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23.11.10

NON TOCCATE IL 5 PER 1000 !!!

Da domani, su quattro malati ne potremo curare uno. Chi sarà il fortunato?


Emergency - 22 novembre 2010
www.emergency.it - Fai una donazione EMERGENCY
Sottoscrivi l'appello in difesa del 5 per 1000 su www.iononcisto.org.

Se entrerà in vigore la nuova "Legge per la stabilità" che mette un tetto al 5 per 1000, tutte le organizzazioni del terzo settore subiranno un taglio dei fondi del 75%.
Negli scorsi giorni, i giornali hanno riportato la notizia che la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha esaminato il testo della nuova "legge per la stabilità". Tale legge limiterebbe a 100 milioni di euro i fondi da destinare al "5 per 1000" con una riduzione del 75% rispetto all'importo dell'anno precedente. Tale ulteriore taglio si aggiunge a quelli effettuati al bilancio della cooperazione internazionale italiana, ai contributi alle istituzioni internazionali che aiutano i paesi in via di sviluppo e a quelli per la ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.
Questi tagli si ripercuotono significativamente sull'operatività delle organizzazioni del terzo settore, che hanno dimostrato una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all'estero.
Tagliare i fondi a disposizione del "5 per 1000" significherebbe anche limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell'imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del terzo settore.
Per queste ragioni chiediamo al Parlamento Italiano di intervenire per eliminare, nel testo della legge di prossima discussione, il tetto di 100 milioni di euro da destinare al "5 per 1000" per l'anno 2011, ripristinando quanto meno l'importo dei fondi previsti nell'anno 2010.

Ti chiediamo una mano: per dare più forza alla nostra richiesta serve anche la tua firma. Se sei d'accordo con noi, sottoscrivi l'appello su www.iononcisto.org e aiutaci a diffondere la notizia.

Vedi: 5 x 1.000 NELLA FINANZIARIA FONDI DIMEZZATI: UN'OFFESA AL VOLONTARIATO - MAILBOMBING

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22.11.10

5 x 1.000, NELLA FINANZIARIA FONDI DIMEZZATI: UN'OFFESA AL VOLONTARIATO - MAILBOMBING



Un'«offesa a tutto il mondo del volontariato» è il commento del Presidente di Ciessevi, Lino Lacagnina, all'indomani dell'approvazione del maxiemendamento alla legge di stabilità che «opera un taglio del 75% rispetto al 2010 sulle risorse che provenivano da una libera scelta del contribuente». Nel provvedimento, di fatto il tetto massimo che per il 2010 era di 400 milioni si riduce a 100 milioni di euro.
«Di anno in anno - commenta Lacagnina - le risorse che il volontariato ha ricevuto dal 5 per mille si sono man mano erose. Se a questo aggiungiamo i ritardi nei pagamenti, i ricorsi per gli errori formali, le aggiunte di nuove categorie di beneficiari, la confusione ha raggiunto l'apice. Di controcanto in Parlamento giacciono alcuni progetti di legge volti a dare ordine a questo strumento di raccolta fondi, ma mai presi in esame seriamente. Tre legislature sono passate da quando è nato il beneficio del 5 per mille e ogni anno le associazioni ci chiamano per capire come devono comportarsi. E ogni anno dobbiamo impiegare tempo e risorse per aggiornarci sulle novità, per esserne al corrente e per fornire un servizio puntuale e preciso di informazione verso i nostri utenti, che sono poi le organizzazioni di volontariato».

6.11.10

ANCORA TAGLI ALL'AMBIENTE. Perchè il ministro Prestigiacomo li accetta



60% di tagli al ministero dell'ambiente!...30% alla cultura!...20% all'agricoltura!Poco o nulla, se non piccoli ritocchi alla difesa, più chiari di così...davvero non saprei come si dovrebbe, per imporre una cultura, una visione. Un ministero dell'ambiente cui viene concesso in prospettiva di gestire il nucleare... che... meno ambientale di così... non si potrebbe. Eppure il silenzio, relativo ovviamente come ogni silenzio che si rispetti, accoglie il cadere di queste notizie. Il silenzio ed una sorta di impotenza che diviene complicità. La visione del mondo dovrebbe essere esattamente opposta con un ministero della difesa in decrescita continua ed un ministero dell'ambiente posto a regia d'ogni possibile attività , anteponendo la compatibilità come Conditio Sine Qua...ma non è così, eppure la sinistra in fondo tace, molto più preoccupata dalle variazioni sul tema sessualità sfrenata di un Premier ultra settantenne piuttosto che non dell'immagine di paese che viene rimandata al mondo.

