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16.12.09

SALVA COPENHAGEN: UN VERO ACCORDO ORA! FIRMA ANCHE TU


A soli 3 giorni dalla sua conclusione, l'importantissimo vertice di Copenhagen sul clima sta fallendo.
Domani i leader mondiali si riuniranno per avviare negoziazioni senza precedenti di 60 ore. Ma loro faranno azioni concrete solo se lo faremo anche noi.
In tutto il mondo un movimento globale sta prendendo forma in vista di questo momento. Ora è il momento per un'ultimo, enorme sforzo -- con una richiesta pubblica a livello globale di un accordo che fermi il catastrofico cambiamento climatico. Nelle prossime 72 ore possiamo mettere insieme la petizione piú imponente della storia.Firma qui sotto, dillo ai tuoi amici e Avaaz ti aiuterà a consegnare la petizione direttamente ai leader impegnati nel vertice di Copenhagen:


Ognuno di loro dovrà decidere se farsi avanti da eroe o mandarci tutti alla rovina.
Petizione da inviare ai 110 Presidenti e Primi Ministri impegnati nelle negoziazioni di Copenhagen:


Ci appelliamo ad ognuno di voi perchè prendiate le decisioni necessarie per essere all'altezza della vostra storica responsabilità in questa crisi. I paesi ricchi devono offrire finanziamenti adeguati e tutti i paesi devono fissare obiettivi ambiziosi sulle emissioni. Vi preghiamo di non lasciare Copenhagen senza avere raggiunto un accordo equo, ambizioso e vincolante che metta il mondo al sicuro dall'aumento della temperatura globale di 2 gradi, che avrebbe conseguenze catastrofiche.

 
Luciana P. Pellegreffi

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9.12.09

SALVIAMO COPENHAGEN

La conferenza di Copenhagen sul clima è a rischio fallimento -- i paesi sviluppati non sono riusciti finora a presentare sufficienti tagli delle emissioni e soldi concreti per finanziare un possibile accordo, e la fiducia si è persa quando la bozza di programma del governo Danese è stata trapelata.


In materia di clima, le nazioni Europee sono stati in testa in in altre occasioni. Ma in Copenhagen stiamo fallendo nel fare nostro lavoro. In questi pochi ultimi giorni, i leaders Europei devono reagire e dimostrate la loro capacità per raggiungere dei veri accordi.
I nostri leaders si radunano a Brussels Giovedì e Venerdì di questa settimana per decidere il loro impegno per un accordo reale a Copenhagen. Facciamo in modo tale che ricevano migliaia di telefonate dai loro cittadini, obbligandoli così a riscattare il vertice ed offrire delle proposte più giuste ed ambiziose invece di assistere passivamente al crollo finale. Clicca qui per passare all'azione adesso:






Su questo link trovarete tutta l'informazione necessaria per inviare il vostro messaggio – suggerimenti su che cosa dire, recapiti telefonici, ed anche informazione su come le vostre telefonate stanno andando.



Dopo anni di attenti preparativi non possiamo fallire nell'ultimo momento semplicemente per una mancanza di leadership. Facciamo tutto ciò che possiamo per salvare l'accordo sul clima -- segue il link sopra per passare all'azione adesso.




Con speranza e determinazione,




Paul, Iain, Benjamin, Alice, Milena, Ricken, Paula, Graziela, Taren e tutto il team Avaaz



Tutti insieme, più telefonate facciamo, più forza il nostro messagio avrà.



