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6.11.11

Italia, sorveglianza rafforzata della Ue Berlusconi: "Fmi è come certificazione bilancio"


Barroso sul 'commissariamento': "Lo ha voluto il governo". Il premier: "L'euro ha impoverito il Paese, la speculazione su di noi è una moda passeggera, i ristoranti sono pieni". Sarkozy: "Rendo onore a sforzo dell'Italia". Grecia: cancellato ufficialmente il referendum. Sale spread Btp-Bund. Lagarde (Fmi): "Riforme annunciate, il problema è la credibilità". Atene, Papandreou ottiene la fiducia
Italia, sorveglianza rafforzata della Ue Berlusconi: "Fmi è come certificazione bilancio"
Silvio Berlusconi

MILANO - "L'Italia ha deciso di sua iniziativa di chiedere al Fondo monetario internazionale di monitorare i suoi impegni", lo ha detto al G20 di Cannes il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso. Secondo gli alti funzionari dell'Ue l'Italia è stata di fatto commissariata e dovrà rispondere del ritmo a cui farà le riforme al Fondo monetario internazionale. Palazzo Chigi aveva smentito la notizia. "Nelle prossime settimane - ha aggiunto Barroso - monitoreremo la situazione dell'Italia e la sua capacità di rispettare gli impegni. E' importante per tutti i paesi membri dell'Ue". Il premier francese Sarkozy intanto esprime parole di soddsfazione per le misure italiane e chiede di accelerarne l'attuazione.

Il "commissariamento" riguarda le riforme su pensioni, lavoro e competitività che erano state promesse ai leader europei la scorsa settimana e la debolezza di un governo che poggia su una maggioranza sempre più sottile 1.

SEGIUE


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5.11.11

Ft a Berlusconi: in nome di Dio, vattene!


  








«In nome di Dio, dell'Italia e dell'Europa, vattene!»: il Financial Times in un editoriale esorta il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi a lasciare il potere, echeggiando le parole un tempo usate nel 1653 dal condottiero repubblicano inglese Oliver Cromwell in polemica con il Parlamento creato dopo l'abbattimento della monarchia: «In the name of God, Italy and Europe, go!».
Anche se non è la prima volta che l'autorevole quotidiano britannico sollecita un cambio di governo in Italia, l'editoriale di oggi è più che mai esplicito e pressante. Il Ft dedica al premier italiano anche l'apertura del suo sito internet: «Berlusconi minimizza la crisi del debito». Dopo il G20, spiega il quotidiano, il primo ministro ha detto di avere rifiutato un prestito del Fondo monetario internazionale, aggiungendo che in Italia non si sente la crisi e che gli attacchi ai titoli sono «una moda passeggera».
Nell'editoriale, il Financial Times mette a confronto i due premier europei nei cui confronti al G20 i più potenti leader del mondo sono stati «impotenti», George Papandreou e Silvio Berlusconi.
Le somiglianze tra i due primi ministri sono, secondo il Ft, «impressionanti»: entrambi hanno un'esile maggioranza parlamentare, sono in disaccordo con il proprio ministro delle Finanze e hanno «una pericolosa tendenza a rinnegare le promesse» mentre i mercati temono per le finanze pubbliche del loro Paese. Ma, sottolinea l'editoriale, «c'è un'importante differenza»: avendo raggiunto 1.900 miliardi di euro, il debito pubblico italiano è così alto che «il suo potenziale di destabilizzare l'economia mondiale è molto superiore a quello di Atene».