28.7.10

MANOVRA ECONOMICA: LA CAMERA APPROVA

L'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo Berlusconi approvando con 329 si' e 275 no la fiducia posta sulla Manovra economica.
L'Assemblea ora passa all'esame degli ordini del giorno alla Manovra. Il voto finale arrivera' entro domani.

LA CGIL PROTESTA DAVANTI ALLA CAMERA - La Cgil protesta contro la manovra e la definisce "ingiusta, iniqua e depressiva". Il sindacato di Corso d'Italia ha promosso oggi davanti a Montecitorio un presidio nel giorno del voto di fiducia. La Cgil ha contestato, nel corso del sit-in che ha visto la presenza di un centinaio di lavoratori, il ricorso al voto di fiducia come "un atto di debolezza e di arroganza di un governo, lacerato nella sua maggioranza, per varare un provvedimento che colpisce i lavoratori, pubblici e privati, che affossa la crescita e che toglie risorse agli enti locali, soprattutto alle Regioni, generando tagli insostenibili al sistema di welfare e ai servizi ai cittadini". Nelle pieghe della correzione di bilancio, la Cgil ha puntato il dito contro i provvedimenti che riguardano il sistema pensionistico, definiti "una vera e propria manomissione". Il sindacato, infatti, denuncia come "per la prima volta nella storia le risorse generate dai provvedimenti non costruiranno solidarietà interna al sistema, garantendo le pensioni dei giovani, ma serviranno al governo solo per fare cassa".

BERLUSCONI A AMBASCIATORI: TAGLI SARANNO TEMPORANEI - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si ''impegna'' davanti agli ambasciatori, assicurando che i tagli previsti dalla manovra per la Farnesina saranno solo ''temporanei'' e che appena la congiuntura migliorera' (gia' ci sono ''segnali di forte ripresa'' ha detto il premier) ''ci saranno cambiamenti'' e le misure non saranno ''prolungate nel tempo''. ''Lavoreremo insieme'' ha aggiunto il premier, sottolineando che ''le promozioni torneranno''.
Ansa.it

6.7.10

ROMA 7 LUGLIO 2010: MANIFESTAZIONE NAZIONALE DISABILI CONTRO LA MANOVRA

Il Ministro dell’economia accusa le Regioni, addossando loro la responsabilità di aver fatto esplodere la spesa per le pensioni di invalidità civile e lo motiva – strumentalmente – con la cervellotica ed indimostrata correlazione con la riforma del Titolo V della Costituzione. In modo scriteriato le Regioni avrebbero approfittato della redistribuzione delle competenze per far spendere allo Stato una valanga di miliardi a favore dei “falsi invalidi”.

Silenzio da parte delle Regioni: non osano, per ora, replicare che dal 2001 le loro competenze in materia di invalidità, con buona pace del federalismo, si siano ristrette (a favore di INPS) fino a diventare meramente ancillari di un procedimento imposto da Roma, anzi, proprio dal Ministero dell’economia.

La prosa e gli eccessi del Ministro sono, ancora una volta, funzionali a distrarre l’attenzione da altro. Nelle stesse ore la Commissione Bilancio del Senato sta approvando l’emendamento di Tremonti che, contro ogni ragionevolezza, colpisce durissimamente le persone con disabilità.

L’emendamento del Governo, ancora sottovalutato da moltissimi analisti, crea una disparità, di dubbia costituzionalità e di incerto buonsenso, fra gli invalidi civili parziali: chi ha la “fortuna” di essere affetto da una patologia singola per la quale è prevista una invalidità del 75%, avrà l’assegno anche se non raggiunge l’85% di invalidità. Chi è colpito, invece, da due patologie o menomazioni, la cui somma dà l’80%, non ha diritto a nulla.

Ma ancora più grave è la modificazione dei criteri per l’indennità di accompagnamento. La nuova definizione medico-legale, particolarmente restrittiva, consentirà l’accesso a quella provvidenza praticamente solo alle persone in stato vegetativo, o poco più.
L’indennità sarà concessa solo a chi non è in grado di svolgere “il complesso degli atti elementari” della quotidianità: mangiare, bere, vestirsi, andare al bagno. Oppure a chi è immobilizzato.

