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13.11.11

MILANO "SOSPESI TRA TERRA E CIELO"...ALCUNI GIORNO DOPO...SENTITI RINGRAZIAMENTI PER IL SUCCESSO OTTENUTO!


 
Locandina "Sospesi tra terra e cielo"

...Desidero ringraziare profondamente tutti coloro che ci sono stati vicini per la realizzazione dello spettacolo "Sospesi tra terra e cielo" con Mina Welby e Beppino Englaro, ospiti generosi e disponibilissimi al dialogo e al confronto, non solo sulle loro vicende personali, ma sulle lotte legate alle DAT e all'incostituzionale DDL Calabrò, spiegando e raccontandosi con dignità e democrazia ...Un grande esempio per tutti!
Non sono stati pochi gli ostacoli affrontati ma la nostra gioia più grande è stata quella di raggiungere, con il linguaggio artistico, il cuore delle persone presenti, che in modo composto e civile, sono rimaste fino alla fine ritrovandosi coinvolte in una introspezione personale che aveva come uguale denominatore il senso del rispetto incondizionato verso il dolore altrui e verso esperienze che nulla hanno a che vedere con le imbarazzanti discussioni a cui la bieca politica ci ha “abituati”....
Tutto questo ci ha confermato che il tramite artistico è il giusto sentiero da percorrere se affrontato con umiltà, coesione, rispetto e VERITA'. Si, perché è la VERITA' che deve essere raccontata e questo a prescindere da qualsiasi opinione personale. E' la VERITA' che può abbattere l'ignoranza consentendo ad ognuno di potere raggiungere una reale opinione e coscienza dei fatti avvenuti….Del resto ritengo che solo Verità e Coscienza  possono renderci LIBERI ...

4.11.11

MILANO: SPETTACOLO TEATRALE "SOSPESI TRA TERRA E CIELO" - PARTECIPANO MINA WELBY E BEPPINO ENGLARO - INGRESSO LIBERO


Venerdì 4 novembre 2011 ore 21.00
TEATRO DELLA QUATTORDICESIMA
Via Oglio, 18 – Milano MM3 Brenta/Corvetto
l’Associazione culturale ImmaginARTE
con il Patrocinio del Comune di Milano e del Consiglio di Zona4 con la Commissione Cultura,
presenta lo spettacolo

“SOSPESI TRA TERRA E CIELO”
ospiti d’eccezione: MINA WELBY e BEPPINO ENGLARO
ingresso libero


SCRITTO, DIRETTO e INTERPRETATO
da STEFANIA MULE’

MUSICHE STRUMENTALI
di DOMENICO NICITRA (Pianista – Autore)
SAX SOPRANO MARCELLO CINA’

COORDINANO:
STEFANIA MULE’, Presidente e IVA BOLDRINI, Public Relations di A.C. ImmaginARTE


Attraverso lo spettacolo teatrale “Sospesi Tra Terra e Cielo”, supportato da videoimmagini, dalle musiche del pianista Domenico Nicitra e dal sax di Marcello Cinà, l’attrice Stefania Mulè, che ne è anche regista, propone un viaggio introspettivo nelle vicissitudini forti e commoventi di Beppino Englaro e di Piergiorgio Welby, storie di vita così dense da offrirci la possibilità di confronto, condivisione e approfondimento sul tema del testamento biologico.

22.10.11

LIBRI: RIPOSA IN PACE ... ANZI NO!

Riposa in pace... anzi no! 
Saggi, interviste e pensieri sul diritto di morire

prefazione Mina Welby 

Il diritto di scegliere il proprio fine vita

Con piacere vi propongo questo libro che contiene anche un mio piccolo contributo. Sarà disponibile per lo spettacolo del 4 novembre 2011, ore 21 al teatro della Quattordicesima di via Oglio 18 a Milano, in occasione dello spettacolo "Sospesi tra terra e cielo" di e con Stefania Mulè.

Luciana. P. Pellegreffi

Curato da: Cazzato C.
Editore: Tempesta Editore
Collana: Vita raccontata
Data di Pubblicazione: 2011
ISBN: 8897309135
ISBN-13: 9788897309130
Pagine: 150
Formato: brossura

Prezzo: € 12.00 
Fonte 

Vedi: TESTAMENTO BIOLOGICO

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17.10.11

Milano: il Consiglio di zona 4 e lo spettacolo " SOSPESI TRA TERRA E CIELO", 4-11-2011

E' con grande piacere e soddisfazione che vi comunico che la mia proposta, presentata in accordo con L'Associazione Culturale ImmaginARTE, è stata approvata  dal Consiglio di Zona 4, con il sostegno della Commissione Cultura. La proposta riguarda il patrocinio gratuito e la concessione del teatro per questa iniziativa:
Teatro della Quattordicesima
Venerdì 4 Novembre ore 21,00
MM3 Brenta/Corvetto
spettacolo teatrale
"Sospesi Tra Terra e Cielo"
di e con Stefania Mulè

