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2.5.12

Pensioni d'oro, vittoria IdV al Senato


Governo battuto e maggioranza spaccata al Senato, dove l'Italia dei Valori ha ottenuto un'importante vittoria con un emendamento sulle pensioni d'oro dei manager pubblici.
L'emendamento, votato anche da Pdl e Lega ma non dal Pd che si è schierato con l'esecutivo, sopprime il comma 2 dell'articolo 1 che cancella le norme sul trattamento previdenziale dei manager pubblici in presenza del tetto sugli stipendi. La nuova legge equiparava le pensioni dei più alti funzionari dello Stato a quella del primo presidente della corte di Cassazione. Nonostante la riduzione già disposta per gli stipendi.


“È indecente e immorale che mentre si chiedono immani sacrifici alle classi sociali più deboli, non si taglino le pensioni d’oro e i privilegi della casta - dichiara il leader IdV Antonio Di Pietro. "Oggi - chiarisce - il governo è andato sotto nell’Aula del Senato sul nostro emendamento per la soppressione di una norma che introduceva con urgenza la tutela del trattamento pensionistico dei grandi manager di Stato. Mentre il governo continua a fare orecchie da mercante sul problema degli esodati, spendendosi a parole e mai con i fatti, allo stesso tempo continua a favorire i potentati economici. L’Italia dei Valori - sottolinea Di Pietro - prosegue la sua battaglia all’insegna della trasparenza e dell’equità sociale”.
"Battuto il Governo". esulta il capogruppo in commissione Giustizia di Palazzo Madama, Luigi Li Gotti, che aggiunge: "Ho sostenuto in Aula che non si può pensare alle pensioni altissime prima della soluzione del dramma degli esodati. Il Governo ottusamente ha dato il parere contrario al nostro emendamento che, messo ai lavori, ha ottenuto 124 voti favorevoli, 94 contrari e dodici astenuti. Una vittoria - conclude Li Gotti - dell'etica della cosa pubblica sugli interessi della casta di privilegiati".
Scarica l'emendamento IdV con il comma soppresso

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16.12.11

CON LA GERMANIA CI SI CONFRONTA SU QUEL CHE FA COMODO PER FREGARE LAVORATORI E PENSIONATI

Ci hanno chiesto di adeguare l’età pensionabile a quella della Germania. Giusto. A patto però di adeguare alla Germania anche tutto il resto. In Germania dopo 5 anni di mandato un parlamentare prende 961 euro di pensione. In Italia 2486. In Germania lo stipendio medio di un operaio supera i 2500 euro. In Italia non arriva a 1500. In Germania l’asta per l’assegnazione delle frequenze televisive ha fruttato 4,4 miliardi di euro allo Stato, In Italia zero, perché si è deciso di darle gratis, chissà perché. In Germania le chiese pagano le tasse persino sui luoghi di culto. In Italia fanno passare per luoghi di culto esentasse anche certi palazzi romani di proprietà del Vaticano, sui quali non è scattata la rivalutazione catastale. In Germania i libri di testo non sono a carico delle famiglie ma dello Stato, fino al liceo. In Italia è il liceo dello Stato che è a carico delle famiglie. In Germania il 90 per cento degli asili nido sono aziendali e gratuiti, in Italia non te la cavi con meno di 450 euro al mese. Dimenticavo: in Germania i politici indagati per corruzione si dimettono da ogni incarico. In Italia fanno le vittime e, talvolta, i coordinatori regionali di partito.

