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30.6.12

Un lavoro per gli ex operai ThyssenKrupp promesso da Fassino





   "...il capitale non ha riguardo per la salute e per la durata della vita dell'operaio, quando non sia costretto a tali riguardi dalla società"
(K. Marx) 

L’odierna crisi generale investe appieno i lavoratori di tutto il mondo e anche nel nostro Paese i suoi effetti più nefasti vengono fatti ricadere sulle loro spalle: disoccupazione, precarietà, emarginazione, smantellamento dello stato sociale, promozione della guerra fra poveri.
Il crescente attacco contro i diritti dei lavoratori con la massiccia introduzione di forme di precariato e quello sferrato allo Statuto dei lavoratori attraverso le misure contenute nel piano Marchionne e nella Riforma Fornero, nel tempo si sono tradotti in una condizione generalizzata di ricattabilità e insicurezza di tutti i lavoratori e nel tentativo di estromettere dai luoghi di lavoro i sindacati più combattivi, come ad esempio il caso FIOM in FIAT.
L’acuirsi di questa crisi si traduce anche, nei luoghi di lavoro, in migliaia di morti e centinaia di migliaia di invalidi permanenti, senza dimenticare i malati “professionali” in seguito all’esposizione a sostanze nocive per la salute. Questo problema è ormai una piaga sociale che minaccia quotidianamente la vita dei lavoratori e dei cittadini, mai affrontato dai Governi che si sono succeduti negli ultimi decenni. Nella pratica si alimentano le condizioni che hanno portato alla strage avvenuta alla ThyssenKrupp di Torino il 6 dicembre 2007 in cui sono morti, per il profitto dei padroni, 7 nostri compagni di lavoro.

4.1.12

Diminuite le morti sul lavoro ?


come ti uso la disoccupazione per dare un dato incompleto e strumentale
VEDI: SATIRA


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17.11.11

SICUREZZA SUL LAVORO – KNOW YOUR RIGHTS ! – NEWSLETTER N.98 DEL 17/11/11




UMBRIA OLII: "VOGLIAMO GIUSTIZIA PER I 4 MORTI"
Da: http://www.articolo21.org - di Redazione (15/11/2011) 

Sono Lorena Coletti, mio fratello morì il 25 novembre 2006, nella tragedia delle Umbria Olii.
Quel giorno morirono altre 3 persone che lavoravano con lui nella ditta Manili, la quale effettuava manutenzioni in appalto presso la Umbria Olii.
Il lavoro della ditta Manili, consisteva nel montare delle passerelle sui silos che per l’ occasione dovevano essere bonificati, mentre tramite successive perizie, si è scoperto che questi ultimi contenevano un gas potenzialmente esplosivo, l’ esano.
Quindi i dipendenti della ditta Manili non sapevano il rischio che correvano nell’ effettuare il montaggio delle passerelle e la Umbria Olii non possedeva il certificato antincendio che oltretutto era scaduto da due anni.
Al momento dell’ esplosione, il contenuto dei silos, che ammontava a diverse tonnellate di olio si è riversato nel fiume Clitunno e nelle strade di Campello, provocando ingenti danni ambientali.
Nel 2008 iniziò il processo preliminare, durante il quale i legali di Del Papa [titolare della Umbria Olii] avanzarono diverse istanze, tra cui la rimessione per poter spostare il “sito” del processo per ostilità ambientale e addirittura la ricusazione del giudice dell’ udienza preliminare, ritenendolo di parte. Tutte istanze che ovviamente non sono mai state accolte, cosi come la richiesta di rito abbreviato da parte dell’ imputato e la richiesta di risarcimento di 35 milioni di euro che i familiari e l’ unico superstite si sono visti recapitare.
Al termine del processo preliminare Giorgio Del Papa, amministratore delegato della Umbria Olii, fu rinviato a giudizio e la data del 24 novembre del 2009 vagliava l’ inizio del processo penale dove l’ amministratore delegato ha, a suo carico, le imputazioni di omicidio colposo plurimo con l’ aggravate della colpa cosciente, disastro ambientale e il mancato rispetto, anche doloso, di alcune norme sulla sicurezza del lavoro.
Durante le varie udienze, la prima linea difensiva adottata dal legale di Giorgio Del Papa, vedeva incolpare i dipendenti della ditta Manili che secondo perizie di parte, avrebbero utilizzato fiamme libere per ancorare le passerelle ai silos, tesi difensiva che poi è stata abbandonata dalla difesa stessa.
Il 18 ottobre 2011 nell’ aula del tribunale di Spoleto, dove era attesa la requisitoria del PM Federica Albano, non sono mancati i colpi di scena, poiché stavolta a far discutere l’ accusa è stata la sorpresa dell’ avvocato La Spina che ha presentato un libro scritto da lui stesso, dal titolo "Non ho colpa".
Un libro dal titolo innocuo ma che contiene il racconto della vicenda processuale, vista dagli occhi della difesa, e raccontata con la voce di “Pippo”, dove idealmente Giorgio Del Papa viene ritenuto innocente e assolto dopo profonde analisi e osservazioni nel libro contenute.