Lo spettacolo, già patrocinato dal Comune di Milano, dall'Associazione "Progetto Civile" e dall'Ass. UAAR di Milano, sarà ad ingresso libero e avrà ospiti Mina Welby e Beppino Englaro, preziose presenze che parteciperanno al dibattito post spettacolo per raccontare e confrontarsi con il pubblico sulle loro esperienze vissute in prima persona sul tema del testamento biologico e sul diritto individuale di scelta nella vita così come nella morte.
L’approvazione è avvenuta durante il Consiglio di Zona 4 di giovedì 13 u.s., alle ore 23.15 circa, dopo un lungo e appassionato dibattito che ha toccato le corde più intime di molti degli intervenuti, sia dell’opposizione che della maggioranza.

Nel dibattito, iniziato con interventi e dichiarazioni di voto contrarie basate soprattutto su questioni tecniche e formali, ben presto si sono succeduti interventi di esperienze vissute in famiglia con grande dolore e sofferenza,  considerazioni che il tema del fine vita ha diviso in due il Paese e che quindi come “istituzione super partes” non è opportuno patrocinare una di questa posizioni, che il tema divide il Paese e non unisce e che quindi è meglio non affrontarlo, che non vi è una legge di riferimento (DDL Calabrò prossimamente ai voti) e che quindi bisogna attendere l’approvazione di una legge in merito al testamento biologico, che cosa vuol dire “cultura” e se tale proposta non sia pertinente, se può essere chiamato teatro e cultura uno spettacolo “di parte” su un tema così “personale”.
Vi sono stati interventi sul teatro classico greco e sull’uso che gli fu proprio, cioè far discutere e riflettere i cittadini sui temi affrontati, sulla Costituzione, sulla censura cioè che un veto aprioristico in una società democratica non dovrebbe esserci essendo il confronto di posizioni opposte frutto di ricchezza e non di paura.
Dimentico certo alcuni altri temi toccati, è per me sicuro che in quasi 5 anni di frequentazione del Consiglio di Zona è la prima volta che assisto ad una discussione con così profonda partecipazione di tutti, favorevoli e contrari, di così alto livello culturale,  ampiezza di respiro e di grande pacatezza pur nelle profonde diversità di posizioni e di questo ringrazio tutti i Consiglieri.

Sperando di avervi con noi, vi saluto cordialmente
Luciana P. Pellegreffi

Testamento biologico: ddl Calabrò
panoramica internazionale

3.3.11

Veronesi, su biotestamento testo anticostituzionale e antistorico

Un testo «anticostituzionale» e «antistorico»: così l'oncologo Umberto Veronesi (foto) giudica il documento sul testamento biologico: «spero che la Camera prenda coscienza di questo e che faccia a meno di una legge anticostituzionale». Lo ha detto ieri a Roma lo stesso Veronesi, a margine del primo incontro del ciclo "Vivere in salute alla Sapienza", organizzato dall'università romana. «Se vogliamo guardare al futuro e a una vera democrazia» ha proseguito Veronesi «non possiamo togliere alle persone la libertà all'autodeterminazione. Altri Paesi stanno aprendo alla depenalizzazione dell'eutanasia, noi stiamo invece imboccando una deriva antistorica». Dopo un passaggio al Senato che Veronesi ha definito «vergognoso», ora la parola è alla Camera. Ma secondo l'oncologo «a questo punto la cosa migliore sarebbe non avere una legge sul testamento biologico: non siamo pronti». Il ministro della Salute Ferruccio Fazio invece invita a dare «fiducia ai medici». «Il mio reale auspicio» ha detto il ministro a margine dell'inaugurazione di un nuovo reparto per pazienti in stato vegetativo presso l'azienda ospedaliera di Roma San Camillo-Forlanini «e mi sembra che si stia andando in questa direzione, è di lasciare al medico la possibilità di fare il medico, perché da medico devo ricordare che i nostri specialisti non solo sono bravi e coscienziosi ma hanno anche tantissima umanità.

DoctorNews33
3.3.2011 
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28.2.11

SOSPESI TRA TERRA E CIELO con Mina Welby e Beppino Englaro

venerdì 11 marzo · 21.00 - 23.00
Accademia Toscana di Scienze e Lettere "La Colombaria"
Via S. Egidio, 23 Firenze
L’Associazione Culturale immaginARTE presenta
“SOSPESI TRA TERRA E CIELO”
- Ingresso libero -

in collaborazione con Cooperativa Archeologia e Caffetteria delle Oblate - INFO: tel. 055 - 2639685 info@caffetteriadelleoblate.it
“Sospesi tra terra e cielo” è uno dei progetti sui diritti civili realizzati dall'Associazione Culturale immaginARTE, con ospiti di eccezione:

MINA WELBY e BEPPINO ENGLARO
preziosi testimoni disposti a confrontarsi e a raccontare un percorso di lotte come un vero e proprio inno alla vita.
Attraverso un momento artistico teatrale, dal titolo “Sospesi Tra Terra e Cielo”, supportato anche da videoimmagini, l’attrice Stefania Mulè, che ne è anche regista, propone un viaggio attraverso le parole tratte da testi forti e commoventi quali “La vita senza limiti” di Beppino Englaro e “Ocean Terminal” di Piergiorgio Welby, che raccontano storie di vita così dense da offrirci la possibilità di confronto, condivisione e approfondimento sul tema del testamento biologico.

