Nel paese in cui la libertà d'informazione è dipendente del potere politico ed economico, cerchiamo di tenere attivi i nostri neuroni al pensiero, alla critica, alla distribuzione della libera informazione.

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22.3.14

PERCHè TSIPRAS, PERCHè UN GRECO



di Giandiego Marigo


Non ho la televisione, l'ho buttata, letteralmente … e vivo felice, ma ho sentito parlare delle spiritosaggini del Guru de no'artri, che stranamente adesso in televisione ci va con i suoi e sin troppo spesso , sul fatto che una sinistra pezzente sia costretta a ricorrere ad un greco sconosciuto.
Chiariamoci, quindi perché Tsipras e perché un Greco.
Noi non crediamo alle piccole patrie cui il guru maximo si appoggia per implementare il suo discorso, perché non parliamo a pance e ventrazze, non lo abbiamo mai fatto e non inizieremo adesso.
Non ricorriamo ad astuzie da marketing ed a semplificazioni verbali che rendono “edibile” e di “facile consumo” un prodotto, perché non stiamo vendendo nulla e non abbiamo alcuna intreresse ad un generico consenso ottenuto con il raggiro e con l'astuzia, con la costruzione verbale con l'ipnosi emotiva ed accattivante.
Grillo ha dimostrato in molti suoi discorsi quale sia la sua visione, le piccole patrie , l'uscita dall'Europa senza alcun amortizzatore, il rompere per rompere, il fare per fare, le macroregioni ed il disfacimento nazionale (in questo alleandosi di fatto con la Lega ed i secessionisti della peggior risma).
Egli si nutre di tutto questo ed il suo movimento s'ingrassa di rabbia e frustrazione, di un generico ribellismo qualunquista che nutre a piene mani.
Egli non a caso fa del vituperio e dell'insulto ad effetto, della teatralità dozzinale il suo cavallo di battaglia.
Egli si riferisce, spessissimo, a scienziati che non cita, ad esperti che non menziona, ad economisti che non enumera. Ma alla fine quel che vediamo noi , sinceramente sin troppo spesso, sono solo Bennettazzo e Casaleggio.
Tsipras è un uomo che nasce dai movimenti, che viene da lontano e che cresce nel paese che più di ogni altro ha sofferto e subito questo crisi e le angherie di un'Europa matrigna.
Egli è, con altri, l'artefice di Syriza, un'eperienza che ha saputo unire e parlare ai molti, che ha saputa ridare speranza e visione ad un popolo prostrato e disperato. Esperienza che rischia di divenire il primo partito e di portarlo al governo del proprio paese e di spostare l'asse del governo greco decisamente a sinistra, ma che ha avuto, soprattutto, ed è molto raro, il pregio di partire da un'idea di unità anzichè da precisazioni divisorie
Egli parla però con tutti ed è disposto a rinunciare alle marcature ideologiche ed ai simboli di questa sua appartenenza nel nome del dialogo... e si badi dialogo non inciucio... che è altro.
Sarebbe sin troppo facile nutrire i ventri dell'antieuropeismo senza risposte dicendo la fatidica frase che accomuna tutti destre, sinistre, secessinisti, nostalgigi d'ogni ora e tipologia, nonchè neonazisti e leghisti e fascistume d'ogni tipo … quel “No Euro” che significa tutto e nulla, che non risponde che non parla del dopo, che non spiega da dove si dovrebbe passare. Che nega l'Europa per consegnare i paesi ad una disperazione tutta nazionalistica, senza minimamente discutere o modificare l'assetto del potere che ci sta dietro. Ci spieghino costoro la differenza fra un Euro, certamente finanziario , bancario e non sovrano ed una Lira, altrettanto finanziaria, bancaria e non sovrana … ci dicano cosa cambia se non cambioa la struttura del potere e soprattutto ci spieghino come e chi dovrebbe guidare quest'uscita.
