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2.3.10

Ecco cosa è successo davvero al Tribunale di Roma con i ritardi delle liste Pdl

L'ordine era chiarissimo: fuori Piccolo, De Lillo e Palozzi; Di Paolo capolista.
"Dilettanti allo sbaraglio", dice Umberto Bossi. Ma forse anche qualcosa di più.
Per il momento sono solo voci, indiscrezioni, chiacchiericcio. Nessuno dai banchi del centro-destra si azzerderebbe mai a confermale.
Ma a quanto pare - Il Corriere della Sera di oggi le accredita - il pasticcio che mette a rischio la lista del Pdl nella provincia di Roma per le prossime regionali, sarebbe nato da una pratica molto diffusa nei partiti: quella di cambiare candidati all'ultimo momento.

Milioni si sarebbe allontanato per cambiare la lista

Sembrerebbe infatti che sabato scorso Alfredo Milioni, entrato in tribunale alle 11,20, si sarebbe allontanato proprio per evitare gli occhi indiscreti. Non quelli del centro-sinistra, ma quelli dei suoi. Secondo i ben informati, infatti, Samuele Piccolo - votatissimo consigliere comunale inviso ad Alemanno perché troppo indipendente – avrebbe fiutato l'aria, e avrebbe mandato dei suoi rappresentanti in tribunale, addirittura muniti di telecamera, per monitore la situazione. Sarebbe proprio per evitare quella telecamera che Milioni si sarebbe allontanato inventando una scusa.

Bisognava far fuori Piccolo, De Lillo e Palozzi

A quanto pare, infatti, i vertici del Pdl regionali, avevano dato ordine a Milioni di apportare dei cambiamenti dell'ultim'ora alla lista. Innanzitutto bisognava far fuori tre personaggi scomodi, troppo autonomi: Samuele Piccolo, consigliere comunale a cui Alemanno ha ritirato la delega alle periferie per averlo criticato per le nomine effettuate all'Ama, la municipalizzata dei rifiuti; Giuseppe De Lillo (fratello del senatore Stefano e dell'assessore capitolino Fabio) uno dei "tre Kennedy dell'Aurelio; e Adriano Palozzi, il sindaco di Marino.

Di Paolo, invece, doveva diventare capolista

In secondo luogo Milioni avrebbe avuto mandato di mettere come capolista Pietro Di Paolo, un uomo vicino ad Alemanno, al posto di Fabio Armeni, che sarebbe stato il primo della lista in ordine alfabetico. Di Paolo, marito della deputata Barbara Saltamartini, una politicamente molto vicina ad Alemanno, dal canto suo smentisce tutto e s'inca...: "Io non nessun bisogno di essere aiutato da Alemanno".

Molte smentite, qualche timida ammissione

E gli altri diretti interessati? Vincenzo Piso, coordinatore regionale del Pdl nega tutto: "E perché avremmo dovuto escludere dalla lista 3 persone da 60mila voti?". Samuele Piccolo si indigna per le indiscrezioni trapelate. Dai De Lillo trapela invece che qualcuno del partito voleva dirottare Giuseppe nella Lista Polverini.
 

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