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19 novembre 2011

Radioattività: Iodio-131 nei cieli d’Europa, ancora ignota la causa


Le particelle radioattive di iodio-131, che da venerdì 11 novembre aleggiano come uno spettro nei cieli d’Europa, restano un mistero. Ancora non si sa da dove vengano, né cosa le abbia provocate.

A denunciare il fenomeno per prima, l’Iaea -  International Atomic Energy Agency – che sul suo sito specificava come bassi livelli di questo isotopo fossero stati misurati nell’atmosfera sopra la Repubblica Ceca e nei Paesi limitrofi. Poi il fenomeno si è spostato verso occidente, arrivando a toccare anche la Francia.

Gli esperti sono all’opera per cercare di capire le cause ma intanto rassicurano: gli attuali quantitativi di iodio-131 rilevati sono così bassi da non costituire un pericolo per la salute. Tale sostanza può provocare tumori e contaminare latte e verdure ma non a queste concentrazioni, assicurano Iaea e le autorità nazionali per l’ambiente.
Il fatto che non siano stati rintracciati altri radionuclidi nell’aria – ha sottolineato Dana Drabova, capo dell’autorità nucleare di Praga – sembrerebbe escludere che ci possa essere stato un incidente in qualche reattore nucleare. Accantonata fin da subito anche l’ipotesi di una contaminazione derivante dalla centrale nucleare di Fukushima, danneggiata dal terremoto lo scorso marzo : lo iodio 131, infatti, decade in 8 giorni quindi deve essere in qualche modo “di fresca produzione”, dichiara al Corriere della Sera Giuseppe Zollino - docente di impianti nucleari all’Università di Padova.

L’ipotesi più accreditata, al momento, è che l'isotopo sia fuoriuscito da un impianto per la produzione di radiofarmaci – sottolinea l’autorità ceca per la sicurezza nucleare. Lo iodio 131 è infatti utilizzato in ambito medico per la cura della tiroide.
Ancora nulla, tuttavia, è certo, si attendono aggiornamenti.

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