Nel paese in cui la libertà d'informazione è dipendente del potere politico ed economico, cerchiamo di tenere attivi i nostri neuroni al pensiero, alla critica, alla distribuzione della libera informazione.

Pagine

Visualizzazione post con etichetta INNSE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta INNSE. Mostra tutti i post

12.8.09

INNSE - LA LOTTA PAGA





Il Gruppo Camozzi di Brescia è il nuovo proprietario della fabbrica INNSE – PRESSE di via Rubattino, zona Lambrate, Milano.
Dopo due giornate di serrate trattative è stato trovato l’accordo per la vendita della fabbrica, nonostante il vecchio proprietario GENTA continuasse a rialzare il prezzo della vendita.
La fabbrica metalmeccanica tornerà così a vivere e agli operai è stata garantita l’occupazione.

Si conclude così la fase più intensa della lotta che i 49 operai hanno portato avanti con oltre 14 mesi di presidio della fabbrica e nell’ultima settimana con la permanenza di 4 di loro e di 1 sindacalista per oltre 1 settimana su un passoponte sospeso a oltre 10 mesi di altezza.
Lotta ebbe inizio contro lo smantellamento dei macchinari voluto dal signor GENTA quando acquistò la fabbrica con l’unico obiettivo speculativo di chiuderla, licenziare le maestranze e rivendere i raffinati macchinari ad altre imprese; tutto ciò nonostante il piano di riqualificazione aziendale presentato al momento dell’acquisto prevedesse le riprese delle attività produttive.
Ora si apre l’organizzazione della nuova vita della fabbrica e dei suoi operai.

LA LOTTA PAGA. Frase che sembra fuori dai tempi moderni dove la dignità del lavoro, dei lavoratori e la centralità sociale del lavoro stesso sembra aver lasciato il passo allo strapotere dei poteri forti e delle rendite finanziarie e speculative e a trattative al ribasso che tanto hanno eroso sia al potere d’acquisto degli stipendi che ai diritti precedentemente acquisiti quali il lavoro garantito e NON precario.
Gli operai della INNSE ci hanno ricordato, con la loro lotta, che la difesa del posto di lavoro deve tornare ad essere l’argomento centrale di tutti i lavoratori, dei sindacati e delle rappresentanze politiche che a parole dichiarano di difenderli.
La storia delle conquiste dei diritti ha sempre dimostrato che nulla è mai stato ottenuto che non fosse sostenuto dalle lotte per la difesa e il miglioramento degli interessi sociali e dei lavoratori quale spina dorsale della nostra società.
E il lavoro è un diritto-dovere sancito dalla Costituzione che infatti riconosce la Repubblica Italiana come Stato fondato sul lavoro.
Articoli correlati:
INNSE – GIORNATA CRUCIALE

Luciana P. Pellegreffi

Translation services

10.8.09

INNSE – GIORNATA CRUCIALE





Ore decisive di attesa in prefettura per l’incontro tra Genta, l’attuale proprietario della INNSE, AEDES l’immobiliare proprietaria del terreno e Camozzi di Brescia che è l’acquirente interessato a rilevare la fabbrica con tutti i macchinari, una ventina, e disposta a garantire l’occupazione ai 49 operai.
I punti da concordare riguarderebbero:
- i macchinari: che il gruppo bresciano vorrebbe tutti, ma 7 sono stati già venduti ad altri 2 acquirenti;
- l'area: che vorrebbe completamente a disposizione e questa dipende dall’immobiliare ASEDES;
- l’occupazione: la Camozzi vorrebbe discutere di ammortizzatori sociali fino allla completa ripresa delle attività produttive.
Aumentano le adesioni di sostegno alla lotta degli operai dell’INNSE sia dall’Italia che dall’estero tra cui: Lares di Paderno Dugnano, Iveco di Pregnana Milanese, Fonderia di Legnano, Camera di Commercio di Benevento e da operai di Zurigo e Basilea.
I 4 operai e 1 sindacalista restano sul passo ponte sospeso a una decina di metri d’altezza all’interno della fabbrica finché non vi saranno conclusioni positive per la fabbrica.

