Nel paese in cui la libertà d'informazione è dipendente del potere politico ed economico, cerchiamo di tenere attivi i nostri neuroni al pensiero, alla critica, alla distribuzione della libera informazione.

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22.10.11

LIBRI: RIPOSA IN PACE ... ANZI NO!

Riposa in pace... anzi no! 
Saggi, interviste e pensieri sul diritto di morire

prefazione Mina Welby 

Il diritto di scegliere il proprio fine vita

Con piacere vi propongo questo libro che contiene anche un mio piccolo contributo. Sarà disponibile per lo spettacolo del 4 novembre 2011, ore 21 al teatro della Quattordicesima di via Oglio 18 a Milano, in occasione dello spettacolo "Sospesi tra terra e cielo" di e con Stefania Mulè.

Luciana. P. Pellegreffi

Curato da: Cazzato C.
Editore: Tempesta Editore
Collana: Vita raccontata
Data di Pubblicazione: 2011
ISBN: 8897309135
ISBN-13: 9788897309130
Pagine: 150
Formato: brossura

Prezzo: € 12.00 
Fonte 

Vedi: TESTAMENTO BIOLOGICO

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10.5.11

"NuovaResistenza news" - Maggio 2011

In questo numero:

Pag. 1:
Processo breve  fregatura lunga. Eleonora D’Onofrio.
Elezioni a Milano due candidature di qualità. Massimo Gatti.

Pag. 2-3:
La riforma della ”Flexsecurity”, Christian Molinari.
1° Maggio 2011, Luciano L. Pasetti.
25 aprile 2011: tutto da rifare… Bandanax Vignette,
Ancora provocazioni neofasciste.
Bandiera nazista esposta nel commissariato di Milano, Giulio Leghissa.

Pag. 4-5:
Duemila croci per ricordare Cernobyl, Salvatore Barbera.
Costituzione: io non dimentico: art. 5 calendario maggio 2011.
Perché i laici cristiani sono assenti dal dibattito politico? Raniero La Valle.

Pag. 6:
Operai Thyssen-Krupp scrivono ai candidati sindaco di Toprino.
Libri: Tracce di Legalità, Roberto Giurastante.
Le ragioni del No Ponte, Luigi Sturniolo.

Pag. 7:
Incontro nazionale Reti Civiche e Movimenti.
Avaaz: "l’opinione pubblica globale".

Pag. 8:
La U.E. vota sul “parlamento pulito”, Andrea d’Ambra.
Bin Laden ucciso, nessuna vittoria. Di terrorismo in terrorismo: la conquista del XXI secolo, Luciana P. Pellegreffi.

Vedi:
Calendario Costituzione 2011
”NuovaResistenza News 2011”
”NuovaResistenza News 2010”

Leggilo qui

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1.5.11

STORIA DELLA LAICITA' IN ITALIA

Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
Circolo di Milano

Proseguono gli appuntamenti dell'Università dell'Età della Ragione: quattro corsi gratuiti su temi legati alla laicità.
Da Lunedì 2 Maggio iniziano le quattro lezioni (una a settimana) del corso di storia della laicità in Italia, in cui i relatori approfondiranno questo tema dagli inizi del Novecento ai giorni nostri.
Partecipa e diffondi la voce!
I posti sono limitati: se desideri partecipare, scrivici! Ci troveremo presso l'Educafè del Politecnico di Milano (piazza Leonardo da Vinci), dalle 18.30 alle 20.00
Registrazioni delle lezioni passate
Si sono conclusi i corsi sugli strumenti del pensiero, sull'antispecismo e sugli studi di genere.
Tutte le lezioni (e le slide, quando i relatori le hanno usate) sono disponibili sul nostro sito: basta andare alla pagina relativa:
Strumenti del pensiero: prima, seconda, terza e quarta lezione
Antispecismo: prima, seconda, terza e quarta lezione
Studi di genere: prima, seconda, terza e quarta lezione

Iniziative contro la legge Calabrò
Il Parlamento ha ripreso a discutere il disegno di legge Calabrò, che con la pretesa di regolamentare le disposizioni di fine vita toglie in realtà qualunque possibilità di scelta al cittadino, rimette le decisioni finali nelle mani del medico, nega definitivamente che alimentazione e idratazione forzate siano trattamenti medici impedendo così che possano venir rifiutate.
Il Coordinamento Laico Nazionale, neonata rete che riunisce molte associazioni di ispirazione laica tra cui l'UAAR, ha proposto per il 18 maggio (data della ripresa della discussione parlamentare) sit-in di protesta in tutta Italia contro questa legge-tortura. Vi aggiorneremo tempestivamente in caso di iniziative a Milano.
Nel frattempo, il Coordinamento invita tutti i cittadini ad indossare indumenti o un fiocco arancioni in segno di protesta.

