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30 giugno 2012

Un lavoro per gli ex operai ThyssenKrupp promesso da Fassino





   "...il capitale non ha riguardo per la salute e per la durata della vita dell'operaio, quando non sia costretto a tali riguardi dalla società"
(K. Marx) 

L’odierna crisi generale investe appieno i lavoratori di tutto il mondo e anche nel nostro Paese i suoi effetti più nefasti vengono fatti ricadere sulle loro spalle: disoccupazione, precarietà, emarginazione, smantellamento dello stato sociale, promozione della guerra fra poveri.
Il crescente attacco contro i diritti dei lavoratori con la massiccia introduzione di forme di precariato e quello sferrato allo Statuto dei lavoratori attraverso le misure contenute nel piano Marchionne e nella Riforma Fornero, nel tempo si sono tradotti in una condizione generalizzata di ricattabilità e insicurezza di tutti i lavoratori e nel tentativo di estromettere dai luoghi di lavoro i sindacati più combattivi, come ad esempio il caso FIOM in FIAT.
L’acuirsi di questa crisi si traduce anche, nei luoghi di lavoro, in migliaia di morti e centinaia di migliaia di invalidi permanenti, senza dimenticare i malati “professionali” in seguito all’esposizione a sostanze nocive per la salute. Questo problema è ormai una piaga sociale che minaccia quotidianamente la vita dei lavoratori e dei cittadini, mai affrontato dai Governi che si sono succeduti negli ultimi decenni. Nella pratica si alimentano le condizioni che hanno portato alla strage avvenuta alla ThyssenKrupp di Torino il 6 dicembre 2007 in cui sono morti, per il profitto dei padroni, 7 nostri compagni di lavoro.

