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9.1.12

LO SCRITTORE LANCIA “L'EDUCAZIONE FISCALE”


Il coraggio, ha detto qualcuno, è contagioso. E sarà per l’efficacia mediatica del blitz a Cortina, sarà per l’esasperazione dovuta alle pesanti misure della manovra, ma mai come in questo periodo il tema della lotta all’evasione fiscale sembra godere del consenso popolare. E piccoli comportamenti quotidiani, ed esempi, possono aiutare questa battaglia quanto l’attività della Guardia di Finanza. Non è un caso che sia stata una vera hit ieri su Facebook, una nota pubblicata dallo scrittore Alessandro Rimassa già autore, tra l’altro, del bestseller Generazione Mille euro (con Antonio Incorvaia).

Alessandro racconta una piccola esperienza che, grosso modo, sarà capitata a tutti. Dopo una serata in discoteca a Milano, va con gli amici in un forno aperto di notte per comprare qualcosa da mangiare. Si tratta, scrive, di “Princi, il panettiere che si trova in piazza XXV Aprile 5 a Milano”. “Davanti a me – racconta – c’erano 17 persone, tutti hanno preso pizza per importi di 3, 50 euro ciascuno o superiori. A nessuno è stato rilasciato lo scontrino fiscale.

8.1.12

Befera rilancia: "Serviamo lo Stato e non ci fermeremo"


Befera rilancia: "Serviamo lo Stato e non ci fermeremo"

Attilio Befera


"L'Italia deve tornare alla legalità. da febbraio nuovi blitz stile Cortina". Le imposte servono a pagare i servizi di cui tutti i cittadini beneficiano, dagli ospedali alle scuole. Chi le evade commette un vero furto ai danni di tutti noi, è bene ricordarlo. Grazie all'incrocio con i dati del Pra sui proprietari di auto di lusso, abbiamo fatto emergere 160 milioni di imposte evase. E circa mille contribuenti controllati hanno pagato oltre 60 milioni di tasse in più"
di MASSIMO GIANNINI 
"LO RINGRAZIO, ce n'era davvero bisogno...". Per una volta, Attilio Befera può dismettere i panni di San Sebastiano. Nella guerra agli evasori fiscali il presidente del Consiglio si schiera senza se e senza ma a difesa dell'Agenzia delle Entrate e di Equitalia. E l'uomo che riscuote i tributi per conto dello Stato, contestato dai furbetti delle tante Cortine d'Italia, bersagliato dai reietti dell'eversione violenta e accusato dagli inetti di una destra anti-borghese e illiberale, sente finalmente lo Stato dalla sua parte. "Noi facciamo solo il nostro dovere. E lo facciamo sulla base delle leggi votate all'unanimità, da tutto il Parlamento. E continueremo a farlo, perché questo Paese deve decidere da che parte stare: con o contro lo Stato di diritto".

Il 42% dei possessori di barche di lusso, il 31,7% di proprietari di auto di altissima cilindrata e il 25,7% degli intestatari di aerei da diporto dichiarano redditi inferiori ai 20 mila euro l'anno. Le categorie del lavoro autonomo denunciano in media 18 mila euro l'anno, contro i 25 mila euro denunciato dal lavoro dipendente. La Guardia di Finanza fa un blitz a Cortina, scopre che su 133 possessori di auto di lusso 100 dichiarano meno di 30 mila euro e fa lievitare fino al 400% il volume dei ricavi di negozi e commercianti certificati dall'emissione di scontrini e ricevute fiscali. Di fronte a questo scandalo della democrazia, che destabilizza le fondamenta del patto sociale e altera le basi del libero mercato, succedono due cose incredibili. Un pezzo di Paese grida all'"oppressione fiscale". E un pezzo di Parlamento difende i "ladri" e accusa le "guardie". SEGUE

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7.1.12

I CONTROLLI FISCALI FANNO BENE ALL'ECONOMIA


 testo alternativo per immagine
Risultati importanti nel contrasto all’evasione sono stati raggiunti nell’operazione dell’Agenzia delle Entrate in cui sono stati impegnati 80 funzionari, lo scorso 30 dicembre, a Cortina.
L’intervento della vigilia di San Silvestro rientra nella normale attività di presidio del territorio da parte delle Entrate, non solo in Veneto ma su tutto il territorio nazionale, ed è stata portata avanti dai funzionari del Fisco con competenza e professionalità, con il minimo intralcio allo svolgimento dell’attività commerciale, al punto che, talvolta, gli agenti sono stati scambiati dalla clientela per commessi degli stessi esercizi commerciali.

Il controllo ha riguardato solo 35 esercizi commerciali (ristoranti, bar, alberghi, saloni di bellezza, farmacie, gioiellerie, boutique, eccetera) su un totale di quasi 1.000 presenti nella “Perla delle Dolomiti” e ha comportato una lievitazione degli incassi delle strutture “verificate” sia rispetto a quelli del giorno precedente, sia a quelli registrati nello stesso giorno del 2010.

