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15.10.10

FUORI IL CORAGGIO

Lavoratori e lavoratrici del Commercio, é una delle ultime occasioni che ci sono rimaste per parlarci in modo franco e chiaro e per decidere tutti insieme cosa fare per il nostro futuro e dobbiamo farlo subito. C’é un contratto in scadenza tra due mesi e una piattaforma rivendicativa da sostenere in modo unitario, preferibilmente e che contenga le proposte lasciate da troppi anni in disparte: la
guarigione clinica retribuita oltre il 180°giorno, ovvero il recepimento dell'Art.26 della Legge 118/71, dell'Art 10 della Legge 509/88 e l'Art 2110 del Codice Civile, emendamento presentato dai Delegati Sociali Filcams-Cgil, ma recepito solo dal Ccnl del Pubblico Impiego su pressione dell'Associazione malati Oncologici; si tratta di un extra-comporto di 120 gg non retribuiti più 30 gg retribuiti per le visite mediche. Si richiede l'estensione dei diritti, delle normative e delle leggi applicate ai lavoratori qualificati anche per i lavoratori parasubordinati e apprendisti. L’applicazione della leggi 53/00 e 151/01 sui congedi parentali e nello specifico l'Art. 9, per aprire progetti di "azioni positive" tra aziende e enti locali in merito agli orari di scuola e asili nido. Sarebbe una conquista per le famiglie che riuscirebbero finalmente a conciliare lavoro e famiglia e un ulteriore passo avanti per la conquista dell'uguaglianza tra uomo e donna come avviene nei paesi del Nord Europa. Per ridare dignità ai lavoratori di questo paese si chiede alla Cgil e agli altri Sindacati Confederali una presa di posizione netta contro la Legge 30, avviando una campagna di raccolta firme per il referendum abrogativo. A chi non ritenesse prioritaria la cancellazione di questa Legge disumana e schiavista, vorrei ricordare che la percentuale di lavoratori che godrebbero della cancellazione, sarebbero i part-time, a maggioranza donne e giovani; la Legge 30 ha cancellato la parte della Legge 66/00 che permetteva di trasformare l'eccesso di ore supplementari e straordinarie lavorate in un anno, in consolidamento orario, oppure con compensazione economica. Ma quello che non si può mandare giù é aver richiesto solo 145 euro lordi al 4°livello full-time, a regime in un triennio e non più nel biennio come da accordo del Luglio ‘93. Dopo aver preso calci in faccia, i lavoratori del commercio hanno tutto il diritto di inalberarsi contro questi dirigenti sindacali ormai incapaci di rivendicare una piattaforma decente che ci porti a riconquistare diritti che ci stanno sfuggendo come granelli di sabbia e condizioni economiche in linea con l'inflazione che fa perdere potere d'acquisto ai salari e di conseguenza alle pensioni. Il mio auspicio e che la si smetta di aver paura di rivendicare il diritto ad un salario equo e si ritrovi il coraggio di presentare piattaforme che rivendichino proposte migliorative per i lavoratori. Smettiamola di difenderci e passiamo all’attacco altrimenti questo sarà l'ultimo CCNL.
Luciano L. Pasetti

Tratto da: NuovaResistenza news, ottobre 2010 - clicca qui

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