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9.10.11

SEMBRA SATIRA: Gelmini: Basta tagli alla scuola, pronta ad ascoltare i ragazzi


Roma, 9 ott. (LaPresse) - "Sono pronta ad ascoltare i ragazzi". Lo dice il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini a pochi giorni dalle proteste degli studenti in piazza. "No, basta, i tagli sono finiti. Nel 2015 la pianta organica dei docenti sarà stata ridotta di 80mila unità e lì ci fermeremo". Risponde così il ministro, in un'intervista a 'Repubblica', quando le si chiede se le risorse per la scuola pubblica diminuiranno ancora. La Gelmini spiega che il suo ministero "non è più in grado di sopportare diminuzioni di finanziamenti", e che invece ci saranno finanziamenti, anzi, ci sono già: "Nella legge di stabilità ci saranno 100 milioni per le borse di studio universitarie. Stiamo trovando 400 milioni per l'edilizia scolastica. Per gli atenei del Sud c'è un miliardo in ricerca. E i migliori maturati, scelti dopo un test tra chi ha preso il massimo, avranno un assegno per mantenersi all'università. Cinque, diecimila euro l'anno. Prima nelle scuole c'erano i bidelli e le cooperative di pulizia insieme: via il doppione, abbiamo risparmiato 200 milioni". Il ministro si rivolge anche a Mario Draghi, governatore di Bankitalia, e dice: "Stimo Mario Draghi, ma quando gli ho chiesto di organizzare un incontro con le banche per finanziare il fondo per il merito non lo ha fatto. Tornerò a chiederglielo".

5.5.11

Nuovi medici, il numero chiuso non si tocca. E in Lombardia è emergenza

L'abolizione del numero chiuso non è nei progetti del ministero della Salute che per bocca del ministro Ferruccio Fazio sottolinea come «i numeri sono sufficienti» e come «il numero chiuso non vada toccato considerato anche che abbiamo aumentato il numero di accesso ai corsi da 7.500 a 9.500 negli ultimi 3 anni». A ribadire che non c'è nessun problema sul numero dei medici. Il ministro aggiunge di trovarsi d'accordo con la scelta «del ministro Gelmini di rivedere i test d'accesso», anche se «esiste una criticità a livello delle scuole di specializzazione, che produce una disomogenea distribuzione tra le regioni e una distribuzione tra scuole di specialità non necessariamente rispondente ai bisogni. Per questo» chiarisce «abbiamo coinvolto le Regioni per avere i fabbisogni precisi specialità per specialità in base ai quali fare una proposta al Miur». Fazio ha infine spiegato di «prevedere la possibilità di destinare gli ultimi due o tre anni del corso di specializzazione a una formazione con delle funzioni cliniche anche attinenti alla specialità» e di stare pensando di riportare molte delle scuole di specializzazione da cinque a quattro anni. Nel frattempo il presidente Roberto Formigoni ha riferito che la Regione Lombardia ha chiesto «un finanziamento supplementare» al Governo per le borse di studio destinate alla specializzazione dei medici in Lombardia, così da sopperire al rischio di una mancanza di professionisti nei prossimi anni. «Ho convocato più di un incontro con tutte le facoltà di medicina» ha spiegato il governatore lombardo «e abbiamo individuato il problema che sapevamo essere, quello di una carenza di borse di studio destinate alla specializzazione dei medici in Lombardia rispetto ad altre parti d'Italia. C'è una distribuzione diseguale che premia il Lazio, gli dà molti più posti di quanto siano necessari per il ricambio dei loro medici e penalizza la Lombardia». Il governatore ha anche ipotizzato di impiegare i medici specializzandi in «operazioni a minor complessità all'interno degli ospedali. Già dal terzo anno di specializzazione» ha aggiunto «questi medici potrebbero aiutare lo specialista e contribuire a risolvere la carenza di professionisti».