Noi e Tsipras non scegliamo quella strada, ma diciamo chiaramente che tutti i trattati vanno ridiscussi, siano essi monetari, militari, politici, amministrativi, economici alla luce di una visione europea che è dei popoli e non delle banche e della finanza. Indicando una gradualità, una strada ed un metodo non meno radicali e decisi, rispetto alla genericissima dichiarazione di guerra ad una moneta, che è simbolo e non sostanza e che non dice come camminare dentro questa necessità.
Ma forse spaventa proprio questo, perché dice da dove si passa e cosa si fa, non in un fumoso indeterminato e futurubile avvenire, dopo una ipotetica e non meglio spiegata sollevazione, alla luce di una coscienza che nessuno fa nulla per diffondere e di una capacità di giudizio e di auto determinazione in cui nessuno crede.
Noi siamo quelli che dicono si passa di qui, che la circolarità, l'orizzontalità e la partecipazione la fanno, non la dicono soltanto.
Si parla dell'acqua, del nucleare, dei grandi lavori, degli interventi militari, dei diritti diffusi, della globalizzazione delle schiavitù, delle delocalizzazioni, delle differenze interne dei dirittti dei lavoratori eurpei, dei diritti e della loro globalizzazione… delle migranze. Del per chi e del come, si parla di patrimoniali, di far pagare chi deve. Si parla di questione morale e di etica, di diritti delle donne e delle comunità omosessuali...si parla di un mondo altro e migliore, di un'Altra Europa
Noi siamo quelli da isolare, quelli che fanno paura, che non hanno bisogno di uralre a destra ed a manca che siamo la sinistra...perchè lo siamo, semplicemente.
Un greco, perché qualsiasi rivalsa nei confronti dell'Europa Matrigna deve , necessariamente, passare per l'alleanza dei PIGS, per una reale vicinanza mediterranea (molto più naturale e storicamente motivata di quella con i paesi del nord per altro) ma questo i profeti del disfacimento e dell'autosufficienza nazionale non ve lo dicono, a loro basta accontentare la rabbia e la frustrazione con un generico e mai spiegatoNo Euro” che dice tutto e nulla e che va bene per tutti.
Stranamente sulla Lista “L'altra Europa con Tsipras” si stanno sollevando mille critiche e mille sapienze... che , guarda caso denotano la paura, vera, che questa lista fa, per i contenuti che porta e non per le chiccchiere che sollefa o per il fraccasso che butta in piedi.
Ed è comunquye una stupidata, della più chiara specie questa polemica sul greco, dove traspare tutta la xenobia e tutta la strumentalità pretestuosa di un discorso tutto campanilistico rivolto alla parte peggiore delle pance italiote, ma a questo stile, ormai, il Guru Intoccabile ci ha abituati. Supportato in questo dal Principino Rottamatore del Grande Nulla, che casualmente si bea di quest'alleanza di fatto in chiave anti-sinistra, che a lui ed ai suoi burattinai (quelli si globali, mondialisti ed europei) fa solo comodo. Perché stranamente questi stessi blandiscono, occasionalmente i Grillo, ma scomunicano, arrestano e se possono eliminano gli Tsipras. Chissà perché?