THYSSENKRUPP: DEPOSITATA LA SENTENZA DI CONDANNA DEI VERTICI AZIENDALI

SICUREZZA SUL LAVORO – KNOW YOUR RIGHTS ! – NEWSLETTER N.98 DEL 17/11/11


Da: http://www.ansa.it/  Thyssen: fu omicidio volontario per scelte sciagurate - Giudici, sette morti per piccolo vantaggio economico - 15 novembre,  di Mauro Barletta

Colpevole di omicidio volontario per la "scelta sciagurata" di "non fare nulla" in materia di sicurezza, per avere bloccato un investimento nel tentativo di rispettare "l’ interesse economico dell’ azienda": ecco perché Herald Espenhahn, amministratore delegato della Thyssenkrupp, è stato condannato a 16 anni e sei mesi di reclusione.
Così si legge nella sentenza del processo per i morti causati dall’ incendio che si scatenò il 6 dicembre 2007 nello stabilimento di Torino della multinazionale dell’ acciaio. E’ la prima volta che in Italia viene applicato questo articolo del Codice a una tragedia sul lavoro. La tragedia di sette operai che, mentre erano in servizio alla linea 5, in piena notte, cercarono di spegnere uno dei tanti fuocherelli che si attaccavano ai macchinari ma che all’ improvviso furono investiti da una violentissima vampata: le ustioni erano tali da far pensare, come disse il medico legale Roberto Testi, che fossero stati "immersi in una nube incandescente".
Certo, ad Espenhahn è stato concesso "il minimo della pena" e gli sono state riconosciute le attenuanti del buon comportamento processuale e del risarcimento del danno ai familiari delle vittime. Ma la condanna per omicidio volontario ("con dolo eventuale") segna ugualmente un punto di svolta nella giurisprudenza: se la linea della Corte d’ Assise di Torino verrà confermata in appello e in Cassazione, le inchieste e i processi in materia di sicurezza, di prevenzione e di morti bianche dovranno passare per una rivoluzione copernicana.
Nelle 465 pagine della sentenza il giudice Paola Dezani divide le responsabilità dei sei imputati e distingue, in punta di diritto, fra omicidio colposo "con colpa cosciente" e omicidio volontario "con dolo eventuale": è la differenza tra chi, alla Thyssenkrupp, era convinto che non sarebbe successo nulla (come i cinque dirigenti condannati a pene comprese fra i 10 e i 13 anni e mezzo) e chi, come Espenhahn, ha "accettato il rischio" di un disastro.

7.11.11

Legami d'Acciaio onlus - Thyssenkrupp - in solidarietà a Riccardo Antonini

Alla Vostra cortese attenzione,

alleghiamo Comunicato di solidarietà dell'Ass. Legami d'Acciaio onlus (ex operai e familiari vittime ThyssenKrupp di Torino) per Riccardo Antonini, dipendente licenziato da FS per aver svolto opera di consulente in favore dei familiari coinvolti nella strage ferroviaria di Viareggio.

Torino, 7/11/2011
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L’Associazione Legami d’Acciaio onlus, che raccoglie ex operai e familiari delle 7 vittime della ThyssenKrupp di Torino uccise in nome del profitto il 6 dicembre 2007, esprimono la loro solidarietà e vicinanza a Riccardo Antonini, dipendente delle Ferrovie licenziato per aver prestato attività di consulenza a favore dei familiari coinvolti nella strage ferroviaria di Viareggio.

Ennesimo caso di come la repressione colpisce chi si batte ogni giorno per la sicurezza nei luoghi di lavoro, per i diritti dei lavoratori e dei cittadini di questo Paese.