19.1.11

INTERVISTA IN ESCLUSIVA A MINA WELBY DALL'A.C. immaginARTE


STEFANIA MULE' e IVA BOLDRINI dell'A.C. immaginARTE e MINA WELBY 

Tu e Piergiorgio avete vissuto un rapporto molto intenso e profondo, segnato da una forte complicità e da un grande rispetto reciproco. Cosa significa vivere l’amore nella malattia e la malattia nell’amore?
Qualcuno una volta mi ha chiesto se non lo avevo sposato per compassione. Io ho sposato Piergiorgio perché mi ero innamorata e sentivo che ero corrisposta. La nostra formazione interiore, culturale, spirituale, la nostra concezione del vivere era molto differente. Avevamo in comune il rispetto vicendevole per la libertà personale. Ho apprezzato in lui moltissimo che abbia cambiato idea e ha scelto di sposarmi invece di convivere solamente. La mia complicità poi arrivava al punto di fare ricerca sul tema dell’eutanasia perché sentivo che completare lo studio su questa tematica, - che io odiavo - gli era motivo di vivere. L’amore non è solo passione, non è solo dare, e anche ricevere, chiedere. Vivere l’amore nella malattia significa aggirarla dove è ostacolo e trovarvi potenziamento per amare di più per togliere sofferenza. Piergiorgio non ha mai voluto pesare con la sua malattia, non si lamentava mai, se non quando la sofferenza era diventata insopportabile
Parliamo del testamento biologico. Che cos’è? Qual è l’atteggiamento del nostro Stato verso quello che dovrebbe essere uno straordinario strumento di libertà individuale?
Il testamento biologico consiste semplicemente nelle disposizioni che io fornisco oggi per un even­tuale momento futuro in cui non sarò più in grado di poter esprime come il medico mi deve curare e quello che può o non può fare sul suo corpo. È un prolungamento del consenso o dissenso informato: se vado dal medico non accetto un trattamento sen­za conoscerne gli effetti, il medico è obbligato a informarmi sulla diagnosi, le terapie, le controindicazioni, mentre io posso anche rifiutare o chiedere terapie diverse.

18.1.11

NUOVARESISTENZA NEWS - CALENDARIO 2011: I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE COMMENTATI, SPIEGATI E ILLUSTRATI

L’UNITA’ D’ITALIA ATTRAVERSO LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA


Si sono aperte le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia il 7 gennaio a Reggio Emilia, la città del tricolore, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “NuovaResistenza news” celebra questa ricorrenza attraverso l’approfondimento dei dodici articoli dei “Principi Fondamentali” della Costituzione, i principi NON trattabili, fondamenta dei valori sui quali è stata edificata la nostra Repubblica. Un percorso storico e politico lega l’Unità d’Italia, la nascita della Repubblica e i giorni nostri, un percorso che è legato alla Memoria del passato indispensabile per gestire il presente e costruire il futuro. Per questa Memoria, oggi sfilacciata, mistificata, troppo spesso dimenticata e anche oscurata, ci preme ricordare la nostra Costituzione e quei Valori di innegabile profondità e attualità a distanza di oltre sessant’anni. Ci soffermeremo su di essi non solo perché dal 1947 ad oggi non sono stati ancora completamente attuati nella loro interezza, ma soprattutto perché negli ultimi anni hanno subito continui attacchi, tentativi di demolizione e di attuazione di leggi in palese contrasto con essi, da chi ritiene la Costituzione un’inutile fardello. Non è il nostro pensiero.  

CALENDARIO 2011:
I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA NOSTRA COSTITUZIONE
COMMENTATI, SPIEGATI E ILLUSTRATI

Quest’opera offre il suo contributo alla Memoria e ai Valori sui quali i Padri Costituenti fecero nascere la nostra Repubblica,  affinché  diventino  sempre più parte in noi stessi e del nostro agire quotidiano, un  calendario compagno di questo nuovo anno e della nostra Resistenza quotidiana.  Ci piace pensare che questi Principi diventino sempre più vivi nella memoria collettiva e siano utile strumento per la ricostruzione del futuro delle nuove generazioni, della Repubblica e saldo legame tra le generazioni.  
E’ un calendario, ma è anche un’opera che non ha e non avrà scadenza così come il contenuto di cui tratta. Un articolo per ogni mese commentato, spiegato, interpretato e  illustrato da studiosi e artisti per “NuovaResistenza news”, ognuno attraverso le proprie competenze e sensibilità. 
Questo e molto altro, DA NON PERDERE ! 


Versione per stampa a colori: con sfondo calendario con carta tipo filigranato


Luciana P. Pellegreffi 

Vedi anche: 

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15.1.11

INTERVISTA ESCLUSIVA ALL'AVV. SIBILLA SANTONI SU TESTAMENTO BIOLOGICO

Sibilla Santoni, avvocato del foro di Firenze, ha ottenuto dal tribunale la nomina di un amministratore di sostegno per un uomo, suo padre, di 70 anni in buono stato di salute, sia fisica che mentale, che ha voluto delegare alla moglie le sue volontà in merito a trattamenti medico sanitari, quali rianimazione cardiopolmonare, dialisi, ventilazione e alimentazione forzata ed artificiale, nel caso di futuro e del tutto eventuale stato di malattia che pregiudicasse la sua capacità autodeterminativa
Le rivolgiamo dunque alcune domande:
Avvocato Santoni, il testamento biologico è dunque possibile nel nostro ordinamento giuridico? Certamente!! Infatti è pacifico che nel nostro ordinamento vigendo determinati principi di diritto, debba essere garantito il rispetto della volontà espressa da persona fisica munita di capacità autodeterminativa quale appunto la volontà di non sottoporsi a terapie finalizzate a posporre la propria morte biologica. E' la stessa Costituzione italiana che espressamente tutela simili disposizioni di volontà, attraverso gli arrt. 2, 13 e 32. L'art. 2 Cost. sancisce la libertà di cura della persona nel rispetto della sua identità e dignità; l'art. 13 Cost. sancisce l'inviolabilità della libertà della persona a disporre del proprio corpo e, infine, l'art.32 Cost. consacra la tutela della salute come diritto fondamentale disciplinando i trattamenti sanitari obbligatori solo con riserva di legge qualificata.

12.1.11

SONO DI SINISTRA PERCHE' ...