C'È BISOGNO DI SINISTRA … TANTISSIMO, QUALCUNO CI STA FATICOSAMENTE DOLOROSAMENTE PROVANDO, NON PERDIAMO ANCHE QUESTA OCCASIONE PER SEGUIRE UN PAROLAIO SENZA COSTRUTTO E SENZA BANDIERA.
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7.3.14

L'INCAPACITÀ DI … “FARE NOTIZIA” E LA VOLONTÀ DI SILENZIARE




di Giandiego Marigo

Torno molto spesso su argomenti attinenti alla comunicazione ed al linguaggio, forse perché ritengo che molto del successo di una qualsivoglia diffusione od implementazione anche di alto profilo ideale e spirituale, quale quella che per me è importante, dipenda da questo.
Non già dalla capacità di manipolazione e convincimento, tipica del marketing e delle scelte comunicative del potere si badi, ma, a mio umilissimo parere, di quella di trasmettere il portato di verità e di sincerità che dovrebbero riempire e motivare i nostri discorsi
Facciamo un esempio due sono le notizie di rilievo , da questo punto di vista, in questi tempi. Esse ormai sono divenute pane quotidiano, entrambe riprese ed esasperate dai media amici e dall'area dei “vendicatori grillini”, non a caso.
Da una parte le impotenze e le imbecillità del “Principino del Nulla” e del suo buffo e grottesco governicchio di rottamati-riciclati, con il suo rapporto “d'amor conflittuale” con il suo mentore e padre morale quell'Imperatore Farlocco che se non ci fosse ce lo inventeremmo. 
Dall'altra i silenzi ed i non ricordo di Vendola approposito dell'ILVA e di Taranto o delle imprese della prode “signora del sallotto buono” la presidente della Camera dei Deputati.
Non a caso queste notizie vengono esaltate, pompate, ripetute a distesa. Proprio laddove esse faranno più male, da quell'area travestita da “Alternativa al Mainstream”
Per carità non ci si confonda , nessuno qui vuole giustificare o difendere, o sostenere che ogni cosa che provenga da l'area sopracitata sia solamente fango, tutt'altro stiamo parlando di uso della verità in termini manipolatori, questi fenomeni sono e restano una vergogna ed un gravissimo errore per quella che loro insistono a chiamare “sinistra” , ma che noi che sinistra siamo davvero dovremmo definire “prostituzione al centrismo” o al massimo“pseudo-sinistra” e mi viene rabbia al dovermi impantanare in queste discussioni, che pure necessarie, mi diventano estremamente fastidiose e dolorose.
Se ne parli quindi per notarne i risvolti , per andare dentro all'uso che, senza parere, ne fa il sistema.
Affidare all'area “neo moralista”, ma non per questo men che sistemica, questa critica tambureggiante è astuzia di “pregiata” fattura, un equilibrismo sistemico che permette, per assurdo di criticare da sinistra (anche se si sostiene che questo non abbia alcuna rilevanza) quel che rimane della sinistra stessa chiudendola in una morsa di “attacco alla credibilità” che viene portato a tenaglia.
Non è nuovo questo metodo che in qualche modo si rifà al classico divide et impera, è stato usato spesso, anche negli anni addietro, le lobby De Benediettiana e "Neo Fattista" non sono certo una novità, ma se in passato la forza montante e la creatività dirompente di un movimento in ascesa aveva la capacità di “mettere a tacere” questi tentativi (che sono riusciti solo sul medio-lungo periodo e con molta fatica) oggi non è così ed ogni volta che questo avviene si infigge dolorosamente e profondamente, nei cuori e nelle anime della gente che da queste parti vive ed opera … il che è esattamente quel ch'essi si prefiggono. Orientare, controllare e gestire il dissenso, annullandone e contenendone la pericolosità, distraendo dagli obbiettivi principali e deviandone l'efficacia su quelli secondari e meno pericolosi.
Se da una parte quindi il potere gioca il suo ruolo di sempre, dall'altra quella che, ormai lo si sarà ampiamente compreso (per quei pochi che seguono le mie farneticazioni da sempre), preferisco chiamare AreA di Progresso e di Civiltà non riesce ancora a “Fare Notizia”.
Non ha cioè affinato l'abilità d'essere propositiva e penetrante “culturalmente” sino al punto di potere “resistere” agli attacchi farneticanti e mediatici del sistema e dei suoi servi d'ogni collocazione.
Lo ripeto, questo discorso non vuole assolvere nessuno. 
L'intervento necessario sulla morale e sull'etica a sinistra è e resta di primaria importanza, così come la stupidità di chi espone il fianco a queste critiche, più o meno in buona fede, ma esso deve essere unito ad una vigilanza contro la dabbenaggine e l'ingenuità dettate dalla debolezza e dal vuoto culturale che stiamo attraversando. Il deserto di cui si è spesso pèarlato
Si prenda per esempio , parlando dei nostri giorni, l'esplosività contenutistica della proposta de “l'Altra Europa con Tsipras” che pure con mille ed un difetto o limite , ha in sé un portato d'assoluta novità e di “visione implicita” della massima importanza. È quasi ovvio che anche dall'area del PSE e degli amichetti europeistidi Shultz  (più o meno travestiti ed infiltrati) arrivino attacchi e calunnie, visto che essi ormai hanno venduto anima e corpo al sistema, eppure la dubbia garanzia di qualche de benedettiano all'interno delle file della lista stessa fa sottovalutare questo pericolo, così come si sottovaluta quello degli “antisistemici per moda e diletto” o degli “interclassisti urlanti”, che sono, alla fine, raffinati travestimenti (semplicisticamente, perché in realtà rappresentano anche contraddizioni interne al sistema stesso di cui dovremmo saper approfittare) di quello stesso sistema che per meglio matare i popoli dell'Europa deve passare, ovviamente, e senza alcun dubbio sul nostro corpo, pur debole e malato. C'è bisogno di sinistra ... e spiegatemi (mi scusino le signore ed i sensibili) cosa cazzo stiamo aspettando