Imputato numero uno è il sistema capitalistico, basato sui profitti di pochi a discapito della vita e della salute di molti, ottenuti tramite migliaia di morti sul lavoro (ThyssenKrupp, Molino Cordero, Truck Center, Saras, Umbria Olii, ecc.), malattie professionali, infortuni, conseguenze mortali per i dipendenti ma anche per i cittadini delle vicinanze dei luoghi di produzione di materie nocive (Ilva di Taranto, Eternit di Casale Monferrato, Porto Marghera), devastazione ambientale in seguito ad eventi atmosferici dovuti all’incuria del territorio e alle speculazioni edilizie (i morti in Liguria e Toscana nelle alluvioni dei giorni scorsi: non sarebbe stato meglio creare posti di lavoro facendo pulire alle migliaia di cassintegrati gli alvei di fiumi e torrenti in estate, anziché elargire un’elemosina umiliante per chi vorrebbe invece sentirsi utile per se e per gli altri?) sono imputabili a questo sistema economico distruttivo, nocivo e che non tiene minimamente conto di aspirazioni, desideri e sogni di ognuno di noi ma crea solo frustrazioni, dolore, emarginazione, esuberi e discriminazioni promuovendo la guerra fra poveri.

19.4.11

Comunicato stampa operai e familiari ThyssenKrupp in merito alle dichiarazioni sulla sentenza


Il lupo perde il pelo ma non il vizio: la ThyssenKrupp persiste nel suo comportamento arrogante e ricattatorio.

Anziché fare un passo indietro e ammettere le proprie responsabilità, ormai chiarissime, le scarica sulla sentenza (assolutamente commisurata alla gravità dei fatti e dei reati contestati) emessa dalla Corte d’Assise, ritenuta “troppo dura”, e sui lavoratori ternani, definendo le pene accessorie eccessivamente “punitive” e dalle conseguenze “preoccupanti” per la ricaduta occupazionale, ora messa in discussione.

Non accettiamo la logica della “guerra fra poveri” fra lavoratori: esprimiamo quindi la massima solidarietà ai lavoratori di Terni (ma non al sindacato ternano…che ancora non si è accorto della strage del 2007 a Torino?!) come già avvenuto durante la dura vertenza del magnetico nel 2005 affrontata dai lavoratori ternani per cui facemmo all’ora diversi scioperi, mentre a Terni le Rsu e le OO.SS. Fim-Fiom-Uilm, non ne proclamarono nemmeno uno per la nostra vertenza nella primavera del 2007, che pur decretò la chiusura dello stabilimento di Torino.

17.4.11

Comunicato stampa operai ThyssenKrupp sulla sentenza di primo grado


16.04.2011 - Sin dal mattino, davanti al Tribunale si è tenuto un presidio da parte dei familiari delle vittime, degli operai costituiti Parte Civile, dei sindacati, di esponenti di forze politiche e di singoli cittadini venuti a portare la propria solidarietà ai familiari e agli operai della ThyssenKrupp. Anche dentro l’aula la presenza del pubblico e la solidarietà non sono mancate.

Una sentenza giusta (pene richieste secondo “scienza e coscienza” le aveva definite il PM Dott. R. Guariniello) quella emessa dalla Corte d’Assise di Torino per i 6 imputati del processo ThyssenKrupp: un primo passo verso il ristabilimento della giustizia per i nostri 7 compagni di lavoro uccisi in nome del profitto, anche tenendo conto della condotta (“incredibile capacità di delinquere degli imputatati”, sempre parole del PM Guariniello) degli imputati prima e durante il processo.

Noi operai costituiti Parte Civile nel processo ci riteniamo soddisfatti poiché si è finalmente riconosciuto un principio fondamentale sancito dalla Costituzione italiana: il diritto al lavoro sicuro e dignitoso.

14.4.11

VERITA’ E GIUSTIZIA PER I SETTE OPERAI VITTIME DELLA STRAGE THYSSENKRUPP

Dopo più di tre anni di resistenza e di lotte gli operai della ThyssenKrupp di Torino, e con loro le famiglie delle vittime, che hanno testimoniato ad ogni udienza il loro grido di rabbia e di dolore, uniti per ottenere Giustizia e Verità, vedono giungere finalmente l’udienza finale e la pronuncia della sentenza del processo di primo grado davanti alla Corte d’Assise iniziato il 15 gennaio 2009. Operai costituiti Parte Civile (in tutto 48, per la prima volta in Italia), di cui circa 15 ancora senza un lavoro, insieme agli altri circa 40 precari/disoccupati, da tre anni discriminati da Azienda ed Enti locali (Comune di Torino in testa) nella ricollocazione lavorativa perché costituiti nel processo.