Questo criterio crea una disperata schiera di nuovi esclusi: persone con sindrome di Down, persone che deambulano a fatica e tra mille difficoltà (amputati, poliomielitici), persone che riescono a guidare con adattamenti, probabilmente persone che lavorano, persone che riescono a vestirsi o a mangiare, ma che magari non sanno dove sono, chi sono, dove vanno. A compensare queste “accettabili autonomie”, dice la relazione all’emendamento, ci sono gli ausili e gli interventi dei “servizi integrati, previsti pressoché ovunque da norme attuative specifiche”.

“Si tratta della peggiore aggressione nella storia repubblicana alle politiche sociali di inclusione delle persone con disabilità – rimarca Pietro Barbieri, presidente della FISH – Siamo fuori da ogni garanzia costituzionale.” “Non staremo a guardare – incalza Giovanni Pagano, presidente della FAND – Saremo in piazza il 7 luglio per far sentire ancora una volta la nostra voce.”

Ed è infatti confermata per il 7 luglio (in piazza Monte Citorio a Roma dalle ore 10) la Manifestazione unitaria indetta da FAND e FISH – le due Federazioni che raggruppano le maggiori e più significative associazioni italiane di persone con disabilità e dei loro familiari.
Per approfondimenti, leggi l’analisi sul sito HandyLex.org.


4.7.10

IL GOVERNO CANCELLA L'ASSEGNO DI ASSISTENZA PER I PORTATORI DI SINDROME DI DOWN

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L’assegno per l’assistenza solo a chi raggiunge l’85% di invalidità. 38mila persone che soffrono di questa sindrome non avranno più i miseri 256 euro al mese.
Pietro Vittorio Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, non crede ai suoi occhi. Legge e rilegge l'articolo 9 della manovra anti sprechi là dove si spiega che la soglia dell'handicap per cui è previsto il mantenimento dell'assegno di assistenza passerà dal 74% all'85%. Quasi tutti i 38mila down italiani hanno un handicap riconosciuto del 75%, e resteranno quindi tagliati fuori dal contributo.
“Si tratta di 256 euro al mese. La finanziaria li ha cancellati così, in due righe". Secondo il governo, la misura è un efficace antidoto contro i falsi invalidi e le truffe allo Stato.
Ma Barbieri scuote la testa: "Qui si mettono in gioco i diritti fondamentali dell’individuo. I falsi invalidi, secondo il ministro Tremonti, sarebbero le persone ai margini della società che - alla faccia del principio costituzionale della non discriminazione e del pieno sviluppo della personalità - vengono private dell’unica misura nazionale capace di incentivare la permanenza nel contesto familiare. Un aiuto che restituisce una seppur minima opportunità di inclusione sociale". Perché, a essere precisi, i 256 euro vanno solo a chi è iscritto alle liste di collocamento in quanto disoccupato e dichiara un reddito annuo non superiore ai 4.408 euro.
Insomma, truffare lo Stato sul punto è pressoché impossibile, ma la norma pare serenamente avviata a diventare legge. Il Coordown, coordinamento di 80 associazioni che promuovono i diritti delle persone down, ha inviato una lettera alle massime istituzioni perché si possa rivedere la decisione: “Dai dati in nostro possesso risulta che soltanto il 10% delle persone con sindrome di Down accede ad un lavoro retribuito, per cui moltissime rimarrebbero senza alcun reddito. Si chiede che il Governo possa rivedere quanto previsto nella manovra finanziaria poiché è fuori discussione che le persone con sindrome di Down, avendo un’alterazione di tipo cromosomico, hanno un’invalidità sulla quale non può essere posto alcun dubbio e la nostra società ha il dovere di tutelarle, mantenendo i riconoscimenti fino ad oggi acquisiti”.
Precisa Franca Bruzzo, segretaria del Coordown: “Chi ha un figlio o un fratello Down di solito sceglie un lavoro part-time, rinuncia a una parte della propria attività professionale per seguire una persona che oggettivamente ha bisogno di un aiuto in più. I famosi 256 euro al mese compensano quello sforzo, ma da oggi in poi tutto ricadrà per intero sulle spalle dei cittadini. Anche perché è chiaro che i tagli ai bilanci regionali andranno a finire sempre lì, sulle politiche di sostegno. Così chi ha un handicap in famiglia sarà stretto a tenaglia. Per risparmiare cosa poi? Cifre ridicole a fronte degli sprechi veri dello Stato. Meno male che non si doveva fare macelleria sociale con questa manovra”.
Letizia Pini lavora per una onlus milanese e spiega come si vivono queste giornate: “Al telefono, in ansia. Cerchiamo di capire cosa sta succedendo, evitando di affrontare il problema coi ragazzi almeno fino a quando non saremo certi su come vanno davvero le cose. Se il governo metterà la fiducia sul provvedimento non ci sarà niente da fare, e allora dovrò spiegare a mio figlio che lo Stato ha deciso di non aiutarci più”. L’Italia per l’invalidità civile spende meno della Polonia, dell’Ungheria, della Francia e della Germania. Meno di noi spendono solo la Grecia, l’Estonia, la Bulgaria, l’Irlanda. La nostra spesa media è inferiore a quella dell’Europa dei 15, e anche a quella dei 27.
Giugno 2010

