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10.2.13

COMITATO SALOMONE, MILANO: DOPO ANNI DI PAROLE ORA VOGLIAMO I FATTI

Dai territori abbandonati delle periferie popolari di Milano COMUNICATO
Situazione attuale: A fine 2012 il Comitato di Quartiere Salomone ha saputo che i 10 milioni € stanziati da Aler per la riqualificazione edilizia non c’erano in quanto frutto di "previsioni" non verificatesi.  Ma a giugno 2012 c’erano, tanto da portare il progetto in commissione europea  ottenendone un finanziamento. Dove sono finiti ora 10 milioni di € ?

Oltre 1.000 persone, 477 famiglie si chiedono come sia stato possibile che Aler per anni abbiaconfermato le speranze di poter tornare a vivere in modo decoroso, fornendo anche previsioni diinizio e fine lavori, ovviamente non mantenute. Che "fiducia" futura per Aler ?

Tale comportamento non è meno grave degli scandali che periodicamente coinvolgono Aler. In realtà è molto più grave in quanto incide direttamente e negativamente sulla qualità della vita quotidiana di un intero quartiere a cui si sono tolte, in silenzio, le garanzie certificate per anni.

Il comune ha ottenuto poi la designazione di 7 milioni di € al quartiere, fondi di Aler ricavati da oneri di urbanizzazione da privati. Una cifra ampiamente insufficiente - il preventivo attuale è salito a 18 milioni di € - senza date certe di disponibilità, per un quartiere dove anche la manutenzione ordinaria lascia molto a desiderare da decenni.

C'è qualcosa di non chiaro nella gestione di Aler così come nel rapporto di trasparenza che dovrebbe avere con i suoi inquilini ai quali con puntualità chiede il dovuto anche per servizi scarsamente erogati o per nulla, come avvenuto per il riscaldamento insufficiente o nullo e non rimborsato nonostante gli accordi presi e verbalizzati.

COMITATO DAI QUARTIERE SALOMONE: AGGIORNAMENTO PROGETTO RIQUALIFICAZIONE ALER MILANO

QUARTIERE SALOMONE – AGGIORNAMENTO PROGETTO RIQUALIFICAZIONE 

Il 17 settembre 2009 Aler ha firmato la “Lettera d’intenti” con il Comitato di Quartiere Salomone, il Consiglio di Zona 4, associazioni di zona e sindacali degli inquilini. 

I tre pilastri della riqualificazione del quartiere sono: 1 risanamento edilizio: facciata, impianti, ascensori, ecc.; 2 riqualificazione sociale: potenziamento dei servizi sociali di zona, interventi di coesione sociale, ecc.; 3 sicurezza e contrasto all’abusivismo. Tale impegno è seguito alla vincente battaglia del 2008 contro la demolizione del quartiere voluta dalla giunta Moratti che avrebbe tolto circa 500 appartamenti a canone sociale in cambio di speculazione edilizia in una città dove l'emergenza casa è regola da anni con oltre 22.000 famiglie di aventi diritto in attesa di assegnazione. Lo strumento principale per la gestione del progetto è il "Tavolo di Lavoro" a cui partecipano i firmatari dell'accordo con l'obiettivo di analizzare, proporre e coordinare lo sviluppo della riqualificazione. Coordinato dalla Presidente del Comitato di Quartiere Salomone sino a settembre 2011 a cui è seguito nel ruolo il consigliere comunale Marco Cormio con delega degli assessori casa Castellano, sicurezza e coesione sociale Granelli e alle politiche sociali Majorino.  

Risanamento edilizio: in anni di lavoro del "Tavolo" è stato realizzato solo il nuovo impianto di teleriscaldamento costato circa 1.5 milioni di euro, che ha normalizzato la situazione eliminando i gravi problemi di fornitura del riscaldamento degli anni passati che hanno coinvolto circa la metà delle famiglie. Intervento comunque da effettuare in seguito a 30 anni di mancata manutenzione e l'uscita dalle norme vigenti in merito, sui gradi calore minimi da fornire. Il finanziamento: 10 milioni di euro dal 2009 confermati da Aler tanto che a giugno 2012 ha presentato il progetto in sede Europea ottenendo un ulteriore finanziamento; da allora aspettiamo di incontrare Aler inutilmente.