Processo che vede imputati sei dirigenti della ThyssenKrupp con imputazioni a loro carico senza precedenti nel nostro Paese: tra cui la più grave a carico dell’AD H. Espenhahn, omicidio volontario con dolo eventuale, reato mai contestato prima in Italia per un incidente sul lavoro.

7.3.11

TORINO PROCESSO THYSSENKRUPP: LA CORTE SI RITIRA IN CAMERA DI CONSIGLIO

Palagiustizia
Corso Vittorio Emanuele II, 130 - Torino,
La Corte si ritira in camera di consiglio per discutere ed emettere la sentenza di primo grado.
venerdì 15 aprile alle ore 9.00


Udienze finale l'8 e il 13 aprile; udienze in cui a turno prima la Procura della Repubblica, poi le Parti Civili e infine la Difesa faranno una sorta di botta e risposta finale prima che la Corte si ritiri in camera di consiglio per emettere la sentenza.

Dopo tre anni e oltre 140 udienze ci attendiamo una sentenza non esemplare ma equa:
-nessuna derubricazione per il reato di omicidio volontario con dolo eventuale per l'ad Harald Espenhahn
-nessuna attenuante generica per i restanti imputati
-risarcimenti equi alle Parti Civili (soprattutto gli operai, che hanno lavorato in una condizione di altissimo rischio per la propria vita) che ne hanno fatto richiesta.

Operaio Thyssenkrupp
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24.1.11

UDIENZA PROCESSO THYSSENKRUPP - 25 GENNAIO 2011

 martedì 25 gennaio · 9.30 - 15.00
Palagiustizia di Torino
C.so Vittorio Emanuele II, 130
Torino
Nelle prossime udienze toccherà alla difesa della ThyssenKrupp tentare di smontare l'ormai indiscutibile ricostruzione effettuata da PM, Parti Civili e Consulenti Tecnici sia della Procura che delle parti Civili in cui è emerso un quadro sconvolgente di totale abbandono dello stabilimento e assoluto degrado in cui versava almeno dal 2005. Non così avviene a Terni e tanto meno negli stabilimenti in Germania.
Investimenti destinati... alla Linea 5 già a budget nel 2007 e non più spesi in attesa del trasferimento degli impianti in quel di Terni, mancanza di un organigramma aziendale dopo le dimissioni di massa dei manutentori elettrici e meccanici in seguito all'annuncio della chiusura, scarsa o nulla preparazione per ruoli ricoperti in fase di chiusura solo per sopperire alle mancanze di personale, estintori vuoti, manichette dell'acqua inutilizzabili, squadra di emergenza assolutamente non all'alteazza del compito assegnatole, e come se tutto ciò non bastasse ci sono pure le false testimonianze!
"Straordinaria capacità di delinquere degli imputati" le parole del Pm R. Guariniello.

21.12.10

THYSSENKRUPP: SI AVVICINA LA SCADENZA DELLA CASSA INTEGRAZIONE

Gli operai ThysseKrupp di Torino sono ormai giunti in prossimità della scadenza della Cassa Integrazione in deroga. Appreso dell’intenzione da parte della Fiom-Cgil di aprire un tavolo di trattativa tra Regione Piemonte, OO.SS. e Azienda per avanzare la richiesta di concessione di un ulteriore periodo di beneficio degli ammortizzatori sociali, ci chiediamo preoccupati che cosa aspettino gli Enti locali, in particolare la Regione Piemonte, ad aprire immediatamente questo tavolo, dal momento che dopo il 31 dicembre verremo posti in mobilità, anticamera della disoccupazione visti i tempi bui in cui ci troviamo.

Per questo motivo si è svolto
il presidio degli operai ThyssenKrupp oggi. 21 dicembre alle ore 10 in Via Magenta, 12 per chiedere l’apertura immediata del tavolo proprio a quest’Ente che si è dimostrato così sensibile alla nostra vicenda tanto da costituirsi, insieme a noi operai, parte civile nel processo alla ThyssenKrupp e chiedendo alla stessa un risarcimento di 6 milioni di euro!

14.12.10

I MORTI SUL LAVORO SONO TROPPI ...

TORINO: PROCESSO ETERNIT, VERITA' E GIUSTIZIA

VERITA’ E GIUSTIZIA
PROCESSO THYSSENKRUPP

Dopo 3 anni e quasi 100 udienze (in fase preliminare dal luglio al novembre 2008 e in primo grado dal gennaio 2009 ad oggi), con l’udienza del 14 dicembre si apre con la requisitoria finale e le richieste delle pene da parte della Procura della Repubblica la fase finale del processo contro i sei dirigenti della multinazionale tedesca.

