Nel paese in cui la libertà d'informazione è dipendente del potere politico ed economico, cerchiamo di tenere attivi i nostri neuroni al pensiero, alla critica, alla distribuzione della libera informazione.

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9 novembre 2014

COSTRUTTORI DI PONTI ... PORTATORI SANI DI VOLONTA'



di Giandiego Marigo
Non è un argomento nuovo, forse, eppure, mai toccato a sufficienza. Io ne ho parlato assai, addirittura sin troppo, mi scuso con coloro cui l'argomento sia venuto a noia.
Ad un certo punto del mio cammino di vita, mi fu sottoposta una scelta, estremamente importante, perchè legata a quel che io ritengo essere il “libero arbitrio”, la sua qualità non era, quindi, affatto banale, tutt'altro.
Dopo gli anni dell'introspezione e del “personale è politico”, del Riflusso e della Sconfitta, per altro molto ipotizzata, delle ideologie mi si pose una domanda … sul cosa volessi fare della qualità del mio intervento sul mondo e su ciò che mi circondava.
Parto da me, parlando in prima persona non già per una forma di sfrenato egocentrismo, ma per rendere fluido e reale il discorso che faccio è perchè esso parte, inesorabilmente da ognuno di noi … dallo spirito.
La domanda era cosa volessi fare di tutti gli anni che avevo alle spalle, delle acquisizioni, delle scoperte, delle indagini introspettive, della mia diversità, della mia alterità, della strada percorsa sin lì.
Essa era stata pagata con moneta sonante, ogni passo era passato per la mia anima, lasciando tracce, e anche qualche cicatrice. Più o meno profonda.
Quegli anni diversamente plumbei, pesanti per il sistema, molto più di quanto sia mai stato denunciato, leggeri per chi li visse, perchè legati alla gioventù, alla fede, alla gioia, alla volontà ed alla convinzione assoluta che un mondo diverso e migliore non solo fosse possibile ma si stesse attuando.
La fatidica domanda era … se fosse mio interesse e mia scelta, delimitare l'orticello di consapevolezza che mi ero costruito, faticosamente, con un artistico muretto a secco (anche l'occhio del decrescente vuole la sua parte) oppure se fosse il caso di rimettersi in gioco, partendo dalla desolazione del deserto finale, dopo il riflusso restava quello e poco altro, per fare la cosa che la mia mente e la mia anima avevano imparato, anche dolorosamente, a fare in quegli anni … costruire ponti... completamente e diametralmente diverso ed opposto alla rassicurante cura dell'orto.
Ho, personalmente, operato la scelta dei ponti, anche se questo mi è costato la definizione di sognatore, utopista, anarcoide saltellante.
Credo, umilmente, che la differenza ed il fondamento per chi intenda operare oggi, sul fronte del cambiamento e dell'avanzamento della civiltà, sul fronte di quello che non esiterei a chiamare progresso, se una definizione di questa parola non relativistica e strumentale è possibile, sia proprio questa “Volontà”, quella di costruire ponti, di incontrare, condividere, allargare, ascoltare apprendere e rimandare. Di scambiare di aprire prospettive d'incontro e di confronto, del fare insieme, del parlare, del confrontarsi, dell'orizzontalità e della circolarità ... di fare di tutto questo piacevole bagaglio il proprio modo d'esistere e d'essere ...in buona sostanza l'essere quel che si dice e praticare quel di cui si parla … nella propria vita.
Di cercare strenuamente e tenacemente non già le ragioni dei distinguo ma quelle della condivisione, sebbene la marcatura del nostro essere non sia, per sua natura, men che radicale e men che precisa e d'assoluta alternativa sistemica.
Cercare l'incontro ed il rinnovamento, verificare e vivificare nella propria quotidianità le ragioni del nostro essere quello che siamo.
In questa chiave va intesa e letta l'esigenza di unità e di alternativa che scorre in questi giorni, in questa chiave essa va ricercata ed attuata. Non solo per strumentale convenienza e per esigenza materiale e politica, ma con uno sforzo qualitativo ed a suo modo spirituale, quello di cresceretro a questa cosa.
Bisogna ammettere che questo discorso è stato in parte affrontato, superficialmente e generalmente toccato di striscio da qualche intellettuale garante, maggiormente sensibile ed avanzato della "Lista Tsipras", ma non è ancora stato metabolizzato nè è mai diventato azione reale, se lo fosse gli sforzi sarebbero maggiori, tangibili e nulla potrebbe arginare questo “incontro di volontà” riunite e tese verso un obbiettivo comune.
Questa volontà supererebbe a piè pari e senza sforzo qualsiasi piccolezza e grettezza procedurale, abbattendo i muri degli orticultori, si farebbe beffe delle problematiche di segreterie, leader, e spazzerebbe sen09za difficoltà e nessuna violenza o forzatura le rendite di posizione.
Ma diciamocelo, compagni e chiediamocelo : "Chi è, se non ciascuno di noi, il padrone di queste volontà?"
È vero, i contenuti culturali e spirituali del 68/70 sono stati formattizzati ed impacchettaticonfezionati e rivenduti in comodi kit di montaggio, era l'unico modo con il quale il potere poteva contenerli disinnescarli, ma attenzione questo è avvenuto quando la fede e la convinzione, la volontà e la forza che li sosteneva sono in qualche modo venute meno, sostituite dalle ambizioni, dalle strumentalità, dalle opportunità e dai compromessi, dalle convenienze e dal pragmatismo.
In ogni disfatta esiste una forma di collaborazione di chi perde … altrimenti non esisterebbe sconfitta , ma solo martirizzazione … e l'esperienza e la storia ci hanno insegnato che questa pratica è assolutamente da evitare per chi detenga il potere.
Costruire ponti e percorrerli, esserne parte e difenderli, con quello di cui siamo realmente convinti … non accettare la scontatezza e la immanenza delle divisioni, esse sono solo formalità, costruite di parole e qualche concetto, forme di costruzione murale, limiti posti per paura e per bisogno di appartenenza, tutti i loro contenuti possono essere oggetto di discussione, di scambio, di arricchimento di crescita … abbattere i dogmatismi, le regole libresche, le deduzioni inossidabili, le assolute certezze regolamentari, tutto può essere discusso da chi vuole capire, non giudicare, da chi vuole arrivare a comprendersi, da chi non vuole dividersi, ma crescere, da chi non sente il bisogno di crearsi la proria tifoseria ed il proprio orticello recintato.
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21 ottobre 2014