  • Sono di sinistra perché dico no al ricatto di Marchionne. Perché sui diritti fondamentali non si discute. Perché per nessuna ragione al mondo nessuno può togliere ad una persona ciò per cui migliaia di altre persone sono morte combattendo. Perché non c'è strategia o tattica politica che tenga quando in gioco c'è la Costituzione e la Libertà individuale.
  • Sono di sinistra perché credo fortemente nella laicità dello Stato. Perché l'articolo 7 e l'articolo 8 della Costituzione Italiana promuovono la libertà di ciascuna religione, l'uguaglianza di ciascuna religione davanti alla legge e l'indipendenza di Stato e Chiesa. 

17.12.10

AREA DI PROGRESSO E CIVILTA' ISTRUZIONI PER L'USO


Di Giandiego Marigo

La nuova/vecchia posizione che il Segretario del PD ha definito, per chi ancora non avesse compreso quali siano i contorni del progetto del Partito in questione, chiarisce in modo piuttosto definitivo da che parte si stia avviando la proposta di opposizione che la sgreteria dei democratici ha intenzione di proporre al paese.
Moltissime volte si è affrontata la questione delle premesse culturali, cioè quella dell'idea di mondo e della visione che si trasmette alla gente. La politica ha questo compito: Definire una visione, trasmetterla ed individuare le possibilità che questa visione divenga azione e che si trasformi in società...in rapporti.
Quindi è davvero importante quale visione si abbia...è una premessa indispensabile averne chaiara idea e percezione.

Proprio su questo pecca il PD, nell'assoluta carenza di visione o quantomeno di una visione unitaria che non sia la gestione del potere, alla quale è disposto a sacrificare qualsiasi cosa anche quelle primarie che per definizione sono nel suo DNA.

24.10.10

Frattini ateofobo: l’UAAR scrive al presidente Napolitano

In merito alle violente affermazioni del ministro Frattini (cfr. Ultimissima di ieri), l’UAAR ha inviato oggi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un messaggio con il quale chiede che il ministro ritiri le sue dichiarazioni, oppure si dimetta. L’associazione invita tutti i soci e i simpatizzanti a scrivere a loro volta al Capo dello Stato, esprimendo, anche in una sola riga, il proprio sostegno alla richiesta formulata dall’UAAR.
Il testo del messaggio:
 
Signor Presidente,
il ministro degli esteri, Franco Frattini, ha scritto l’altro ieri un articolo violentissimo nei confronti di chi non crede. Ha infatti sostenuto che «l’ateismo, il materialismo e il relativismo» sono «fenomeni perversi», caratterizzati da «fanatismo e intolleranza», che «minacciano la società», e vanno pertanto combattuti con un’alleanza tra cristiani, musulmani ed ebrei.

23.10.10

ORA ALTERNATIVA ALLA RELIGIONE CATTOLICA A SCUOLA


Di seguito tutta la documentazione relativa all'ora alternativa all'IRC (Insegnamento Religione Cattolica), intercorsa fra la Consulta Torinese per la Lacitià delle Istituzioni, il Difensore Civico Regionale, l'Ufficio Scolastico Regionale ed il Ministero, dalla quale, sia pure con molta fatica e con tempi assai lunghi, siamo riusciti ad ottenere un quadro abbastanza chiaro della normativa in merito, degli iter procedurali e della consistenza degli stanziamenti.
Infine una circolare dell'Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ed una lettera che la Consulta invia a tutte le Direzioni Scolastiche della Provincia di Torino e anche il modulo di diffida alle Direzioni Scolastiche, nel caso si rifiutino di ottemperare a quello che i laici hanno finalmente e nuovamente ottenuto che sia riconosciuto come un DIRITTO cui è OBBLIGATORIO dare soddisfazione da parte delle istituzioni scolastiche.

Esposto della Consulta Torinese per la Laicità delle istituzioni al Difensore Civico della Regione Piemonte nei confronti dell'Ufficio Scolastico Regionale 
Lettera del Difensore Civico al Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte
Comunicazione della Direzione Didattica Statale "A. Toscanini"
Comunicazione della Direzione Territoriale dell'Economia e delle Finanze al Difensore Civico della Regione Piemonte
Comunicazione interna dell'Ufficio Scolastico Regionale (dall'Ufficio Risorse Finanziarie al Direttore Generale)
Lettera dell'Ufficio Scolastico Regionale al Difensore Civico della Regione Piemonte
Rilevazione delle attività alternative all'insegnamento della religione cattolica dell'Ufficio Scolastico Regionale
Risposta dell'Ufficio Scolastico Regionale al Difensore Civico della Regione Piemonte
Lettera del Difensore Civico della Regione Piemonte al Ministero dell'Istruzione
Lettera del Difensore Civico della Regione Piemonte al Coordinatore della Consulta
Ufficio Scolastico Regionale del Veneto: Indicazioni operative nomina docenti per svolgimento attività alternative all'insegnamento della Religione Cattolica del MIUR
Lettera della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni ai dirigenti scolastici degli istituti della Provincia di Torino
Modello di Atto di Diffida nei confronti dei dirigenti scolastici

6.10.10

C’è il Papa, il regime della bestemmia censura il vangelo e sospende la Costituzione

Firma l'appello alla Procura e al Capo dello Stato di Paolo Flores d'Arcais

Che il ducetto bestemmiatore sia disposto a tutto per riconquistarsi l’omertà della Chiesa gerarchica può apparire scontato. Che il suo ministro degli interni – di un partito che celebrava i riti pagani celtici! - fosse pronto, con analogo bacio della pantofola clericale, a calpestare i diritti costituzionali più elementari dei cittadini di Palermo, sarà solo l’ennesimo “stupro della Costituzione” che giustamente Di Pietro ha addebitato a questo regime ogni giorno più infame.
Ma che di fronte a tanta enormità i giornali che si definiscono “indipendenti” non facciano titoli di scatola, che i loro editorialisti sempre pronti a sbandierare i “valori liberali” facciano spallucce, che le opposizioni Pd e altri Casini neppure si accorgano dello scempio compiuto, che il Capo dello Stato, che rappresenta l’unità della nazione sotto il vincolo della Costituzione, faccia lo gnorri, tutto questo lascia esterrefatti e agghiacciati.
Ieri, infatti, a Palermo sono state sospese le libertà costituzionali, e tranne il sito
ilfattoquotidiano.it non ha ancora protestato nessuno.