Massimo Gramellini



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6.11.11

Italia, sorveglianza rafforzata della Ue Berlusconi: "Fmi è come certificazione bilancio"


Barroso sul 'commissariamento': "Lo ha voluto il governo". Il premier: "L'euro ha impoverito il Paese, la speculazione su di noi è una moda passeggera, i ristoranti sono pieni". Sarkozy: "Rendo onore a sforzo dell'Italia". Grecia: cancellato ufficialmente il referendum. Sale spread Btp-Bund. Lagarde (Fmi): "Riforme annunciate, il problema è la credibilità". Atene, Papandreou ottiene la fiducia
Italia, sorveglianza rafforzata della Ue Berlusconi: "Fmi è come certificazione bilancio"
Silvio Berlusconi

MILANO - "L'Italia ha deciso di sua iniziativa di chiedere al Fondo monetario internazionale di monitorare i suoi impegni", lo ha detto al G20 di Cannes il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso. Secondo gli alti funzionari dell'Ue l'Italia è stata di fatto commissariata e dovrà rispondere del ritmo a cui farà le riforme al Fondo monetario internazionale. Palazzo Chigi aveva smentito la notizia. "Nelle prossime settimane - ha aggiunto Barroso - monitoreremo la situazione dell'Italia e la sua capacità di rispettare gli impegni. E' importante per tutti i paesi membri dell'Ue". Il premier francese Sarkozy intanto esprime parole di soddsfazione per le misure italiane e chiede di accelerarne l'attuazione.

Il "commissariamento" riguarda le riforme su pensioni, lavoro e competitività che erano state promesse ai leader europei la scorsa settimana e la debolezza di un governo che poggia su una maggioranza sempre più sottile 1.

SEGIUE


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8.12.10

BOLIVIA: DIMINUITA L'ETA' PER LA PENSIONE

di Davide Orecchio (rassegna.it)
Lo scorso fine settimana il Parlamento boliviano (col via libera del Senato dopo quello della Camera) ha approvato una riforma delle pensioni controcorrente. La "corrente fredda" e indigesta del mondo occidentale è quella che tende ad aumentare l'età in cui i lavoratori possono andare in pensione. Da La Paz, invece, è arrivato un vento contrario: i boliviani potranno andare in pensione a 58 anni (dai 65 attuali), e le donne e i minatori a 56 anni.

12.11.10

Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione. Silenzio dei media o scatta la rivolta...

La notizia è arrivata e conferma la peggiore delle ipotesi. Rimarrà sotto traccia per ovvi motivi, anche se in Rete possiamo farla circolare. Se siete precari sappiate che non riceverete la pensione. I contributi che state versando servono soltanto a pagare chi la pensione ce l'ha garantita. Perché l'Inps debba nascondere questa verità è evidente: per evitare la rivolta. Ad affermarlo non sono degli analisti rivoluzionari e di sinistra ma lo stesso presidente dell'istituto di previdenza, Antonio Mastropasqua che, come scrive Agoravox, ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l'INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: "Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale".
Intrage scrive che l'annuncio è stato dato nel corso di un convegno: la notizia principale sarebbe dovuta essere quella che l'Inps invierà, la prossima settimana, circa 4 milioni di lettere ai parasubordinati, dopo quelle spedite a luglio ai lavoratori dipendenti, per spiegare come consultare on line la posizione previdenziale personale. Per verificare, cioè, i contributi che risultano versati.

18.10.10

SOSTIENE PINOCCHIO - 6° di 10 - PREVIDENZA E AMMORTIZZATORI SOCIALI

Sta per arrivare nelle nostre case una delle copie del "libro" che raccoglie le migliori bugie del pinocchio nazionale.
Una qualche controinformazione va fatta. 
Ripubblichiamo a partire una serie di 10 articoli che sono stati scritti nel maggio di quest'anno - a due anni esatti dall'insediamento del governo Berlusconi - e pubblicati su Finanzainchiaro.it
Ovviamente alcune considerazioni sono datate perché non vi si è potuto tenere conto degli ultimi sviluppi estivi e di questi giorni. Ma non è l'aggiornamento in tempo reale che ci interessa.
Va chiarito che I Partigiani Nel 3° Millennio non sposano in toto le tesi e le analisi esposte nei testi che vengono proposti e che li offrono, invece, come un contributo informativo organico e di facile lettura.