9.1.12

VAGONI CON DELITTO - IL TAGLIO DEI TRENI NOTTURNI


 
Secondo Mauro Moretti, l’amministratore delle Ferrovie, il taglio dei treni notturni con il licenziamento di 800 lavoratori è stata una scelta dolorosa ma inevitabile. Un modo per eliminare convogli semi-vuoti e improduttivi, per migliorare i conti dell’azienda e in ultima istanza per far pesare di meno le Fs sulle spalle degli italiani. Ma è davvero così? In questa intervista al Fatto Claudio Renzetti, 47 anni, direttore generale di Servirail (ex Wagons Lits), l’azienda che aveva in appalto i servizi notturni, è di parere opposto. Renzetti non è l’ultimo arrivato nel-l’ambiente dei treni, dei vagoni letto e delle cuccette; con incarichi diversi lavora in questo settore da un quarto di secolo. Davanti al computer del suo ufficio sulla via Prenestina a Roma, a qualche decina di metri dalla palazzina dove gli 800 licenziati tentano disperatamente di salvare il loro lavoro, con un paio di clic tira fuori le tabelle con i dati di quello che in gergo chiama lo “sdraiato”, cioè le cuccette e i posti letto. “Come si fa a dire che non c’è mercato? Dal 2004 a oggi il totale dei viaggiatori di vagoni letto e cuccette è costante. Nel 2004 furono 1 milione e mezzo circa, nel 2010 erano 1 milione e 400 mila con un numero minore di carrozze e ad agosto dell’anno appena chiuso erano quasi 900 mila nonostante non si facesse la manutenzione delle carrozze che era affidata in appalto a un’altra società”.    E allora perché Moretti ha deciso di tagliare portando i notturni da 242 a 151 al giorno?

LO SCRITTORE LANCIA “L'EDUCAZIONE FISCALE”


Il coraggio, ha detto qualcuno, è contagioso. E sarà per l’efficacia mediatica del blitz a Cortina, sarà per l’esasperazione dovuta alle pesanti misure della manovra, ma mai come in questo periodo il tema della lotta all’evasione fiscale sembra godere del consenso popolare. E piccoli comportamenti quotidiani, ed esempi, possono aiutare questa battaglia quanto l’attività della Guardia di Finanza. Non è un caso che sia stata una vera hit ieri su Facebook, una nota pubblicata dallo scrittore Alessandro Rimassa già autore, tra l’altro, del bestseller Generazione Mille euro (con Antonio Incorvaia).

Alessandro racconta una piccola esperienza che, grosso modo, sarà capitata a tutti. Dopo una serata in discoteca a Milano, va con gli amici in un forno aperto di notte per comprare qualcosa da mangiare. Si tratta, scrive, di “Princi, il panettiere che si trova in piazza XXV Aprile 5 a Milano”. “Davanti a me – racconta – c’erano 17 persone, tutti hanno preso pizza per importi di 3, 50 euro ciascuno o superiori. A nessuno è stato rilasciato lo scontrino fiscale.