ELEZIONI, STRUMENTALITÀ E VECCHI MERLETTI




Di Giandiego Marigo


Si parla di elezioni anticipate … a primavera, si mormora sia una forca caudina, pare imposta dal giovane Principe Rottamatore per trasferire in parlamento la preponderanza ottenuta nel paese con le elezioni europee.
A lui converrebbe, a noi meno, al paese manco per niente, ma queste cosiderazioni sono secondarie rispetto all'urgenza di monetizzare il suo quaranta per cento,finchè c'è, trasformandolo, nelle sue intenzioni. In una maggioranza parlamentare che gli permetterebbe di “agire da solo” senza alleanze e compromessi, che insomma, peseranno pure meno di zero e diranno poco di vero, metteranno insieme personaggi equivoci ed in fondo uguali, ma insomma dal punto di vista dell'immaggine pesano.
Ed obbligano a condividere gli altari del popolo bue con altre immaginette santificate, il che al principino fiorentino signore e padrone di tutte le rottamazioni piace molto poco.
Non è di lui , però che voglio parlare, ma dello stato dei lavori a sinistra … o nella landa desolata delle intenzioni, come sarebbe meglio definirla.
Dopo mesi di imbarazzante silenzio e di , interiori rimestazioni, eccola ritornare , finalmente, di attualità, anche se per ora timidamente, la Lista per Tsipras. Un poco più attempata ed un poco meno “credibile”, ma con tutti i suoi problemi intatti.
Rifondazione e la Sinistra Europea che cercano di spingere, SeL che tende a frenare, scarsissima chiarezza sui rapporti con il PD, non i tutti i comparti, ma quanto basta. La confusione fra verticismo ed orizzontalità … il pericolo concreto delle “dirigenze preconfezionate”.
La banda degli intellettuali garanti che non si capisce bene dove stia, cosa garnatisca, ed a che cosa ed a chi faccia riferimento, di cui non si coglie il pensiero … di cui sfugge la ragione ed il radicamento.
Insomma i problemi di sempre che ne hanno caratterizzato la sua nascita e che non sono stati affatto risolti.
Nessuno si è , in realtà, ancora seduto attorno ad un tavolo paritetico ed aperto, nessuno a fatto i conti con le divisioni (a mio parere pretestuose e di comodo) a sinistra, nessuno ha fatto i conti con dirigenze sclerotiche e scarsamente disposte all'unità, piuttosto che alla coltivazione compulsiva del proprio orto.
Solo a tratti nel paese, in alcuni luoghi più che in altri i Comitati pro Tsipras hanno lavorato bene, costruendo ponti ed opportunità, forse non eclatanti, ma annotabili: Roma, Milano, ma nei territori, poco o nulla.
SeL ha continuato ad essere SeL e ad amoreggiare con il PDRifondazione ha continuato inl suo ininterrotto dibattito interno con accenni autolesionistici.
I Cani Sciolti, che facevano riferimento alla lista per Tsipras, hanno continuato ad essere sciolti ed ininfluenti nelle decisioni.
Nessuno si è inoltrato, con il coraggio che occorrerebbe avere, nella conrtraddizione con la “Sinistra Contro L'Euro” che pure qualche passo verso l'unità lo ha fatto e qualche gradualità ed articolazione sembra volerla accettare, e che nelle articolazioni della sua analisi è molto più vicina di quanto non si voglia farlo sembrare.
Eppure sarebbe fondamentale muoversi in quel senso … certo! Sempre se l'unità della Sinistra Vera è ancora un obbiettivo ed un passaggio fondamentale, come io credo, verso un'AreA di Progresso e Civiltà che tenga conto dei riferimenti storici del socialismo e sappia rinnovarne visioni e linguaggi.
Eppure i territori sono lì e ci si vede tutti i giorni, più o meno, si potrebbe … basterebbe fare un passo, basterebbe volerlo … basterebbe partire da dove si deve … dal basso e muoversi orizzontalmente e circolarmente, nulla che una incrollabile volontà unitaria e una dedicazione spirituale degna di questo nome non possa fare.
Ed invece come suole ci muoveremo all'ultimo istante, in modo scomposto, appesantiti dallì'urgenza e dall'immanenza … come sempre, come suole, colti alla sprovvista.
Scontentando tutti e facendo la solita figura degli egemonizzatori, improvvisati e strumentali.
Sveglia compagni, sveglia!
Mettiamo in pratica a partire da subito, quello che tutti , in realtà, condividiamo
Facciamolo adesso! Costi quel che costi …
Poniamo a SeL se occore … e purtroppo occorre, la domanda storica e muoviamoci sulla base di quella risposta “Dove state? Con noi o con il PD?” .
Proponiamo un CNL per salvare questo paese … ormai non c'è più tempo da perdere in inutili chiacchiare.
Diamo al PD la sua misura, in modo definitivo e chiaro, ed invitiamo i compagni che tanto chiacchierano di sinistra al suo interno a prendersi le responsabilità di essere dove sono e di stare con chi stanno.
Basta chiacchiere.
Partiamo pure da quello che c'è dalla Manifestazione Nazionale della FIOM del 25 Ottobre e da quella del 29 Novembre di tutta la lista nazionale, partiamo dalla partecipazione agli appuntamenti proprosti dai compagni critici nei confronti dell'Europa, partiamo dall'esserci e dal parlarci, dal confrontarci e dal trovarci sulle cose vere … agli appuntamenti importanti. Nelle istanze dove ancora si lotta, con fatica, ma si prova a reagire.
Partiamo dalle ...mila pagine sui network in cui si invoca l'unità,ma partiamo.
Il tempo delle chiacchiere, per questo paese è, veramente, finito.


a
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10 ottobre 2014

LE RAGIONI PER CUI.....