Doctornwes33 5.11.2011

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6.1.11

Gelmini taglia 2,5 milioni all'università dell'Aquila

Firmato a fine anno il decreto che ripartisce il fondo per gli atenei: il ministero congela il finanziamento ordinario per la città abruzzese. Vengono contraddetti gli accordi presi dopo il terremoto. Gli studenti: "E' una rapina per fare cassa"
di rassegna.it
Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, taglia oltre 2,5 milioni di euro di finanziamento per l'università dell'Aquila. E' la denuncia che arriva dall'Unione degli universitari. "Mentre l'università dell'Aquila si accingeva alle festività - si legge in una nota -, invece di Babbo Natale e della Befana, a Roma si organizzava la Banda Bassotti Tremonti-Gelmini". 

1.1.11

NAPOLITANO FIRMA LA RIFORMA: LA BLOCCHEREMO NEGLI ATENEI


Napolitano ha firmato, la riforma Gelmini dell'università è legge.
"Non siamo sorpresi - commentano le studentesse e gli studenti di LINK-Coordinamento Universitario - Il presidente Napolitano ci ha ricevuto e ascoltato con rispetto, ma non ci aspettavamo che fosse lui a dare battaglia al posto nostro. A bloccare la riforma Gelmini dovranno essere gli studenti, i dottorandi, i precari, i ricercatori, i tecnici-amministrativi, tutti coloro che vivono sulla propria pelle la schiavitù della precarietà e il furto di futuro operato da questa riforma".

31.12.10

E il ministro Gelmini ci regala l’università della Confindustria

Guglielmo Forges Davanzati Sulla cosiddetta riforma dell’Università, è bene sgombrare il campo da un equivoco: il suo reale obiettivo non è introdurre criteri di valutazione che premino il merito, bensì operare un depotenziamento del sistema formativo pubblico che non ha precedenti nella storia recente del Paese[1]. Depotenziamento che è già, in parte, passato attraverso la legge 33/2008, con la quale si è provveduto a sottrarre al sistema universitario pubblico circa un miliardo e mezzo di euro, per il biennio 2010-2011, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di molti Atenei. I fondi recuperabili con la Legge di stabilità non serviranno a ripianare i bilanci degli Atenei italiani, ma, nella migliore delle ipotesi, ad arginare le proteste degli attuali ricercatori in ruolo, che hanno consentito – negli anni passati – la sopravvivenza di corsi di studio, svolgendo attività didattica non retribuita, e ai quali il Ministero offre oggi in cambio la messa ad esaurimento del loro ruolo.

23.12.10

DDL UNIVERSITA': FINOCCHIARO, RIFORMA FOGLIA DI FICO AI TAGLI

(AGI) - Roma, 23 dic. - "La riforma Gelmini e' una foglia di fico ai tagli alla scuola, all'universita' e alla ricerca imposti da Tremonti. Questa legge si sovrappone alla vergogna di quei tagli e, piu' che una riforma Gelmini, e' una riforma Tremonti, e' piu' un taglio di risorse per il futuro che un progetto organizzativo e culturale per l'universita'. E spiace che il ministro non abbia ritenuto di ricevere e ascoltare gli studenti preferendo, invece, seguire Tremonti incarnando l'idea che l'universita' sia un costo piuttosto che un investimento".
  Lo ha detto in aula al Senato la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, dichiarando il voto negativo del suo gruppo al ddl universita'. "Il governo Berlusconi va in direzione contraria rispetto agli altri Paesi europei - ha proseguito - che, proprio 'a causa' della crisi e non 'nonostante' la crisi, scelgono di togliere risorse a molti capitoli ma non a quello dell'istruzione, della ricerca e dell'universita'.

RIFORMA GELMINI E' LEGGE OK DEL SENATO


ROMA - Hanno votato a favore 161, 98 contro e 6 sono stati i voti di astensione. "La riforma dell'università verrà attuata fin dal prossimo anno accademico". Lo ha detto il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini, nel corso della registrazione della puntata di stasera di Porta a Porta. Gelmini ha sottolineato che entro i prossimi sei mesi tutti gli adempimenti e i decreti attuativi saranno approvati.
GELMINI, DOPO NATALE INCONTRERO' GLI STUDENTI - "Subito dopo Natale incontrerò gli studenti del Cnsu e discuteremo insieme di come attuare il provvedimento". Lo ha assicurato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini ribadendo la sua volontà di confrontarsi con i ragazzi. "L'approvazione della legge - ha osservato - è un punto di arrivo ma anche un punto di partenza per avviare un monitoraggio".