7.1.12

SALVO IL MURO DELLA POETESSA ALDA MERINI

Il muro di Alda Merini continuerà a vivere. L’annuncio, diffuso dal blog di Adriano Celentano, che nelle scorse settimane aveva lanciato un appello affinché venisse salvata la preziosa eredità della poetessa scomparsa, è stato ufficializzato dalla Giunta comunale ieri. Dall’appartamento più famoso di Ripa di Porta Ticinese il muro su cui la Merini prendeva appunti, scriveva numeri di telefono, abbozzava versi di poesie e graffiti, verrà traslocato nello spazio comunale di via Magolfa. E’ qui che già dal marzo scorso è stata allestita “Casa Merini. Atelier della parola giovane', la casa- museo realizzata sui due piani dell'ex Tabaccheria comunale, arredata con pannelli che raccontano la vita della poetessa e oggetti a lei appartenuti. Il prezioso muro aveva rischiato di sparire sotto le asettiche spennellate degli imbianchini, incaricati dagli attuali proprietari dell’appartamento decisi ad avviare i lavori di restaurazione a partire da metà gennaio. Il passaparola per salvare il reperto è partito da una delle figlie della Merini, Emanuele Camiti, che in poco tempo ha trovato il sostegno di molte persone, tra cui, appunto, quello del “molleggiato”. Le pareti saranno "staccate" a partire dalla metà di questo mese dagli operatori dello Studio Barbara Ferriani s.r.l., specializzato nel recupero delle opere museali, in collaborazione con la Soprintendenza.
I lavori avranno una spesa complessiva di poco più di 37 mila euro. Soddisfatto l’Assessore alla Cultura Stefano Boeri, che sulla sua pagina facebook commenta: “Siamo riusciti a dare la risposta opportuna alla famiglia e alle migliaia di fans della grande Alda Merini”.

G.C.
 

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4.1.12

Italia: un suicidio al giorno di disoccupati

La strage della disoccupazione - foto: flickr - foto di Vilhelm Sjostrom (immagini di flickr - foto di Vilhelm Sjostrom)

Il dramma della perdita del lavoro si tramuta in una strage: secondo l'Eures nel 2009 ci sono stati 357 suicidi tra i non occupati. "E' il dato più alto da decenni. La matrice economica è sempre più forte. Chi non lavora perde l'identità e la fiducia"
Di rassegna.it
Trecentocinquantasette morti, uno al giorno. Una strage. E' enorme il numero coloro che non hanno resistito alla frustrazione, alla disperazione e alla difficoltà di tirare avanti, giorno dopo giorno, senza uno straccio di lavoro. Sono i suicidi della crisi, coloro che si sono tolti la vita anche perché disoccupati. E' la cifra eclatante e drammatica resa nota da Eures, il centro studi economici e sociali, e riguarda il 2009.

Secondo Eures in quell'anno, in Italia si sono tolte la vita 2.986 persone, il 5,6 per cento in più dell'anno precedente. E con il loro numero, cresce anche l'interdipendenza con la crisi: i suicidi compiuti da disoccupati, nello stesso anno, sono stati 357, praticamente uno al giorno, il 37,3 per cento in più rispetto ai 260 del 2008, mentre i suicidi per ragioni economiche hanno raggiunto sempre due anni fa il valore più alto dell'ultimo decennio: 198 casi, il 32 per cento in più rispetto al 2008 e il 67,8 per cento rispetto al 2007. Sono alcuni dei dati contenuti nell'ultimo report sul fenomeno curato dall'Eures

Segue


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16.12.11

FRANCESCO AZZARA' E' LIBERO!

Francesco Azzarà

16 dicembre. Oggi alle ore 16 abbiamo avuto conferma ufficiale che Francesco Azzarà è tornato a essere un uomo libero.
Francesco era stato rapito il 14 agosto scorso a Nyala, in Darfur, dove lavorava presso il Centro pediatrico di Emergency.
Per noi di Emergency è un giorno di festa. Vogliamo condividerlo con Francesco, con la sua famiglia che per 124 giorni ha dimostrato grande forza e fiducia nel nostro operato e nel lavoro delle autorità sudanesi impegnate per la sua liberazione e con tutti coloro – privati cittadini e istituzioni – che in questo lungo periodo hanno manifestato la loro solidarietà a Francesco Azzarà, alla sua famiglia e a Emergency.
Emergency desidera ringraziare le autorità sudanesi per la costante collaborazione.
In questo momento di sollievo, il pensiero di tutti noi di Emergency va alle tante persone – italiane e non – ancora ostaggio dei loro rapitori. 

