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29.8.14

BISOGNEREBBE CREDERCI



di Giandiego Marigo

La verità? Quella che non ci raccontiamo è che non ci crede nessuno davvero ed invece bisognerebbe, perché il farlo ci farebbe superare gli ostacoli e le empasse.
I mille egoismi e personalismi, la passione invereconda ed ossessiva per la cura dell'orto, che ci impedisce di fare la cosa più giusta, più logica, più importante e più doverosa: Una Costituente della “Sinistra Unita”, un vero tavolo sempre aperto, realmente rappresentativo e controllato dal basso (sino a conclusione positiva) per farla davvero questa unità di intenti , per stabilire obbiettivi comuni ed un cammino condiviso e condivisibile.
La Volontà, la Passione, la Fede … non sono merce d'uso di questi tempi.
Certo, si potrebbero fare un paio di analisi di prospettiva, parlare delle volontà espresse da Alba, Ross@, da Azione Civile, dalla miriade di gruppuscoli in continua nascita che hanno in premessa l'Unità della Sinistra o la sua modificazione in meglio … in un soggetto ampio e plurale.
Oppure sbilanciarsi su quel che c'è, poco e malmesso, Rifo, SeL, alcune tracce di Verde … qualche movimento qua e là.
Si potrebbero citare i gruppi nuovi Convergenza Socialista, Neft Left, Sinistra Unita-AreA di Progresso e Civiltà. Oppure potremmo lanciarci in dotte analisi da “intellettuali conseguenti” che vanno sempre di moda e che un cadreghino in Europa bene o male lo rimediano sempre.
Potrei, volendo, far scivolare l'occhio sugli Anti Euro di sinistra, sempre molto combattivi e sin troppo urlanti. Potrei farlo e finirei con il ripetere le analisi e le perorazioni di cui la rete è, sinceramente, sin troppo ed inutilmente piena.
Punti di vista da comunista integralista, da neo berlingueriano, da socialista più o meno libertario o da libertario più o meno socialista, sino alle nuove visioni di soggetti non necessariamente connotati ed M5S similari.
Certo potrei e forse direi persino delle cose intelligenti.
Però io sono convinto che sia una questione di volontà e non di chiacchiere.
Sono convinto che l'analisi sia d'una semplicità disarmante: Questo paese, l'Europa intera hanno bisogno spasmodicamente d'una sinistra vera, che sappia interpretare e decifrare i bisogni e le speranze di un'area popolare ed in via d'impoverimento sempre più ampia.
Che sappia rilanciare una visione globale che si contrapponga a quella di un mercato sregolato ed imperante, che impone le sue leggi disumane ad ogni nazione ed in ogni parte del mondo.
È ovvio che ci siano poi mille rivoli, mille implicazioni mille metodologie d'applicazione ed è altrattanto ovvio che dovremo discutere, persino litigare, ma la volontà unitaria, la capacità di interpretare questo bisogno è una premessa, la premessa ed in fondo mi dispiace di dovere fare sempre lo stesso discorso … perché questo significa che non ci sono passi avanti significativi. Ma diciamocelo, finalmente ed una volta per tutte, è esattamente questa volontà quella che manca. Il resto sono chiacchiere , parole, canzoni e stornelli.
I metodi di attuazione sono svariati: Una costituente con tavolo aperto, un federazione che sappia rispettare realmente le particolarità di ogni convenuto, l'assemblea permanente … ma questi sono metodi, ma nulla hanno a che vedere con la volontà.
Ho scritto spesso di questo argomento, nel tempo. Ho fondato gruppi di lavoro, pagine sui social network, ho persino inventato una manifestazione antirazzista a Milano, qualche anno fa … e da sempre credo in questa necessità, ci ho creduto persino nella mia brevissima stagione con M5S … sempre ho pensato che l'unica speranza per questo paese e per l'Europa intera fosse la nascita d'un soggetto che sapesse dare a Progresso e Civiltà il loro vero significato, che sapesse cambiare regole, filosofie, impostazioni e premesse … perché, è ormai chiaro (e a parole lo sappiamo tutti) che solo cambiando filosofie, modi e mode, stili di vita ed organizzazioni sociali abbiamo qualche speranza di salvarci e salvare questo pianeta.
Loro, quelli al potere questa cosa la sanno benissimo … ed a modo loro stanno facendo quel che ritengono opportuno, per loro: Depopolazione, Guerre, Controllo delle Risorse, Appropriazione indebita dei Beni Comuni, Abbattimento del welfare in chiave depopolativa, tutto e di più, mentre giocano con le nostre menti. Comprando e vendendo le nostre stesse anime come fossero figurine … E noi, e l'alternativa?
Noi taciamo ed il nostro silenzio è sempre più pesante, oppure … ed è persino peggio, parliamo ed urliamo da soli o in piccoli gruppi di pazzi e nessuno ci ascolta, ci prendono e ci chiudono in una confezione per poi rivenderci come valvole di sfogo a basso prezzo.
Ed ancora una volta e sempre è una questione di volontà perché essa supererebbe ogni ostacolo, ogni differenza, ogni titubanza, ogni chiacchiericcio molesto, scompiglierebbe i salotti dove si consuma ogni speranza in chiacchiere inutili e lunghissime attese.