19.1.11

INTERVISTA IN ESCLUSIVA A MINA WELBY DALL'A.C. immaginARTE


STEFANIA MULE' e IVA BOLDRINI dell'A.C. immaginARTE e MINA WELBY 

Tu e Piergiorgio avete vissuto un rapporto molto intenso e profondo, segnato da una forte complicità e da un grande rispetto reciproco. Cosa significa vivere l’amore nella malattia e la malattia nell’amore?
Qualcuno una volta mi ha chiesto se non lo avevo sposato per compassione. Io ho sposato Piergiorgio perché mi ero innamorata e sentivo che ero corrisposta. La nostra formazione interiore, culturale, spirituale, la nostra concezione del vivere era molto differente. Avevamo in comune il rispetto vicendevole per la libertà personale. Ho apprezzato in lui moltissimo che abbia cambiato idea e ha scelto di sposarmi invece di convivere solamente. La mia complicità poi arrivava al punto di fare ricerca sul tema dell’eutanasia perché sentivo che completare lo studio su questa tematica, - che io odiavo - gli era motivo di vivere. L’amore non è solo passione, non è solo dare, e anche ricevere, chiedere. Vivere l’amore nella malattia significa aggirarla dove è ostacolo e trovarvi potenziamento per amare di più per togliere sofferenza. Piergiorgio non ha mai voluto pesare con la sua malattia, non si lamentava mai, se non quando la sofferenza era diventata insopportabile
Parliamo del testamento biologico. Che cos’è? Qual è l’atteggiamento del nostro Stato verso quello che dovrebbe essere uno straordinario strumento di libertà individuale?
Il testamento biologico consiste semplicemente nelle disposizioni che io fornisco oggi per un even­tuale momento futuro in cui non sarò più in grado di poter esprime come il medico mi deve curare e quello che può o non può fare sul suo corpo. È un prolungamento del consenso o dissenso informato: se vado dal medico non accetto un trattamento sen­za conoscerne gli effetti, il medico è obbligato a informarmi sulla diagnosi, le terapie, le controindicazioni, mentre io posso anche rifiutare o chiedere terapie diverse.

15.1.11

DUE GIORNATE DI INCONTRI SUL TESTAMENTO BIOLOGICO

I Radicali e l'Associazione Luca Coscioni di Palermo,  in occasione di un dibattito sul Testamento biologico, hanno programmato due giornate di incontri:

Giovedì 20 gennaio alle ore 19,00
In collaborazione con il Circolo Arci Nzocchè, che ospiterà l’iniziativa, e la collaborazione artistica dell’ Associazione Culturale immaginARTE, si terrà il primo incontro con MINA WELBY.
L’iniziativa prevede un momento artistico teatrale con l’attrice STEFANIA MULE’ (foto) , fondatrice dell’A.C. immaginARTE,

che assieme al pianista DOMENICO NICITRA ed al sassofonista CARMELO MARINO,propone un viaggio attraverso le parole tratte dai testi “L'ultimo gesto d'amore” di Mina Welby e “Ocean Terminal” di Piergiorgio Welby, che raccontano storie di vita così dense da offrirci la possibilità di confronto, condivisione e approfondimento sul tema del testamento biologico.

INTERVISTA ESCLUSIVA ALL'AVV. SIBILLA SANTONI SU TESTAMENTO BIOLOGICO

Sibilla Santoni, avvocato del foro di Firenze, ha ottenuto dal tribunale la nomina di un amministratore di sostegno per un uomo, suo padre, di 70 anni in buono stato di salute, sia fisica che mentale, che ha voluto delegare alla moglie le sue volontà in merito a trattamenti medico sanitari, quali rianimazione cardiopolmonare, dialisi, ventilazione e alimentazione forzata ed artificiale, nel caso di futuro e del tutto eventuale stato di malattia che pregiudicasse la sua capacità autodeterminativa
Le rivolgiamo dunque alcune domande:
Avvocato Santoni, il testamento biologico è dunque possibile nel nostro ordinamento giuridico? Certamente!! Infatti è pacifico che nel nostro ordinamento vigendo determinati principi di diritto, debba essere garantito il rispetto della volontà espressa da persona fisica munita di capacità autodeterminativa quale appunto la volontà di non sottoporsi a terapie finalizzate a posporre la propria morte biologica. E' la stessa Costituzione italiana che espressamente tutela simili disposizioni di volontà, attraverso gli arrt. 2, 13 e 32. L'art. 2 Cost. sancisce la libertà di cura della persona nel rispetto della sua identità e dignità; l'art. 13 Cost. sancisce l'inviolabilità della libertà della persona a disporre del proprio corpo e, infine, l'art.32 Cost. consacra la tutela della salute come diritto fondamentale disciplinando i trattamenti sanitari obbligatori solo con riserva di legge qualificata.