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27 settembre 2014

DICO LA MIA, ANCHE SE HA POCO PESO, SULLA POLEMICA NO EURO SI EURO



di Giandiego Marigo


Appartiene a questi nostri tempi la polemica a sinistra fra pseudo-europeisti-critici e Sovranisti e sinceramente, diciamolo ne avremmo anche fatto a meno.
Le ceneri della sinistra di tutto avevano bisogno salvo che di una bella polemica per dividerle e disperderle ulteriormente.
Come sempre e come suole in questi dibattiti, gli epiteti si sprecano, con la medesima visceralità che distinse le polemiche fra Stalinisti e trotskysti, tra socialisti e comunisti, tra anarchici e tutti gli altri, tra autonomi e sinistra rivoluzionaria storica. Piuttosto che tra gli schieramenti interni a Rifondazione, tra SeL e Rifo , tra i vari partiti comunisti, neo-comunisti social-libertari che popolano questa disperata AreA… e via così!
Sprecando epiteti: Traditore, Revisionista, Venduto, Poltronaro ...grondando disprezzo ed abbandonando ogni speranza di dialogo … mentre un poco più in là, travestito da socialdemocratico e da riformista il nemico, quello vero, imperversa e domina, manipolando menti ed anime.
Prendiamo per esempio la polemica sull'Euro … la stiamo affrontando come causa di divisione.
In base a questa differenza di visione, per altro pretestuosa ed esagerata nei termini, stiamo allontanandoci e ponendo le basi per una separazione, di fatto … irrimediabile. 
Quasi che dipendesse davvero da noi la permanenza o l'uscita dall'Euro del nostro paese, quasi che la nostra posizione determinasse, in qualche modo la scelta di fondo.
Quasi che la voce di un manipolo di sognatori utopisti avesse un qualche peso laddove tutto si decide e si fa.
Ma non solo, questa polemica sull'Euro ci distoglie dalla miriade di obbiettivi intermedi, comuni, realizzabili a portata di mano. Dalla discussione sulle alleanze, sulla politica militare e finanziaria del nostro paese e dell'Unione. Dall'impegno alla formazione di un'alleanza di fatto dei paesi mediterranei, da una politica di controinformazione e di proposta sulle energie, sull'ambiente, sulla decrescita, sulla sostenibilità. Una lotta senza quartiere agli OGM, Alla politica dei Grandi Lavori, alla gestione finanziaria ed elitaria del Mostro Europeo, tutte tappe indispensabili, condivisibili, qualsiasi sia la scelta finale ...ma no preferiamo litigare sui termini “Fuori o dentro l'Euro”.
Fatto di cui per altro ci frega pochissimo perché pochissimo cambierebbe nella struttura di potere, che senso avrebbe infatti che fosse Lira od Euro se la struttura di potere che li sfrutta e li usa non si modificasse punto?
E se per uscire dall'Euro in modo giusto e favorevole agli interessi popolari è necessario, indispensabile un profondo cambiamento di struttura sociale e di modo di vedere e di intendere …. allora dove sta la causa di cotanta discussione? Non è forse condivisibile da tutti un percorso che comprenda una profonda ridiscussione e messa in dubbio del Mostro Europeo così com'è attualmente … e mentre siamo per strada, parlando e condividendo il pane...non potremmo ricomporre questo orrendo, stupidissimo busillis sulla moneta?
Ma noi non discutiamo affatto degli innumerevoli obbiettivi intermedi assolutamente condivisibili che ci porterebbero a contare abbastanza da essere , realmente, determinanti in questa scelta. 
Giochiamo con l'equivoco, quasi che uscire dall'euro senza un retroterra di mutamento sociale e strutturale fosse possibile senza trovarsi inesorabilmente a destra, ma attenzione questo lo sanno e lo dicopno tutti sovranisti e non … ma allora dove sta la causa di tanta viusceralità? Di tanto disprezzo? Di tanta distanza? Nel locale, nei territori la pregiudiziale non è l'Euro, ma l'alleanza coin il PD … più o meno velata e questa non dipende affatto dalle posizioni sull'Europa, ma piuttosto dalla pesantezza di deretani leaderistico dirigenziali troppo abituati alla comodità di facili poltrone spartite. E gli scontri epocali, tanto per parlare anche d'altro, fra Sel e Rifo a cosa servono, allo stato, se non a stabilire chi debba sedere in queste stesse poltroncine d'alleanza degli enti locali? 
È dunque questa la causa delle polemiche? 
Chi debba allearsi con il mostro … costi quel che costi, pur di avere rappresentanza? 
Questa è la logica? 
Ed in questo cosa c'entra l'Euro.
Il percorso intrapreso da molti di questi gruppi contro l'Euro, che ha portato al convegno prima di Chianciano e poi di Assisi è molto interessante e nei territori essi hanno dignità e coerenza … non ricercano affatto dubbie alleanze con Piddini di varia specie e natura … ed in questo meritano tutto il mio rispetto, allora perché non considerarli come pesanti e fors'anche determinanti alla causa dell'unità a Sinistra? 
Perchè a suo tempo furono scettici sulla lista Tsipras? 
Lo ero anch'io, pur partecipandovi attivamente. Ed inoltre l'esperienza non ci sta insegnando che forse non avevano proprio tutti i torti!
Probabilmente sarà la Storia e gli interessi finanziari e quelli che definiamo poteri occulti a determinare se questo disgraziato paese permarrà o uscirà dall'Euro, ma essere pronti e sdrammatizzare questa evenienza, inquadrandola nel giusto contesto e cercandone la rappresentazione degli interessi popolari non è di per sé sbagliato … anzi rischia di essere lungimirante. 



In quanto ai propagandisti d'imbecillità quelli del fuori dall'Euro subito, domani … senza se e senza ma … quelli che oggi il nemico e l'Euro e domani la cicoria … Bhè conosco un sacco di no euro serissimi e preparati che li reputano degli imbecilli, pseudo leghisti … e contro la stupidità, riprendendo mol to liberamente una frase di Shiller, nulla possono nemmeno gli dei.

