistenza”.


Il revisionismo e le mistificazioni non possono concellare  la verità storica: Piazza Fontana fu l'inizio della strategia della tensione e fu strage di stato con la complicità della destra eversiva.
Loro non molleranno, ma noi non dimentichiamo!

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