17.12.10

AREA DI PROGRESSO E CIVILTA' ISTRUZIONI PER L'USO


Di Giandiego Marigo

La nuova/vecchia posizione che il Segretario del PD ha definito, per chi ancora non avesse compreso quali siano i contorni del progetto del Partito in questione, chiarisce in modo piuttosto definitivo da che parte si stia avviando la proposta di opposizione che la sgreteria dei democratici ha intenzione di proporre al paese.
Moltissime volte si è affrontata la questione delle premesse culturali, cioè quella dell'idea di mondo e della visione che si trasmette alla gente. La politica ha questo compito: Definire una visione, trasmetterla ed individuare le possibilità che questa visione divenga azione e che si trasformi in società...in rapporti.
Quindi è davvero importante quale visione si abbia...è una premessa indispensabile averne chaiara idea e percezione.

Proprio su questo pecca il PD, nell'assoluta carenza di visione o quantomeno di una visione unitaria che non sia la gestione del potere, alla quale è disposto a sacrificare qualsiasi cosa anche quelle primarie che per definizione sono nel suo DNA.

21.7.10

SVIZZERA: FINE DEL DIGIUNO E ARRESTI DOMICILIARI PER "IL CANAPAIO" RAPPAZ

Bernard Rappaz di fronte ai giornalisti nell'agosto 2008 a Sion (Keystone)

Il canapaio ha interrotto lo sciopero della fame iniziato in segno di protesta per la condanna detentiva. Rappaz era ad ogni modo disposto a proseguire fino alla morte, una volontà che secondo Ruth Baumann-Hölzle della Commissione nazionale d’etica andava rispettata. Sia dallo Stato che dai medici.
Il Dipartimento vallesano della sicurezza ha deciso di rivedere le modalità di esecuzione della pena inflitta a Rappaz, le cui condizioni di salute sono diventate preoccupanti.
L'agricoltore, ricoverato all'Inselspital di Berna, dovrà scontare la sua pena al suo domicilio. Sarà sorvegliato 24 ore su 24, avrà diritto a un'ora d'aria al giorno e potrà ricevere visite solo da parenti stretti e per non più di 90 minuti.
Le condizioni sono state accettate da Rappaz, il quale ha ricominciato a nutrirsi, ha indicato mercoledì la Cancelleria vallesana. La misura è provvisoria in attesa della sentenza del Tribunale federale
Ecologista e attivista per la depenalizzazione della canapa, Rappaz aveva iniziato il suo digiuno nel mese di maggio per protestare contro la condanna inflittagli per aver coltivato e venduto grandi quantità di canapa.

19.5.10

TESTAMENTO BIOLOGICO: LEGGE DISUMANA E IDEOLOGICA SULLA NOSTRA PELLE

Si è consluso il 13 maggio scorso in Commissione Affari sociali della Camera, l'esame del testo della legge sul testamento biologico,  che di nuovo non rispetta la volontà del paziente e la decisione del medico in base alla relazione di fiducia tra lo stesso e il paziente.
Non posso che confermare la valutazione negativa del Ddl Calabrò e l'imposizione ipocrita del governo di affronta un tema così delicato da una posizione ideologica.
La norma impone l'accanimento terapeutico non è stata sostanzialmente modificata violando così la supremazia della scelta personale sul proprio fine vita.

Altra legge vergogna e priva di quell'ETICA PUBBLICA che prevede la presa di decisioni per il bene collettivo e non di pochi.
E' vergognosa ed insostenibile l'imposizione a NOI TUTTI di una visione da fanatismo religioso sul fine vita in un paese dove:

1 - la religione cattolica NON è religione di stato; per cui esistono anche altre visioni della vita, dall'ateismo in poi;
2 - i divorzi e i matrimoni civili, anche le prime unioni, sono da anni in aumento;
3 - l'abbandono dalle funzioni festive nelle chiese è in continua crescita;
4 - l'esonero dalla religione cattolica nelle scuole invece, pure; e ciò nonostante vengono reclutati insegnanti laici per supportare una richiesta in calo;
4 - la crisi delle vocazioni di preti e suore, in tempi di globalizzazione, viene compensata dai reclutamenti nei paesi "poveri".

In questo quadro imporre la visione di una minoranza su un tema che coinvolge profondamente le scelte e la salute di ognuno di noi, grida VENDETTA.
 