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8 settembre 2014

LA FISICA DEL PROGRESSO E DELLA CIVILTA'




di Giandiego Marigo


Un passo avanti della Civiltà viene definito dalla risultante di tensioni e culture che si muovono in senso diseguale. Non necessariamente opposto.
Sino ad un ventennio fa esisteva, in questo paese, una forte coscienza di slasse che si opponeva o comunque si muoveva in senso diverso, quando non opposto rispetto a quella padronale o borghese, che dir si voglia e facendo questo creava le condizioni per un progresso reale. Era quindi l'esistenza stessa d'una cultura altra e popolare che garantiva i criteri di democraticità e di partecipazione attiva della popolazione.
Qulche grande genio della politica, non solo Berlinguer, egli non lavorava da solo, ed inoltre il fenomeno comincia prima, in realtà sin dal cedimento Togliattiano post resistenziale, in nome della ricomposizione delle tensioni nazionali ha trovato opportuno ed intelligente cercare una strada di unificazione e ricomposizione. Proponendosi di compendiare due grandi aree del paese quella socialista, laica e quella cattolica.
Furono moltissime ed logoranti le discussioni sul fatto che La DC avesse realmente o meno un'anima popolare o presunta tale, ma questa eventualità, come la discussione in questione furono solamente un grande, enorme e solenne pretesto. In realtà era sin troppo chiaro a tutti ch'essa fosse la rappresentazione in politica degli interessi della borghesia.
Non fu affatto un caso il conflitto di competenze all'interno dei poteri dello stato (legislativo ed esecutivo) che ne seguì e che ci trasciniamo ancora oggi ed ancora meno a caso la DC o meglio i grandi burattinai che la pensavano decisero di sacrificarla in nome di questo Progetto Bipolare tanto caro alla loggia P2 (altro che mani pulite).
Tale operazione avrebbe dovuto, nei desiderata dei “rappresentanti del popolo” e nelle analisi di questi “Padri della Patria”, produrre esattamente quella risultante di cui si è detto all'inizio.
Coloro che in questo assurdo gioco rappresentavano il popolo delle bandiere rosse hanno mentito ed hanno sbagliato, non vi è alcuna soimma di forze, non vi è alcuno spostamento nel confine della normalità.
Semplicemente Il Pensiero del Potere Elitario è divenuto, con una profonda e più che ventennale manipolazione l'unico pensiero possibile e questi rappresentanti sono divenuti tranquillamente parte integrante di questo potere medesimo.
Hanno vinto hanno imposto la loro cultura ed il pensiero unico, hanno distrutto ogni pensiero altro ed alternativo che non fosse il loro. Lo hanno fatto in modo talmente efficace e profondo che oggi è considerato folle pensare, per esempio, non sottoposta alle arbitrarie Leggi di Mercato che essi hanno imposto. Si è addirittura inventata una opposizione che si limita alle questioni morali e lascia intatto, assolutamente intonso il meccanismo di perpetuazione del potere, semplicemente non se ne parla, si accetta l'idea che questo sia “Il miglior Mondo Possibile”
Quello che abbiamo oggi non è, in alcuna modo uno spastamento verso nuovi concetti, nuovi confini, nuove definizioni di Progeresso e civiltà, ma semmai un ritorno ai rapporti di forza di inizio novecento, con l'aggravante della tecnologia e della globalizzazione.
È per questo che diviene tanto importante ed indispensabile creare un nuovo pensiero alternativo al potere.
Non importa che si chiami Sinistra o che altro, personalmente , essendo radicale e socialista, gradirei fosse mutuato da questo pensiero, ma non necessariamente e non solamente, può essere qualche cosa di completamente nuovo ed originale … (cortesemente si eviti di portare ad esempio M5S, che nonostante le affermazioni vuote dei suoi guru infallibili, si delinea ogni giorno di più come fenomemo di destra ed è esattamente quell'opposizione vuotamente moralista di cui parlavo prima) . La cosa realmente importante è che sia alternativo ed altro rispetto al potere ed alla dittatura dell'Elite finanziaria, che elabori comportamenti, pensieri, linguaggi, mode e modi e forme simboliche che si muovano in senso completamente diverso da quello che oggi siamo e facciamo. Che ponga Solidarietà, Condivisione, Orizzontalità, Circolarità, Partecipazione, Spiritualità, Compatibilità, Sostenibilità e Visione del Femminile al centro del proprio intervento.

Che scardini il pensiero unico imperante che sta, semplicemente uccidendo ogni forma di progresso e civiltà

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4 settembre 2014

SIAMO ANCORA QUI!



(Lettera aperta a chi ci crede ancora)