Seguiranno nelle prossime settimane gli interventi di parti civili e difesa dei sei imputati, macchiatisi di un reato ignobile e vergognoso, l’aver generato le condizioni di degrado e abbandono dello stabilimento torinese, che hanno portato alla morte di sette nostri compagni di lavoro in quel maledetto 6 dicembre 2007.

8.12.10

TRE ANNI FA LA TRAGEDIA DELLA THYSSEN

La notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, Torino fu sconvolta dal rogo alla ThyssenKrupp che costò la vita a sette operai. Oggi sui monumenti della città caschetti gialli per non dimenticare. L'8 dicembre corteo. I sindacati uniti: "Si faccia giustizia" I torinesi stamattina, affacciandosi dalle finestre delle proprie case, hanno trovato un sorpresa: un elmetto giallo su tutti i monumenti della città. L'azione dimostrativa è stata messa in atto nella notte dall'associazione Terra del Fuoco, per ricordare i morti della Thyssen a tre anni dalla tragedia che sconvolse Torno.
Un atto simbolico , dunque, per non dimenticare il tragico rogo che nella notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007 provocò la morte di sette operai dello stabilimento di corso Regina Margherita. Sono stati In tutto una ventina, compreso il Caval d'Brons e il Conte Verde di piazza Palazzo di Città, i monumenti presi di mira.

2.12.10

LE MORTI INVISIBILI


Di lavoro si muore ogni giorno nelle fabbriche, nei cantieri, nelle campagne. I  responsabili degli assassinii dei lavoratori, protetti da leggi che mettono il profitto prima della vita umana, continuano a rimanere impuniti, cavandosela al massimo con un risarcimento economico.
Grande scalpore suscitò nel paese la tragedia che il 4 novembre colpì 7 operai  investiti da uno scoppio e bruciati alla Eureco di Paderno Dugnano. 5 di loro riportarono gravissime ustioni su tutto il corpo. I lavoratori, tutti dipendenti di una cooperativa specializzata nel trattamento e stoccaggio di rifiuti, finirono su tutti i giornali, furono oggetto di dotte analisi dei soliti addetti ai lavori e delle lacrime di coccodrillo di circostanza di governo e Confindustria,  che sempre si sprecano in queste occasioni .

2.10.10

Appello per ritiro spot del Ministero del Lavoro dal titolo "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene"


La Campagna per la sicurezza sul lavoro, promossa dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali recita “ Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene”. Un messaggio e due spot rivolti solo al lavoratore  e non a tutti gli “attori” coinvolti. Dopo aver frantumato il Dlgs 81 del 2008 del Governo Prodi, hanno ben pensato di correggerlo con il decreto correttivo Dlgs 106/09 (sanzioni dimezzate ai datori di lavoro, dirigenti, preposti, arresto in alcuni casi sostituito con l'ammenda, salvamanager, ecc).

27.8.10

TREMONTI E SACCONI: UNA VERGOGNA !



Non era bastato il Ministro Sacconi che si compiaceva che i morti sul lavoro nel 2009 erano diminuiti rispetto l'anno precedente come se fosse merito del SUO Governo, facendo finta di non capire che erano dovuti ad una diminuzione drastica delle ore lavorate e della disoccupazione galoppante.  
Ora Tremonti, dimostrando una PROFONDA IGNORANZA citando una legge che NON ESISTE più, la 626 sostituita dal Testo Unico, ci dice che "robe come la 626 sono un lusso che non possiamo permetterci. L'Ue e l'Italia si devono adeguare al mondo".

 E' VERGOGNOSO in un Paese civile assistere ad una continua strage, ad uno stillicidio quotidiano di morti sul lavoro ed incidenti gravi, a numeri di vittime paragonabili ad una GUERRA come quella dell' IRAQ, sentir dire da un Ministro della Repubblica che le leggi sulla sicurezza sono “UN LUSSO”

Non solo andrebbero rafforzate ed il SUO Governo invece le ha indebolite e posticipate, ma andrebbero aumentati i controlli e le sanzioni verso i datori di lavoro che continuano a far morire i loro dipendenti,  facendo CONCORRENZA SLEALE ai datori che onestamente rispettano le regole e le leggi. 
E' la dimostrazione lampante di quanto POCO vengono considerate LE VITE dei lavoratori italiani, immolate sull'altare del profitto privato. Pensando ai 1050 ESSERI UMANI deceduti sul lavoro in Italia nel solo 2009 le parole dei due Ministri risultano spregevoli, sono una VERGOGNA !