NO AL SONDINO DI STATO
VIA I FANATICI BIGOTTI DAL GOVERNO
BASTA IPOCRISIE DI STATO

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Luciana P. Pellegreffi

13.1.10

"ULTIMI" - INCHIESTA SUL FINE VITA - PESARO 16 GENNAIO 2010

Presso la sala della Provincia in via Gramsci 4
l'Ass. Res publica organizza un dibattito sul tema 
"La mafia dei trapianti" 
con presentazione del libro ULTIMI-inchiesta sul fine vita. 

Saranno presenti l'autrice, Rita Pennarola, e il direttore de La voce delle Voci, Andrea Cinquegrani; modera il dibattito Anna Petrozzi - Antimafia2000 e presenta gli ospiti Ettore Marini-Pres. Res publica 

"Sono traumatizzato dalla legalizzazione dell'aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell'omicidio." Pier Paolo Pasolini -Corriere della Sera, 19 gennaio 1975 
Dopo trentacinque anni la stessa affermazione "forte" riecheggia dalla pagine di "ULTIMI- inchiesta sul fine vita" di Rita Pennarola, vicedirettore de La Voce delle Voci, e soprattutto donna di sinistra..., che non per niente l'ha messa ad epigrafe del  suo nuovo libro.

Un libro che non esito a definire sconvolgente, e non tanto, o non solo, per i temi trattati - commercio di organi e di feti, e della mafia che lo gestisce - ma per la volontà dichiarata di rimettere in discussione due "dogmi" della laicità: aborto e testamento biologico.
 

Il titolo dell'introduzione, non a caso, è "il coraggio per dirlo": di dire che un certo lassismo nell'applicazione della 194 ha portato a casi estremi (la morte di un feto perfettamente sano di  quasi sei mesi al Careggi è uno degli esempi riportati), e che il testamento biologico può aprire la porta ad espianto di organi a persone ancora vive. 

Rimettendo in discussione, in tal modo, i grandi interrogativi "morali" che attanagliano la nostra storia contemporanea: quando inizia, e quando finisce, veramente, la vita? 

Il libro, che sarà in vendita in tale occasione in anteprima nazionale, uscita prevista in libreria il 22 gennaio.

Luciana P. Pellegreffi

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20.9.09

SUICIDIO ASSISTITO: NON SARA' PIU' REATO IN INGHILTERRA

Non sarà più reato aiutare a togliersi la vita un malato terminale o comunque affetto da un male incurabile. Londra si appresta a varare delle linee guida per regolamentare la delicata materia del suicidio assistito. Il contenuto del regolamento sarà reso noto questa settimana dal consigliere della regina Keir Starmer e sarà applicabile alla sola Inghilterra e Galles.

Non si tratterà di una nuova legge, ma dell'interpretazione di normative già esistenti. 
L'obiettivo è quello di indicare quali comportamenti sono perseguibili - o maggiormente suscettibili di esserelo - e quali no, con il fine di depenalizzare di fatto l'assistenza al suicidio, distinguendo il ruolo di chi semplicemente si mette al servizio di un malato determinato a non vivere più da quello di "organizzatore" della morte di una persona "sensibile a manipolazione".  La pubblica accusa comunque interverrà nei casi in cui chi presta assistenza al suicidio possa aver ottenuto un vantaggio economico in conseguenza della morte della persona coinvolta.

Dal 1961 nel Regno unito il suicidio assistito è considerato un reato, punibile con una condanna fino a 14 anni di reclusione. Ma non è mai accaduto che la pubblica accusa perseguisse quanti - al di fuori dei confini nazionali - prestavano assistenza a cittadini britannici decisi a mettere fine alle proprie sofferenze: nell'ultimo decennio sono stati più di un centinaio. Il chiarimento - previsto per mercoledì prossimo - è stato sollecitato dal caso di una donna, Debbie Purdy, che aveva interpellato i giudici per avere la certezza che il marito non sarebbe stato perseguito se l'avesse aiutata a recarsi all'estero per morire.

Fonte

Luciana P. Pellegreffi

Translation services

4.7.09

TESTAMENTO BIOLOGICO: IL DDL CALABRO'

L’articolo nr. 5 regolamenta contenuti e i limiti delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) attraverso cui possiamo esprimere il nostro orientamento (non volontà) sui trattamenti medico-sanitari e di fine vita, nello specifico : «L’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze non possono in alcun caso essere sospese» cioè sondino di stato.
La differenza sta proprio in questa definizione “sostegno vitale” che distingue dall’accanimento terapeutico per il quale è concesso il rifiuto da parte del paziente, negando quindi la possibilità di esprimere anticipatamente le proprie volontà.
Ma in cosa consiste l’alimentazione e l’idratazione forzata attraverso il sondino naso-gastrico?
Questo trattamento è terapia o no?