Farebbe giustizia dei mille leader che fanno di sé stessi e delle prorie convenienze e rendite di posizione la chiave di volta di ogni possibile avvicinamento...getterebbe alle ortiche ogni titubanza, ogni dotta citazione ed eccezione. Per far questo però occorrerebbe una massa critica di gente che condividesse la medesima volontà, realmente e non a chiacchiere … ci sono in questo marasma? E se sì dove sono, visto che il tempo della pazienza e dell'attesa è ampiamente trascorso ed il ritardo accumulato potrebbe essere fatale. 

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22.3.14

PERCHè TSIPRAS, PERCHè UN GRECO



di Giandiego Marigo


Non ho la televisione, l'ho buttata, letteralmente … e vivo felice, ma ho sentito parlare delle spiritosaggini del Guru de no'artri, che stranamente adesso in televisione ci va con i suoi e sin troppo spesso , sul fatto che una sinistra pezzente sia costretta a ricorrere ad un greco sconosciuto.
Chiariamoci, quindi perché Tsipras e perché un Greco.
Noi non crediamo alle piccole patrie cui il guru maximo si appoggia per implementare il suo discorso, perché non parliamo a pance e ventrazze, non lo abbiamo mai fatto e non inizieremo adesso.
Non ricorriamo ad astuzie da marketing ed a semplificazioni verbali che rendono “edibile” e di “facile consumo” un prodotto, perché non stiamo vendendo nulla e non abbiamo alcuna intreresse ad un generico consenso ottenuto con il raggiro e con l'astuzia, con la costruzione verbale con l'ipnosi emotiva ed accattivante.
Grillo ha dimostrato in molti suoi discorsi quale sia la sua visione, le piccole patrie , l'uscita dall'Europa senza alcun amortizzatore, il rompere per rompere, il fare per fare, le macroregioni ed il disfacimento nazionale (in questo alleandosi di fatto con la Lega ed i secessionisti della peggior risma).
Egli si nutre di tutto questo ed il suo movimento s'ingrassa di rabbia e frustrazione, di un generico ribellismo qualunquista che nutre a piene mani.
Egli non a caso fa del vituperio e dell'insulto ad effetto, della teatralità dozzinale il suo cavallo di battaglia.
Egli si riferisce, spessissimo, a scienziati che non cita, ad esperti che non menziona, ad economisti che non enumera. Ma alla fine quel che vediamo noi , sinceramente sin troppo spesso, sono solo Bennettazzo e Casaleggio.
Tsipras è un uomo che nasce dai movimenti, che viene da lontano e che cresce nel paese che più di ogni altro ha sofferto e subito questo crisi e le angherie di un'Europa matrigna.
Egli è, con altri, l'artefice di Syriza, un'eperienza che ha saputo unire e parlare ai molti, che ha saputa ridare speranza e visione ad un popolo prostrato e disperato. Esperienza che rischia di divenire il primo partito e di portarlo al governo del proprio paese e di spostare l'asse del governo greco decisamente a sinistra, ma che ha avuto, soprattutto, ed è molto raro, il pregio di partire da un'idea di unità anzichè da precisazioni divisorie
Egli parla però con tutti ed è disposto a rinunciare alle marcature ideologiche ed ai simboli di questa sua appartenenza nel nome del dialogo... e si badi dialogo non inciucio... che è altro.
Sarebbe sin troppo facile nutrire i ventri dell'antieuropeismo senza risposte dicendo la fatidica frase che accomuna tutti destre, sinistre, secessinisti, nostalgigi d'ogni ora e tipologia, nonchè neonazisti e leghisti e fascistume d'ogni tipo … quel “No Euro” che significa tutto e nulla, che non risponde che non parla del dopo, che non spiega da dove si dovrebbe passare. Che nega l'Europa per consegnare i paesi ad una disperazione tutta nazionalistica, senza minimamente discutere o modificare l'assetto del potere che ci sta dietro. Ci spieghino costoro la differenza fra un Euro, certamente finanziario , bancario e non sovrano ed una Lira, altrettanto finanziaria, bancaria e non sovrana … ci dicano cosa cambia se non cambioa la struttura del potere e soprattutto ci spieghino come e chi dovrebbe guidare quest'uscita.