www.emergency.it
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11.12.11

La Formula “segreta” della Coca Cola



Stamane “la  Stampa  titola: “Trasloco in un nuovo bunker per la formula della Coca Cola…
Il trasferimento è avvenuto in condizioni di assoluta sicurezza, quando alcuni giorni fa un team di agenti privati dotati di armi pesanti è entrato nella sede della SunTrust Bank di Atlanta, in Georgia, per prelevare dal caveau sotterraneo la scatola di metallo dove si trova dal 1925, scritta in un quadernetto dal suo inventore… la formula è rinchiusa in una scatola di metallo che il pubblico non ha mai visto neanche in fotografia e che nell’immaginazione popolare evoca il mito dell’Arca Santa contenente i Dieci Comandamenti che dalla Bibbia”.
Ecco  gli ingredienti  segreti della  Coca  Cola, nonché le dosi,  e la  foto (che  nessuno  ha  mai  visto)  della ricetta supersegreta.
In  ordine  di  scrittura  così  come riportati  nell’agenda:
FE Coca (Fluid Extract of Coca) 3 drams USP4 oz FE Coco Citric Acid3 oz3 oz Caffeine1 oz1oz Citrate Caffein Sugar30 #30 # Water2.5 gal2.5 gal Lime Juice2 pints (1 qrt)1 qrt Vanilla1 oz1 oz Caramel1.5 oz or more to colorColor sufficient Use 2 oz flavor (below) to 5 gals syrup2.5 oz flavor 7X, Flavor Alcohol8 oz1 qrt Orange Oil20, drops80, Lemon Oil30120, Nutmeg Oil1040, Corriander Oil520, Neroli Oil1040,  Cinnamon Oil1040.

Ecco la "ricetta segreta":
Estratto fluido di Coca: tre sedicesimi di oncia
Acido Citrico: 3 once
Caffeina: 1 oncia
Zucchero: 30 (non è chiara l'unità di misura)
Acqua: 2,5 galloni
Succo di Lime: 2 pinte e un quarto
Vaniglia: 1 oncia
Caramello: 1,5 once o più per colorare

26.11.11

EVASIONE FISCALE: ANCORA VIP SOTTO ACCUSA: DOLCE E GABBANA e TIZIANO FERRO

 
– Sicuramente non sono i primi personaggi famosi a cui il fisco si interessa e probabilmente non saranno neanche gli ultimi. Dopo il caso forse più eclatante di Valentino Rossi, alla lista dei presunti evasori milionari si aggiungono anche il cantante Tiziano Ferro e gli stilisti Dolce & Gabbana.
Al cantautore laziale l’agenzia delle entrate ha contestato mancati pagamenti di imposte per circa 5 milioni di euro ed altri 5 a titolo di imposte e di sanzioni. Il caso è abbastanza simile a quello del famoso pilota ed anche la presunta residenza fittizia è la stessa, l’Inghilterra. In questo caso Tiziano Ferro avrebbe preso la residenza in Inghilterra usufruendo di un regime fiscale più favorevole rispetto all’Italia, ma di fatto ha dimorato nello Stato Italiano per più di 183 giorni essendo quindi di fatto residente in Italia ed assoggettato al fisco nostrano. Questa la motivazione dell’accertamento di oltre 10 milioni di euro recapitato al famoso cantante. Quest’ultimo non ha commentato la notizia ritenendola in parte errata e bisognosa di conferme.

23.10.11

Firenze, muore Don Enzo Mazzi. Aprì la stagione cattolica del dissenso


Firenze - (Adnkronos) E' morto a Firenze l'ex sacerdote Enzo Mazzi, che iniziò in Italia la stagione del dissenso cattolico. Il decesso risale a ieri, la notizia si è diffusa in tarda serata. Sarà cremato Mazzi. Una scelta che sembra quasi un'ultima 'provocazione' da un prete sempre 'contro'. 
Don Mazzi, come continuavano a chiamarlo i suoi seguaci, fu animatore della Comunità dell'Isolotto, forse la prima comunità cristiana di base in Italia, che prese il nome dal quartiere di Firenze in cui Mazzi fu sacerdote a partire dal 1954.