DISABILI CONTRO L'EMENDAMENTO: "RISTRETTO ACCESSO ALL'ACCOMPAGNAMENTO"

La lettera di un padre e l'Associazione Luca Coscioni denunciano un nuovo emendamento, approvato in Senato. "Spingerà alla disperazione persone che hanno diritto alla vita e a una esistenza dignitosa nel rispetto della Costituzione"

ROMA - "Il Governo, in Commissione Bilancio del Senato ha presentato un nuovo emendamento che restringe l'accesso all'indennità di accompagnamento in pratica solo a chi è in stato vegetativo o immobilizzato". E' la denuncia, e allo stesso tempo il grido di allarme, di Vincenzo Gallo, padre di un ragazzo affetto da grave disabilità. "A maggio - spiega il genitore -, in una prima bozza della manovra, era stato introdotto un limite di reddito per poter usufruire di una indennità di accompagnamento di circa 450 euro per le persone con invalidità al 100%, poi cancellato. La proposta presentata al Senato è ora estremamente grave".

Gallo riprende le parole di Pietro Barbieri, presidente della Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), che insieme alla Fand (Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili) ha indetto una manifestazione unitaria a Roma per il 7 luglio: "Si tratta della peggiore aggressione nella storia repubblicana alle politiche sociali di inclusione delle persone con disabilità". "Se approvate - aggiunge Gallo -, queste norme spingeranno ancor di più alla disperazione persone deboli e indifese, non autosufficienti, che soprattutto quando rimangono sole, senza l'assistenza della famiglia, non sono in grado di sopravvivere nemmeno con i 450 euro attuali, visto che hanno bisogno di assistenza continua. Queste persone hanno diritto alla vita e a una esistenza dignitosa nel rispetto della Costituzione".

Sull'emendamento, approvato dalla Commissione Bilancio del Senato lo scorso 29 giugno, interviene anche l'associazione Luca Coscioni. Che a sua volta denuncia come, in merito all'assegno mensile di assistenza, la cui soglia per la concessione resta elevata all'85% di invalidità, prevede come deroga che continui a essere concesso ai soggetti disabili con la vecchia soglia del 74% di invalidità solo se essa dipende da una sola specifica patologia e non da più patologie.

"Questo rappresenta - affermano Rocco Berardo e Gustavo Fraticelli, rispettivamente tesoriere e consigliere generale dell'associazione - l'ennesimo tentativo da parte del Governo di dettare d'imperio valutazioni tecniche proprie dei medici, come del resto già tentato con la legge sulla fecondazione assistita".

"Le attuale tabelle delle patologie invalidanti - spiega l'associazione - sono della linee guida ai fini di una mera valutazione tecnico sanitaria per la determinazione della gravità delle varie patologie che determinano la non abilità del soggetto che ne è affetto e quindi del suo svantaggio sociale". La citata metodologia valutativa è mutuata "dalla classificazione dell'OMS, nota come ICIDH (International Classification of Impairment Disabilities and Handicaps) del 1980, il cui criterio generale non può non prescindere necessariamente da una valutazione complessiva e globale dello stato patologico del singolo soggetto, al fine di poterne determinare la disabilità e quindi gli handicaps correlati".

"Alla luce di questa preoccupante tendenza intrusiva del potere politico" aggiungono Berardo e Fraticelli, sarebbe più che mai opportuno procedere a una revisione delle tabelle indicative dell'invalidità "che recepisse quella emanata dall'OMS nel 2001", che rapporta esplicitamente la disabilità al singolo individuo e la definisce come un insieme di condizionamenti oggettivi e soggettivi della persona stessa, cui vanno aggiunti fattori ambientali.