18.5.11

L'ECLISSE DELLA DEMOCRAZIA - Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova

L’eclisse della democrazia. Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova
“Questo libro viene a riaprire una memoria, anzi a ribadire una verità, e fa benissimo perché queste non sono cose che vanno dimenticate” Andrea Camilleri

ROMA - Da oggi 18 maggio è in libreria “ L’eclisse della democrazia – Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova”. Un libro scritto da Vittorio Agnoletto insieme a Lorenzo Guadagnucci, con prefazione di Susan George e “un ringraziamento” di Andrea Camilleri.
“Vittorio Agnoletto, all’epoca portavoce del Genoa social forum, e Lorenzo Guadagnucci, testimone e vittima del blitz alla Diaz, raccontano tutte le verità sul G8 di Genova e sui tentativi di fermare e condizionare i processi. Enrico Zucca, pm al processo Diaz, per la prima volta svela agli autori i retroscena dell’inchiesta genovese. I massimi vertici della polizia e dei servizi segreti, oltre a decine di agenti, sono stati condannati in secondo grado. Sono giudizi clamorosi, senza precedenti. Eppure tutti sono rimasti al loro posto e molti sono stati addirittura promossi, con l’avallo dell’intero arco politico parlamentare. La ferita aperta nel luglio 2001 non è stata ancora rimarginata.
Nel 2001 un grande movimento allo stato nascente è stato criminalizzato, ma le sue idee non erano sbagliate: a Genova si parlava di un prossimo crac della finanza globale, del collasso climatico del pianeta, delle guerre come frutto naturale del sistema neoliberista. Scenari che si sono puntualmente avverati. In questo libro si racconta il volto autentico del G8 di Genova: un tracollo dei valori democratici, ma anche una proposta culturale e politica che resta vitale."

Presentazioni organizzate dalla casa editrice Feltrinelli:
• 18 maggio Firenze, h 18 c/o Feltrinelli Via de’ Cerretani 30/32 r, con: Claudio Martini, Alessandro Santoro, Donatella Della Porta.

• 20 maggio, Palermo, h 18 c/o Feltrinelli Via Cavour 133 con Antonio Ingroia, Umberto Di Maggio e Alessandra Ziniti

9.4.11

G8: CONDANNATA LA "MACELLERIA MESSICANA"



BANDANAX VIGNETTE
VEDI: SATIRA


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13.1.11

COMUNICATO FONDAZIONE COMITATO PIAZZA CARLO GIULIANI



INCONTRO PREPARATORIO PER RICORDARE I FATTI DEL G8 DI GENOVA 2001
In vi inviamo il comunicato della Fondazione Comitato Piazza Carlo Giuliani che vi preghiamo di diffondere:

A Genova ci stiamo organizzando per i 10 anni dal G8 2001.


Dal 23 Giugno al 23 Luglio a Palazzo Ducale con la mostra Cassandra, incontri, dibattiti, gruppi di lavoro (www.genova2011.org).
Per ritrovare le voci che i movimenti avevano portato qui da tutto il mondo; quelle voci che la repressione ha cancellato con la violenza, che molti media hanno oscurato con le menzogne.
Vogliamo, in quel mese, ascoltare anche le voci del teatro, della musica, del cinema, della cultura che è viva, nonostante i tagli e le umiliazioni.



Vediamoci:
a Milano domenica 23 gennaio dalle ore 11 presso la Libreria del mondo offeso in corso Garibaldi 50

Vi rammentiamo inoltre che lo spettacolo GiOtto  - STUDIO PER UNA TRAGEDIA (di e con Giuseppe Provinzano)  sarà in scena al Teatro della Cooperativa dal 19 a domenica 23 gennaio e che subito dopo l'ultima replica pomeridiana, alle ore 17 e 30 circa ci sarà un incontro con Haidi e Giuliano Giuliani e l'avvocato Gilberto Pagani.

Teatro della Cooperativa



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21.12.10

DO YOU REMEMBER GENOVA?