11.10.11

NOBILE (pdci/fds) : ALEMANNO PENSI A BLOCCARE L'INVASIONE DEI PULLMAN INVECE CHE AGLI INDIGNATI

«Le allarmistiche parole di Alemanno sulla manifestazione del 15 e la sua ordinanza »salva piazze« appaiono ancora più assurde dopo aver letto delle centinaia di mail di protesta che i cittadini stanno inviando al Campidoglio proprio contro il piano pullman voluto dal sindaco». «L'invasione di pullman nel centro storico, a due passi da monumenti patrimonio dell'Unesco, -  dice il rappresentante del pdci - fds - mette realmente a rischio tanto la vita quotidiana dei cittadini quanto le bellezze storico-artistiche di Roma. Eppure il sindaco continua a fare la voce grossa solo contro chi protesta in corteo: vieta piazze rimaste indenni a decenni di manifestazioni e, sistematicamente prima di un corteo previsto nella Capitale, si spende in dichiarazioni premature e imprudenti che rischiano di generare tensione». «È ormai evidente -conclude Nobile- che le decisioni del sindaco non sono prese per il bene dei cittadini e del territorio ma per mettere al riparo il proprio futuro politico: molto più facile accettare supinamente le richieste di settori economici che contano e che impongono la presenza dei pullman in centro, che permettere le legittime proteste di chi, massacrato dalla crisi, vuole urlare la sua indignazione scendendo in piazza». 



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22.9.11

La catena DocMorris "converte" altre 15 farmacie comunali

Sfiorano la ventina le farmacie municipali che innalzano il vessillo della DocMorris, la catena olandese controllata dal gruppo Celesio già presente in Germania, Svezia e Irlanda. Sabato infatti la multinazionale, che in Italia gestisce 162 esercizi di 19 comuni attraverso Admenta, ha celebrato tra Milano e Bologna l'inaugurazione di quindici farmacie, otto nel capoluogo emiliano e sette in quello lombardo (che vanno ad aggiungersi alle tre già avviate dal settembre dello scorso anno). Va precisato che si tratta di inaugurazioni ma non di nuove aperture: gli esercizi infatti, appartengono alla rete delle comunali e portano l'insegna DocMorris al termine di ristrutturazioni che hanno adeguato ambienti e spazi al "format" della catena. «Siamo sempre più convinti» ha dichiarato sabato alla stampa Leonardo Ferrandino, amministratore delegato del gruppo Admenta Italia «che gli italiani siano pronti ad accogliere un nuovo modello di farmacia, la Farmacia del futuro». Al di là dei proclami, l'intenzione è quella di replicare su scala più estesa la formula tripartita già sperimentata dai primi tre esercizi milanesi: lay out della farmacia standardizzato e arioso, per trasmettere vicinanza al cliente; attenzione al rapporto qualità-prezzo, anche attraverso campagne promozionali mensili su Otc e parafarmaco con sconti del 40%; servizi alla clientela nell'ottica dei decreti Fazio, come "My Med - La mia terapia" per il dosaggio giornaliero dei farmaci e la compliance. Federfarma dal canto suo mette i puntini sulle i. «DocMorris non apre nuove farmacie» sottolinea Annarosa Racca, presidente di Federfarma nazionale e del sindacato titolari lombardo «ma soprattutto nessuno dica che le catene sono arrivate in Italia. Una sentenza della Corte costituzionale e una della Corte di giustizia europea hanno sottratto il nostro paese da questo rischio. Verificheremo come sempre che bandi di gara e contratti con cui i comuni hanno dato in gestione ad Admenta le proprie farmacie consentano tali operazioni, di certo con l'insegna DocMorris esce allo scoperto l'operazione commerciale che era alla base delle privatizzazioni. Siamo lontani anni luce dalle considerazioni di valore sociale che avevano portato alla nascita delle farmacie comunali».