di Giandiego Marigo
Eh sì! Siamo ancora qui a parlare di queste cose e non è affatto un buon segno, non tanto per la noia della ripetizione che si può superare e come si sa da sempre dotti e docenti sostengono che ripetere aiuti, ma perché significa che nulla è successo, che nessun passo avanti è stato registrato, solo supponenza e molte chiacchiere, qualche salotto in più, tre biglietti chilometrici aperti per il parlamento Europeo (fra mille ed una polemica) … e pochissimo altro.
Mentre l'intorno permane nell'equivoco.
Si badi non si tratta di un fraintendimento facile da sfatare … anzi, esso e talmente radicato che noi stessi lo commettiamo talmente spesso da definirlo assolutamente preoccupante.
Quale equivoco? Pare giusto definirlo a questo punto, anche se per quel di cui parliamo, così spesso, in questi tempi esso è l'Equivoco.
È la definizione di quali siano, ammesso che abbia qualche senso il ricercarli, i confini … i limiti, i presupposti che definiscono “la Sinistra”. Europea, nazionale locale … poco importa. Essa oggi è un assoluto marasma, sepolta da auto-referenze e facilonerie, luoghi comuni e prese arbitrarie di possesso. Perchè essa si definisce in modo verbale, è un non-oggetto a disposizione, basta dichiarare d'esserne parte e fare qualche riferimento storico ed il gioco è fatto … ed in fondo, diciamolo, qualche riferimento storico non costa nulla e non si nega a nessuno, neanche ad un Piddino di passaggio.
Poco importa che questi riferimenti appartengano ad un altro contesto, che siano stati duramente pagati da altri, che i dispensatori di citazioni e riferimenti nulla abbiano a che spartire, a nessun livello con i meriti a essi collegati … anzi, in un mondo in cui i gli attestati accademici contano molto di più della saggezza e sella sapienza stessa, citazioni e riferimenti sono pane quotidiano.
Ancor meno importa che legati al termine “sinistra”, negli anni, vi fossero parole di ben più grande spessore ed importanza come SolidarietàMutualità SocialismoCoscienza di ClasseCultura popolareAlternativa … così tanto per citarne alcune, questa sinergia è assolutamente secondaria, opinabile, malleabile … si usa e si abusa della parola “Sinistra”, quasi fosse panacea di tutti i mali.
Quest'equivoco è radicato persino in noi, che ne stiamo cercando affannosamente, faticosamente e, diciamocelo, con scarso successo di unificarla, ogni volta dobbiamo aggiungere aggettivi come vera, radicale, alternativa, anti-capitalista per poterla individuare, perché l'equivoco permane, nonostante ogni nostro tentavo di affrancare il termine dalle scelte vergognose e nefande che lo hanno affossato ed infangato nel sentire comune.
Intere aree assolutamente sistemiche ed integrate, addirittura collaborazioniste si riferiscono a questo termine, ribadendo a gran voce il proprio diritto, la propria appartenenza e confortandola con un ricchezza assoluta di riferimenti storici e citazioni. Gli stessi, purtroppo che trattengono molti dall'abbandonare del tutto il termine … ed allora?
Dovremo rimanere eternamente prigionieri di una definizione?
Di una collocazione geografica destra, sinistra, centro, definiscono un luogo non un'idea e certamente non una filosofia. Per fare questo sono molto più efficaci altre parole quale quelle che abbiamo citato poc'anzi.
Eppure quando dobbiamo cercare un nome per definire il passaggio di unificazione dell'AreA alternativa e a-sistemica la chiamiamo “Sinistra Unita” … Sinistra Radicale, Sinistra di Classe, Sinistra anti capitalistica … perché le definizioni , alla fine, intrappolano anche noi.
Personalmente e lo dico per l'ennesima volta, preferirei che con il tempo la parola venisse abbandonata, troppo fango incraostato, troppi abusi in suo nome, troppi proprietari per un solo nome, troppa gente che si ammanta e si nasconde ed ancor peggio nasconde i propri loschi fini, dietro ad un termine … troppi convitati di pietra.
Ritengo l'unificazione della “Sinistra Radicale ed anti capitalistica” un passaggio verso la creazione dell'AreA di Progresso E Civiltà.
Credo che la differenza … per esempio fra me ed un piddino sia tale e tanta da far risultare impossibile definirci entrambi nella parola “Sinistra”.
Non ho quasi nulla da apartire con lui, a parte , forse, lo studio della storia. La mia spiritualità, e parlo di me per definire un'AreA ed un popolo ben preciso, La mia filosofia e le mie scelte di vita differiscono profondamente dai suoi. I miei comportamenti sono reali mentre i suoi sono impegni parolai. Fra i miei orientamenti culturali ed etici ed i suoi si scava, quotidianamente, un abisso sempre più profondo. Fra la mia visione globale e la lettura che io do degli equilibri mondiali e dei rapporti di forza internazionale … sino al modo in cui si intendono i termini Globalizzazione, Civiltà, Progresso, Partecipazione … fra me e lui vi è un abisso incolmabile. Com'è quindi possibile che sia io che lui si possa essere ricondotti alla medesima definizione?
Questo equivoco va risolto, questa questione deve essere affrontata, pena il dover eternamente pagare dazio agli errori ed alle scelte altrui, se noi stessi nutriamo l'equivoco , non possiamo poi scandalizzarci se che non ci ama lo sfrutta in modo strumentale, facendo di ogni erba un fascio. L'unificazione dell'AreA di alternativa Anti capitalistica, dovrà passare, purtroppo per le nostalgie e per i riferimenti storici … anche da qui. Anche perché, e finisco, questa ambiguità non è semplicemente etimologica, ma investe anche settori di ben più consistente tattilità ed è causa dei rallentamenti e dei dubbi che ancora assillano e frenano il processo unitario, di quella che chiameremo ancora per il momento “sinistra radicale”




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29 agosto 2014

BISOGNEREBBE CREDERCI



di Giandiego Marigo

La verità? Quella che non ci raccontiamo è che non ci crede nessuno davvero ed invece bisognerebbe, perché il farlo ci farebbe superare gli ostacoli e le empasse.
I mille egoismi e personalismi, la passione invereconda ed ossessiva per la cura dell'orto, che ci impedisce di fare la cosa più giusta, più logica, più importante e più doverosa: Una Costituente della “Sinistra Unita”, un vero tavolo sempre aperto, realmente rappresentativo e controllato dal basso (sino a conclusione positiva) per farla davvero questa unità di intenti , per stabilire obbiettivi comuni ed un cammino condiviso e condivisibile.
La Volontà, la Passione, la Fede … non sono merce d'uso di questi tempi.
Certo, si potrebbero fare un paio di analisi di prospettiva, parlare delle volontà espresse da Alba, Ross@, da Azione Civile, dalla miriade di gruppuscoli in continua nascita che hanno in premessa l'Unità della Sinistra o la sua modificazione in meglio … in un soggetto ampio e plurale.
Oppure sbilanciarsi su quel che c'è, poco e malmesso, Rifo, SeL, alcune tracce di Verde … qualche movimento qua e là.
Si potrebbero citare i gruppi nuovi Convergenza Socialista, Neft Left, Sinistra Unita-AreA di Progresso e Civiltà. Oppure potremmo lanciarci in dotte analisi da “intellettuali conseguenti” che vanno sempre di moda e che un cadreghino in Europa bene o male lo rimediano sempre.
Potrei, volendo, far scivolare l'occhio sugli Anti Euro di sinistra, sempre molto combattivi e sin troppo urlanti. Potrei farlo e finirei con il ripetere le analisi e le perorazioni di cui la rete è, sinceramente, sin troppo ed inutilmente piena.
Punti di vista da comunista integralista, da neo berlingueriano, da socialista più o meno libertario o da libertario più o meno socialista, sino alle nuove visioni di soggetti non necessariamente connotati ed M5S similari.
Certo potrei e forse direi persino delle cose intelligenti.
Però io sono convinto che sia una questione di volontà e non di chiacchiere.
Sono convinto che l'analisi sia d'una semplicità disarmante: Questo paese, l'Europa intera hanno bisogno spasmodicamente d'una sinistra vera, che sappia interpretare e decifrare i bisogni e le speranze di un'area popolare ed in via d'impoverimento sempre più ampia.
Che sappia rilanciare una visione globale che si contrapponga a quella di un mercato sregolato ed imperante, che impone le sue leggi disumane ad ogni nazione ed in ogni parte del mondo.
È ovvio che ci siano poi mille rivoli, mille implicazioni mille metodologie d'applicazione ed è altrattanto ovvio che dovremo discutere, persino litigare, ma la volontà unitaria, la capacità di interpretare questo bisogno è una premessa, la premessa ed in fondo mi dispiace di dovere fare sempre lo stesso discorso … perché questo significa che non ci sono passi avanti significativi. Ma diciamocelo, finalmente ed una volta per tutte, è esattamente questa volontà quella che manca. Il resto sono chiacchiere , parole, canzoni e stornelli.
I metodi di attuazione sono svariati: Una costituente con tavolo aperto, un federazione che sappia rispettare realmente le particolarità di ogni convenuto, l'assemblea permanente … ma questi sono metodi, ma nulla hanno a che vedere con la volontà.
Ho scritto spesso di questo argomento, nel tempo. Ho fondato gruppi di lavoro, pagine sui social network, ho persino inventato una manifestazione antirazzista a Milano, qualche anno fa … e da sempre credo in questa necessità, ci ho creduto persino nella mia brevissima stagione con M5S … sempre ho pensato che l'unica speranza per questo paese e per l'Europa intera fosse la nascita d'un soggetto che sapesse dare a Progresso e Civiltà il loro vero significato, che sapesse cambiare regole, filosofie, impostazioni e premesse … perché, è ormai chiaro (e a parole lo sappiamo tutti) che solo cambiando filosofie, modi e mode, stili di vita ed organizzazioni sociali abbiamo qualche speranza di salvarci e salvare questo pianeta.
Loro, quelli al potere questa cosa la sanno benissimo … ed a modo loro stanno facendo quel che ritengono opportuno, per loro: Depopolazione, Guerre, Controllo delle Risorse, Appropriazione indebita dei Beni Comuni, Abbattimento del welfare in chiave depopolativa, tutto e di più, mentre giocano con le nostre menti. Comprando e vendendo le nostre stesse anime come fossero figurine … E noi, e l'alternativa?
Noi taciamo ed il nostro silenzio è sempre più pesante, oppure … ed è persino peggio, parliamo ed urliamo da soli o in piccoli gruppi di pazzi e nessuno ci ascolta, ci prendono e ci chiudono in una confezione per poi rivenderci come valvole di sfogo a basso prezzo.
Ed ancora una volta e sempre è una questione di volontà perché essa supererebbe ogni ostacolo, ogni differenza, ogni titubanza, ogni chiacchiericcio molesto, scompiglierebbe i salotti dove si consuma ogni speranza in chiacchiere inutili e lunghissime attese.