20.7.10

CASSINA DE' PECCHI (MI): LAICITA' A RISCHIO, "CITTADINANZA & CAMBIAMENTO" SOLI DIFENSORI


COMUNICATO STAMPA


Ieri il Consiglio Comunale ha approvato la nuova versione dell'Accordo Quadro tra Comune e Comunità Pastorale (l'unione delle tre Parrocchie di Cassina) finalizzato all’orientamento delle politiche sociali e delle politiche per i minori.

Per capire l’iter consiliare e i contenuti sostanziali di questo punto dell’ordine del giorno è necessario evidenziare i seguenti quattro elementi:


1) la Maggioranza Lega-PDL ha presentato un accordo quadro che risulta una “errata” copia del precedente redatto nella passata legislatura da Alessandro Patella con il fine dichiarato dagli Assessori di dare vita ad un "rapporto preferenziale" tra Comune e Parrocchie che fa saltare il precedente rapporto paritario con le altre realtà territoriali (Istituto Scolastico, centro di aggregazione, associazioni, arma dei carabinieri, Servizi giovanili, Asl, ecc.) che aveva permesso un lavoro innovativo e produttivo. La nuova copia di accordo demanda infatti al rapporto unico e duale tra Sindaco e Parroco ogni decisione di indirizzo e di eventuale collaborazione con altri Enti che devono perciò adeguarsi a ciò che è già stato preventivamente deciso.
2) “Cittadinanza&Cambiamento" e il suo consigliere Alessandro Patella hanno lavorato con determinazione in Consiglio per approvare un testo che mantenesse i principi di pluralità, laicità e centralità del ruolo del Comune già presenti nell'Accordo del 2005 proponendo degli emendamenti articolati e propositivi, bollati (fatto che si qualifica da solo) dall’assessore Chiesura come “parole a vanvera”, in particolare la collaborazione con i Carabinieri, che pure si è svolta per anni con soddisfazione
3) L’accordo non prevede il coinvolgimento dell'opposizione ed ugualmente nella discussione in Consiglio la maggioranza ha chiuso a qualsiasi variazione migliorativa; le proposte del consigliere Patella per Cittadinanza&Cambiamento non sono state prese in considerazione, inascoltata anche la richiesta di rinvio del punto per arrivare all’elaborazione di un testo rispettoso della laicità del Comune e della pari dignità dei vari Enti.
4) “Cittadinanza&Cambiamento" è stata lasciata sola da tutta l'opposizione a difendere la laicità dell'azione del Comune e il pluralismo nel rapporto con il territorio, perché il resto dell'opposizione ha votato con la maggioranza a favore di questa versione dell'Accordo. Si apre quindi un enorme problema di vuoto di laicità e pluralismo a Cassina de' Pecchi su una tematica così delicata come le politiche sociali e le politiche per i minori.

E' chiaro che questo accordo, istituendo il "rapporto preferenziale" con la Chiesa, come rivendicato testualmente dalla Giunta ieri sera, è discriminante nei suoi principi e chiuso nella sua impostazione pratica.
Per questo stupisce moltissimo il comportamento dei gruppi di opposizione “Progetto Cassina Sant’Agata” e “Lista Civica” che si sono astenuti sugli emendamenti di Patella (nonostante la proposta di coinvolgere un membro dell'opposizione nei tavoli di lavoro), e hanno votato a favore con la maggioranza sull'accordo. Stupisce a maggior ragione, perché autorevoli membri del Partito Democratico hanno cercato nel 2005 di fermare l'Accordo originale, che era molto più avanzato di questo, e ora, di fronte a questo regresso sul fronte delle titolarità e del pluralismo, i suoi rappresentanti nel “Progetto Cassina-Sant'Agata” si ritrovano a sostenerlo.
Noi di "Cittadinanza&Cambiamento" ci siamo opposti, a favore della libertà di tutti e della partecipazione più ampia e aperta del territorio, a favore dell'autorevolezza e della centralità del Comune, che rappresenta tutti e non solo una parte, unici a difendere la laicità in Consiglio Comunale.
Nel futuro seguiremo attentamente l’attuazione dell’accordo attraverso la verifica puntuale degli obiettivi e continueremo a portare avanti la nostra visione, sicuramente condivisa da molti cittadini, con nuove proposte in Consiglio per migliorare, rendere più equilibrate e aperte le collaborazioni tra Comune e territorio.

Alessandro Patella


18.5.10

OBIEZIONE DI COSCIENZA DEI FARMACISTI: AL SENATO DUE DISEGNI DI LEGGE


Segnalo che il 15 maggio 2010 è stato presentato al Senato il disegno di legge AS 2121 recante “Disposizioni in materia di obiezione di coscienza dei farmacisti nella dispensa dei farmaci rientranti nella contraccezione di emergenza”.

Tale DDL, sottoscritto dai senatori del PDL Ada Spadoni Urbani, Esteban Juan Caselli, Cesare Cursi, Domenico Gramazio, Simonetta Licastro Scardino, Salvatore Mazzaracchio, Valter Zanetta e Tomaso Zanoletti, è stato assegnato alle Commissioni riunite II Giustizia e XII Igiene e sanità del Senato.

