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26 giugno 2011

P4, va avanti l'inchiesta della Procura di Napoli. Parla l'avvocato Li Gotti


Roma - (Adnkronos) - Indagato il capo di stato maggiore della Guardia di Finanza, Michele Adinolfi. Il legale del presidente dell'Adnkronos, Pippo Marra: ''L'interrogatorio di tre settimane fa ha riguardato un segmento molto limitato. Peraltro, quello che si apprende dai giornali, dimostra che la fonte di Bisignani era un deputato del Pdl e non certo Marra''. Inoltre: ''I magistrati erano incerti se ascoltare Marra come testimone o, per sua personale garanzia, come indagato''. Anm: su Papa deciderà il collegio dei probiviri. Intercettazioni non sono una priorità
Roma, 26 giu. (Adnkronos) - "L'interrogatorio di tre settimane fa ha riguardato un segmento molto limitato. Marra ha favorito spiegazioni, delucidazioni sulle due o tre domande che gli sono state poste. Peraltro, quello che si apprende dai giornali, dimostra che la fonte di Bisignani era un deputato del Pdl e non certo Marra". Luigi Li Gotti, legale del presidente dell'Adnkronos, Pippo Marra, parla dell'inchiesta che ha coinvolto il suo assistito, chiamato in causa nell'indagine che ha coinvolto anche il capo di stato maggiore della Guardia di Finanza, Michele Adinolfi.
"E' sicuro - prosegue Li Gotti - che la frase riferita da Bisignani, cioè che Marra gli avrebbe detto di non parlare al telefono, a parte il fatto che si riferisce a un argomento molto remoto, si riferisce anche al normale conversare: ha detto una cosa che tutti possono dire. Una frase innocua - specifica il legale - in un ambito di conversazione, non significa trasmissione di notizie. E peraltro non mi pare che lo stesso Bisignani attribuisca a Marra di aver saputo di essere sotto intercettazione. Bisignani ha riferito, invece, di essersi informato da altre persone che gli avrebbero comunicato la circostanza, non facendo assolutamente riferimento a Marra".
"Quando 3 settimane fa fu fatto l'interrogatorio - racconta Li Gotti - gli stessi pubblici ministeri avevano dubbi se sentire Marra come indagato. Loro stessi hanno detto che era più un testimone ma, che a fini di garanzia, le davano questo status. Status che dovrebbe essere una maggiore garanzia ma che potrebbe diventare agli occhi dell'opinione pubblica cagionevole. Questi sono i costi che si pagano alla democrazia dell'informazione. D'altra parte Marra, come direttore ed editore di un'agenzia di stampa, - conclude il legale - sa che si possono pagare dei costi sull'altare della democrazia dell'informazione".


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