Farmacista33 19/09/2011
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9.6.11

Francesco Padre: operazioni per accertare la verità

04/06/2011 «È difficile descrivere quello che noi familiari proviamo in questa situazione, come figlia, come presidente del comitato, come cittadina...
Questa operazione di recupero è una notizia attesa per ben 16 anni, e che, con il passare di mesi, temevano non avvenisse più... devo anche ricordare come un libro, “Nato: colpito e affondato” di Gianni Lannes possa aver contribuito alla possibilità di riaprire un caso ormai dimenticato da tutti. La sera della presentazione del libro a Molfetta, rivolsi un appello affinchè qualcuno ci aiutasse al recupero dei resti umani, a ridare dignità a questi uomini e raggiungere così la verità. Per fortuna qualcuno ha ascoltato questo appello...
Noi siamo qui, anche questa volta, pronti a riconoscere a ciascuno i propri meriti e altrettanto faremo con le responsabilità perchè quella maledetta notte anche la nostra vita è stata inghiottita nel mare insieme al Francesco Padre...» in queste parole di Maria Pansini, la figlia del comandante Giovanni Pansini, c’è tutto il profondo dolore, portato con grande dignità, per il lutto subito e per le tante “porte sbattute in faccia”, per tutte le volte che gli appelli dei familiari dei cinque uomini dell’equipaggio del motopesca Francesco
Padre, inabissatosi a seguito di una esplosione nell’ottobre del 1994, sono rimasti inascoltati. Ma c’è anche la gioia, perchè si è raggiunto un obiettivo oramai insperato e l’auspicio di riuscire a riportare a casa tutti i membri dell’equipaggio e di restituire loro dignità e giustizia.

1.5.11

NOZZE REALI BLINDATE, VIETATO CONTESTARE


Londra militarizzata (al costo di 22 milioni di euro) per il matrimonio reale di William e Kate. Pugno di ferro contro i contestatori: decine di anarchici preventivamente arrestati e banditi dalla città
Cinquemila poliziotti, mille soldati, centinaia di agenti dei servizi segreti, cecchini sui tetti, anarchici banditi dal centro di Londra o preventivamente arrestati per ''sospetto di cospirazione volta a causare disordine pubblico e disturbo della quiete''.
Il matrimonio reale di William e Kate ha avuto un risvolto securitario senza precedenti, che è costato ai contribuenti britannici la bellezza 22 milioni di euro e ha suscitato polemiche per la sua durezza con cui è stata preventivamente impedita ogni pacifica contestazione.
Il programma degli anarchici londinesi prevedeva infatti un irriverente flash-mob in Soho Square: una 'carnevalata' orgiastica da mettere in scena sotto una finta ghigliottina.

25.2.11

Belpietro rischia una condanna per la bufala dell’attentato a Fini - Chi paga?

Il Fatto Quotidiano
Il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, ha chiesto al gip l'emissione di un decreto penale di condanna per procurato allarme nei confronti del direttore di 'Libero'. Che non avrebbe compiuto alcun accertamento né sulla notizia, rivelatasi una balla, né sulla credibilità della fonte

Belpietro rischia una condanna per procurato allarme. Perché la storia dell’attentato per colpire Gianfranco Fini ad Andria si è rivelata una bufala. E il direttore di Libero, che ne ha scritto il 27 dicembre scorso, non ha fatto le necessarie verifiche prima di pubblicare la notizia. Così ora, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro ha chiesto al gip l’emissione di un decreto penale di condanna nei confronti del giornalista.

“Girano strane voci a proposito di Fini”, esordiva nel suo editoriale Maurizio Belpietro. Voci che riferivano di due storie. Una su “una vicenda a sfondo erotico peggiore di quelle rimproverate al Cavaliere”, raccontata al direttore di Libero dalla escort Lucia Rizzo, in arte Rachele, che ora è indagata per diffamazione. L’altra, quella che ora rischia di far finire nei guai Belpietro, su un agguato che nella prossima primavera avrebbe potuto colpire il presidente della Camera in visita nella città pugliese di Andria.