ALLISTANTE - NEWSLETTER DI EMERGENCY n. 47



AFGANISTAN

Oltre 10 mila bambini nati al Centro di maternità di Anabah
Sono 10.088 i bambini nati al Centro di maternità che Emergency ha aperto nel 2003 a Anabah, in Afganistan. Un traguardo importante in un paese in cui la mortalità materna è sessanta volte più alta di quella registrata nei paesi europei e il tasso di mortalità infantile è di 165 decessi ogni 1.000 bambini nati vivi (in Italia questo tasso è di 3 decessi ogni 1.000 bambini nati vivi). Un bambino in una incubatrice al Centro di maternità di Emergency a AnabahTra gennaio e novembre 2010 presso il Centro sono nati 2.770 bambini, con un incremento del 36% rispetto allo stesso periodo del 2009. I numeri confermano la fiducia che la popolazione locale ripone nel lavoro di Emergency: sono sempre di più le famiglie che, anche da province lontane, decidono di recarsi a Anabah per far nascere i propri figli. Il Centro di Maternità di Anabah offre assistenza ginecologica, ostetrica e neonatale ed è l'unica struttura specializzata e gratuita nella regione.
Per saperne di più sul Centro di maternità di Emergency
Se vuoi adottare il Centro di Anabah e sostenerlo con una donazione regolare, scopri come fare su www.adottaunospedale.it

MARGHERA

Primi pazienti al Poliambulatorio di Marghera
È passata una ventina di giorni dall'apertura del Poliambulatorio di Marghera: troppo pochi per un bilancio, sufficienti per affermare che la decisione di avviare questa seconda esperienza italiana si è rivelata giusta. Il Poliambulatorio di Emergency a MargheraL'edificio è bello, funzionale, collocato in posizione strategica, tra il Porto, le fabbriche e la città giardino, facilmente raggiungibile dai mezzi pubblici, contiguo al Distretto Sanitario. Il personale, costituito dalla coordinatrice, tre mediatori, un assistente di poltrona e un direttore sanitario che guida l'èquipe sanitaria - totalmente volontaria, composta da una ventina di medici e da 30 infermieri - è pienamente attivo e fortemente motivato.

21.12.10

"LASCEREMO I PALAZZI DEL POTERE NELLA SOLITUDINE DELLA LORO MISERIA"

Lettera degli studenti di Roma inviata alle autorità come richiesta di autorizzazione.

Oggetto: La nostra richiesta di autorizzazione

Con la presente gli studenti e le studentesse della Sapienza comunicano alle autorità che il giorno 22 dicembre sfileranno per le strade di Roma.
Apprezziamo davvero la vostra apertura al dialogo che in queste settimane si è manifestata ripetutamente e in vari modi: dalle centinaia di denunce per manifestazione non autorizzata, agli arresti immotivati, alla costruzione di una “zona rossa” permanente e in continua espansione.
Siamo molto lieti di tanta premura nel volerci proteggere, tenendoci lontani dai patetici teatrini e compravendite di parlamentari, che avvengono ormai come consuetudine dentro Montecitorio e Palazzo Madama.