Sulla medesima materia è stata annunciata anche la presentazione del DDL AS 2160 recante “Disposizioni in materia di definizione e regolamentazione del diritto all’obiezione di coscienza da parte dei farmacisti”, a firma dei senatori Luigi D’Ambrosio Lettieri e Laura Bianconi (PDL). Tale DDL, del quale non è ancora disponibile il testo, non è stato ancora assegnato alle commissioni competenti.

Il provvedimento, che si compone di quattro articoli, riconosce al farmacista il diritto di sollevare, previa dichiarazione, obiezione di coscienza nei confronti della dispensazione di farmaci che provochino l'aborto o impediscano l'annidamento dell'ovulo fecondato. L'atto legislativo, al contempo, mira a superare gli ostacoli attualmente esistenti al pieno riconoscimento di tale diritto.

Per gli obiettori, così come per i medici, sarebbe opportuno per gli obiettori non ci si limitasse ad una dichiarazione di obiezione, ma dimostrassero di essere cattolici osservanti: niente divorzi, niente convivenze, niente esonero dalla religione per i ficli, ecc.
Dato che il ragionevole dubbio di omologazione alla convenienza è legittimo.
Dubbio confermato dalle dichiarazioni e partecipazioni alle manifestazioni in difesa della famiglia contro il riconoscimento delle convivenze e contro la pillola RU486 dai molti che nessun titolo avevano, almeno per coerenza, di proclamarsi difenzori della sacralità della famiglia (divorziati, conviventi). 
Per non parlare dell'elevato numero di esenzioni all'insegnamento della religione nelle scuole e alla frequentazione della santificazione delle feste nelle chiese.

Resta quindi legittimo il dubbio di opportunismo politico dei/ai primari o di sudditanza al "capo" farmacista.

Basta predicare bene e razzolare male.

Articoli correlati:
LAICITA'
SIAMO CATTOLICI PER LEGGE E NON PER FEDE

Luciana P. Pellegreffi

20.1.10

NuovaResistenza News: Numero Zero - gennaio 2010





Pag.1-4: Manifesto Nuova Resistenza, nasce il sito di giornalismo partecipato.

Pag.2: Costituzione Italiana. Principi fondamentali.

Pag.3: Siamo cattolici per legge e non per fede: non in mio nome!

SCARICALO QUI

NuovaResistenza News: contatti: nrnews@gmail.com

Luciana P. Pellegreffi

Vedi anche: NuovaResistenza news 2010


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15.10.09

CONSULTA MILANESE PER LA LAICITA' DELLE ISTITUZIONI: 20 OTTOBRE 2009


LIBERA RICERCA, LIBERO INSEGNAMENTO, PLURALISMO
LO STATO DELLE COSE OGGI IN ITALIA

MARTEDÌ 20 OTTOBRE 2009
AULA MAGNA MUSEO CIVICO di Storia Naturale
Corso Venezia 55 (MM Palestro)
ORE 21,00
Corso Venezia 55 (MM Palestro)

Art. 33 della Costituzione
“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”
Intervengono
Intervengono:
ELENA CATTANEO
Biologa
FRANCESCO CAVALLI SFORZA
divulgatore scientifico
ALESSANDRA MAGISTRELLI
Insegnante
TELMO PIEVANI
docente universitario
Coordina
ALDA CAPOFERRI
consulta milanese per la laicità delle istituzioni


La Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni è un’associazione di associazioni ispirate a diverse concezioni del mondo, e si propone di diventare luogo di scambio e di confronto per coloro che operano in difesa della laicità delle istituzioni.
In Italia crescono le pressioni, soprattutto della Chiesa cattolica, per stravolgere la laicità dello Stato, mentre altre visioni del mondo subiscono un soffocamento politico e mediatico. La Consulta intende operare – attraverso iniziative di informazione e formazione – per la pari dignità e libertà di espressione, contrastando privilegi e fondamentalismi. La laicità è al tempo stesso valore e metodo, essendo volta a difendere uno spazio pubblico neutro, comune a tutti i cittadini e le cittadine, indipendentemente dalle loro convinzioni etiche o religiose, come dettano la Costituzione italiana e la Carta dei Diritti Umani. La Consulta intende battersi affinché venga riconosciuto il primato della libertà di scelta e della coscienza individuale sui temi “eticamente sensibili”, opponendosi all’approvazione di leggi che tendano a imporre a tutti la stessa morale.

Luciana P. Pellegreffi

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20.9.09

SUICIDIO ASSISTITO: NON SARA' PIU' REATO IN INGHILTERRA

Non sarà più reato aiutare a togliersi la vita un malato terminale o comunque affetto da un male incurabile. Londra si appresta a varare delle linee guida per regolamentare la delicata materia del suicidio assistito. Il contenuto del regolamento sarà reso noto questa settimana dal consigliere della regina Keir Starmer e sarà applicabile alla sola Inghilterra e Galles.

Non si tratterà di una nuova legge, ma dell'interpretazione di normative già esistenti. 
L'obiettivo è quello di indicare quali comportamenti sono perseguibili - o maggiormente suscettibili di esserelo - e quali no, con il fine di depenalizzare di fatto l'assistenza al suicidio, distinguendo il ruolo di chi semplicemente si mette al servizio di un malato determinato a non vivere più da quello di "organizzatore" della morte di una persona "sensibile a manipolazione".  La pubblica accusa comunque interverrà nei casi in cui chi presta assistenza al suicidio possa aver ottenuto un vantaggio economico in conseguenza della morte della persona coinvolta.