Più che agli studenti, ai precari, ai cittadini scesi in piazza il 14 dicembre, andrebbe chiesto a chi sta dall'altra parte dei manganelli: agenti, dirigenti di polizia e servizi segreti, ministri e sottosegretari, che a Genova c'erano e oggi sono ancora lì, nonostante gli scempi di allora e le condanne emesse dai tribunali.
Perché, insomma, sorprendersi se a Roma i filmati mostrano ragazzi e ragazze totalmente disarmati, rannicchiati a terra e pestati in strada?  Perché scandalizzarsi quando i fermati raccontano i soprusi, le ingiurie e le minacce subite? Perché meravigliarsi quando i verbali d'arresto esibiti davanti ai giudici risultano palesemente falsi?
Queste pratiche sono state sperimentate su larga scala e con modalità ancora più feroci alla Diaz, a Bolzaneto, a piazza Manin, nelle strade di Genova.

31.7.10

GENOVA G8: PER I GIUDICI “I VERTICI DELLA POLIZIA COPRIRONO LE VIOLENZE"



Depositate oggi le motivazioni della Corte d'Appello di Genova per la condanna di 25 imputati. Responsabili i vertici per violenze e falsi atti
Erano lì, hanno visto, ma non hanno fatto nulla. Questa l’accusa nei confronti dei vertici della polizia presenti al G8 di Genova. Il tutto sta scritto nero su bianco nelle motivazioni della sentenza di secondo grado sulle violenze alla scuola Diaz. La Corte d’Appello di Genova, presieduta da Salvatore Sinagra, le ha depositate oggi con anticipo sulla scadenza annunciata del 16 agosto. L’elemento di novità rispetto al primo grado è la responsabilità omissiva dei vertici della polizia per le violenze (articolo 40 del codice penale) e per essersi “attivamente adoperati” per nascondere la condotta dei violenti durante l’irruzione alla scuola Diaz di Genova nel corso del G8.
Per questi motivi, il 18 maggio scorso, sono stati condannati in appello 25 imputati, tra i quali il capo dell’anticrimine Francesco Gratteri (4 anni), l’ex comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini (5 anni), Giovanni Luperi (4 anni), Spartaco Mortola (3 anni e 8 mesi) Gilberto Caldarozzi (3 anni e 8 mesi). Il processo sulle violenze della polizia nella scuola Diaz e ai manifestanti nella notte del 21 luglio 2001 si era chiuso in primo grado il 13 novembre 2008 con la condanna di 13 funzionari di livello intermedio e con 16 assolti, tra i quali gli stessi Francesco Gratteri e Giovanni Luperi.

Dalle motivazioni della condanna della Corte d’Appello di Genova emerge che del falso documentale sono responsabili anche gli alti funzionari della polizia presenti, non solo i loro sottoposti come stabilito dal Tribunale. Condannati anche per i falsi atti, come le bottiglie molotov portate dentro la scuola dai poliziotti e poi fatte risultare come prova del possesso di armi da parte degli occupanti. La Corte d’Appello ha stabilito che i filmati sono inequivocabili, perché indicano un conciliabolo tra alti dirigenti della polizia nel cortile della scuola con le bottiglie in mano, e ha stabilito che non potevano perciò non sapere nulla.

26.6.10

STOP DI NAPOLITANO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO DI BRANCHER. IL PM MI SENTO PRESO IN GIRO

«Mi sento preso in giro da Brancher che oggi doveva essere in aula: non c'è nessun legittimo impedimento». Ha esordito così, davanti al giudice Anna Maria Gatto, il pm Eugenio Fusco che rappresenta l'accusa nel processo stralcio a carico del neoministro Aldo Brancher accusato di appropriazione indebita e ricettazione. Il processo è ripreso stamane al tribunale di Milano. «So che Brancher è un ministro senza portafoglio - ha spiegato Fusco - ma non so con quali deleghe perché nel documento della presidenza del Consiglio non ci sono scritte: come posso immaginare i suoi impegni istituzionali non rinviabili? Che abbia almeno la bontà di precisare quali sono le sue deleghe». Prima del pm, erano intervenuti i due avvocati del neoministro che hanno ribadito la richiesta di legittimo impedimento.