La stessa tabella, conclude l'associazione Luca Coscioni, "sarebbe anche un congruo ausilio per varie commissioni di accertamento della disabilità, la cui efficienza/competenza è l'unico strumento per contrastare, non solo a parole, il tanto conclamato dal Governo, solo a livello mediatico, fenomeno dei falsi invalidi".


Fonte

22.6.10

I TAGLI DEL GOVERNO CONTRI I BAMBINI MILANESI

COMUNICATO  STAMPA

Milano, 22 giugno 2010

I Consigli di Zona a causa dei pesanti tagli imposti dalle manovre del Governo, hanno ridotto in maniera significativa i fondi destinati al Diritto allo Studio per le scuole del territorio milanese.
Ben tre zone, la 6, la 8 e la 4 hanno applicato tagli tra 100.000 e 136.000 euro.
La situazione venutasi a creare in Zona 4 è inaccettabile, non si può pensare di fare il Piano del Diritto allo Studio di questa zona con soli 29.000.- euro contro i 166.000 dello scorso anno.
Chiediamo alla Presidenza di zona 4 di rivedere la propria decisione, e abbiamo chiesto all’Assessore al Decentramento Mascaretti di convocare i 9 Presidenti con la massima urgenza per trovare soluzioni che possano evitare l’applicazione dei tagli effettuati.
Vogliamo ricordare che il mondo della scuola sta subendo riduzioni finanziarie e di organico a tutti i livelli. Se il centro-destra taglia anche i fondi del diritto allo studio, ancora una volta a pagare saranno i bambini milanesi.

ZONA anno 2009 anno 2010 differenza
zona 1
299.920,00
299.920,00
zona 2
220.000,00
200.000,00
- 20.000
zona 3
291.770,00
241.770,00
- 50.000
zona 4
166.030,00
29.998,00
- 136.032
zona 5
160.000,00
130.000,00
- 30.000
zona 6
198.000,00
100.000,00
- 98.000
zona 7
265.000,00
210.000,00
- 55.000
zona 8
290.730,00
173.600,00
- 117.130
zona 9
223.150,00
133.878,50
-89.271
TOTALE
2.114.600,00
1.519.166,50
- 595433


Marco Cormio, Consigliere Comunale PD
Ines Quartieri, Consigliere Comunale Indipendente di Rifondazione Comunista, Stefania Aleni, Consigliere di Zona 4 – Gruppo Milano Civica

5.6.10

CONTRO LA FINANZIARIA PAGATA DAI LAVORATORI: MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA, REGIONALE A MILANO 5 GIUGNO 2010

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L'HA PROVOCATA
IMPEDIAMO LA FINANZIARIA – MASSACRO
SABATO 5 GIUGNO MANIFESTAZIONI
NAZIONALE A ROMA e REGIONALE A MILANO

In questo biennio i lavoratori sono stati ulteriormente spremuti dal potere economico e politico: a milioni di licenziati e cassaintegrati scadono gli ammortizzatori sociali; dilaga un precariato senza speranze; tagli impressionanti dei servizi sociali; massacro nella scuola pubblica (41 mila posti di lavoro in meno per settembre) e l'espulsione in massa del precariato scolastico; incessante attacco al pubblico impiego, mentre cresce a dismisura l'evasione fiscale e il dilagare della corruzione; la pressione del fisco sui salari e sulle pensioni è diventata intollerabile.

In più, il governo vuole eliminare l'art.18 dello Statuto dei Lavoratori e annuncia ulteriori attacchi al diritto di sciopero, continuando a negare rappresentanza e diritti, vuole cancellare definitivamente funzione e portata dello Statuto dei lavoratori.

Per impedire le riduzioni salariali, il blocco della contrattazione e congelamento dei contratti nazionali, l'elevamento dell'età pensionabile e la drastica riduzione delle pensioni, l'abolizione di ogni garanzia contro i licenziamenti, i massicci tagli di posti di lavoro nella scuola e in tutto il settore pubblico, l'unica via di salvezza è la crescita rapida della solidarietà e dell'unità nella lotta contro i poteri economici e politici europei.