Si può ben dire che il Fisco fa bene agli affari se i ristoranti hanno registrato un incremento degli incassi fino al 300% rispetto a quello del 30 dicembre dell’anno precedente (110% in più rispetto al giorno prima), i bar hanno incassato fino al 40% in più rispetto allo stesso giorno del 2010 (+104% rispetto al 29 dicembre 2011) e gli esercizi commerciali di lusso hanno avuto un aumento delle entrate fino al 400% rispetto al 30 dicembre 2010 (+104% rispetto al giorno prima).

5.1.12

L'ITALIA ALLO SFASCIO GRAZIE A QUESTI POLITICI, SANTANCHE': CONTROLLI FISCALI A CORTINA DANNOSI

SANTANCHE': "I CONTROLLI DEL FISCO A CORTINA DANNEGGIANO IL TURISMO. E POI E' INGIUSTO COLPIRE LA RICCHEZZA"


CORTINA D'AMPEZZO (Belluno) — Tutti contro l’agenzia delle entrate. Dopo il maxi-blitz del 30 dicembre, quando ottanta ispettori si sono presentati in decine di negozi e alberghi di Cortina d’Ampezzo, scatta la protesta di politici e Vip che in questi giorni affollano la capitale del turismo di lusso. L’ex sottosegretario Daniela Santanchè, abituale ospite della Regina delle Dolomiti si dice scandalizzata. «Sono assolutamente contraria a questi metodi da polizia fiscale e trovo sbagliato colpire la ricchezza. Ci lamentiamo tanto che il Paese non cresce, poi chi è ricco in questo periodo viene guardato con sospetto, come colui che certamente evade il fisco». La condanna è netta: «Non trovo giusto colpire Cortina che è un simbolo del nostro turismo per fare controlli fiscali».

Corrieredelveneto.it

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CONTRO L'AGENZIA DELLE ENTRATE NON CI SONO CERTAMENTE LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI CHE LAVORANO, I PENSIONATI E TUTTI I CITTADINI IMPRENDITORI ONESTI CHE PAGANO LE TASSE.
IL RISULTATO DELL'ISPEZIONE FISCALE CONFERMA LA GRANDE L'EVASIONE  FISCALE PAGATA COME MANCATE ENTRATE DALLE MANOVRE LACRIME E SANGUE SUI CITTADINI ONESTI.

CORTINA E' SOLO LA PUNTA DI UN ICEBERG CHE SPERIAMO VENGA PRESTO A GALLA.

UN POLITICO DOVREBBE BEN CONOSCERE IL SIGNIFICATO DELL'ETICA PUBBLICA E DELL'ONESTA' CHE DOVREBBERO GUIDARE I RAPPRESENTANTI ELETTI A GOVERNARE IL PAESE, MA NON AVEVAMO DUBBI CHE LA SANTANCHE' TALI  VALORI IGNORASSE

"INGIUSTO COLPIRE LA RICCHEZZA" CERTO MEGLIO COLPIRE I SOLI NOTI CHE PAGANO LE TASSE !  

Luciana P. Pellegreffi

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11.12.11

Quei maledetti 98 miliardi che lo Stato non vuole riscuotere


98 miliardi di euro slot machine machines fisco monopoli Atlantis Claudio Messora Byoblu Byoblu.Com

articolo di Valerio Valentini per Byoblu.com

E se mentre vi stanno decurtando la pensione, obbligandovi a lavorare per altri 6 anni, vi dicessero che ci sono 98 miliardi di euro che lo Stato potrebbe riscuotere ma a cui non sembra per nulla interessato? E se mentre le accise sulla benzina aumentano e fare un pieno diventa un salasso veniste a sapere che sono 4 anni che i vari governi di destra, di sinistra e di impegno nazionale non fanno nulla per recuperare quella cifra enorme che, da sola, basterebbe a pagare gli interessi sul debito pubblico nazionale per un anno intero?

Un po’ di storia

 E' il maggio del 2007 quando una Commissione Parlamentare prima, e il Gruppo Antifrodi Tecnologiche della Guardia di Finanza poi, al termine di una lunga inchiesta comunicano i risultati alla Corte dei Conti. E sono dati sconcertanti. Le dieci maggiori società concessionarie che gestiscono le slot machine avrebbero contratto un debito col Fisco per gli anni 2004-2007 pari a circa 100 miliardi. La truffa erariale più grande che la storia della nostra Repubblica ricordi.

Segue


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26.11.11

EVASIONE FISCALE: ANCORA VIP SOTTO ACCUSA: DOLCE E GABBANA e TIZIANO FERRO

 
– Sicuramente non sono i primi personaggi famosi a cui il fisco si interessa e probabilmente non saranno neanche gli ultimi. Dopo il caso forse più eclatante di Valentino Rossi, alla lista dei presunti evasori milionari si aggiungono anche il cantante Tiziano Ferro e gli stilisti Dolce & Gabbana.
Al cantautore laziale l’agenzia delle entrate ha contestato mancati pagamenti di imposte per circa 5 milioni di euro ed altri 5 a titolo di imposte e di sanzioni. Il caso è abbastanza simile a quello del famoso pilota ed anche la presunta residenza fittizia è la stessa, l’Inghilterra. In questo caso Tiziano Ferro avrebbe preso la residenza in Inghilterra usufruendo di un regime fiscale più favorevole rispetto all’Italia, ma di fatto ha dimorato nello Stato Italiano per più di 183 giorni essendo quindi di fatto residente in Italia ed assoggettato al fisco nostrano. Questa la motivazione dell’accertamento di oltre 10 milioni di euro recapitato al famoso cantante. Quest’ultimo non ha commentato la notizia ritenendola in parte errata e bisognosa di conferme.