PREVIDENZA E AMMORTIZZATORI SOCIALI di PIETRO ICHINO

Alcune note positive per chi ritiene che l’età media di pensionamento in Italia debba essere aumentata: costretto dalla Corte di giustizia, il governo ha parificato l’età della pensione per le donne a quella degli uomini, ma solo nel settore pubblico; nel 2010 sono entrati in vigore i coefficienti di adeguamento delle prestazioni previdenziali alle aspettative di vita; nel 2015 scatterà il meccanismo di adeguamento alle aspettative di vita anche dell’età pensionabile.
La spesa sociale resta tuttavia molto squilibrata nel senso del sostegno alle pensioni: circa 70 miliardi ogni anno versati dall’Erario per tenere in equilibrio il bilancio dell’Inps, nonostante che questo si avvalga di qualche decina di miliardi di attivo della gestione separata (quella che fra un quarto di secolo pagherà pensioni da fame ai giovani di oggi) e della gestione delle prestazioni temporanee e in particolare della cassa integrazione guadagni: un’assicurazione il cui “premio” pagato da imprese e lavoratori continua così a configurarsi, di fatto, per tre quarti come una tassa sul lavoro finalizzata al pagamento delle pensioni ai sessantenni, se non ai cinquantottenni.
La stessa cassa integrazione guadagni – che ora può essere attivata dalle Regioni anche “in deroga” rispetto ai limiti posti dalla vecchia disciplina ‑ continua a essere largamente utilizzata, in modo del tutto improprio, anche per il sostegno del reddito dei lavoratori che sicuramente non riprenderanno a lavorare nella stessa azienda. La riforma dell’assicurazione contro la disoccupazione, che dovrebbe universalizzare il relativo trattamento e al tempo stesso far cessare l’abuso della Cig e consentire una immediata attivazione delle misure per la ricollocazione dei lavoratori interessati, è rinviata a tempi migliori; né il governo sembra avere le idee chiare sulle sue nuove linee portanti. 
(Fonte: www.lavoce.info - Parte seconda)


4.7.09

INFORMIAMO BRUNETTA - CON 20 ANNI DI LAVORO VAI IN PENSIONE IN SICILIA GRAZIE A CUFFARO



"In Sicilia si va in pensione a 47 anni se si è dipendenti della Regione".
Il giornale La Repubblica ci informa che in Sicilia Pier Carmelo Russo, segretario generale della regione Sicilia, sarebbe pronto per andare in pensine; guadagna la modica cifra di 170.000 euro - 24.000 euro di premi vari e se andasse in pensione percepirebbe più di 120.000 euro a soli 47 anni. 
Brunetta sarà stato distratto e gli sarà sfuggito, così lo informiamo anche noi.
La possibilità è data da una legge della regione Sicilia quando era amministrata da Salvatore Cuffaro, che garantì la pensione anticipata nel caso in cui vi sia un genitore, un coniuge o un figlio malato: 25 anni di anzianità per li uomini, 20 per le donne con prole.

Chi non dispone di un malato, può sempre procurarselo.

Come nel caso di un'impiegata he per andare in pensione, dopo solo 20 anni di servizio, si è fatta adottare da una malconcia novantenne.
Nel 2003 vi sono stati 1.000 casi: Bruneta che fai? Da quali verifiche partirai?

Come ci spiegherai che da un lato vuoi alzare l'età pensionabil degli "altri" futuri pensionati italiani per allinearci con l'Unione Europea e dall'altra restano in vigore le baby pensioni in Sicilia?
Forse che quando siamo in età da pensione (dopo 40 anni di lavoro) i genitori anziani, i coniugi e i figli malati ci sono solo in Sicilia?
Oppure è la solita logica del clientelismo locale perpetrato nei secoli dei secoli, amen?

Gli italiani non sono tutti uguali?

Attendiamo fiduciose/i spiegazioni.


Luciana P. Pellegreffi

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