L'Associazione nazionale medici nutrizionisti sostiene che:
- è una terapia perché per collocarlo necessita di un vero e proprio intervento invasivo sul corpo del paziente che prevede, quindi, il consenso o no informato perchè attraverso un taglio nell'addome, viene collocato un tubo che porta nutrimento;
- il contenuto che viene iniettato nei sondini consiste in vere e proprie medicine e non certamente pane o acqua; queste medicine non contengono solamente nutrimento o soluzione idratante ma anche medicine per favorire i processi digestivi e altro;
- il sondino naso gastrico è una terapia che serve ad evitare polmoniti sicuramente mortali a chi è paralizzato o si trova in stato vegetativo permanente o ha distrofie con quasi sempre problemi di deglutizione, perché ogni altra forma di nutrizione finirebbe, anche in piccole quantità, nei polmoni con complicanze polmonari mortali, e per questo basta addirittura la saliva di traverso.

Il codice deontologico medico all'art. 51 (1998) fa divieto ai medici di «assumere iniziative costrittive e collaborare a manovre coattive di nutrizione artificiale» e all'art. 32 si specifica che il medico «deve» desistere da qualunque atto diagnostico e/o terapeutico consapevolmente rifiutato dal paziente.
Si sostiene che l’attività medica è esclusivamente finalizzata alla tutela della vita e della salute, nonché all'alleviamento della sofferenza. Tale attività medica è tuttavia sempre subordinata all'espressione del consenso informato di cui all'articolo 4, nell'articolo 5 della convenzione di Oviedo, ratificata dalla legge 28 marzo 2001, n.145, nonché dei limiti imposti dal rispetto della persona umana'.

Con questo DDL si riconosce il rifiuto ad un certo trattamento al paziente consapevole, mentre lo si nega nel momento in cui lo stesso paziente non è più in stato di consapevolezza, demandando a terzi le decisioni sul proseguimento delle cure.
Per quale motivo è legittimo e doveroso (come recita l'art.32 del codice deontologico), onorare la volontà della persona, volontà lucidamente espressa solo se tale lucidità resta presente?
Forse che le volontà testamentarie sono annullate se chi le ha firmate perde il proprio stato di consapevolezza?
La situazione diviene così paradossale violando i diritti di uguaglianza tra le persone e inoltre si disconosce la legittimità e il diritto insindacabile di decidere del proprio fine vita, diritto che lo Stato ritiene di regolamentare appropriandosene regolamentandolo.
Il rifiuto espresso da una persona cosciente ad essere alimentata e idratata è ritenuto un diritto inalienabile anche da Giovanni Franzoni, monaco benedettino (La morte condivisa, Edup).

COSTITUZIONE Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO art. 12:
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
L'arcivescovo Giuseppe Casale ebbe a dire: «Porre termine al calvario di Eluana è un atto di carità cristiana». In un'intervista sulla Stampa Casale invita a «lasciare che Eluana termini i suoi giorni senza stare a infierire, alla fine anche Giovanni Paolo II ha richiesto di non insistere con interventi terapeutici inutili. Invece di fare campagne, bisognerebbe accostarsi con pietà cristiana alla decisione di un padre». L'arcivescovo non definisce eutanasia il caso della Englaro, ma accanimento terapeutico, perché se si interrompe l'alimentazione, Eluana muore.
Per il professor Rodotà è una legge che cancella del tutto la rilevanza della persona, la rilevanza della volontà della persona, non solo per quanto riguarda il fine vita, ma per tutta una serie di decisioni che oggi potrebbero essere e sono liberamente assunte - ci fa fare un passo indietro rispetto a quella che era stata la conquista progressiva da parte della civiltà giuridica, del diritto della persona di decidere sulla propria vita.
Il testo si apre con: “la Repubblica riconosce il diritto alla vita inviolabile e indisponibile”.
Cosa vuol dire? Le persone che finora hanno rifiutato le cure, così come l’amputazione di un arto – una persona è successivamente deceduta - non potrebbe più farlo perché è un atto di chi dispone della propria vita e si predispone a morire?

Come il fine vita è regolamentato nel mondo da: http://www.desistenzaterapeutica.it/

STATI UNITI D'AMERICA: sono stati i primi a regolamentare nel 1991 il 'Patient self determination Act' - nutrizione e idratazione sono considerati trattamenti sanitari, non mezzi per il mantenimento della vita; il paziente cosciente e capace può rifiutare i trattamenti anche se di sostegno vitale; per quanto riguarda il paziente non più cosciente, va rispettato il suo rifiuto di terapie se espresso e documentato in condizioni di capacità; se il paziente non più cosciente non ha espresso, in condizioni di capacità, una propria volontà sulle cure, la decisione sulle scelte terapeutiche sarà presa da un fiduciario, solitamente un familiare.

CANADA: solo in alcuni Stati, come ad esempio Manitoba e Ontario, le direttive anticipate di trattamento hanno valore legale. Negli altri, invece, ogni Provincia assume decisioni autonomamente e in maniera diversa.