Il verdetto di primo grado della primavera scorsa con la condanna di tutti gli imputati, ottenuta grazie alla costante mobilitazione dei familiari, degli operai e dei tanti cittadini solidali, è stato un primo passo verso l’accertamento della verità e della giustizia, nonostante questi criminali non siano ancora in galera. Di fatto rimane una battaglia ancora aperta per cui occorrerà vigilare e mobilitarsi per impedire rischi quali la già avviata depenalizzazione dei reati legati ai morti sul lavoro (depotenziamento del T.U. 81/2008), il tentativo di insabbiare le responsabilità dei morti sul lavoro attraverso la prescrizione con il Processo breve, lo smantellamento di pool di magistrati particolarmente competenti in materia di reati legati al mondo del lavoro come quello coordinato dal Dott. R. Guariniello.
Inoltre, questa vicenda rimane per alcuni di noi una battaglia aperta anche per un altro motivo: dopo aver lavorato senza le minime garanzie di sicurezza e rischiato la vita in uno stabilimento ormai condannato alla chiusura, dopo esserci costituiti coraggiosamente per la prima volta in Italia Parti Civili in una class-action al fianco degli Enti locali nel processo, dopo il cordoglio delle Istituzioni cittadine e le rassicurazioni (solo formali) per lavorare affinché venisse garantita la sicurezza nei luoghi di lavoro e svariate promesse di ricollocazione per tutti i lavoratori da parte del Comune durante e dopo le campagne elettorali (l’ultima risale al 30 giugno 2011 in un incontro con il neo eletto sindaco P. Fassino), dopo 4 anni siamo ancora senza un’occupazione. Quelle Istituzioni che dovrebbero sostenerci oggi ci discriminano, dato che oltre 30 nostri ex colleghi sono stati ricollocati in società partecipate del Comune e che nessuno di loro era costituito come Parte Civile nel processo.
La nostra vicenda in quanto ex lavoratori ThyssenKrupp di Torino ancora senza lavoro è uno degli esempi del disinteresse con il quale prima la giunta Chiamparino e poi la nuova giunta di Fassino abbiano trattato la situazione dell’occupazione nel capoluogo piemontese.
Torino, sede della Fiat del “mirabolante” piano Marchionne e della tanto discussa Tav, oggi una delle città più colpite dagli effetti delle politiche di “macelleria sociale” imposte dal governo Monti e applicata con diligenza a livello locale dall’Amministrazione Fassino, vede il proprio tessuto industriale profondamente colpito dalla crisi attraverso licenziamenti, tagli, delocalizzazioni, esuberi. Una gravissima situazione che quotidianamente investe strati sempre più ampi del tessuto sociale cittadino senza che l’Amministrazione dia risposte chiare e metta in campo misure concrete per contrastare gli effetti della crisi.
Servono politiche che rompano con le misure imposte dal Governo per salvaguardare l’occupazione esistente e rilanciare la creazione di nuovi posti di lavoro, peraltro sbandierata nel programma elettorale Gran Torino Capitale del Lavoro. Questo programma che per ora rimane lettera morta, noi vogliamo farlo diventare realtà!
L’unica misura che ci consentirebbe di uscire dalla crisi è la creazione di posti di lavoro, sicuri e dignitosi per tutti, potenziando i servizi ai cittadini: nei trasporti potenziando la rete esistente ed estendendola al servizio notturno, inesistente persino nelle grandi metropoli che dicono di ispirarsi alle capitali europee e a quelle oltreoceano; nella sanità, potenziando i poli ospedalieri esistenti e costruendone di nuovi in zone decentrate; offrendo cultura e arte a prezzi popolari, lontano da qualunque speculazione; salvaguardando l’ambiente dalle speculazioni edilizie, bonificando le aree industriali dismesse dalle sostanze abbandonate dalle produzioni industriali; nazionalizzando le produzioni pericolose, inutili e obsolete e riconvertendole a produzioni utili e rispettose delle persone e dell’ambiente; sostenendo maggiormente le forme di produzione, consumo e distribuzione di tipo solidaristico e locale; valorizzando maggiormente il nostro patrimonio artistico lasciato nell’incuria e nel degrado in cui spesso versano musei, città d’arte e zone d’interesse artistico. Ecco come creare posti di lavoro utili! In definitiva è solo una questione di volontà politica.
Gli ammortizzatori di cui beneficiamo (ancora per poco) sono solo una misura temporanea per sbarcare il lunario, un’anticamera della disoccupazione, un’elemosina sociale di cui faremmo volentieri a meno. Ciò che vogliamo è mettere al servizio della nostra Città competenze e professionalità attraverso un posto di lavoro sicuro e dignitoso, garantito dalla Costituzione nata dalla Resistenza e dai diritti conquistati in decenni di lotte.
Disoccupazione, esuberi e precariato, così come i morti e gli infortuni sul lavoro altro non sono che il frutto di questo imbarbarimento delle condizioni materiali, sociali e culturali a cui ogni giorno veniamo sottoposti noi lavoratori: a ciò e per pretendere un posto di lavoro sicuro e dignitoso rispondiamo lanciando questo appello.
Ci rivolgiamoa tutti i lavoratori, i cassintegrati, i disoccupati, gli intellettuali, le personalità pubbliche del mondo dell’arte, dello spettacolo, della cultura e del mondo scientifico, gli esponenti sindacali, i giornalisti, i politici, i comitati di lotta, le associazioni, gli enti e gli organismi che si battono per promuovere la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro e singoli cittadini affinché prendano posizione pubblicamente, sottoscrivendo questa petizione:
in solidarietà con gli ex lavoratori della ThyssenKrupp di Torino, impegnati da quattro anni in una dura battaglia per l’accertamento della verità e della giustizia e per la loro immediata ricollocazione lavorativa, così come promesso dal Sindaco P. Fassino il 30 giugno 2011; perché si costringano, attraverso la lotta e la mobilitazione popolare, Governo e Amministrazioni locali a mantenere i posti di lavoro (sicuri e dignitosi per tutti) esistenti e a crearne di nuovi come unica misura per uscire dalla crisi.
Lavoro sicuro e dignitoso per tutti!
Ricollocazione immediata da parte del Comune di Torino per tutti i lavoratori ThyssenKrupp costituiti Parti Civili nel processo!
 
Giugno 2012
Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino
 
FIRMA E FAI FIRMARE L’APPELLO, INDICANDO: NOME E COGNOME – PROFESSIONE - ORGANIZZAZIONE SINDACALE, POLITICA, CULTURALE - CITTA’ - EMAIL/TELEFONO
Inoltre vi chiediamo di inviare mail di protesta all’Ufficio del Sindaco Fassino (segreteria.sindaco@comune.torino.it) indicando nel testo la seguente dicitura seguito da NOME e COGNOME
Denunciamo l’atteggiamento discriminatorio nei confronti degli ex lavoratori ThyssenKrupp di Torino ancora senza lavoro e chiediamo il rispetto delle promesse di un lavoro sicuro e dignitoso per i 14 lavoratori ancora senza occupazione.”
 
Vi chiediamo, per conoscenza di inviarla anche al nostro indirizzo mail maipiuthyssenkrupp@hotmail.it

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