Dal 1961 nel Regno unito il suicidio assistito è considerato un reato, punibile con una condanna fino a 14 anni di reclusione. Ma non è mai accaduto che la pubblica accusa perseguisse quanti - al di fuori dei confini nazionali - prestavano assistenza a cittadini britannici decisi a mettere fine alle proprie sofferenze: nell'ultimo decennio sono stati più di un centinaio. Il chiarimento - previsto per mercoledì prossimo - è stato sollecitato dal caso di una donna, Debbie Purdy, che aveva interpellato i giudici per avere la certezza che il marito non sarebbe stato perseguito se l'avesse aiutata a recarsi all'estero per morire.

Fonte

Luciana P. Pellegreffi

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6.9.09

AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO, MA NON SEMPRE !


Gli atei diffondono le loro opinioni
Il direttore di radio Maria risponde augurando il cancro




Della serie usa e getta:
- i 10 Comandamenti servono alla bisogna: ama il prossimo tuo come te stesso, ma solo se è seguace della Santa Romana Chiesa;
- la sacralità della famiglia serve per impedire il riconoscimento delle unioni di fatto da parte del popolo cattolico di centro-destra pluri-divorziato e/o convivente;
- non rubare, ma evadi pure le tasse che va bene;
- aiuta il prossimo tuo, ma non sempre, così si accumulano ricchezze per lo Stato del Vaticano, CEI, ecc. ( Vaticano S. p. a.);
- fai l'amore senza preservativo perchè devi procreare, non importa se migliaia di bambini e adulti muoiono di Aids nei paesi poveri e nel mondo;
- ecc....
vedi anche: LAICITA'

Luciana P. Pellegreffi

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28.8.09

SIAMO CATTOLICI PER LEGGE E NON PER FEDE: NON IN MIO NOME!

Il nome Chiesa cattolica deriva dal fatto che essa ritenga sussistere in sé la "Chiesa universale fondata da Gesù Cristo" a cui appartengono tutti i battezzati (rif. “Stato e Chiesa: le origini delle ingerenze nella Repubblica").
Tutte le persone battezzate fanno quindi parte della Chiesa cattolica e sono registrate nei registri parrocchiali.
E’ facilmente comprensibile a chiunque che il binomio battezzato = cattolico è arbitrario dato che il primo è un’imposizione e il secondo afferisce ad una scelta religiosa che dovrebbe essere libera.
La "spiritualità" cresce con il formarsi della persona, trova con la crescita il suo equilibrio e la sua consapevolezza è poi, e non prima, fonte di scelta. La scelta consapevole non può certo avvenire entro l’adolescenza, età entro la quale si ricevono la maggior parte dei sacramenti.
Quanti di noi da adulti:
- non si riconoscono nel cattolicesimo?
- quanti sono atei, agnostici o coloro che abbracciano altre religioni o filosofie di vita?
Penso che nessun adulto possa essere infastidito nel trovarsi “cattolico registrato in quanto battezzato” seppur abbia fatto scelte diverse a meno che nel nome del “cattolico Popolo italiano” si subiscano imposizioni non condivise.
Abbiamo assistito e vedremo ancora battaglie ideologiche e imposizioni di legge su temi che coinvolgono le scelte più intime della persona, come il mancato riconoscimento delle coppie di fatto, delle unioni omosessuali, la legge sul testamento biologico che impone il “sondino di stato”, le minacce di scomunica per l’adozione della pillola RU486, i continui attacchi alla legge sull’aborto.
Tali battaglie sono state sostenute non solo da rappresentanti dello Stato estero del Vaticano, ma anche da rappresentanti del Parlamento e all’interno del Parlamento stesso, luogo preposto al governo del paese e della tutela della Costituzione sulla quale coloro che ci governano hanno giurato e che sancisce:
1 - LO STATO ITALIANO E’ LAICO;
2 – TUTTE LE RELIGIONI HANNO PARI DIGNITA’.
E’ quindi importante approfondire e capire le dimensioni numeriche e l’orientamento del “popolo italiano cattolico” proprio perché nel suo nome si promulgano leggi che tutti i cittadini devono rispettare.
Non è una questione di principio, è ciò che distingue un paese democratico e laico da un regime teocratico.
Le informazioni che riguardano le scelte personali, così come quella religiosa, fanno parte di dati sensibili coperti da privacy; l’ISTAT ha smesso da anni di censire la religione degli italiani.
Come stabiliscono quindi che il “popolo italiano è cattolico”? Dai registri dei battezzati presso le parrocchie anche se non è un dato che rispecchia la realtà.
Alcuni dati.
ISTAT 20066: + 34% dei matrimoni civili tra il 1996 e il 2006; - 58% dei matrimoni tra il 1972 e il 2005; - 69% dei matrimoni religiosi tra il 1994 e il 2006; + 37% delle unioni di fatto tra il 1993 e il 2003. L’aumento dei matrimoni civili dipende anche dal fatto che circa il 7,3% dei nuovi coniugi è divorziato e a loro non è concesso il matrimonio religioso cattolico; il 14% dei matrimoni è con almeno uno straniero, ma questi dati non possono spiegare il 34% dei matrimoni civili nel 2006.
- 21 % dei battesimi sul totale nei nati nel 2006 tra il 2001 e il 2006: - 6 %.
Eurispes del gennaio 2006: 87.8% degli italiani si dichiara cattolico, ma i praticanti sono solo il 36,8%; 65,6% dei cattolici sono favorevoli al divorzio; 77,8% si dichiara poco o per niente d'accordo con il divieto della comunione ai divorziati risposati; 66% ritiene che non sia giusta la posizione del sinodo dei vescovi che vorrebbe negare l'eucaristia ai politici che sostengono leggi non conformi alla legge di Dio.
Sacramenti: 86.8 % ritiene il battesimo come il sacramento più «sentito»; 85.3 % il matrimonio segue d’importanza; 54.3% la confessione; 54,3% degli intervistati (cattolici e non cattolici) afferma di credere nei miracoli; 37.2% non ci crede assolutamente; quasi uno su due (48,9%) afferma che si tratta di eventi naturali, che non hanno ancora trovato una spiegazione scientifica.
Sfiducia nelle istituzioni: 49.7% ha fiducia nella Chiesa; nel 2007 erano il 60.7%. (fonte: "Rapporto Italia" 2008 dell'EURISPES).
Politica: il 71,1% degli elettori cattolici di sinistra e il 50% di centrosinistra ritengono che la Chiesa intervenga più del consentito sulle questioni etiche.
Il 66,7% dei sostenitori di centro e il 48,6% di centrodestra considerano «nella giusta misura» l'intervento dell'istituzione ecclesiastica su tali problemi.
Tra i Sacramenti vi sono la confessione e il matrimonio; tra i Dieci Comandamenti vi è l’obbligo di partecipare alla Santa Messa; questi possono essere riferimenti per poter stimare i cattolici italiani essendo atti che si compiono per libera scelta, in età adulta.
I dati dimostrano il calo del 69% dei matrimoni religiosi tra il 1994 e il 2006 che solo il 54.3% ritiene importante il Sacramento della confessione e che i praticanti erano il  36.8% nel 2006
Un altro riferimento per individuare i cittadini cattolici convinti è quello dell’8 per mille, la firma che i contribuenti mettono sulla dichiarazione dei redditi per favorire la Chiesa.
Nel 1993, dati Cei ricevuti dal ministero delle Finanze, quasi il 49 % ha messo la crocetta sul modulo Irpef a favore di una confessione religiosa; di questi l’86 % a favore della Chiesa cattolica (fonte).
Nel 1993, quindi, il 42 % degli italiani era cattolico.
I cattolici in italia sono già minoranza; è più che legittimo, quindi, chiedersi:
- chi tutela gli interessi della popolazione che non è cattolica o che pur essendo cattolica non è “fondamentalista” e rispetta la laicità?
- chi tutela l'Art. 8 della Costituzione?
Dobbiamo ricorrere alla cancellazione dal registro parrocchiale per stabilire il diritto alla laicità ed eliminare i soprusi in nome "del popolo cattolico" di certi politici e della Chiesa.
I dati dimostrano che i cattolici in Italia sono minoranza in continuo calo e che l’istituzione Chiesa li rappresenta sempre meno.
Come già in altre occasioni è stato dimostrato il cittadini italiani sono più evoluti e laici rispetto alle istituzioni che li rappresentano.