Luciana P. Pellegreffi

Articoli correlati:




Translation services

7.8.09

INNSE - IMPRENDITORE INTERESSATO ALL'ACQUISTO





Novità per la INNSE, la fabbrica giunta alle cronache nazionali per la lotta di oltre 14 mesi degli operai contro lo smantellamento dei macchinari per la produzione in seguito alle dismissioni decise dal proprietario Giunta, nonostante vi siano commesse per mantenere la fabbrica attiva.
Nel comunicato stampa appena diffuso vi è la dichiarazione congiunta dei segretari generali della FIOM NAZIONALE e di MILANO e della CGIL LOMBARDIA e CDLM MILANO in cui si stigmatizza la situazione che potrebbe divenire ancor più drammatica di quanto già sia e che assume toni paradossali.
Nell'esprimere la completa solidarietà e vicinanza ai lavoratori INNSE e, in modo particolare, a coloro che da giorni sono sul carroponte, si comunica ufficialmente che vi è "un imprenditore del settore che ha avanzato una formale dichiarazione di interesse all'acquisto e al rilancio dell'attività produttiva, con la richiesta di un tempo congruo per lo svolgimento della trattativa.
Tale dichiarazione e' stata formalizzata per iscritto al Comune, alla Provincia di Milano e alla Regione Lombardia che ne hanno dato riscontro."
La voce circolava già da ieri, ma se ne attendeva l'ufficializzazione ora pervenuta. Questo segna un passo positivo e di conferma di quanto gli operai sostengono da tempo e cioè che la INNSE non va distrutta per mere speculazioni, ma che è una fabbrica viva e con potenzialità produttive e operai altamente specializzati.
Ora i responsabili dell'ordine pubblico dovrebbero intervenire alla luce dei nuovi eventi e non ignorarli.
La FIOM e la CGIL chiedono quindi che venga sospesa ogni attività di sgombero e smontaggio, che sia lasciato spazio alla trattativa tra l'attuale proprietà e questo nuovo soggetto imprenditoriale che ha richiesto 60 giorni per lo svolgimento di tale trattativa e che siano definiti meccanismi di verifica circa l'effettivo e serio svolgimento della trattativa stessa.

Ricordo che l'11 agosto vi sarà l'udienza in tribunale in seguito alla proposta avanzata dal giudice per il contenzioso che oppone la Rubattino 87, società del gruppo AEDES, comproprietaria del terreno su cui sorge la INNSE, che richiede il sequestro dei macchinari a causa dei debiti che Genta ha con la società stessa per circa 3 milioni di euro. L'udienza civile segue quella della settimana scorsa e aggiornerà in seguito alla proposta conciliativa del giudice Salvatore Di Blasi alle parti.

Vi sonos tate e continuano a pervenire prese di posizione favorevoli alla fabbrica tra cui: la mozione a sostegno dei lavoratori dell'INNSE firmata da tutti i capigruppo e approvata all'unanimità dal Consiglio Provinciale il 29 luglio scorso e l'ulteriore ordine del giorno della Commissione Lavoro della Provincia approvato, sempre all'unanimità, il 4agosto scorso.

Pesa il silenzio del Governo nazionale, di Regione Lombardia e del Comune di Milano silenzio colpevole di non dare ascolto alle molte sollecitazioni tra cui quella importante del Cardinale Dionigi Tettamanzi.

Luciana P. Pellegreffi

5.8.09

INNSE - LA DIFESA DELLA FABBRICA E DEL LAVORO




Questo pomeriggio il presidio davanti alla fabbrica INNSE era affollato come di consueto dagli operai, da parenti e amici, da cittadini del quartiere Rubattino che da tempo sostengono la battaglia contro lo smantellamento della fabbrica, da cittadini arrivati dopo il tam-tam circolato in seguito all'aggravarsi della situazione e al gesto disperato dei 4 operai saliti ieri mattina su un passo ponte interno alla fabbrica. Vi erano anche sindacalisti, politici e furgoni di troupe televisive.
La presenza delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa e in borghese è anche oggi notevole.


Vi è un lento via vai continuo di persone che arrivano e che vanno, anche oggi il caldo è soffocante e si superano i 30 gradi, si cerca un pò di ombra sotto ai gatzebo allestiti e chi arriva porta cibo, acqua e frutta per sostenere chi si fermerà più a lungo.