In questa direzione il 5 giugno, a fianco della manifestazione nazionale a Roma, se ne svolgerà una in Lombardia, proposta a tutti coloro che si battono contro le catastrofiche ricette di “uscita dalla crisi" del potere economico e politico.

Il popolo greco rappresenta oggi l'avanguardia europea della lotta contro un capitalismo che ha portato l'Europa e il mondo nella più catastrofica crisi economica del dopoguerra, per questo proponiamo che il 5 giugno diventi una giornata di mobilitazione europea.

Ai lavoratori italiani serve un sindacato di classe che oltre a portare al centro delle lotte i propri interessi economici, smascheri la politica di appoggio di CGIL-CISL-UIL-UGL a questo sistema, getti le basi solide, con le organizzazioni sindacali di base per contrapporsi, partendo con le lotte nei propri posti di lavoro, alla politica dei governi italiano ed europei e al loro progetto per far pagare la crisi ai lavoratori!

o No alla finanziaria massacro !

o No ai licenziamenti, all’attacco alla spesa sociale e ai lavoratori pubblici e privati !

o Si alla tutela dei pensionati, dei precari, dei disoccupati !

o Lottiamo per abolire le leggi Brunetta !

o Cancellazione del Collegato Lavoro, dei tagli nella Scuola e nei servizi pubblici !

o Tassiamo i grandi patrimoni e le operazioni !

o Respingiamo l’attacco al diritto di sciopero, ai diritti sindacali e del lavoro, ai contratti, alle pensioni, ai beni comuni, ai diritti degli immigrati !

o A fianco dei lavoratori greci ed europei in lotta !

Milano Sabato 5 giugno alle h. 15.00 - L.go Cairoli
Confederazione COBAS - USB Unione Sindacale di Base - Slai Cobas

FINANZIARIA E MACELLERIA

BANDANAX VIGNETTE
Vedi: SATIRA

2.6.10

PUBBLICATA LA FINANZIARIA: ALCUNE CONSIDERAZIONI

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo definitivo della Finanziaria di Berlusconi / Tremonti.
Avrei voluto inviarvi in il Decreto in allegato, ma è troppo peso. Come file sono 15 MB, come euro nelle tasche dei lavoratori . . . molti di più !

Potete trovare comunque il pdf del Decreto ad esempio all’ indirizzo.
A parte ogni altra considerazione sulla natura reale della Finanziaria (fare pagare ai lavoratori e ai cittadini anni e anni di sperperi a vantaggio di imprenditori e politici), metto in evidenza i contenuti gravissimi dei seguenti articoli.

ARTICOLO 7 COMMA 1
“Con effetto dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge, al fine di assicurare la piena integrazione delle funzioni assicurative e di ricerca connesse alla materia della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e il coordinamento stabile delle attività previste dall’ articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di attività, l’ IPSEMA e l’ ISPESL sono soppressi e le relative funzioni  sono attribuite all’ INAIL, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute”
Con tale articolo si sopprime un istituto come l’ ISPESL: istituto sicuramente di parte, ma che comunque negli anni ha saputo dare un contributo positivo nella divulgazione di pubblicazioni tecniche e scientifiche di alto livello.

ARTICOLO 8 COMMA 12
"Al fine di adottare le opportune misure organizzative, nei confronti delle amministrazioni pubbliche di cui all' art.1, comma 2 del decreto legislativo n.165 del 2001, il termine di applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81, in materia di rischio da stress lavoro- correlato, è differito al 31 dicembre 2010".
Con tale articolo si ufficializza (al di là di ogni mandato che una legge finanziaria può dare a un Governo e in barba alla Costituzione) che la legge NON è uguale per tutti.
Per i dipendenti privati la valutazione del proprio stato di stress lavoro correlato parte obbligatoriamente dal 01/08/10, per i dipendenti  pubblici  (e non si sa bene per quale motivi) parte dal 01/01/11.