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21.2.14

QUELLI CHE SI ARROGANO E QUELLI CHE SI CONFONDONO




Di Giandiego Marigo

È strano constatare, anche se occorre una certa qual dose di coscienza per farlo, come si stia giocando sporco e basso.
Da una parte molti si arrogano d'essere di sinistra portando avanti discorsi neo-liberisti e fortemente sistemici, comportamenti e cultura liberale ed assolutamente conservatrice.
Dall'altra quelli che confondono attribuendo il termine e la qualifica di “sinistorso” alle peggio cose.
L'uno e l'altro atteggiamento, fanno poi il medesimo gioco (chissà come mai) e rappresentano , alla fine e per nulla stranamente, il medesimo interesse.
Se da una parte, per esempio, la Renzi & C. si auto-gratifica d'un “progressismo” che non le appartiene affatto, dall'altro la Grillo & Casaleggio Associati, con il medesimo linguaggio e la stessa tendenza alla generalizzazione confusionaria della Imperatore Farlocco Trade e micro-aziende satellite persegue la medesima confusione, attribuendo anch'essa questa qualifica in modo del tutto arbitrario e denigratorio.
Si può quindi affermare che, al di là delle apparenze (cui tutti, avendo frequentato i medesimi masters alla Bocconi , allo IULM e negli States, pongono ossessiva attenzione) essi perseguano il medesimo obbiettivo che è di squalificare ed infangare, definitivamente , il concetto “comune”, il sentire profondo che attribuisce significato al termine stesso “Sinistra”.
La cosa importante , per tutti loro, è cancellare dalla storia l'auto-organizzazione della classe lavoratrice, le conquiste della classe operaia europea ed italiana in particolare del '900, la sua cultura, ogni suo ricordo, ma soprattutto ogni traccia di“Struttura Indipendente dal Sistema”.
Portare la gente cioè a pensare che i politici siano davvero tutti uguali, che sia comunque e sempre , uniformemente merda, che nessuno rappresenti altri che non se stesso ed i propri interessi ed in definitiva quelli dei “signori del mondo”. Perchè il mondo è questo egoismo e miseria umana, competizione e verticalità, trionfo del più forte ed eterna perpetuazione d'in potere talmente superiore da essere inarrivabile.
Deve essere acquisizione comune ed accettata che ogni tentativo di “civilizzazione spirituale e di conseguente maturazione” sia impossibile, perché cozza, infrangendosi inevitabilmente ed inesorabilmente, contro la natura umana. Deve essere condiviso metabolizzato ed accettato che l'unica strada possibile sia, al massimo, organizzare e disciplinare emendandola la miseria e l'aridità di anime immancabilmente guerradondaie, disperate, competitive e carnivore.
É la disinformazia, la manipolazione ed è talmente e micidialmente efficace che riesce a convincere persino noi (si guardi l'inutile, assurda, demenziale polemica sul termine sinistra nel simbolo della lista per Tsipras alle Europee).
Sono convinto, da sempre, quindi da prima che i sapienti del nulla ci intrattenessero sull'importanza del marketing in politica, che il linguaggio con il quale parliamo fra noi e con la gente debba evolversi, insieme ed a rappresentazione della nostra stessa evoluzione interiore , politica e spirituale, ma fra questo ed il farsi sfondare dalla propaganda sistemica del “sono tutti uguali” oppure sulle fantasiose responsabilità della “sinistra storica” nell'attuale debaclè … bhè c'è della distanza.
Ma ancora di piu ne esiste fra una “furberia pretestuosa” ed una “reale acquisizione evolutiva”.
Se davvero in una consultazione circolare, ampia, partecipata ed orizzontale si fosse maturata la decisione, condivisa e meditata di non definire più “Sinistra” l'AreA di Progresso e Civiltà io ne sarei il primo e più acceso sostenitore, ma non è così. Non si alfabettizza, tutti si reputano saputi e sapienti e nessuno sembra avere l'umiltà del dubbio e del ripensamento.
Si permette, di fatto, che questa artificiosa e deleteria confusione trionfi, anche grazia alla pochezza della reazione, visto che gli stessi intellettuali e pensatori che dovrebbero rappresentare l' Avanguardia Pensante dell'alternativa, preferiscono grandemente salotti ben riscaldati, palchi ben strutturati, la rassicurante certezza dei loro diritti d'autore e l'abbondante companatico che viene loro fornito dal sistema e dalle sue pieghe, che essi preferiscono chiamare “contraddizioni”,.


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4.2.14

ALMENO DOPO NON CHIEDETEVI PERCHE'