SIAMO CATTOLICI PER LEGGE E NON PER FEDE: NON IN MIO NOME!

vi segnalo: Chiesa, c'è un 8 per mille segreto, ecco dove finisce 1 miliardo di euro

Luciana P. Pellegreffi

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25.8.09

STATO E CHIESA: LE ORIGINI DELLE INGERENZE NELLA REPUBBLICA


Conoscere l'origine storica e i contenuti dei Patti Lateranensi è di aiuto alla comprensione riguardante le ingerenze dello stato estero del Vaticano nei confronti Repubblica Italiana.
Le conseguenze di tali accordi sono quelle a cui assistiamo quotidianamente e che, coinvolgendo il governo del nostro paese e le sue leggi, riguardano ognuno di noi: dalla recente legge sul testamento biologico e sondino di stato alle minacce di scomunica sull'adozione della pillola RU 486, dal ricorso della ministra Gelmini contro la sentenza del TAR del Lazio sull'ora di religione ai continui attacchi alla legge sull'aborto.
Certo è che la Chiesa ha i suoi luoghi di predicazione e di culto che sono  le Chiese e non i banchi del Parlamento; purtroppo per interessi ideologici ed economici dei rappresentanti del clero così come certi rappresentanti del Governo trapassano la soglia che separa lo Stato dalla Chiesa .
L'attenzione non va certo attenuata perchè la laicità dello stato è garanzia di democrazia.
La conoscenza è indispensabile per la libertà di pensiero e di scelta e un popolo che non ha memoria non ha futuro.
Qui una sintesi tratta da Wikipedia.

Patti Lateranensi è il nome dell’accordo tra il Regno d'Italia e lo Stato della Città del Vaticano sottoscritti l'11 febbraio 1929.

I Patti Lateranensi constavano di due distinti documenti:
- il Trattato che riconosceva l'indipendenza e la sovranità della Santa Sede e fondava lo Stato della Città del Vaticano; con diversi allegati, fra cui, importante, la Convenzione Finanziaria;
- il Concordato che definiva le relazioni civili e religiose in Italia tra la Chiesa ed il Governo.

La Convenzione Finanziaria prevede l'esenzione, al nuovo Stato denominato «Città del Vaticano», dalle tasse e dai dazi sulle merci importate ed il risarcimento di «1 miliardo e 750 milioni di lire (pari a circa 3 milioni di euro attuali) e di ulteriori titoli di Stato consolidate al 5 per cento al portatore, per un valore nominale di un miliardo di lire (pari a circa 4 miliardi di euro attuali) per i danni finanziari subiti dallo Stato pontificio in seguito alla fine del potere temporale.

Il governo italiano acconsentì di rendere le sue leggi sul matrimonio e il divorzio conformi a quelle della Chiesa cattolica di Roma e di rendere il clero esente dal servizio militare.
Il nome Chiesa cattolica deriva dal fatto che essa ritenga sussistere in sé la "Chiesa universale fondata da Gesù Cristo, a cui appartengono tutti i battezzati.