Diffondete KNOW YOUR RIGHTS !
Marco Spezia - sp-mail@libero.it
RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO

24.12.09

LA DIFESA VERSO LA PRIVATIZZAZIONE

Legge finanziaria 2010. Articolo 2, comma 23

"Ai fini dello svolgimento dell'attività negoziale diretta all'acquisizione di beni mobili, servizi e connesse prestazioni strettamente correlate allo svolgimento dei compiti istituzionali dell'Amministrazione della difesa e non direttamente correlate all'attività operativa delle Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, da individuare con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, nonché ai fini dell'articolo 7 della legge 24 dicembre 1985, n. 808, nonché delle attività di valorizzazione e di gestione, fatta eccezione per quelle di alienazione, degli immobili militari, da realizzare anche attraverso accordi con altri soggetti e la stipula di contratti di sponsorizzazione, è costituita la società per azioni denominata «Difesa Servizi Spa», con sede in Roma. Il capitale sociale della società di cui al presente comma è stabilito in 1 milione di euro e i successivi eventuali aumenti del capitale sono determinati con decreto del Ministro della difesa, che esercita i diritti dell’azionista. Le azioni della società sono interamente sottoscritte dal Ministero della difesa e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi."

Traducendo in Italiano, per uscire dal ‘politichese’ e dal ‘burocratese’ che contraddistingue il linguaggio legislativo, le forze armate diventeranno una Spa, una Società per Azioni, un’azienda privata le cui azioni saranno del Ministero della difesa.

Non è nè un golpe, nè uno scherzo, come si chiede Di Feo su L’espresso. Si sta procedendo alla privatizzazione completa di un ministero, che vedrà le sue spese diventare un’affare privato, dove il consiglio di amministrazione e i dirigenti saranno scelti dal ministro in carica senza il controllo del Parlamento, senza alcuna trasparenza. Così come non sarà possibile conoscere in modo trasparente le spese di quella Difesa Servizi Spa, la quale, attingerà comunque dalle tasche dei cittadini.

La società, che vedrà nel suo organico otto consiglieri d’amministrazione, potrà spendere tutti gli anni una cifra compresa tra i 3 e 5 miliardi di euro senza rispondere al Parlamento. Il tutto avrà un regolamento dopo il decreto che regolerà la Spa. Decreto che dovrà promuovere lo stesso ministero della difesa in concerto con quello dell’economia.

La privatizzazione della difesa mette in luce quell’aspetto grottesco, ma attuale, del fatturato bellico. Una Spa punta al fatturato più alto possibile, un ministero no. E se punta al fatturato l’industria bellica, tutti quanti siamo in grado di capire su cosa e come investirà, presumibilmente facendolo nell’interesse dell’azienda e non dei cittadini. 
Vista la militarizzazione delle future zone nucleari si presume che questa Difesa Servizi Spa arrivi prepotentemente all’interno delle caserme (private), costruendo dal nucleare ai termovalorizzatori. Visioni? Probabile, ma il comportamento del ministero della Difesa dice ben altro: negli ultimi tre anni il ministero della difesa, per fare cassa ha venduto 399 beni in tutta Italia, trasformando, di fatto quei beni pubblici in affari privati.

La finanziaria diverrà legge e la Difesa Servizi Spa entrerà in funzione. Ora staremo in attesa di vedere cosa ci riserverà il decreto di regolamento del ministro La Russa, soprattutto per capire quali oggetti appartengono a quella voce ‘forniture ed armamenti’, dato che fin’ora sappiamo che tutte le forniture saranno gestite da Difesa Servizi, mentre gli armamenti dagli Stati Maggiori. Il confine è vago e chiarirlo sarà vitale per osservare come il nostro paese leggittimerà l’industria bellica a fini di puro lucro.

Di pari passo va la protezione civile guidata oggi dal commissario straordinario Guido Bertolaso. Lo scorso 17 dicembre, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato la realizzazione di una società di servizi che possa alleggerire il carico di lavoro della Protezione Civile, il tutto rigorosamente privato (Spa), sotto il controllo della Presidenza del Consiglio. Protezione Civile Spa gestirà appalti ed emergenze controllata dalla Presidenza del Consiglio. Il Presidente del Consiglio di turno, che sia Berlusconi o qualcun altro potrà in questo modo gestire i servizi nell’ambito di competenza della Protezione Civile senza obbligo di consultazione.

Altro che libera concorrenza, qui si cerca la strada più corta per fare favori agli amici degli amici. Il tutto rigorosamente sotto il controllo dei governi ed il tutto rigorosamente sul groppone dei cittadini.

Luca Rinaldi 
Fonte 

Il privato all'interno della Difesa e della Protezione Civile mi preoccupa non poco perchè gli interessi non sono gli stessi E l'accentramento della gestione nelle mani del presidente del consiglio di turno, non è cosa saggia e buona.
Voi che ne pensate?



p.s. il neretto è mio

Luciana P. Pellegreffi

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