SI deve poter lavorare per VIVERE 
e non LAVORARE per MORIRE !

Alfonso Cambi
RSU Siemens SpA Genova

26.8.10

OGGI PER TREMONTI LA SICUREZZA SUL LAVORO E' IRRINUNCIABILE - QUANDO HA DETTO LA VERITA'?

ROMA - "Cinque parole cinque dette a Bergamo alle undici di sera nel corso di una festa, - "come ad esempio la 626" - , hanno fornito occasione per una polemica che mi sembra un po' eccessiva": lo afferma il ministro dell'Economia, Giulio tremonti, tornando sulle polemiche sulla 626, la legge sulla sicurezza sul lavoro.
"Cerco di esprimere, a questo punto usando più di cinque parole, il mio pensiero. La sicurezza sul lavoro è una irrinunciabile conquista della civiltà occidentale. L'eccesso occhiuto di burocrazia è un derivato della stupidità".
ANSA

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Quando il ministro ha detto la verità?

Sicurezza sul lavoro: CGIL, Tremonti chieda scusa ai tanti lavoratori coinvolti negli incidenti sul lavoro

Sicurezza sul lavoro: CGIL, Tremonti chieda scusa ai tanti lavoratori coinvolti negli incidenti sul lavoro
"Un insulto" secondo la Confederazione quello del Ministro dell'Economia che ha definito la 626 (legge sulla sicurezza sul lavoro) "un lusso che non possiamo permetterci"

Dura la replica della CGIL alle dichiarazioni del ministro Tremonti, il quale, poche ore dopo gli incidenti che, nella giornata di ieri, hanno portato alla morte di tre lavoratori e al grave ferimento di altri due ha definito la legge 626, la legge contenente le norme in materia di sicurezza sul lavoro, un “lusso che non possiamo permetterci”.
 
“Il Ministro Tremonti - ha dichiarato Paola Agnello Modica della CGIL Nazionale - evidentemente non ha mai svolto un'attività lavorativa in cui era a rischio la sua incolumità, altrimenti non avrebbe certo considerato 'roba' la legge sulla prevenzione nei luoghi di lavoro, addirittura un lusso che non possiamo permetterci”. Secondo la dirigente sindacale il Ministro dovrebbe chiedersi se “l'Incolumità e la vita dei lavoratori e delle lavoratrici debbono essere subordinati alle esigenze dell'economia o viceversa?”.
Secondo Agnello Modica le parole del Ministro sono un grave insulto alla dignità di chi lavora per vivere e richiedono “esplicite scuse ai tanti lavoratori e lavoratrici che hanno perso la vita o si sono infortunati o ammalati a causa del lavoro. La CGIL continuerà ad essere al fianco di questi uomini e di queste donne”.
La dirigente sindacale ha inoltre sottolineato l'impegno di migliaia di delegati, medici, tecnici grazie ai quale si è riusciti ad ottenere negli ultimi anni un andamento discendente di infortuni e di morti nei luoghi di lavoro, fino all'ottenimento di alcune normative in Europa e in Italia. 
“Queste leggi - ha concluso Agnello Modica - vanno salvaguardate e rafforzate e soprattutto lo Stato deve imporne l'applicazione. 
Deriderle, lo ripetiamo, è un insulto a chi lavora che esige scuse”. 

Per Tremonti la vita di chi lavora è un lusso che i padroni non possono permettersi di tutelare e quindi NON HA VALORE.
Ma senza i lavoratori esisterebbero gli imprenditori? 
Si ripropone il concetto di schiavitù  legalizzato già dalla legge sul precariato.

La parola a chi lavora.