Farebbe giustizia dei mille leader che fanno di sé stessi e delle prorie convenienze e rendite di posizione la chiave di volta di ogni possibile avvicinamento...getterebbe alle ortiche ogni titubanza, ogni dotta citazione ed eccezione. Per far questo però occorrerebbe una massa critica di gente che condividesse la medesima volontà, realmente e non a chiacchiere … ci sono in questo marasma? E se sì dove sono, visto che il tempo della pazienza e dell'attesa è ampiamente trascorso ed il ritardo accumulato potrebbe essere fatale. 

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25 luglio 2014

PARLANDO E SPARLANDO DEL sENATO SI DIMENTICA IL PAESE



Di Giandiego Marigo


È una cortina fumogena, certo ed ovviamente importante, perché riguarda la democrazia e la partecipazione , nonché la rappresentanza, ma resta, per la sua assoluta e parossistica centralità una distrazione. Uno specchietto per le solite stolte allodole.
Non è , infatti avulsa da un contesto e se è vero che in essa si manifesta la qualità golpista dell'intenzione, lo è altrettanto che essa non è la più importante ed ancor meno la più vergognosa o la più incisiva e deviante.
Il parlamento italiano è da tempo esautorato dal suo “presunto” potere, molte delle sue sovranità sono passate all'Europa ed ancora di più ne passeranno a breve.
Il Colpo di Stato è già avvenuto ed ora siamo in fase di assestamento.
Questo, che i giochi son fatti, lo sanno tutti da Fratelli d'Italia ad M5S … passando per la Lega e SeL.
Quello che sta avvenendo è un adeguamento ad una realtà che è stata imposta ed ormai e solo da consolidare. Centrare la contraddizione e la lotta sulla Carcassa del Mostro piuttosto che sulla sua natura, disquisire delle virgole di fronte al fatto che tutta la struttura elettoralistica e di rappresentanza e resa ridicola ed impotente e totalmente ininfluente da una struttura del potere che ormai da tempo si muove al di fuori di qualsiasi convenzione democratica.
Per non parlare del fatto che a livello Europeo questo diviene regola del gioco, nella sua istituzione più importante di potere reale “la commissione”. Ed omettendo anche che importantissimi trattati bilaterali, quelli sì fondamentali per il futuro democratico dell'intero continente vengono firmati ed implementati nel più assoluto riserbo ed avvolti dalla totale segretezza … alla faccia di qualsivoglia principio partecipativo o pseudo-democraticistico.
Non è problema di oggi infatti, questo avviene almeno da un ventennio e “centrare l'attenzione sul particolare”, come stanno facendo Il Clan del Fatto Quotidiano l'area di M5S, senza discutere mai il sistema che lo genera, senza affrontare mai la struttura del potere che gli da “vita” è, come dicevo all'inizio una cortina fumogena … è e rimane soltanto un mimurtto al quale tutti aderiscono, fatto di insulti e contro-insulti, che in realtà lascia le mani libere al potere che sta ri-progettando la realtà in un medio evo tecnologico.
“ La modificazione strutturale dell'ordinamento sociale è sempre conseguenza di una filosofia e di una immagine futuristica che la sorregge” ed anche in questo caso dietro a tutto ciò esiste un progetto, una immagine di mondo, una filosofia di cui , stranamente non parla nessuno, che fa dell'efficientismo e della lotta alla corruzione una maschera per “assumere il completo controllo”. 
La tendenza di molti "intellettuali" più o meno di sistema a minimizzare a ridurre le "mostruosità" a semplici incompetenze ed a descrivere il potere e chi lo rappresenta come uno stupido incapace fa, oggettivamente, il gioco del potere medesimo
Farneticazioni da “complottista”?,
Può essere, ma la realtà dei fatti ci pone, quotidianamente, di fronte a questa oggettività ed il progetto che investe il senato italiano è una piccola parte di questo “quadro generale” che passa dalla distruzione del Welfare, dalla marginalizzazione del Sud Europa e dell'area Mediterranea, la sua de-industrializzazione forzata, laddove necessiti la sua de-popolazione.
Passa attraverso la perdita graduale di quelli che loro definiscono pesi e gravami … gli inoccupati, gli ultimi, i deboli e gli anziani.
Passa attraverso la riduzione dell'area occupazionale e l'aumento esponenziale dei “non garantiti”.
Passa attraverso l'aggiramento dei “diritti fondamentali dell'uomo”.
La modificazione del dettato costituzionale italiano è conseguenza e non un effetto principale. Questa costituzione “nata dalla resistenza” (una delle migliori d'Europa dal punto di vista puramente redazionale) per altro mai attuata nel suo pieno “dettato”, non piace laddove conta, contiene troppi diritti e pochi doveri.  
È perfettamente normale che l'elite tenti ci modificarla, potrebbe costituire un pericoloso precedente.
Continuare , però, ad individuare gli scherani ed i camerieri come “il nemico” è ampiamente perdente dal punto di vista strategico e dell'analisi. Significa, anche, laddove fatto con metodica precisione, deviare l'attenzione dal vero "nemico".
Significa, fra l'altro, accettare lo scontro proprio laddove al principino rottamatore-esecutore-fallimentare fiorentino conviene avvenga.
Significa farsi imporre contesto, territorio e contenuti rimanendo, come sempre sulla difensiva, costretti a “parare il colpo” su concetti, fondamentalmente liberali, perdendo di vista qualsiasi visione alternativa, impossibilitati, come sempre a proporre una visione altra e socialista.
Finisco questo post, che probabilmente, susciterà più di una perplessità, ammesso che io sia letto ed ascoltato, cosa di cui, permettetemi di dubitare, mentre dilaniano il paese, mentre la nostra comunità affonda e si impoverisce in modo irreversibile … noi ci occupiamo della forma ed ancora una volta non proponiamo un' alternativa, ma la conservazione di quel che c'è. Abbiamo già perso!