Ulteriori informazione:







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LA CRISI CLIMATICA - COPENAGHEN - COSA PUOI FARE




Luciana P. Pellegreffi


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7.12.09

LA CRISI CLIMATICA - COPENAGHEN - COSA PUOI FARE


E’ in corso a Copenaghen, dal 7 al 18 dicembre 09, la conferenza mondiale sul Clima che dovrà sostituire il protocollo di Kyoto a partire dal 2012Dovranno essere prese decisioni importanti perché, se entro il 2050 il riscaldamento globale avrà superato i 2°C , un terzo o addirittura la metà di tutte le specie viventi potrebbe essere estinta.
Con 2°C in più ci saranno tremende carestie (già ora ve ne sono), miliardi di persone non avranno cibo per sfamarsi.   E’ importante da subito far propria la causa della conservazione della Natura, cambiando il nostro stile di vita,  fondando una nuova cultura basata sui valori di sobrietà, di collaborazione, di relazione edi garanzia dei beni comuni, di scambio ed uso collettivo di beni e servizi, di redistribuzione del reddito.
Purtroppo in Italia, anziché ridurre le emissioni di anidride carbonica come ci eravamo impegnati con il protocollo di Kyoto (1997), in questi anni le abbiamo aumentate. Questo deficit, nel 2012, si trasformerà in multa ( da 3 a 5 miliardi di euro l’anno) che pagheremo tutti noi italiani.
In questi giorni le autorità lombarde hanno ricevuto avvisi di garanzia per non aver rispettato il piano di azione per la riduzione dell’inquinamento atmosferico e in particolare lo sforamento dei limiti del Pm1.
L’esposizione all’inquinamento costante provoca diffuse malattie respiratorie.
Il nostro paese non si è ancora seriamente dotato di un piano energetico per abbattere  le emissioni di gas serra né a livello nazionale, né a livello regionale e comunale.
COSA DOBBIAMO FARE SUBITO COME INDIVIDUI E COME COLLETTIVITA’
- il più possibile mezzi pubblici e biciclette limitando l’uso di auto e moto;
- ridurre i rifiuti, evitare i prodotti “usa e getta”,  fare la raccolta differenziata per evitare la costruzione di nuovi inceneritori;
- aumentare l’efficienza energetica degli edifici e delle centrali elettriche;
- puntare sulle energie alternative come  turbine eoliche,  pannelli solari e fotovoltaici;
- porre fine alla distruzione delle foreste tropicali e alla cementificazione delle nostre città iniziando un   grande progetto di rimboschimento globale;
- investire in nuove centrali elettriche a gas, evitando di sprecare ingente denaro pubblico per le centrali nucleari;
- cambiare stile di vita riducendo i consumi, bevendo acqua di rubinetto, frequentando i mercatini dell’usato, autoproducendo pane, marmellate, salse, detersivi biologici.

Il surriscaldamento globale è un problema urgente,  sta innescando conseguenze, man mano che la situazione si deteriora, non ultimo il fenomeno dell’immigrazione dovuto anche alle carestie e alla mancanza d’acqua.
Purtroppo non siamo preparati ad affrontare la questione della salvaguardia della vita sulla Terra.
Noi tutti dobbiamo rivendicare il diritto ad una partecipazione democratica per contribuire a risolvere il problema.         
Sono pochi i politici, soprattutto in Italia, che se ne sono resi conto, malgrado si manifesti, a livello globale, una crescente presa di coscienza.
L’uomo è diventato il custode della natura sulla Terra e questo ci dà la dimensione della nostra responsabilità.

DIAMOCI DA FARE IMPEGNANDOCI IN PRIMA PERSONA E FACENDO PRESSIONE SUI POLITICI PER  RIUSCIRE A FERMARE L’AUMENTO DELLA TEMPERATURA GLOBALE.


Gas terra e libertà, Coordinamento Nord Sud del Mondo, Lista civica Uniti Dario Fo- Milano, Lista civica Un’altra Provincia - Milano



Luciana P. Pellegreffi

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BREVE STORIA DEL NEGOZIATO SUL CLIMA