Ieri, però, anche il Quirinale aveva stoppato la possibilità del neoministro Aldo Brancher di avvalersi dello scudo giudiziario previsto dalla legge perché impegnato nell'organizzazione del nuovo dicastero. «Non c'è nessun nuovo ministero da organizzare in quanto l'on. Brancher è stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio». Dopo qualche ora era poi arrivata la replica di Brancher. «Non mi dimetto, sabato (giorno della ripresa del processo a suo carico, ndr) sarò in ufficio tutto il giorno a lavorare. Sono preso da un milione di cose ma intanto voglio capire perché sono state date queste interpretazioni su un documento che nessuno conosce ma che è stato tradotto da qualcuno in una richiesta di rinvio dell'udienza perché impegnato a organizzare l'ufficio del nuovo ministero. Ma non è così». Poi Brancher ha garantito di essere disponibile a presentarsi davanti ai giudici il prossimo 29 luglio e non più il 17 ottobre come aveva chiesto in un primo momento.
Intanto il premier Silvio Berlusconi, in Canada per il G8 e il G20, ha scelto di non commentare la vicenda. «Gli ho consegnato personalmente i dispacci - ha spiegato il portavoce Paolo Bonaiuti - e da parte del presidente non c'è stato alcun commento né in quel momento né successivamente». Tranchant invece il leader della Lega, Umberto Bossi. Invocare subito il legittimo impedimento «mi sembra poco furbo. Fare una cosa del genere è come mettersi al muro e farsi sparare», ha commentato Bossi a proposito delll'istanza di legittimo impedimento avanzata dai legali del neoministro. Alla domanda se quella del neoministro sia stata una nomina strumentale, Bossi, che ha parlato a margine di una festa del Carroccio ha replicato: «È una nomina di uno del gruppo di Berlusconi, di uno del Pdl. Prima Berlusconi lo aveva messo a fare il sottosegretario». E poi: «Il Colle è il punto che tiene in equilibrio lo Stato» e l'istanza di legittimo impedimento «andrà valutata comunque».
Giovedì i legali di Brancher avevano depositato la richiesta di rinvio del processo a carico del ministro motivandola con la necessità di organizzare il nuovo dicastero. Con il legittimo impedimento Brancher aveva chiesto la sospensione del processo fino al prossimo 7 ottobre. Dopo la nota del Quirinale, i legali avevano comunque chiarito le motivazioni che accompagnano la richiesta di legittimo impedimento. «Sarà discussa domani in aula da un punto di vista tecnico» ha detto uno degli avvocati di Brancher, Filippo Dinacci. Il quale ha poi precisato che, nella lettera della presidenza del Consiglio allegata alla richiesta di legittimo impedimento, si fa riferimento al numero dei disegni di legge in tema di riforme allo studio dello stesso Brancher e non, in senso stretto, alla necessità di organizzare il ministero. L'altro legale di Brancher, Piermaria Corso, ha quindi aggiunto che «tutte le questioni procedurali saranno esaminate domani nel corso del dibattimento. Se qualcuno riterrà di introdurre nella discussione i rilievi posti dal Quirinale sarà il giudice a valutarli».
L'opposizione ha chiesto, per bocca del vicesegretario del Pd, Enrico Letta, le dimissioni di Brancher. «Le parole del Quirinale sono un macigno. Solo le dimissioni del ministro Brancher possono sanare questo scandalo. Le chiediamo per il bene del paese e per il rispetto delle istituzioni». E anche i dipietristi auspicano un passo indietro del ministro. « L'Idv chiede le immediate dimissioni di Aldo Brancher - sottolinea Antonio Di Pietro - e, per questo, presenterà una mozione di sfiducia». (Ce. Do.)