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13 maggio 2014

NON E' UNA QUESTIONE DI MARKETING!


Di Marigo Giandiego


Questa perorazione vale per tutti, anche se ha valenza doppia per i “modificatori di mondo”, per coloro cioè che si arrogano con maggiore o minor merito l'onere o lonore del trasporto della fiaccola del cambiamento.

Come può avvenire questo cambiamento se ad una “esteriorità progressiva” corrisponde, poi, un'interiorità assolutamente tradizionale e convenzionale.
I grandi Moovement prima di mettere in discussione la “struttura” posero in forse i “valori” che la confermavano: l'organizzazione della famiglia, la figura del padre, i ruoli di potere ed il modo in cui essi si riproducevano, le convenzioni sociali ed il perbenismo, le tradizioni ed il culto del passato, le grandi religioni ed i loro dogmi.
Fu questa discussione, questo dubbio, questa volonta di rinnovamento e rinascita spirituale e sociale che permise l'onda lunga arrivata, pur con tutti i suoi errori e limiti, a lambire anche i nostri anni. Oggi, per contro, i “rivoluzionari” perpetuano comportamenti assolutamente tradizionali e “conformi”, si sposano in chiesa e con grande pompa, battezzano i propri figli, vestono trendy, elaborano atteggiamenti modaioli, escono in piazza la domenica vestiti a festa, Accettano le convenzioni, fanno parte di coalizioni. Frequentano masters condivisi con la migliore borghesia, condividono la visione economico-sociale di Pyketty, sottoscrivono una visione condivisa, unitaria della società.
Si possono contare sulle dita di una mano coloro che attuano “comportamenti” altri … che non siano, ampiamente, sdoganati ed accettati … sistemici, in buona sostanza.
Nessuno si prende il rischio dell'emarginazione, se questa non gli viene ammannita come una sorta di punizione dalla società stessa.
I luoghi dell'esspressività e della creatività sono condivisi, il pensiero è unico, non esistono circuiti underground o alternativi che non siano “controllati e gestiti” dal potere stesso come valvole di sfogo programmato
Da questo “imborghesimento” (anche se il termine non è affatto adeguato, mi sia concesso) deriva l'incapacità di comprendere la lingua e le esigenze degli ultimi...e dei penultimi e lo scollamento conseguente dalle esigenze del “popolo”.
Oggi, tristemente, questo rapporto è gestito con “modelli pre-formattati” legati alle leggi del controllo e del marketing, da personaggi che non hanno alcun reale interesse nella sorte di coloro che manovrano, ma li usano in modo strumentale ed assolutamente irrispettoso. Giocando con le “appartenenze” e “ le leggi universali del gregge” in modo spudorato ed a tratti indecente.
Non riusciamo a contattarli con la verità?
E ci corrucciamo di non avere un linguaggio sufficientemente elaborato per “narrarla”, di non avere anche noi le nostre“leggi del gregge” ma non è questo il problema … non solo. Non abbiamo le parole, i linguaggi, perché non abbiamo alcuna conoscenza della classe (perdonerete quuest'escursione marxiana), ma non solo.
Perchè anche noi siamo imprigionati in un linguaggio artificiale, che è quello riconosciuto ed adottato dal mainstream … che non è però affatto quello della classe, ma semmai una sorta di lingua universale.
Non è una questione di marketing, così come non è mai stata una questione di leader.
Sono assolutamente convinto che la politica sia anche praticità e quotidianità che le proposte e le risposte necessarie siano anche pratiche ed immediate, che non sia quindi solo ed unicamente una questione di ragioni e motivazioni profonde … ma fra questo ed accettare le logiche sistemiche perché sono quelle implementate e conosciute c'è differenza, così come c'è nel scegliere la strada breve e più battuta in termini “comunicativi”.
Potrei, a questo punto, essere accusato, come è gia successo di monotonia … queste cose in altro modo ed in altra chiave le ho già dette … e non solo io.

Però io credo che la ripetizione giovi, anche perché, per quel che vedo nulla di quanto detto in questo breve post, viene realmente preso in considerazione mei momenti topici e laddove conta...quindi, devo dedurre, non è stato sufficientemente detto e con ogni probabilità, così come succederà probabilmente anche questa volta, mai ascoltato.
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22 marzo 2014