Ieri ho incontrato alcuni lavoratori provenienti da Novara. Dopo la giornata di lavoro, hanno raggiunto il presidio per portare sostegno e solidarietà alla lotta in corso per salvare la fabbica e i posti di lavoro.
Hano promesso che appena potranno torneranno.
Alla palpabile preoccupazione che si respira per l'attesa di notizie positive che sblochino la situazione, oggi si unisce quella per i 3 operai e il sindacalista che sono sul passo ponte dentro la fabbrica da oltre 24 ore.
Alle 18.30 circa si è svolto un aggiornamento tra i partecipanti al presidio che hanno fermamente sostenuto la validità delle motivazioni della protesta in corso e hanno sollevato forti preoccupazioni per le condizioni fisiche degli operai dentro la fabbrica dato che le forze dell'ordine hanno impedito qualunque contatto con loro.



Successivamente vi sono stati momenti di tensione con la polizia quando i partecipati al presidio hanno cercato di entrare alla INNSE per incontrare i loro colleghi e accertarsi delle loro condizioni fisiche.
La tensione si è stemperata quando è stato consentino ad uno di loro di entrare e al ritorno ha informato che stanno tutti bene e che sono intenzionati a non muoversi finchè non saranno date garanzie sul blocco definitivo dello smontaggio delle apparecciature e non saranno avviate trattative industriali serie per la ripresa delle attività.


E' stato fatto un appello chiedendo a tutti coloro che sostengono la lotta in corso per salvare la fabbrica di partecipare al presidio che si tiene 24 ore al giorno in via Rubattino davanti all'ingresso della INNSE.
In una intervista oggi il signor Genta ha dichiarato di aver comprato la fabbrica in seguito ad un bando fallimentare, ma che non sarebbero stati rispettati gli accordi: era prevista la delocalizzazione a 1 km di distanza, e una sostutuzione e riqualificazione di una parte degli operai, ma sia le Rappresentanze Sindacali che le Istituzioni non abbiano rispettato i patti.
Sembra però che i sindacati non abbiano firmato nulla.

Luciana P. Pellegreffi

Translation services

INNSE MILANO - ROTTAMARE UNA FABBRICA ATTIVA IN 4 MOSSE

Domenica 2 agosto Il prefetto di Milano ha inviato la polizia in assetto antisommossa, per sgomberare il presidio dei 49 operai rimasti della fabbrica INNSE PRESSE di via Rubattino, quartiere Lambrate.
La INNSE è quel che resta della mitica fabbrica INNOCENTI che ha prodotto miti internazionali come la Lambretta,la cui produzione iniziò nel 1947, ma che ha prodotto anche componenti super specialistiche come i serbatoi del razzo Ariane.


Nel 2006 durante la crisi in atto della fabbrica, amministratori e sindacati, contattati dal prefetto Gian Valerio Lombardi, come ha ricostruito l'ex assessore Bruno Casati, incontrarono l'imprenditore interessato all’acquisto Silvano Genta accompagnato da Roberto Castelli, allora semplice parlamentare della Lega. Il piano di rilancio presentato fece sì che Genta divenne il nuovo proprietario spendendo 700.000 Euro, prezzo che a Milano consente di acquistare un appartamento signorile. Genta in realtà era commerciante di rottami di Torino e non un indistriale.
Dettaglio essenziale per cogliere appieno la lucida speculazione in atto su questa fabbrica è che la INNSE possiede macchinari ad alta tecnologia, con mercato e possibilità produttive e che gli operai sono altamente specializzati in tali lavorazioni.
Inoltre le richieste di lavoro ricevute non hanno potuto essere evase perché il rilancio della fabbrica negli intendimenti di Genta non prevede la ripresa della produzione.


Per completare il quadro: la fabbrica si trova in una zona ex industriale, attualmente in fase di grande edificazione edilizia come previsto dal Programma di Riqualificazione Urbana (P.R.U.) del Comune di Milano.

