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21 novembre 2010

TEATRO: "SCORIE PER TUTTI"


“Storie di Scorie” di Ulderico Pesce, già vincitore di diversi premi con questo spettacolo teatrale, è attore e regista lucano che da anni cerca, attraverso le sue opere, di denunciare il degrado ambientale del nostro paese.  Il regista ci offre il percorso delle scorie nucleari,  percorrendo il sentiero che lega l’industria nucleare italiana, il pericolo che ancora oggi rappresentano le centrali atomiche sia per l’ambiente sia per la salute pubblica e le modalità tecniche del loro funzionamento.
Il testo racconta la vita Nicola, figlio di un contadino del Metapontino (MT) che ha lavorato come addetto alle pulizie nel deposito nucleare della Trisaia di Rotondella (MT) dove negli anni ’60 arrivarono 84 barre di uranio radioattivo provenienti dagli USA delle quali, 64 sono ancora conservate nel deposito lucano, altre riprocessate, altre conservate nel deposito nucleare della Casaccia, a 25 chilometri a nord-est di Roma. Nicola, avendo scoperto illeciti da parte dell’Enea è stato licenziato. Successivamente è partito volontario per la Bosnia dove ha respirato polvere di proiettili all’uranio e si è ammalato.
Tornato in Italia ha trovato lavoro presso le Poste Italiane come postino a Saluggia (VC). La piccola casa che ha preso in affitto è sulla Dora Baltea, la finestra si affaccia proprio sul deposito nucleare del luogo.
A Saluggia sono infatti presenti l'impianto Eurex-SO.G.I.N. all'interno del Centro ricerche dell'Enea, il Complesso Sorin e il Deposito Avogadro. Eurex-SO.G.I.N. è un impianto per il ritrattamento di elementi di combustibile arricchito con con Uranio 235.
L'impianto, non più in esercizio, ha prodotto un grosso quantitativo di rifiuti radioattivi sia solidi che liquidi attualmente stoccati all'interno dell'area. E’ a Saluggia che verrà costruito un impianto di solidificazione dei rifiuti radioattivi liquidi (processo Cemex) e un deposito temporaneo di manufatti di III categoria dell'impianto Eurex
Il deposito temporaneo D3 dovrà essere costruito accanto all'impianto di solidificazione; nei progetti di Sogin avrà un volume di 8 mila metri cubi , sarà lungo 35 metri, largo 17, alto 13 e dovrebbe ospitare le scorie ad alta attività, precisamente 1.120 fusti da 440 litri ciascuno, in attesa della realizzazione del deposito nazionale.
Gli impianti si trovano a un chilometro e mezzo a monte del più grande acquedotto del Piemonte, quello del Monferrato. Nell'ultimo rapporto Arpa del 10 dicembre 2009, si legge che “le misure eseguite consentono di affermare che nulla è variato dal punto di vista radioprotezionistico per  quanto riguarda la presenza di radionuclidi artificiali nell'acqua di falda superficiale, anche in relazione alle indagini di approfondimento – tutt’ora in corso - svolte nel corso delle operazioni di ripristino di scarico degli effluenti radioattivi del comprensorio Sorin-Avogrado. In questo contesto non si configurano pertanto pericoli per la popolazione”.
Il condotto di scarico del deposito Avogadro è proprietà di Sorin e serve scaricare nel fiume Dora Baltea gli scarichi radioattivi prodotti durante l’attività produttiva. Il deposito Avogadro è autorizzato a scaricare ogni anno sostanze radioattive equivalenti a 37 miliardi di Becquerel di Cesio 137 e nell'ultimo anno di attività, il 2005, sono stati scaricati in questo modo, ben 14 miliardi di Bq. La contaminazione riscontrata dell'Arpa, quindi, sarebbero state originate negli anni precedenti. Lo stesso condotto pare serva a convogliare nel fiume anche gli scarichi civili del complesso Sorin - Avogadro.
Il quadro si completa con la presenza di Trino Vercellese a pochi chilometri da Saluggia. Nello scenario del ritorno italiano al nucleare, voci ricorrenti danno come probabile la scelta di Trino quale futura sede di una delle centrali, se così sarà essa sarà costruita in pieno Parco Fluviale del Po e dell'Orba.
E’ importante conoscere e informare su cosa significa la presenza delle centrali nucleari e cosa hanno prodotto come disastri ambientali e danni alla salute pubblica in questi decenni, elenco che sarebbe lungo e doloroso.
Mario Rodriguz Cobos a Berlino, durante il Summit dei premi nobel dalle Pace, il 12 novembre 2009, ricordando il ventennale della caduta del muro nel corso della prima Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, disse: “..Il principio morale di un mondo non violento è:  Tratta gli altri come vorresti essere trattato. Questo principio morale va oltre ogni norma ed ogni giuridicità istallando il suo dominio nel terreno umano grazie al registro del riconoscimento comune che va al di là di ogni calcolo e di ogni speculazione...”.


Andrea Tongo




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