I Patti garantirono alla Chiesa il riconoscimento di religione di Stato in Italia, con importanti conseguenze sul sistema scolastico pubblico, come l'istituzione dell'insegnamento della religione cattolica già presente dal '23 e tuttora esistente seppure con modalità diverse.
Per religione di Stato si intende un credo religioso imposto dal potere centrale a tutti i cittadini di una nazione, o che comunque gode di un particolare riconoscimento a livello istituzionale rispetto ad altre religioni presenti nel territorio.
Il 3 febbraio 1929 Pio XI, tenne un discorso a Milano ad un'udienza concessa a professori e studenti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore" che passò alla storia per un passaggio in cui Benito Mussolini è indicato come «l'uomo che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare».
Il 23 aprile 1929 il dibattito in Senato per la ratifica dei Patti Lateranensi, dibattito concluso il 25 maggio con un voto a favore, al termine di vivaci discussioni e polemiche anche all'esterno del Senato stesso.
Sei senatori votarono contro l'approvazione: fra essi Benedetto Croce.
Anche la Camera dei deputati votò l'approvazione dei Patti, ma vi furono due dissenzienti, anche se la Camera era formata completamente da elementi del Partito fascista.
Il 7 giugno 1929 entrarono in vigore i Patti, e nacque lo Stato della Città del Vaticano.
Con lo scambio delle consegne da parte dei Carabinieri, che subito dopo lasciarono l'ex territorio italiano passato al Vaticano, e le Guardie Svizzere in alta uniforme. La Legge Fondamentale, nell’art. 1 prevede che il Sommo Pontefice è sovrano dello Stato della Città del Vaticano
Nel 1948 i Patti furono riconosciuti costituzionalmente nell'articolo 7: " Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani", con la conseguenza che lo Stato non può denunciarli unilateralmente come nel caso di qualsiasi altro trattato internazionale, senza aver prima modificato la Costituzione. Qualsiasi modifica dei Patti deve inoltre avvenire di mutuo accordo tra lo Stato e la Santa Sede.
Con la sentenza 24 febbraio -1 marzo del 1971, i Patti lateranensi vennero posti tra le fonti atipiche dell'ordinamento italiano, vale a dire che le disposizioni dell'atto non hanno la stessa natura delle norme costituzionali, ma hanno un grado di resistenza maggiore rispetto alle fonti ordinarie.
Pertanto, a meno che non contrastino con i principi supremi dell'ordinamento, le disposizioni dei Patti Lateranensi devono essere modificate col procedimento ordinario nel caso ci sia mutuo consenso fra Stato e Chiesa, con il procedimento aggravato proprio delle leggi costituzionali nel caso sia lo Stato unilateralmente a modificare il testo dell'atto
Si ricordi comunque che, se gli articoli 7 e 8 della Costituzione prevedono un sistema differenziato di disciplina dei rapporti tra lo Stato e le varie confessioni religiose, altre disposizioni (si vedano gli articoli 19 e 20 della Costituzione) prevedono invece un regime di tutela uniforme per ciò che attiene all'esercizio del culto da parte dei fedeli.
La revisione del 1984: Il Concordato (ma non il Trattato) fu rivisto fondamentalmente per rimuovere la clausola riguardante la religione di Stato della Chiesa cattolica in Italia.
Il nuovo Concordato stabilì che il clero cattolico venisse finanziato da una frazione del gettito totale, attraverso il meccanismo noto come otto per mille e che la nomina dei vescovi non richiedesse più l'approvazione del governo italiano. Inoltre, per quanto riguarda la celebrazione del matrimonio, si stabilirono le clausole da rispettare perché un matrimonio celebrato secondo il rito cattolico possa essere trascritto dall'ufficiale di stato civile per essere riconosciuto dallo Stato Italiano. Fu anche stabilito che l'ora di religione cattolica nelle scuole diventasse da obbligatoria a facoltativa, scelta che deve essere effettuata e comunicata all'atto dell'iscrizione all'anno scolastico successivo
Nel 2006, il Concordato è stato messo in discussione soprattutto dal Partito Radicale in merito alla relazione tra Stato italiano e Chiesa cattolica per renderli ulteriormente liberi.

Non può essere proposto un referendum per l'abolizione o la modifica del Trattato, del Concordato o delle leggi collegate ad esso perché non sono ammessi referendum riguardanti i trattati internazionali.

Anche una proposta di legge popolare per l'abolizione del Concordato è ugualmente inammissibile perché la legge ricade in una dei casi previsti dall'articolo 80 della Costituzione.

Concordato è il nome dato ai trattati che la Santa Sede redige con gli altri stati; tipicamente sono degli accordi in cui si concedono alcuni interventi dello Stato nella gestione della Chiesa, quali il veto sulla nomina di vescovi o la restrizione di alcune libertà di culto, in cambio di privilegi economici (sussidi diretti o sostegno alle opere di culto) o particolari diritti per i fedeli laici o per il clero (quali la possibilità di obiezione di coscienza rispetto a leggi che impongano comportamenti contrari alla morale cattolica).

La legislazione di alcuni stati, quali ad esempio la Francia in seguito alla Legge di Separazione del dicembre 1905, vieta di riconoscere concordati.

Se qualsiasi modifica dei Patti deve avvenire di mutuo accordo tra lo Stato e la Santa Sede, quali possibilità di modifica in senso laico per la nostra Repubblica possiamo aspettarci?

da questa situazione, che l'unico strumento in mano ai cittadini sia quello di decidere sul finanziamento alla Chiesa cattolica attraverso l'8 per mille in sede di dichiarazione dei redditi.

Per saperne di più: Patti Lateranensi - Concordato - Costituzione

Luciana P. Pellegreffi


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