22.2.11

DELITTO VERBANO: SI RIAPRE IL CASO DOPO 31 ANNI, PISTA NERA


Dopo 31 anni due nomi e la pista nera.
Lo studente di sinistra du ucciso in casa da un commando vicino ai Nar. Nell'archivio del ragazzo i nomi degli indiziati: militanti di destra, avevano già colpito. Il primo uomo vive da tempo all'estero, il secondo è un insospettabile professionista.
di CARLO BONINI

ROMA - L'omicidio di Valerio Verbano è un caso che si riapre. E la fuga di almeno due dei suoi tre carnefici, forse sta per finire. Consegnando innanzitutto a chi è stata condannata a sopravvivere a quel lutto - Carla Zappelli, 87 anni, la madre di Verbano, suo unico figlio - una "verità" in grado di chiudere una delle più simboliche, disumane e insolute pagine di sangue della storia della violenza politica del nostro Paese. A trentuno anni esatti dall'esecuzione del diciannovenne militante della sinistra extraparlamentare (22 febbraio 1980) e dal buio che da allora ne ha avvolto le responsabilità, prende corpo una nuova indagine della procura di Roma (procuratore aggiunto Pietro Saviotti, pm Erminio Amelio) e del Ros dei carabinieri che, dopo ventiquattro mesi di lavoro, colloca al centro della scena del crimine almeno due nuovi indiziati.
Per quel che al momento è possibile ricostruire, due uomini oggi sulla cinquantina, la stessa età che avrebbe avuto la loro vittima se non la avessero giustiziata con un colpo di 38 special alla schiena. Il primo, riparato da tempo all'estero.

15.2.11

MILANO: BERLUSCONI RINVIATO A GIUDIZIO

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Dal 6 aprile il rito immediato, chiesto per i reati di concussione e prostituzione minorile.
Roma, 15 feb. (TMNews) - Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio con rito immediato per concussione e prostituzione minorile dal gip di Milano Cristina Di Censo. Il processo inizierà il 6 aprile prossimo davanti ai giudici della quarta sezione penale in composizione collegiale. La difesa del premier ha commentato: Non ci aspettavamo nulla di diverso.
Parti lese nella vicenda sono Ruby, minorenne all'epoca dei fatti, e il ministero dell'Interno, in relazione alla telefonata in questura del maggio scorso. Sarà formato da tre donne Carmen D'Elia, Giulia Turri e Orsola De Cristofaro, il seggio della quarta sezione penale che processerà Berlusconi.
Nessun contatto né scambio di atti tra la procura di Milano e di Roma nell'ambito del caso Ruby e dei festini che vedono coinvolto il premier. La smentita, come era successo in precedenza per le indiscrezioni riguardo a un nuovo filone dell'inchiesta partito da Napoli, è arrivata dalla stessa procura romana.

14.2.11

Ruby testimonial di in libro ! Che fai lo compri?




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LE DONNE OFFESE, LE SUORE INDIGNATE

Le suore: fermiamo lo scandalo. Le religiose italiane sono indignate e sofferenti per quanto sta accadendo attorno all’immagine della donna, ridotta a merce per uso sessuale, umiliata ed offesa nella sua dignità di persona.
E questo proprio in quel contesto istituzionale dal quale dovrebbe provenire la difesa e la promozione del mondo femminile, la valorizzazione delle sue qualità umane e sociali, professionali, di quel “genio femminile” esaltato da Giovanni Paolo II. È un grido forte e commosso che giunge da più parti, in particolare dalle comunità e dalle case di accoglienza dove decine di suore lavorano sulla strada per aiutare le donne in difficoltà ad uscire da quella condizione di schiave del sesso nella quale tantissime sono finite contro la propria volontà, ingannate e minacciate.
Due religiose, Suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata, responsabile dell’Ufficio Anti-Tratta dell’USMI (Unione Superiore Maggiori d’Italia) e Rita Giarretta, fondatrice di “Casa Rut” che accoglie le ragazze e le mamme che cercano di sottrarsi al dominio della criminalità organizzata, hanno deciso di dare voce alle centinaia di consorelle di 75 congregazioni che operano in 110 strutture per dare protezione e speranza alle donne che sono state devastate dallo sfruttamento sessuale, per offrire loro la possibilità di ricostruire la loro vita distrutta e un futuro.