AUSTRALIA: anche qui, come in Canada, manca una legge uniformatrice, alcuni Stati si sono dotati di una legge sul 'Living will', con provvedimenti che ricalcano la normativa statunitense.

EUROPA: non esiste ancora una disciplina sul Testamento biologico recepibile dagli Stati membri, alcuni dei quali, comunque, hanno adottato autonomamente normative in materia.

BELGIO: è dal 2002 che nel piccolo Stato europeo è prevista l'eutanasia, su richiesta esplicita del paziente. Ai cittadini viene riconosciuta anche la possibilità di predisporre un testamento biologico con dichiarazioni anticipate di trattamento, scegliendo a quali cure sottoporsi e quali rifiutare.

DANIMARCA: con una legge sul 'living will' è stata istituita un'apposita 'Banca dati elettronica', che custodisce le direttive anticipate presentate dai cittadini. In caso di malattia incurabile o di grave incidente, i danesi che hanno depositato il testamento medico - documento che ogni camice bianco è tenuto a rispettare - possono chiedere l'interruzione delle cure e dei trattamenti, e di non essere tenuti in vita artificialmente. Nel caso di sopravvenuta incapacità, il diritto del malato può essere esercitato dai familiari.

FRANCIA: la materia del fine vita è regolamentata con una legge del 2005, che riconosce il principio di rifiuto dell'accanimento terapeutico, e prevede che possano essere sospesi o non iniziati gli atti di prevenzione, indagine o cura che appaiano inutili, sproporzionati o non aventi altro effetto che il mantenimento in vita artificiale del paziente. E' riconosciuta la figura del fiduciario, da consultare nel caso il paziente sia incapace di esprimere le proprie volontà. Se non c'è direttiva, comunque, la scelta spetta ai medici.

GERMANIA: manca una norma ad hoc, ma il testamento biologico trova attuazione nella pratica e conferma nella giurisprudenza. La Corte Suprema federale, infatti, emise nel marzo 2003 una sentenza con la quale dichiarava la legittimità e il carattere vincolante della volontà del paziente, riconducendola 'al diritto di autodeterminazione dell'individuo'. Se non c'è volontà scritta, decide il giudice tutelare.

INGHILTERRA: realtà analoga a quella tedesca nel Regno Unito, dove il 'living will' è riconosciuto fin dal 1993. L'orientamento britannico su questo delicato tema si è delineato soprattutto attorno al caso Blond caso identico a quello di Eluana Englaro (incoscienza e alimentazione/idratazione forzata). I giudici decisero che i medici non avevano l'obbligo di somministrare trattamenti divenuti inutili a seguito della valutazione scientifica della condizione di vita del paziente e che, quindi, non erano rispondenti al suo 'migliore interesse'. Per cui se il paziente non era in grado di accettare o rifiutare i trattamenti e non aveva rilasciato in precedenza una dichiarazione di volontà in materia, una volta informati i familiari, si poteva legittimamente procedere all'interruzione dei trattamenti.

OLANDA: è notoriamente il primo Paese al mondo che, nel 2001, ha modificato il Codice penale per rendere legali, in alcune circostanze rigorosamente normate, sia l'eutanasia sia il suicidio assistito dal medico. Questa normativa contiene anche la disciplina relativa al testamento biologico. Le dichiarazioni di volontà possono essere sottoscritte anche da minori, purché i genitori siano d'accordo se il minore ha fra i 12 e i 16 anni, mentre se ha fra i 16 e i 18 anni è sufficiente che ne siano stati informati.

SPAGNA: le norme sulle dichiarazioni anticipate di volontà in Spagna sono contenute all'interno di una più ampia legge sui diritti dei pazienti entrata in vigore nel 2003. E' dunque riconosciuta al cittadino maggiorenne la facoltà di manifestare anticipatamente e per iscritto la propria volontà in merito a cure e terapie cui essere sottoposto, nel caso dovesse perdere la capacità di esprimerle personalmente. Egli può inoltre nominare un suo rappresentante, dunque anche qui entra in gioco la figura del fiduciario, che può fungere da interlocutore con i medici per realizzare le sue volontà ed evitare che ci sia accanimento terapeutico.

Qui:http://www.desistenzaterapeutica.it/appello_giuristi_del_15_febbraio_2009.html vi è un Appello di giuristi del 15 febbraio 2009:

La legge del governo sul fine vita viola i diritti umani in cui i professori di diritto civile contestano punto per punto le aberrazioni della proposta di legge governativa e i cittadini il "sondino di stato".

