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13 ottobre 2013

CONSIDERAZIONI

di Giandiego Marigo

La “caduta di stile” rivelatoria del “Guru Beppe” ci indica , laddove ce lo fossimo dimenticati, quanto sia demenziale e deleterio affidare il proprio destino e , soprattutto quello di un'intera AreA ad un “uomo solo al comando” (ed inutilmente deleteria ed inaccettabile qualsiasi perorazione sull'uno vale uno, sinceramente ridicola … a questo punto, Grillo non vale uno ma centomila). 
Pone all'ordine del giorno la necessità, sempre più evidente di un' AreA di Progresso e Civiltà che abbia il “coraggio civile” di porre, oltre ad un metodo, una visione di mondo. Che abbia la capacità di “raccogliere” quel che di buono è stato detto dall'ultimo 800 ad oggi, di lasciarsi ispirare dall'esperienza socialista  libertaria e liberal-democratica, senza per questo raccattare ogni bandiera caduta ed ogni libro dismesso trovi sulla sua strada. 
Elaborando alla fine il nuovo linguaggio del progressismo contemporaneo, che sappia rilanciare il significato stesso del termine, separandolo dal tecnologismo efficentista  e pragmatico che lo domina in questo momento. 
Più che mai questo vuoto ha esigenza di essere colmato con un agglomerato che rappresenti degnamente l'esigenza. 
Esistono, fuori dal contesto di “gestione” più o meno ravvicinata del potere, movimenti in questo senso, anche in M5S stesso … e meno male. 
In questo senso si muove, per esempio, la volontà di “Alternativa” e del “Movimento Radical-Socialista” di elaborare ambiti e linguaggi, così come “strategie” comuni. 
In questo senso si muove la critica, doverosa, interna ad M5S sulle ultime esternazioni del “Leader Maximo”  sulla questione del “reato di clandestinità”
Questa è l'esigenza reale che deve però liberarsi d'ogni antico lacciolo, d'ogni richiamo pedissequo e libresco al passato ( che non vuol dire liberarsi della storia, ma leggerla con gli occhi del presente),  se non a livello di riferimenti,  (avrebbero davvero il dovere civile di farlo) tutti quegli agglomerati d'area movimentista, che hanno caratterizzato in questi anni il dissenso e l'antagonismo, 
Muoversi l'uno verso l'altro creando reciproci ponti e, soprattutto, creandoli verso l'esterno... perchè. mi si perdoni, l'ovvietà … necessaria, un miglior mondo è possibile, certo, soltanto però se noi tutti, partendo da noi stessi lottiamo, anche contro le nostre abitudini e le nostre chiusure. Per renderlo possibile, se smettiamo di parlare della visione ed iniziamo , invece, a descriverla ed a raccontarla.

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