PERCHè TSIPRAS, PERCHè UN GRECO



di Giandiego Marigo


Non ho la televisione, l'ho buttata, letteralmente … e vivo felice, ma ho sentito parlare delle spiritosaggini del Guru de no'artri, che stranamente adesso in televisione ci va con i suoi e sin troppo spesso , sul fatto che una sinistra pezzente sia costretta a ricorrere ad un greco sconosciuto.
Chiariamoci, quindi perché Tsipras e perché un Greco.
Noi non crediamo alle piccole patrie cui il guru maximo si appoggia per implementare il suo discorso, perché non parliamo a pance e ventrazze, non lo abbiamo mai fatto e non inizieremo adesso.
Non ricorriamo ad astuzie da marketing ed a semplificazioni verbali che rendono “edibile” e di “facile consumo” un prodotto, perché non stiamo vendendo nulla e non abbiamo alcuna intreresse ad un generico consenso ottenuto con il raggiro e con l'astuzia, con la costruzione verbale con l'ipnosi emotiva ed accattivante.
Grillo ha dimostrato in molti suoi discorsi quale sia la sua visione, le piccole patrie , l'uscita dall'Europa senza alcun amortizzatore, il rompere per rompere, il fare per fare, le macroregioni ed il disfacimento nazionale (in questo alleandosi di fatto con la Lega ed i secessionisti della peggior risma).
Egli si nutre di tutto questo ed il suo movimento s'ingrassa di rabbia e frustrazione, di un generico ribellismo qualunquista che nutre a piene mani.
Egli non a caso fa del vituperio e dell'insulto ad effetto, della teatralità dozzinale il suo cavallo di battaglia.
Egli si riferisce, spessissimo, a scienziati che non cita, ad esperti che non menziona, ad economisti che non enumera. Ma alla fine quel che vediamo noi , sinceramente sin troppo spesso, sono solo Bennettazzo e Casaleggio.
Tsipras è un uomo che nasce dai movimenti, che viene da lontano e che cresce nel paese che più di ogni altro ha sofferto e subito questo crisi e le angherie di un'Europa matrigna.
Egli è, con altri, l'artefice di Syriza, un'eperienza che ha saputo unire e parlare ai molti, che ha saputa ridare speranza e visione ad un popolo prostrato e disperato. Esperienza che rischia di divenire il primo partito e di portarlo al governo del proprio paese e di spostare l'asse del governo greco decisamente a sinistra, ma che ha avuto, soprattutto, ed è molto raro, il pregio di partire da un'idea di unità anzichè da precisazioni divisorie
Egli parla però con tutti ed è disposto a rinunciare alle marcature ideologiche ed ai simboli di questa sua appartenenza nel nome del dialogo... e si badi dialogo non inciucio... che è altro.
Sarebbe sin troppo facile nutrire i ventri dell'antieuropeismo senza risposte dicendo la fatidica frase che accomuna tutti destre, sinistre, secessinisti, nostalgigi d'ogni ora e tipologia, nonchè neonazisti e leghisti e fascistume d'ogni tipo … quel “No Euro” che significa tutto e nulla, che non risponde che non parla del dopo, che non spiega da dove si dovrebbe passare. Che nega l'Europa per consegnare i paesi ad una disperazione tutta nazionalistica, senza minimamente discutere o modificare l'assetto del potere che ci sta dietro. Ci spieghino costoro la differenza fra un Euro, certamente finanziario , bancario e non sovrano ed una Lira, altrettanto finanziaria, bancaria e non sovrana … ci dicano cosa cambia se non cambioa la struttura del potere e soprattutto ci spieghino come e chi dovrebbe guidare quest'uscita.
Noi e Tsipras non scegliamo quella strada, ma diciamo chiaramente che tutti i trattati vanno ridiscussi, siano essi monetari, militari, politici, amministrativi, economici alla luce di una visione europea che è dei popoli e non delle banche e della finanza. Indicando una gradualità, una strada ed un metodo non meno radicali e decisi, rispetto alla genericissima dichiarazione di guerra ad una moneta, che è simbolo e non sostanza e che non dice come camminare dentro questa necessità.
Ma forse spaventa proprio questo, perché dice da dove si passa e cosa si fa, non in un fumoso indeterminato e futurubile avvenire, dopo una ipotetica e non meglio spiegata sollevazione, alla luce di una coscienza che nessuno fa nulla per diffondere e di una capacità di giudizio e di auto determinazione in cui nessuno crede.
Noi siamo quelli che dicono si passa di qui, che la circolarità, l'orizzontalità e la partecipazione la fanno, non la dicono soltanto.
Si parla dell'acqua, del nucleare, dei grandi lavori, degli interventi militari, dei diritti diffusi, della globalizzazione delle schiavitù, delle delocalizzazioni, delle differenze interne dei dirittti dei lavoratori eurpei, dei diritti e della loro globalizzazione… delle migranze. Del per chi e del come, si parla di patrimoniali, di far pagare chi deve. Si parla di questione morale e di etica, di diritti delle donne e delle comunità omosessuali...si parla di un mondo altro e migliore, di un'Altra Europa
Noi siamo quelli da isolare, quelli che fanno paura, che non hanno bisogno di uralre a destra ed a manca che siamo la sinistra...perchè lo siamo, semplicemente.
Un greco, perché qualsiasi rivalsa nei confronti dell'Europa Matrigna deve , necessariamente, passare per l'alleanza dei PIGS, per una reale vicinanza mediterranea (molto più naturale e storicamente motivata di quella con i paesi del nord per altro) ma questo i profeti del disfacimento e dell'autosufficienza nazionale non ve lo dicono, a loro basta accontentare la rabbia e la frustrazione con un generico e mai spiegatoNo Euro” che dice tutto e nulla e che va bene per tutti.
Stranamente sulla Lista “L'altra Europa con Tsipras” si stanno sollevando mille critiche e mille sapienze... che , guarda caso denotano la paura, vera, che questa lista fa, per i contenuti che porta e non per le chiccchiere che sollefa o per il fraccasso che butta in piedi.
Ed è comunquye una stupidata, della più chiara specie questa polemica sul greco, dove traspare tutta la xenobia e tutta la strumentalità pretestuosa di un discorso tutto campanilistico rivolto alla parte peggiore delle pance italiote, ma a questo stile, ormai, il Guru Intoccabile ci ha abituati. Supportato in questo dal Principino Rottamatore del Grande Nulla, che casualmente si bea di quest'alleanza di fatto in chiave anti-sinistra, che a lui ed ai suoi burattinai (quelli si globali, mondialisti ed europei) fa solo comodo. Perché stranamente questi stessi blandiscono, occasionalmente i Grillo, ma scomunicano, arrestano e se possono eliminano gli Tsipras. Chissà perché?

C'È BISOGNO DI SINISTRA … TANTISSIMO, QUALCUNO CI STA FATICOSAMENTE DOLOROSAMENTE PROVANDO, NON PERDIAMO ANCHE QUESTA OCCASIONE PER SEGUIRE UN PAROLAIO SENZA COSTRUTTO E SENZA BANDIERA.
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