I BLACK BLOKS DI GOVERNO

Condanno la violenza e ogni sua manifestazione! Apro con la più banale formula di rito a metà tra un becero paraculismo di strada ed il fine politichese. Lo faccio per evitare che mi si dia del "populista" o del "cavalcatore d'onda", quando provo ad interpretare le ragioni del dissenso emergente. Ritornando in terra e provando a riflettere sui recenti fatti di Roma e dei suoi apocalittici scenari da guerra civile, mi pongo una domanda: perchè siamo arrivati a questo punto?
Non c'è giorno che vi sia una manifestazione, una contestazione o una protesta in questa "sicura" Penisola, dove ogni cosa è emergenza. La fiducia e gli scontri del 14 Dicembre scorso a Roma hanno evidenziato come questo governo non sia più garante della coesione sociale. Non si possono sacrificare o annullare le ragioni di chi ha manifestato per quattro violenti. E' vergognoso nascondere le chiare responsabilità politiche dietro la maschera dei "moti violenti", quando per quei "moti violenti" si è responsabili. Concordo pienamente con Barbara Spinelli quando dice "Sì, è una responsabilità della politica, e se il divario diventa molto profondo vuol dire che la società non ha altri luoghi e modi di manifestare se stessa e i propri disagi diversi dalla piazza. I moti violenti sono pericolosissimi. Ma sono anche un monito che la classe politica deve ascoltare, pena la propria sconfitta". Lo scontro di piazza è la risposta al muro creato dai decisori della cosa pubblica che non vogliono ascoltare nè tantomeno dialogare. Se potessero, eviterebbero di farlo anche tra loro stessi.

14.12.10

BOLOGNA: LASCIO IL MOVIMENTO 5 STELLE

Movimento 5 stelle: il bilancio di un’ex grillina.

Alle scorse elezioni comunali di Bologna e alle regionali ho votato il Movimento 5 Stelle. Leggo i post di Grillo da anni, e ho visto nel Movimento una “speranza” per il nostro Paese. La scorsa primavera ho deciso di partecipare attivamente alle riunioni dello stesso. Avevo ovviamente letto il programma nazionale e ne condividevo i contenuti. Sono insegnante e mi interessano molto quelli inerenti alla scuola. Ci lavoro da quasi 30 anni e la demolizione della scuola pubblica portata avanti dalla Gelmini, la circolare Limina in Emilia Romagna che invitava i dirigenti scolastici ad assumere provvedimenti disciplinari nei confronti degli insegnanti che avessero preso posizioni pubbliche critiche nei confronti della Riforma, la situazione sempre più drammatica del nostro Paese con la crisi economica affrontata con i tagli allo Stato sociale, hanno suscitato in me la necessità di assumere un impegno civile diretto.

13.12.10

NUOVARESISTENZA NEWS, DICEMBRE 2010


Pag. 1: La parabola viola 5 dicembre 2009, 5 dicembre 2010, Giandiego Marigo.

Pag. 2: Mafie e mass-media. Verità e ipocrisie, Raimondo Acampora.

Pag. 3: Sono in guerra, Federico Sollazzo - Un disastro annunciato, Luciano L. Pasetti - L’insostenibile mobilità degli italiani, Eleonora D’Onofrio.

Pag. 4: La riforma dell’università: una cosa buona, ma… Christian Molinari.

Pag. 5: Libri, intervista con l’autore: Gianni Lannes, a cura di Luciana P. Pellegreffi

Pag. 6: Referendum acqua: ok dalla Corte di Cassazione - Iniziative: 14 dicembre: noi non siamo sfiduciati. Mobilitazione nazionale - 14 dicembre: festa nella piazza principale del tuo comune.
 
Pag. 7: Tensione tra Israele e Brasile per il riconoscimento della Palestina - WikLeas: Julian Assange risponde ai lettori del Guardian - Il nuovo sito di WikiLeaks, i files riguardanti l’Italia e la difesa degli hackers.

Pagg. 8–12: SPECIALE AMIANTO a cura di Luciana P. Pellegreffi. Emergenze dimenticate. Case, scuole, luoghi di lavoro: quale sicurezza? - Interviste: Elena Ferrarese, ex inquilina delle “case bianche” di via Feltrinelli, Milano - Noi, quelli delle case all’amianto, Documentario di Simona Risi premiato al festival di “Cinemambiente” - Inchiesta sull’amianto a Milano – A quando le bonifiche nelle case popolari? - Torino: processo Eternit - Amianto: dalle officine all’informatica la minaccia chiede ora il conto alla città.