Luciana P. Pellegreffi

21.7.10

SICUREZZA LAVORO, LA VERITA' DELLE CIFRE - CRISI: RACCOLTA ARTICOLI

Molti giornali, anzi la stragrande maggioranza, hanno riportato con una certa evidenza l’ennesimo “editto del principe” a proposito di una presunta riduzione degli incidenti mortali. Ma davvero il 3% in meno può essere considerata una riduzione della mortalità sul lavoro? Per carità, il risparmio di vite umane è sempre una bella notizia. Tuttavia, il taglio che la stampa ha dato all’argomento rischia di creare forti distorsioni di prospettiva. Innanzitutto, perché aumentano le malattie professionali. E, soprattutto, aumentano le malattie professionali di tipo nuovo. Vogliamo ricordare qui, per esempio, che la piaga dell’amianto è ancora lungi dall’aver espresso al pieno lo sbocco del periodo di latenza. A parte questo, comunque, nella esatta valutazione dei morti sul lavoro, non si tiene abbastanza conto della disoccupazione indotta dalla crisi economica. L’Istat infatti conteggia un tasso di disoccupazione, e quindi di minore attività del 9% circa, mentre Bankitalia, che considera anche chi ha rinunciato a cercare attivamente un posto di lavoro, parla di un 17%. La differenza non è da poco. E non ha, soprattutto, poco peso nel valutare l’incidenza che la crisi sta avendo sull’attività produttiva. Bisogna poi fare una valutazione settoriale cercando di analizzare il peso specifico che nella riduzione del Pil hanno avuto settori come la manifattura e l’edilizia che, guarda caso, hanno la maggiore incidenza negli infortuni mortali sul lavoro. Insomma, una riduzione di appena 30 episodi mortali nel mondo del lavoro non ci sembra una gran conquista e, soprattutto, non ci sembra reale rispetto al taglio netto che si è avuto nel Pil nel 2009, del 5%. Dal conto restano fuori, ovviamente, tutti gli incidenti mortali che avvengono nel mondo del lavoro nero. Su quelli nessuno è in grado di fare valutazioni precise. Eppure basterebbe incrociare i dati con quanto accade negli ospedali o tentare di capire meglio il fenomeno della mortalità giovanile. Il lavoro nero non ha poco peso in Italia, visto che ormai anche le statistiche ufficiali lo valutano intorno a un quinto del Pil.

Una riduzione del 3%, quindi al netto della crisi economica, non ci sembra un dato che possa far esultare il Bel Paese. Gli imprenditori italiani di solito hanno soglie molto basse rispetto al tema della sicurezza. E sicuramente prenderanno questo dato come un pretesto per abbassare la guardia. 