2.10.11

E IO PAGO .. "FRODE TELEFONICA"

Fisco: frode "telefonica" da Bologna a San Marino 

Scoperti 1,3 milioni di euro di rimborsi non dovuti a carico di società che opera nel bolognese

Cellulari per milioni di euro ceduti da una società bolognese attiva nel settore della vendita al Dettaglio di apparecchi audio-video ad aziende di San Marino, per frodare il fisco e vincere la concorrenza. Questa la truffa scoperta dalla Dp di Bologna, che ha rilevato un’evasione di 1,3 milioni sotto forma di indebita detrazione Iva per acquisti inesistenti.
Secondo la ricostruzione dei funzionari dell’Agenzia, il meccanismo ideato per ottenere rimborsi Iva non dovuti consentiva alla società bolognese di abbassare i prezzi finali dei beni nei propri punti vendita, con un conseguente danno per la concorrenza.

1.10.11

E IO PAGO ... Emilia Romagna Triangolazioni “di padre in figlio”.


Scoperta frode Iva da 635mila euro. Da Parma a San Marino, con tappa a Reggio Emilia. L'itinerario "sospetto" è stato scoperto dall'Agenzia di Parma

Da Parma a San Marino, con tappa a Reggio Emilia. Una società parmense acquistava materiali plastici da un’azienda sanmarinese, dietro la quale si nascondeva il figlio di uno degli mministratori della stessa società. Per camuffare il legame, i due ricorrevano a un “terzo incomodo”, un’azienda con sede nel reggiano, che sulla carta acquistava i beni dal fornitore sanmarinese e li rivendeva alla
società madre. Un’evasione Iva da 635 mila euro scoperta dall’Agenzia delle Entrate di Parma in collaborazione con l’Ufficio Antifrode della Direzione Regionale Emilia-Romagna.
L’evasione smascherata dai funzionari del Fisco si reggeva sul classico modello della “frode carosello”. Le indagini hanno infatti dimostrato che la merce spedita da San Marino anziché rrivare in provincia di Reggio Emilia, come risultava dalla fatture, giungeva direttamente negli stabilimenti della società parmense attiva nel settore della lavorazione della plastica.

E IO PAGO ... AVVISO AI LITIGANTI

 EVASIONE FISCALE: 
Dichiarazioni rese in verifica: il rappresentante inguaia la società 

Equivalgono a confessione stragiudiziale e sono prova diretta del maggior imponibile accertato nei confronti dell’azienda, senza bisogno di ulteriori riscontri
SINTESI: L’art. 52, comma 5, del Dpr n. 633 del 1972 (richiamato dal Dpr n. 600 del 1973, art. 33, comma 1), secondo cui “i libri, registri, scritture e documenti di cui è rifiutata l’esibizione” (per rifiuto di esibizione si
intendono anche la dichiarazione di non possedere i libri, registri, documenti e scritture e la sottrazione di essi alla ispezione) “non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente ai fini dell’accertamento in sede amministrativa o contenziosa”, costituisce eccezione a regole generali; pertanto, non può essere applicata oltre i casi e i tempi da essa considerati e, soprattutto, deve essere interpretata in coerenza e alla luce dei principi  affermati dagli artt. 24 e 53 della Costituzione.

12.1.11

MILANO: IN COMUNE LA MOZIONE DI RITIRO DELLA BENEMERENZA A DOLCE E GABBANA

COMUNICATO STAMPA DEI CONSIGLIERI COMUNALI ALDO UGLIANO E BASILIO RIZZO:
DEPOSITATA LA MOZIONE DI REVOCA DELL'AMBROGINO D'ORO A DOMENICO DOLCE E STEFANO GABBANA. CONTINUA IL SILENZIO DEL SINDACO MORATTI

Il 7 dicembre 2009 è stata conferita la civica benemerenza a Domenico Dolce e Stefano Gabbana per "....omissis.... hanno contribuito a rafforzare l'immagine di Milano capitale di stile ed originalità in tutto il mondo."
Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono coinvolti in una inchiesta per evasione fiscale per circa 249 milioni di imponibile, tra il 2004 e il 2006, inchiesta che comporterebbe una sanzione pecuniaria di circa 800 milioni di euro. La civica benemerenza è il riconoscimento che il Comune di Milano conferisce a coloro che hanno reso alto il prestigio di Milano attraverso la loro personale virtù.
Nei primi giorni di dicembre, Basilio Rizzo aveva indirizzato al Sindaco Letizia Moratti la richiesta di revoca della concessione. Nessuna risposta è pervenuta, com'è spesso uso di questa Amministrazione.
Rinnoviamo questa richiesta oggi, con una mozione urgente depositata in Consiglio Comunale.