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7.12.10

BERGAMO: SCARICATO LETAME DAVANTI ALLA CASA DELLA GELMINI


Avvertenze d’uso: potrebbe causare gravi tagli intestinali e conati di precariato
Ecco il comunicato inviato dagli studenti:
ENTEROGELMINI: La riforma che fa c……
Studenti Italiani sofferenti a causa dei vari virus Berlinguer, Moratti, Fioroni che infettato il sistema scolastico da anni a questa parte?
Non più, la nuova riforma Gelmini ti fa ritrovare lo stimolo perduto; leggendo i decreti che compongono la riforma, all’istante ritroverete il vostro giusto equilibrio intestinale.
Per ringraziare di questo rinnovato stimolo, gli studenti italiani hanno recapitato il frutto maleodorante della nuova riforma di fronte alla casa del ministro.

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TORINO: STUDENTI SUI BINARI DI PORTA NUOVA - ROMA: BLITZ DALLA SAPIENZA ALLA FONDAZIONE ROMA

La stazione di Porta Nuova a Torino

7 dicembre, ore 13:53m Torino - (Adnkronos/Ign) - Dopo le manifestazioni dei giorni scorsi, gli studenti delle scuole superiori hanno occupato per circa mezz'ora i binari della stazione ferroviaria. Volantinaggio degli universitari a Mirafiori. Blitz degli studenti della Sapienza alla sede di 'Fondazione Roma': fermi. Gli scontri a Roma (VIDEO)
Prosegue la mobilitazione degli studenti per protestare contro il ddl Gelmini.
Un gruppo di studenti delle scuole superiori di Torino, partiti in corteo da piazza Bernini, hanno occupato per circa mezz'ora i binari della stazione ferroviaria di Porta Nuova con ripercussioni sulla circolazione ferroviaria.
Gli stessi manifestanti poco prima, avevano per qualche minuto impedito l'accesso alla metropolitana nei pressi della stazione di Porta Susa.

5.12.10

IL BUNGA BUNGA E LA GELMINI


"La capisco, la Gelmini - si legge ancora nell'intervento - persino quando dice di stupirsi quando vede studenti, professori e BARONI manifestare tutti dalla stessa parte; dichiarazione che fa il paio con quella di qualche ora fa, in cui accusava gli studenti di essere «strumentalizzati dai centri sociali e dai baroni», che, notoriamente, i baroni sono assidui frequentatori di centri sociali e botteghe oscure dove ci si spinella e si beve.

La capisco, la signora Ministro, e penso che il suo stupore nel vedere insieme, oggi, l’Italia di ieri con quella di domani, ahimè, sia autentico e che noi genitori manifestanti non abbiamo potere e, dunque, non è comprensibile che giovani donne e giovani uomini possano accompagnarsi a loro: non è così che si fa carriera, nell’Italia del 'BUNGA BUNGA'.

4.12.10

DA DOVE VIENE LA RIFORMA “GELLLMINI”: L’UNIVERSITA’ AI POTERI FORTI

Che questa legge non l’avesse scritta il ministro GeLLLmini l’avevano malignato in molti. C’è chi ha pensato al lavoro fantasioso di “fini” esperti del settore e chi al prodotto della capillarizzazione tremontiana, che irrora inevitabilmente tutti gli organi di governo. In realtà la parte più importante e meno contestata della riforma è stata scritta anni fa e non è nient’altro che un copia-incolla delle proposte dell’associazione “TreeLLLe”, presieduta da Attilio Oliva (uomo di Confindustria ed ex-vicepresidente della LUISS), che la ministra ha reso con scarsa originalità in forma di d.d.l.

COS’E’ TREELLLE?
Andando sul sito di www.treellle.org leggiamo che “TreeLLLe è una associazione non profit, rigidamente apartitica e agovernativa”  che “ha come obiettivo il miglioramento della qualità dell'education (educazione, istruzione, formazione) nei vari settori e nelle fasi in cui si articola”. L’associazione opera con “l’elaborazione dei Quaderni attraverso un lavoro di gruppo; il coinvolgimento delle personalità del Forum e degli Eminent Advisor attraverso la discussione e la raccolta di pareri sulla prima elaborazione dei Quaderni; la diffusione delle pubblicazioni mirata a informare decisori pubblici, partiti, forze sociali, istituzioni educative; una  lobby trasparente al fine di diffondere dati, informazioni e proposte presso i decisori pubblici a livello nazionale e regionale, i parlamentari, le forze politiche e sociali, le istituzioni educative”.