Luciana P. Pellegreffi

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IN SVIZZERA IL TESTAMENTO BIOLOGICO DIVENTA LEGGE - LA CHIESA NON SI OPPONE

Altrachiesa - In Svizzera il testamento biologico diventa legge.
E la Chiesa non si oppone di Fabio Poletti, da La Stampa, 21 maggio 2009

Un secolo fa in Svizzera era consentito aiutare chi voleva suicidarsi per motivi di onore. Un secolo dopo, discutere sul diritto alla vita e alla propria morte, non scandalizza più nessuno. E’ una consuetudine. E’ diventata una legge che all’articolo 370 del codice civile appena riformato, stabilisce: «Chi è capace di discernimento, può designare i provvedimenti medici ai quali accetta o rifiuta di essere sottoposto nel caso in cui divenga incapace di discernimento». In Italia, se ci fosse, si chiamerebbe testamento biologico. In Svizzera lo hanno voluto chiamare direttive anticipate e non fa la differenza. Olivier Guillod, docente di Diritto privato all’università di Neuchatel ed esperto della Commissione bioetica nazionale che ha elaborato il testo, dice che alla base di questa riforma del codice c’è un principio di autodeterminazione: «In alcuni Cantoni come nel Vallese questa legge c’è dal ‘95.

Adesso è un dispositivo che vale per tutta la Confederazione. Il medico è vincolato alle richieste del paziente, fatta salva l’obiezione di coscienza». La legge entrerà in vigore il primo gennaio 2012 perché tutti i Cantoni devono attrezzarsi. In questi tre anni la riforma ha ugualmente effetto, nel caso di un contenzioso si va davanti a un giudice. I tre mesi di tempo per chiedere un referendum abrogativo sono appena scaduti senza che qualcuno raccogliesse le 50 mila firme necessarie per bloccare la riforma. Non le ha raccolte chi teme che questa sia una strada per fare diventare la Svizzera come l’Olanda, dove l’eutanasia è autorizzata. Non chi ha paura che la Svizzera, dove aiutare un suicida non è reato se lo si fa per motivi compassionevoli, diventi la patria della buona morte. Non la Chiesa che in ogni parte del mondo si batte per la sacralità della vita.

Il teologo protestante Frank Mathwig sembra un laico, tanto difende i principi religiosi quanto accetta il dialogo sul diritto all’autodeterminazione: «Le norme morali non possono essere estranee alle situazioni concrete. Si tratta di tollerare le situazioni estreme». I giuristi della Commissione bioetica svizzera dicono che nel loro Paese casi come quelli di Eluana Englaro, Piergiorgio Welby e Terri Schiavo non sarebbero stati nemmeno casi. Secondo il settimanale elvetico Hebdo oltre l’80% degli svizzeri condividono la scelta del legislatore sulle direttive anticipate ma solo il 10% le ha già scritte. Un numero comunque alto in un Paese dove 3000 persone si uccidono ogni anno, su una popolazione di 7 milioni di abitanti. Di questi 3000, quasi 300 sono suicidi assistiti. Di questi 300, quasi 50 vengono da oltre confine. Eppure anche se a Neuchatel 150 persone al giorno visitano la mostra assai esplicita sulle cure palliative organizzate dalla Fondazione Chrysalide - «Se un giorno io muoio», il titolo; la foto di due piedi in avanti, il manifesto - qualche paura ad una eccessiva consuetudine alla morte rimane.

Centri come Exit e Dignitas che assistono i suicidi potrebbero essere sottoposti a maggiori controlli legislativi. Nel cantone di Vaud con capitale Losanna, Exit contrattacca e promuove una raccolta di firme per togliere i finanziamenti pubblici a quegli hospice che non prevedono il suicidio assistito. Alberto Bondolfi della Commissione nazionale di etica per la revisione dei diritti di tutela, racconta che si stanno studiando progetti per regolamentare in modo rigido il suicidio assistito ma che al di là della legge ogni caso sarà un caso a sè: «Nessun medico ad esempio saprà dire se le volontà anticipate da un malato di alzheimer sono autentiche o indotte dalla malattia». Malgrado qualche dubbio che pure serpeggia in chi ha discusso per dieci anni questa riforma del codice, c’è chi come Suzanne Brauer della Commissione nazionale etica per la medicina difende prima di tutto i principi di base: «Dietro a questa riforma del codice c’è un principio fondamentale che allarga l’autonomia dei pazienti. E’ uno strumento per razionalizzare la volontà di ognuno. Il rapporto tra medico e paziente diventa un rapporto mandatario. Una cosa impensabile solo trenta anni fa». Una cosa che alla fine magari poco importa a una qualunque Griselde R., accompagnata ad una dolce morte con le cure palliative della fondazione Chrysalide, di cui non sappiamo nulla per la sua privacy, se non le ultime parole di una poesia così delicata da fermare il cuore: «Scivola mia piccola morfina, come un bianco e dolce ermellino».

Come la mettiamo con i nostri politici asserviti alla poltrona e alla bisogna alla chiesa ?

Come la mettiamo con i patti lateranensi?

LA COSTITUZIONE GARANTISCE LO STATO LAICO - come gliela facciamo capire?

Luciana P. Pellegreffi

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