1896
Swante Arrhenius  prevede che l’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera, causata dalla combustione di fossili, porterà al riscaldamento globale, e che il raddoppio della CO2 nell’atmosfera potrebbe far salire la temperatura media globale di 5° centigradi. Vincerà il premio Nobel nel 1903, ma la sua previsione resterà ignorata per oltre 50 anni.
1958
Iprimi controlli sistematici rivelano un rapido aumento dei livelli di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre; negli anni 70 si comincia a registrare un periodo di riscaldamento generalizzato dell’atmosfera, il riscaldamento globale (global warning).
1988
Le Nazioni Unite istituiscono il Comitato intergovernativo sul cambiamento climatico (Intergovermmental Panel on Climate Ch’ange),IPCC, consesso scientifico con funzione consultiva:
ha il compito di valutare la scienza del cambiamento climatico.
1990
Il Ipcc pubblica il suo primo rapporto. L’organizzazione metereologica mondiale (Omm) riunisce a Ginevra la prima conferenza mondiale sul clima.
Il 1990 sarà preso come annodi riferimento per ogni futuro obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra.

1992
L’Onu riunisce a Rio de Janeiro il primo vertice mondiale sull’ambiente umano, il Vertice della terra: i governi approvano la Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici (Unfcc), che impegna a” prevenire cambiamenti climatici pericolosi”.
1995
Il secondo rapporto dell’Ipcc riconosce un forte collegamento tra i cambiamenti climatici e i gas di serra antropogenici (provocati da attività umane)), “le prove dimostrano che” il riscaldamento del clima è originato da attività umane.
1997
I paesi firmatari della Convenzione sul clima, riunitiin Giappone, approvano il Protocollo di Kyoto, primo trattato internazionale con forza di legge: fissa obiettivi di riduzione delle emissioni a cui sono tenuti i paesi industrializzati entro il periodo 2008-2012. E’ sottoscritto da tutte le più importanti nazioni, compresi gli Stati Uniti di Bill Clinton: in quei giorniperò il Senato Usa approva una risoluzione che impegna la Casa Bianca a non ratificare gli accordi.
1998
E’ l’anno più caldo del decennio e del secolo.
2001
Appena insediato, il presidente degli Stati Uniti G:W:Bush afferma che gli Usa si ritirano dal protocollo di Kyoto (mai ratificato), perché rispettarlo sarebbe un danno all’economia americana e perché ne sono esenti Cina,India e altre economie emergenti. L’Australia si allinea a Washington.
2003
Un’ondata di caldo estivo uccide 30mila persone in Europa. In seguito gli scienziati concluderanno
Che è stato il primo evento attribuibile con certezza al cambiamento climatico di origine antropica. Un terzo del pianeta è afflitto da siccità.
2004
Ottobre: a sorpresa la Russiadi Putina annuncia che ratificherà il Protocollo di Kyoto. E’ la svolta decisiva: perché entrasse in vigore era necessario che fosse ratificato da almeno 55 paesi che rappresentino insieme il 55% delle emissioni globali. Il Protocollo di Kyoto entra in vigore il 1 febbraio 2005.
2007
Il quarto rapporto del Ipcc è un grido d’allarme: i cambiamenti climatici sono più rapidi di quanto
Creduto e sono irreversibili. Per evitare la catastrofe bisogna contenere l’aumento della temperatura entro i 2°centigradi. Una nuova conferenza Onu sul clima a Bali delinea l’agenda per negoziare un accordo che succederà al Protocollo di Kyoto.
2008
Per favorire un nuovo accordo l’Europa si dà l’obiettivo(unilaterale) di tagliare del 20% le emissioni di gas  di serra (rispetto al livello del 1990) entro il 2020. Barack Obama annuncia che gli Usa vogliono partecipare a un nuovo accordo mondiale sul clima.
2009
OTTOBRE: il Senato Usa comincia a discutere una bozza di legge sul clima : impone agli Usa di tagliare le emissioni del 20% entro il 2020 (una bozza già approvata dalla camera è meno ambiziosa, parla di 17% entro il 2020); ma prende a riferimento il 2005, non il 1990.
DICEMBRE: a Copenaghen un nuovo vertice sul clima. All’ordine del giorno un accordo post-Kyoto.


Luciana P. Pellegreffi

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