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6 novembre 2011

FERROVIE: BERGAMO, MANCATO DISASTRO. IL MACCHINISTA: "...a momenti morivo oggi !"

ancora
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GROSSO TRATTORE FERMO SUI BINARI MENTRE ARRIVA IL TRENO. SALVI PER UN SOFFIO. DI NOTTE O CON LA NEBBIA SAREBBE STATA UNA TRAGEDIA. TRENORD E BIESUZ DEVONO GARANTIRE MAGGIORE SICUREZZA
Ha visto la morte in faccia. Non è il solito modo di dire ma la brutta avventura vissuta dal nostro compagno di lavoro, Antonino Malara, che solo per caso non è sfociata in una tragedia dalle conseguenze difficilmente prevedibili. Lo si capisce dall'immagine qui a lato, ripresa dall'interno della cabina di guida durante i rilievi. Il 2 novembre scorso mentre era alla guida del treno 10461 della società Trenord, tra le stazioncine di Caravaggio e Caprialba, fra Treviglio e Cremona, ha intravisto da lontano, nella foschia, il suo binario occupato da un grande trattore con rimorchio.
Nei pochi ma drammatici secondi a disposizione egli ha tempestivamente lasciato la cabina di guida per avvisare la collega capotreno e la ventina di viaggiatori che si trovavano sulla prima carrozza urlando "Tenetevi forte... ! Tenetetivi forte... ! Puntate i piedi sui sedili che andiamo a sbattere...!". Fortunatamente il treno si arrestava bruscamente a pochi centimetri dall'ostacolo.

L'avvistamento a distanza, l'istantanea frenatura rapida e l'assenza di brina sui binari, hanno reso la frenata efficace e appena appena sufficiente ad evitare l'impatto che Antonino temeva inevitabile. Grazie all'esperienza ed alla prontezza è riuscito così a fermare il treno a soli 320 centimetri (secondo i successivi rilievi) dall'ostacolo. L'urto - come purtroppo succede sempre a questi treni privi di una struttura a gabbia salvavita, avrebbe distrutto la cabina di guida e danneggiato gravemente il comparto viaggiatori, schiacciando macchinista e capotreno e mettendo in pericolo la vita dei malcapitati pendolari della prima carrozza.

Dagli accertamenti è risultato che il trattore ha subito un'avaria grave - spezzamento del gancio di traino - proprio mentre attraversava il binario. Ciò ha messo in evidenza una enorme lacuna nella sicurezza di questi PL: l'utente non ha la possibilità di conoscere l'evenutale l'imminenza dell'arrivo di un treno né la direzione di provenienza ed in caso di avaria al mezzo non ha nessuna possibilità di 'avvisare' il macchinista. Dall'altro lato, il macchinista non ha strumenti per sapere se il PL è libero, occupato, aperto o chiuso e quindi non può prevenirte in alcun modo queste drammatiche situazioni.


In Lombardia, sulla rete RFI utilizzata da Trenord (società figlia della fusione tra una parte di Trenitalia e Le Nord) ma anche nel resto d'Italia, si trovano ancora numerosi Passaggi a Livello gestiti in questo modo, primitivo e pericolosissimo, solo perché si trovano su linee a basso traffico: le statistiche confermano la loro elevatissima pericolosità.

l problema di garantire la sicurezza in quelle tratte non può essere ignorato dall'impresa ferroviaria che fa lavorare i 'suoi' macchinisti in queste condizioni perciò come lavoratori che rischiano la vita assieme ai viaggiatori, esigiamo che Giuseppe Biasuz, amministratore delegato di Trenord e datore di lavoro dei macchinisti, Michele Elia amministratore di RFI, gestore della rete e lo stesso Raffaele Cattaneo, assessore regionale ai Trasporti, adottino con urgenza tutte le misure tecniche ed organizzative (dispositivi automatici, rilievo dei treni, allarme, ecc.) necessarie al garantire la massima sicurezza della circolazione ferroviaria.

ECCO LA DRAMMATICA TESTIMONIANZA A CALDO DEL MACCHINSITA

"Oggi alle ore 11e 20, mentre ero alla guida della 582, col treno 10461, al km 54, in un tratto dove per fortuna non vi era la fitta nebbia che imperversava nella zona, alla velocità di 120 km/h ho appena intravisto il frontale di un grosso trattore con un grosso rimorchio in ferro carico di letame che attraversava il passaggio al livello in custodia del contadino stesso (il massimo della sicurezza). Ho dato subito la frenatura rapida e mi portavo prontamente in vettura per avvisare la capotreno e i passeggeri per il probabile imminente impatto, evitato per tre metri. A momenti morivo oggi.
Quando sono ritornato in cabina dopo "avermela fatta sotto" ecco dalle foto cosa mi sono trovato davanti.
Inutile dire lo spavento che mi sono preso, un vero miracolo se sono vivo e se mi sono fermato in tempo e posso raccontavi in prima persona quanto accadutomi. Posso cosi festeggiare fra 2 giorni i mie 57 anni".
"Visto il carico del rimorchio fare una morte di merda non mi andava proprio"

FONTE

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2 commenti:

  1. Dalle mie parti, purtroppo, fenomeni del genere sono all'ordine del giorno. Non c'è mai stata la tragedia, né è mai stata sfiorata, per carità, però quando cadono anche solo 4 gocce d'acqua, qui s'impantana tutto ed i treni viaggiano a rilento per paura che i binari cedano perché non sono più solidi e la cosa peggiore è che non sono ancora stati stanziati fondi affinché vengano predisposte le dovute riparazioni. Di questi tempi, poi, che le piogge - anche violente - sono frequenti, ogni mattina prendere quel treno fa davvero paura...

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  2. La cura dell'ambiente e la sicurezza sono parte indispensabile del nostro futuro e di chi ha a cuore l'interesse del Paese .... chi?
    Ciao Plasma Solitario

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