MARIA STELLA NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE



Oggi m’improvviso cuoco come Brunetta. La ricetta del potere berlusconiano: prendete delle menzogne e spargetene in quantità nello studio televisivo; naturalmente assicurandovi prima la presenza di un conduttore compiacente, ribaltate la realtà, impedite agli interlocutori di dire verità scomode et voilà, il gioco è fatto. Semplice no? La puntata di ieri sera di porta a Porta (guarda il video), in cui mi confrontavo con Maria Stella Gelmini, è esemplificativa. Il ministro dell’Istruzione (mah…), che per cultura e competenza non potrebbe neanche insegnare in una scuola, è invece una vera campionessa nell’arte della mistificazione. Di fronte alle critiche puntuali sulla riforma universitaria e alla valutazione politica di quanto pubblicato da WikiLeaks ha reagito mentendo con una disinvoltura straordinaria. Veramente in maniera imbarazzante. Ha descritto una realtà che non esiste, manco fosse Alice nel paese delle meraviglie. In maniera ammirevole ha cercato di negare l’evidenza, parlando con slogan e frasi fatte (scritte chissà da chi) e con tono monocorde ha illustrato i pregi di una riforma universitaria pessima che riporta il Paese a trent’anni fa. L’ha descritta come una legge contro i baroni e gli sprechi. E perché, noi per caso siamo favorevoli a baroni e sprechi? Ha screditato le rivelazioni di wikileaks affermando che erano false, dette da funzionari di terz’ordine sfigati, repressi e magari pure un po’ invidiosi. Peggio di un Capezzone qualunque ha impedito una discussione sullo stato di salute del premier e sulla scarsa considerazione che hanno di lui gli altri paesi. Insomma il ministro ha agito come un automa messo lì a fare la testa di legno. Io non penso che lei possa davvero credere a quello che dice. A meno di voler pensare che sia completamente incapace di intendere e di volere, sa benissimo cos’è la sua riforma, perché è stata fatta e quali gravi conseguenze ha sull’università e la ricerca. Ha recitato una parte. E’ evidente che il governo ha paura e che non vuole che si parli di certe cose, neanche nei talk show. Forse è un segno che siamo già in campagna elettorale e questo è stato solo un assaggio. Se è così, dovremo prendere provvedimenti affinché la competizione elettorale si svolga nel rispetto delle regole democratiche, perché una vittoria di Berlusconi consegnerebbe il Paese al declino e all’ingovernabilità.

Fonte

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14.11.10

SCUOLA: NELLA NOTTE IL GOVERNO RADDOPPIA I FONDI ALLE PRIVATE

Il maxi-emendamento alla Finanziaria restituisce agli istituti paritari i 245 milioni tagliati. Nella casse delle università dovrebbero entrare 500 milioni. Durissima la Cgil: "E' un gioco dlle tre carte sulla pelle dell'istruzione" di SALVO INTRAVAIA

Il governo ripristina i fondi per le scuole paritarie, incrementa i finanziamenti agli atenei, restituisce all'università i fondi per le borse di studio e assegna le risorse per espletare i concorsi richiesti in queste settimane a gran voce dai ricercatori in agitazione in tutti gli atenei. Il maxiemendamento alla legge di stabilità per il 2011 (ex legge finanziaria) restituisce agli istituti paritari i 245 milioni tagliati con la prima versione del provvedimento. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, mette così a tacere la polemica derivata dal taglio del 47 per cento  (253 milioni) operato alle paritarie qualche settimana fa, che aveva creato più di qualche malumore, soprattutto negli ambienti cattolici.