di Fabio Sebastiani per controlacrisi.org 




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Domani sciopero dei lavoratori Ata: basta alle esternalizzazioni e ai tagli nella scuola pubblica (07/04/2010)
Redditi calo record. Abolire la legge 30 è la prima riforma che serve. (08/04/2010)
Civitavecchia, la vita di un operaio e il profitto di Enel (09/04/2010)
Sacconi, offensiva diplomatica verso la Cgil in vista del congresso (12/04/2010)
Emergency, valanga di adesioni all’appello. L’ospedale di Lashkar Gah in mano alla polizia locale (13/04/2010)
Fiom, ecco la vera sfida del sindacato del futuro (14/04/2010)
In calo il lavoro nero: ma non è l'emersione la causa. (15/04/2010)
Roma, è tempo di una nuova Liberazione. (17/04/2010)
Fiom e Cgil, finalmente il confronto è chiaro (17/04/2010)
Sacconi a Rimini, il cerchio si chiude (19/04/2010)
Amministrazione controllata per l’Eutelia, paga la lotta dei lavoratori (20/04/2010)
Diritto all'abitare - Buon Natale… di Roma! (21/04/2010)
Più fragole meno susine. La nuvola, la terra e la sovranità alimentare (22/04/2010)
La deriva dei continenti. (23/04/2010)
Imprenditori migranti. Non è solo lavoro nero. (24/04/2010)
Cgil, a Rimini andrà in onda la concertazione in diretta (26/04/2010)
Grecia ostaggio dell’Ue e del Fmi. Il 5 maggio sciopero. (27/04/2010)
Il prezzo della crisi… lo paga l’Inps (28/04/2010)
“So' cambiate le cóse alle poste!”. In peggio. (29/04/2010)
EuroMayDay 2010: sfila la rabbia precaria. (30/04/2010)
Cgil, un congresso ”in sedicesimo” (03/05/2010)
Fiom-Cgil, stop ai rapporti con la Fiat (04/05/2010)
Il nuovo della Cgil? La concertazione (05/05/2010)
E meno male che Sabina c'é (06/05/2010)
Riflessioni da una casa occupata che non affaccia sul Colosseo (08/05/2010)
Cgil, dopo la concertazione l'era degli accordi a prescindere (10/05/2010)
Lavoratori italiani tra i più poveri, lo dice l’Ocse (11/05/2010)
La crisi c’è e nessuno sa descriverla in modo preciso (12/05/2010)
Acqua pubblica. Un movimento che ha già vinto! (13/05/2010)
Aspettando l’Unione Sindacale di Base… (14/05/2010)
La fregatura di diventare imprenditori di se stessi (17/05/2010)
Disoccupazione, anche la Uil si allarma mentre non cessa l’attacco allo Statuto (18/05/2010)
Il confronto tra sindacati e azienda sul piano quinquennale della Fiat (20/05/2010)
Olimpiadi 2020: ecco cosa succederebbe in città (21/05/2010)
Lavoro, le risposte mancate, e poco convincenti, del Pd (22/05/2010)
Sciopero europeo, aspettando Godot stavolta la Ces rischia grosso (24/05/2010)
Qualificati e precari, sempre di più nella Capitale (25/05/2010)
Lottare contro i tagli della scuola è sacrosanto. Lo dice l’Istat! (26/05/2010)
La cricca diventa multinazionale: a Roma sbarca l'IBAC (27/05/2010)
Meticcio e metropolitano. È il nuovo sindacato di base (28/05/2010)
Il Governo di salute nazionale? Si chiama Mario Draghi (31/05/2010)
Manovra e famiglie, le contraddizioni di Napolitano (01/06/2010)
Tragedia Italiana (02/06/2010)
Dai tetti alle piazze. La “base” inaugura una nuova stagione di lotta (04/06/2010)
L’effetto serra della manovra (05/06/2010)
La Fiat vuole tutto (07/06/2010)
Incidenti sul lavoro, rischio stop rilievi penali (08/06/2010)
Italia, la vergogna del lavoro minorile (09/06/2010)
Non sparate alla ricerca... e allo stato sociale (10/06/2010)
Pagina bianca per la libera stampa. Solo il fronte, però. (11/06/2010)
Fiat, non chiamatelo accordo, tantomeno “accordo separato” (12/06/2010)
Ddl intercettazioni, la posta in gioco fra legalità e malversazione (14/06/2010)
Costituzione, per il governo è carta straccia (15/06/2010)
Agile-Eutelia, la dignità: è questo il costo del lavoro (16/06/2010)
Cuba minacciata dalla marea nera (ma gli Usa pensano all'altro petrolio) (17/06/2010)
Se telefonando potessi avere casa, ti chiamerei (18/06/2010)
Non ditelo alla Cgil (19/06/2010)
Gran Bretagna, divieto preventivo di sciopero (21/06/2010)
Di cosa parliamo quando parliamo di tagli alla cultura (22/06/2010)
Diritti in fabbrica e giustizia sociale, due strade da percorrere insieme (23/06/2010)
Macchinista unico: braccio di ferro tra Fs e lavoratori. L'Or.S.A. chiede un referendum. (24/06/2010)
Disoccupazione, le cifre in liberà di Sacconi (26/06/2010)
Lavoro, l’Italia malata di stress (28/06/2010)
L'Italia delle raccomandazioni allarga i suoi confini. Il merito? Cibo per gonzi. (30/06/2010)
Il prezzo della crisi in Gran Bretagna: un milione e 300mila posti di lavoro scompariranno entro il 2015 (01/07/2010)
Da Milano a Roma passando per Bologna: abitare al tempo della crisi (02/07/2010)
Meno soldi ai parchi, a rischio le aree protette (03/07/2010)
Democrazia sindacale, democrazia politica. Assemblea Fiom sotto Montecitorio (05/07/2010)
Bersani mette in guardia, «non vorrei arrivasse Chavez» (06/07/2010)
Addestramento militare per i più giovani, questa ci mancava (07/07/2010)
Disabilità: vittoria in Parlamento, ma preoccupano i tagli agli enti locali (08/07/2010)
Le malefatte della cricca di Agile-Eutelia l'avevano già denunciate i lavoratori (10/07/2010)
Si scrive manovra economica, si legge cricca al governo (12/07/2010)
Lavoro nero in aumento, lo dice l’Istat (13/07/2010)
La Fiat prima di Cristo e il colpevole silenzio di Governo e Confindustria (14/07/2010)
Una manovra che porta l'Italia nella melma (15/07/2010)
Bentornato boemo… (16/07/2010)
Un milione e 400mila dicono che l’acqua è pubblica, ed è un diritto. Come il lavoro (19/07/2010)
Cercare lavoro? Ci rinuncio (20/07/2010)
Sicurezza lavoro, la verità delle cifre (21/07/2010)