questa è l'area interessata

“PIANO DI RILANCIO INDUSTRIALE” come lo ha concepito e messo in atto il signor Silvano Genta:
Prima mossa: acquisto della INNSE nel 2006 per 700.000 euro per l’intera fabbrica e quanto in essa contenuto.
Seconda mossa: giugno del 2008, mancata evasione delle commesse e licenziamento di tutti gli operai che successivamente occupano la fabbrica giorno e notte fino ai giorni nostri richiedendo la ripresa del lavoro.
Terza mossa: vendita di 7 macchinari ad alto contenuto tecnologico alla
Mpc di Santorso (Vicenza) e alla Nuova Lombarmet di Arluno (Milano), macchinari di cui però era pressoché impossibile entrare in possesso perché sotto custodia degli operai, da mesi in autogestione; da qui il decreto ingiuntivo. La stima del prezzo di vendita sembra essere di 2.5 milioni di euro.
Quarta mossa sperata: i conti tornano – 700.000 euro + 2.5 milioni di euro, operai a casa e saluti a tutti.
La fine è ancora da scrivere perché a maggio 2009, il tribunale autorizza lo smontaggio delle macchine con la forza per superare il blocco imposto dagli operai, ma i sindacati riescono a far rinviare l’azione di forza per cercare ancora una soluzione alternativa.
Si aggiunge a questa difficile situazione la rivendicazione della Rubattino 87, società del gruppo AEDES, comproprietaria del terreno su cui sorge la INNSE, che richiede ai giudici il sequestro di quelle stesse macchine a causa dei cospicui debiti che Genta ha con la società stessa per circa 3 milioni di euro.
Il prossimo 11 agosto è prevista la successiva udienza civile; il giudice Salvatore Di Blasi, ha fatto una proposta conciliativa e ha riconvocato le parti tra una settimana.
Qualche giorno fa la regione Lombardia aveva approvo la riapertura delle trattative ridando così speranza agli operai, ma domenica 2 agosto arrivano carabinieri e polizia per sgomberare gli operai occupanti e far entrare quelli incaricati di smontare le macchine.
Per tutto il giorno sindacati e politici locali non riescono a rintracciare il prefetto Lombardi per avere spiegazioni, poi giunge una sospensione dalla prefettura e una nuova convocazione delle parti per il 4 agosto.

video:
La rabbia degli operai - Corriere della sera
video:
La INNSE di Lambrate - Appunti di una storia di lotta
video:
INNSE TG NOVA

Gli operai non sono intenzionati a smettere di lottare per la loro fabbrica e il loro lavoro e sostengono di non volersene andare chiedendo di togliere la fabbrica dalle mani della speculazione.
L'ex manager Sergio Cusani, che ha ricevuto l’incarico da parte degli operai e della Fiom Cgil di trovare un compratore dice che vi sono imprenditori disposti all’acquisto della INNSE perché è una azienda viva, ma ora serve un intervento politico che sospenda le procedure di smantellamento dei macchinari(Adnkronos, 3/8).

Ieri mattina verso le 11.30 4 operai sono saliti su una gru minacciando di lanciarsi nel vuoto e chiedendo la riapertura del tavolo di lavoro che conduca ad una effettiva progettazione industriale della ripresa delle attività e contemporaneamente il blocco dello smantellamento dei macchinari. Un corteo di operai ha raggiunto la stazione di Lambrate per riaffermare la volontà di salvare il loro posto di lavoro, gli striscioni così come le magliette riportano il “logo” Giù le mani dalla INNSE.

Intanto uno dei macchinari è stato completamente smontato prima che gli operai addetti a tale incombenza lasciassero la fabbrica per sopravvenuti motivi di sicurezza dovuti agli operai saliti sulla gru.
I 4 operai, dai 30 ai 60 anni, sono in una situazione precaria dovuta all’insicuro luogo in cui si trovano oltre al fatto che la calura della giornata contribuisce al disagio, infatti i dirigenti sindacali sono stati scortati dalla Digos e carabinieri per portare loro panini e acqua.
Si sono verificati tafferugli tra gli operai e i giovani dei centri sociali che cercavano di avvicinarsi all’ingresso della fabbrica per capire cosa avvenisse all’interno di essa e le forze dell'ordine e pare che vi siano alcuni contusi
Nel tardo pomeriggio arriva la notizia della concessione di 3 giorni di sospensione per le operazioni di smontaggio, da parte del prefetto, notizia che non soddisfa nessuno dei presenti al presidio che non intendono retrocedere rispetto alle richieste effettuate.
La Fiom ha chiesto l’intervento di Berlusconi, quale presidente operaio, per la soluzione della situazione nella direzione richiesta dagli operai dell’INNSE.





5 ago(Adnkronos) - Era stata annunciata per le ore 10, davanti alla prefettura di Milano una conferenza stampa di Silvano Genta, proprietario della Innse in stato di liquidita'. Per "ragioni di opportunita' e sicurezza" spiega l'avvocato Giambattista Lomartire l'incontro e' stato posticipato "a data da destinarsi".


Le trattative procedono.


Luciana P. Pellegreffi

Translation services