Noi e Tsipras non scegliamo quella strada, ma diciamo chiaramente che tutti i trattati vanno ridiscussi, siano essi monetari, militari, politici, amministrativi, economici alla luce di una visione europea che è dei popoli e non delle banche e della finanza. Indicando una gradualità, una strada ed un metodo non meno radicali e decisi, rispetto alla genericissima dichiarazione di guerra ad una moneta, che è simbolo e non sostanza e che non dice come camminare dentro questa necessità.
Ma forse spaventa proprio questo, perché dice da dove si passa e cosa si fa, non in un fumoso indeterminato e futurubile avvenire, dopo una ipotetica e non meglio spiegata sollevazione, alla luce di una coscienza che nessuno fa nulla per diffondere e di una capacità di giudizio e di auto determinazione in cui nessuno crede.
Noi siamo quelli che dicono si passa di qui, che la circolarità, l'orizzontalità e la partecipazione la fanno, non la dicono soltanto.
Si parla dell'acqua, del nucleare, dei grandi lavori, degli interventi militari, dei diritti diffusi, della globalizzazione delle schiavitù, delle delocalizzazioni, delle differenze interne dei dirittti dei lavoratori eurpei, dei diritti e della loro globalizzazione… delle migranze. Del per chi e del come, si parla di patrimoniali, di far pagare chi deve. Si parla di questione morale e di etica, di diritti delle donne e delle comunità omosessuali...si parla di un mondo altro e migliore, di un'Altra Europa
Noi siamo quelli da isolare, quelli che fanno paura, che non hanno bisogno di uralre a destra ed a manca che siamo la sinistra...perchè lo siamo, semplicemente.
Un greco, perché qualsiasi rivalsa nei confronti dell'Europa Matrigna deve , necessariamente, passare per l'alleanza dei PIGS, per una reale vicinanza mediterranea (molto più naturale e storicamente motivata di quella con i paesi del nord per altro) ma questo i profeti del disfacimento e dell'autosufficienza nazionale non ve lo dicono, a loro basta accontentare la rabbia e la frustrazione con un generico e mai spiegatoNo Euro” che dice tutto e nulla e che va bene per tutti.
Stranamente sulla Lista “L'altra Europa con Tsipras” si stanno sollevando mille critiche e mille sapienze... che , guarda caso denotano la paura, vera, che questa lista fa, per i contenuti che porta e non per le chiccchiere che sollefa o per il fraccasso che butta in piedi.
Ed è comunquye una stupidata, della più chiara specie questa polemica sul greco, dove traspare tutta la xenobia e tutta la strumentalità pretestuosa di un discorso tutto campanilistico rivolto alla parte peggiore delle pance italiote, ma a questo stile, ormai, il Guru Intoccabile ci ha abituati. Supportato in questo dal Principino Rottamatore del Grande Nulla, che casualmente si bea di quest'alleanza di fatto in chiave anti-sinistra, che a lui ed ai suoi burattinai (quelli si globali, mondialisti ed europei) fa solo comodo. Perché stranamente questi stessi blandiscono, occasionalmente i Grillo, ma scomunicano, arrestano e se possono eliminano gli Tsipras. Chissà perché?

C'È BISOGNO DI SINISTRA … TANTISSIMO, QUALCUNO CI STA FATICOSAMENTE DOLOROSAMENTE PROVANDO, NON PERDIAMO ANCHE QUESTA OCCASIONE PER SEGUIRE UN PAROLAIO SENZA COSTRUTTO E SENZA BANDIERA.
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