25.2.10

G8 DELL'AQUILA: I COSTI INCREDIBILI


I televisori e i cd d'oro 
L'elenco dei costi più incredibili 
Le spese globali per il vertice e una selezione dei contratti più singolari

Costo G8 Maddalena:
















 327.500.000 euro
Costo G8 l'Aquila:
184.974.178 euro
Costo complessivo G8 Maddalena + l'Aquila:
512.474.178 euro
Fornitore Oggetto Importo in Euro (incluso IVA)
SPAZIALE SPLENDY G.I.L. SRL
Fornitura accappatori e asciugamani
24.420,00
PINEIDER SPA
Fornitura materiale vario (album, sottomano da scrivania, portablocchi cartelle)
78.163,20
MUSEOVIVO
Fornitura 60 penne edizione unica
26.000,05
POLTRONE FRAU SPA
Fornitura sedute a noleggio
373.233,30
FORCING SRL, MIB SRL, FIDANZIA SRL
Fornitura pennoni e bandiere
175.576,80
RUFFOLO SILVIA GRAFICA EDITORIALE
Fornitura, declinazione e utilizzo logo G8
21.600,00
COGEDA SISTEMI
Fornitura cartucce toner
12.733,20
ELCOMAN SRL
Fornitura n. 30 distruggidocumenti
12.852,00
MEDIAMERKET SPA, CIFONI DOMENICO SRL, UNIEURO-CTE GROUP SRL, TECNOVISIONI SRL
Fornitura televisori Lcd e noleggio plasma
347.348,00
BULGARI ITALIA SPA
Fornitura 45 ciotoline in argento
22.500,00
FRATERNITAS SRL
Fornitura megafoni
3.895,20
LANIFICIO FRATELLI CERRUTI SPA
Fornitura tessuto per divise steward e hostess
13.555,20
LANIFICIO ORMEZZANO SPA
Fornitura tessuto per divise steward e hostess
5.184,00
ANNALISA COLLEZIONI SRL
Fornitura tessuto per divise (non specificate)
54.000,00
PUBBLILASER SRL
Fornitura tessuto con logo per personalizzazione transenne
23.442,05
FIORI E PIANTE di Tontoranelli Daniela, DEMI MONDE SRL
Fornitura addobbi floreali
64.020,00
ARTERIA SRL
Fornitura servizio trasferimento scultura “Il Guerriero di Capestrano” da Chieti a sede G8 L'Aquila
11.122,80
ARTERIA SRL
Servizio aggiuntivo per sollevamento scultura “Il guerriero di Capestrano”
4.056,00
BORGHI INTERNATIONAL
Trasporto opere d'arte
36.000,00
NOLOSTAND SPA
Fornitura posacenere
10.200,00
PUBBLILASER SRL
Rivestimento ascensori con pellicola vinilic
9.072,00
ISTITUTO GRAMMA, CENTRO RICERCHE MUSICALI, ORTO ONIRICO SRL, AGORA' SRL
Realizzazione progetto “A city to listen to - L'Aquila per il G8”
193.996,00

TOTALE 1.468.969,80
Fonte


E il relativo documento .pdf

19.8.09

IL DEBITO DEI PAESI POVERI

Silvio Berlusconi proclamò: "Il G8 è stato un successo, sono stati stanziati 20 miliardi per l'Africa", pubblicizzando ancora una volta, il G8 come un evento filantropico e umanitario in cui i “paesi ricchi aiutano quelli poveri”.

La cancellazione del debito dei “paesi poveri”, che ammonta a migliaia di miliardi di dollari, in realtà non potrà mai essere estinto se non si azzerano i pesanti interessi annui che vi gravano sopra.
Le potenze economiche occidentali impoveriscono da secoli i paesi "poveri". L'Africa, ad esempio, è spogliata delle sue ricchezze tra cui forza-lavoro, acqua, petrolio, oro, diamanti e altre preziose materie prime che vngono tolte ai loro legittimi proprietari: gli africani.
Chi sono i creditori e chi i debitori?
Quelle stesse potenze occidentali pretendono la restituzione del debito accumulato dai regimi locali corrotti e loro complici ai quali continuano a vendere armi per guerre utili a mantenere i loro interessi e a tenere intere nazioni nella povertà e quindi mai progressivamente autonome.