12.11.10

CERVELLI IN FUGA: USA META PREFERITA


Immagide di Adriano Cassisa
La prima meta sono gli Usa, dove attualmente lavora quasi la metà dei nostri "cervelli". Seguono la Gran Bretagna (15%), il Brasile e il Canada (9%) e poi la Svezia (8%). Questo dicono i primi dati dell'Anagrafe dei ricercatori italiani all'estero, presentata ieri nel corso della Prima Conferenza nazionale sulla ricerca sanitaria. Ospitato a Cernobbio, in provincia di Como, l'appuntamento è servito a gettare le fondamenta della "comunità virtuale" di scienziati ed esperti delle discipline biomediche con cui il nostro paese vuole recuperare i suoi "espatriati" migliori.

25.8.10

GELMINI HORROR SHOW: GIUSTO CHE FIAT NON RISPETTI I GIUDICI



Il ministro della pubblica istruzione dice al Corriere che l’azienda fa bene a fregarsene delle disposizioni del giudice del lavoro. Napolitano e Matteoli ieri avevano invece dato torto al Lingotto. Mentre Sacconi è ancora in vacanza.

“Quella di Marchionne è una scelta coraggiosa. Si devono rispettare le sentenze ma anche le aziende”. Maria Stella Gelmini perde l’ennesima occasione per stare zitta e al Corriere della Sera dice, con qualche giro di parole piuttosto incomprensibile, che la Fiat fa bene a non rispettare la sentenza del giudice del lavoro di Melfi che ha reintegrato i tre operai che l’azienda aveva licenziato in tronco nel luglio scorso.

“LA FIAT HA AVUTO CORAGGIO” - “La Fiat ha rispettato – sostiene la Gelmini al Corriere - tanto è vero che paga lo stipendio ai tre operai, li fa rientrare nello stabilimento, consente loro l’attività sindacale”. Ma il giudice ha detto che devono tornare alle linee produttive, fa notare l’intervistatore. E lei: “Non vanno tutelati solo i tre operai ma tutti i lavoratori. Soprattutto quelli che sono stati costretti a fermarsi quando i tre hanno bloccato quel macchinario paralizzando l’intera linea”. E questa, come si sa, è una bugia: fra i motivi del decreto di reintegro, il magistrato indica innanzitutto una contraddizione presente nelle due versioni della Fiat, quella della prima contestazione dei capireparto ai tre operai e quella successivamente fornita in tribunale. Nel primo caso, l’azienda aveva sostenuto che i tre operai si erano messi “davanti al carrello in maniera da impedirne deliberatamente il transito”, e per questo erano stati invitati a spostarsi. Nella seconda versione, invece, l’azienda è stata più cauta, sostenendo che il robot si era fermato “per un contatto nella parte anteriore (bumpers)”, tanto che “per riavviarlo è stato necessario premer un pulsante di reset posizionato sullo stesso”. A questo si sono aggiunte le testimonianze di operai presenti, i quali hanno detto che la linea era già bloccata quando i tre operai ci sono andati.

OBIEZIONE DI COSCIENZA – “Se ha agito così Marchionne avrà avuto le sue ragioni”, continua poi la Gelmini riguardo il caso Melfi, anche se riesce nell’acrobazia verbale di complimentarsi comunque con Giorgio Napolitano per l’intervento in cui chiede alla Fiat di reintegrare i lavoratori ottemperando pienamente alla sentenza. Insomma, la Gelmini va contro il presidente della Repubblica, applaude a chi non rispetta i provvedimenti dei giudici e contraddice Altero Matteoli, che invece aveva chiesto al Lingotto di recedere pubblicamente. Purtroppo sui fatti ancora non è pervenuto invece il pensiero del ministro del Welfare Maurizio Sacconi che, come da sue competenze, si guarda bene dal mettere bocca perché quelli della Fiat, si sa, sono vendicativi. Ci sarebbe pure da chiedere che ne pensa il ministro delle Attività produttive, quello che doveva essere nominato entro una settimana appena un mese fa. Ma almeno quello per non parlare ha una buona giustificazione.

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Sì, sì, il coraggio della servitù al padrone e come ministro, tra l'altro, ha giurato sulla costituzione e quindi DEVE riconoscere e rispettare le sentenze dei giudici e non gli interessi di privati cittadini, S.p.a. che siano.
Il coraggio dell'impunità e dell'arroganza.

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