di Marigo Giandiego

Cari politici,

Di questa Repubblica fondata sull'istigazione al suicidio.
Voi indifferenti, voi che 5000 euro-mese di pensione dorata non vi bastano , voi che osteggiate, addirittura con considerazioni morali il reddito di cittadinanza o meglio la garanzia d'un lavoro, voi che nemmeno considererete questa mia.
Non voglio pietire, vi racconto questa storia con l'unico intento di testimoniare, una sorta di filo rosso con due post che ho fatto qualche anno fa, sempre partendo dalla mia situazione. Spedendo addirittura una lettera al Presidente (sempre Napolitano da decisamente troppo tempo)
Certo, qualche anno fa faceva notizia ed ebbi un minimo di attenzione, almeno da quelli che mi stavano intorno, oggi forse verrò liquidato con l'indifferenza per una storia di tutti i giorni, persino un po' banale.
La crisi morde … la crisi uccide!
Ho molto tentennato prima di scrivere questo post, resto convinto che esso rischi di finire nel calderone dei drammi quotidiani. Per apparire unicamente un'opera , forse benfatta, di vittimismo.
Oggi mi è stato bloccato da Equitalia il libretto di risparmio, quello su cui ricevo l'unico sosterntamento della mia famiglia 270 euro mensili (invalidità all'80%, solo assegno, niente pensione per non avere negli anni precedenti all'invalidità 56 settimane come dipendente, lavoravo, disperatamente, dopo la chiusura forzata, con debiti, della mia piccola azienda artigiana, in una cooperativa logistica...che beffa, marcata CISL e Compagnia delle Opere). Essi non hanno bloccato l'assegno, impignorabile, ma il libretto che lo conteneva, impedendomi di ritirare la mia misera mensilità. Vi sono , spero, dei rimedi per le prossime emissioni del suddetto assegno, ma questo mese è perduto.
Questo mese si vive d'aria e di pietà altrui.
Sono disoccupato da 10 anni, ovviamente anche con le strutture di supporto e di aiuto non si riesce a ricavare, grazie ad una legge sulla collocazione degli invalidi sempre più elastica ed ipotetica, alcuna occupazione per me 59enne, invalido. In una società che scaccia i suoi giovani costringendoli all'emigrazione, che condanna all'isolamento ed alla povertà i suoi 45-50enni, validi, espulsi a vario tritolo dal mondo del lavoro, che rinvia la possibilità di pensionarsi trattando l'argomento come fosse una piaga ed una presa in giro costante, un miraggio morganatico che s'allontana con l'aumentare dell'età. Una classe politica vergognosa che salva se stessa in ogni frangente, che ha riguardo solo per i propri privilegi, ma è disposta a recedere da qualsiasi “diritto” non la riguardi direttamente.
Un popolo senza difensori … senza rappresentanza, senza voce e senza ascolto.
Anche chi sostiene di rappresentarlo, a volte persino in modo decisamente eccessivo e chiassoso, poi si perde nella propria auto-ammirazione vanesia e narcisistica … che non conclude nulla, ma rimira se stessa autocompiacendosi.
Non chiedetevi quindi perché la gente si uccide, perché la disperazione , a volte, vinca anche sulle buone ragioni. Non usate questa stessa disperazione a vostro consumo... a vostra utilità. Voi ne parlate ma non potete capire cosa voglia, veramente, dire vedere chiudersi davanti agli occhi ogni speranza ed essere consapevoli che ogni solidarietà di circostanza passerà... che le parole di saggezza scorreranno mentre la disperazione resterà lì, immutabile … corrodendovi la vita e l'anima. chi si uccide ha paura di questo, ma cosa potete saperne voi di questa paura? Nemmeno vi interessa
Non chiedetevi perché … siete voi, con la vostra indifferenza, con la vostra legge diseguale, con il vostro “Mondo Perfetto” a crearne le condizioni.
Non chiedetevi perché … è il vostro modello, è il perbenismo della pietà indifferente è il vostro mondo questo? Oppure no?
Un mondo in cui tutto e permesso, a patto d'essere nati dalla parte giusta, d'aver frequentato le giuste scuole e le giuste compagnie.
Un mondo che giudica la povertà come malattia che, i realtà, la teme e la allontana … quasi fosse una contagiosissima scabbia.
È il vostro mondo questo, non è mai stato il mio … nemmeno nei giorni in cui sono riuscito a sopravviverci dentro … persino con qualche successo.
Ed è la stanchezza, l'amica di questi anni ed è mia moglie l'unica vera compagna di questa vita.
Questo mese io ce la farò, spero, nonostante tutto, ma il mio ribrezzo nei confronti di questo mondo perbenista e bacchettone non potrà che aumentare. Non chiedevi perché … abbiate il pudore di non rilasciare dichiarazioni, di non partecipare ai funerali … dimenticateci, esattamente come avete fatto sin qui! Questo è quello che voi volete in realtà … perdere gli ultimi … diminuire, sfoltendolo, il fronte dei bisognosi.
Si chiama depopolazione ed è la vostra idea di sostenibilità






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4.1.14

L'IMPORTANZA DI UN'OCCASIONE



Di Giandiego Marigo

Abbiamo un nome Alexis Tsipras che non è solo un nome , ma sottende un progetto. Non amo , come ormai molti sanno, i leader, mi sorge una forma di idiosincrasia allergica quando un “signor chiunque” diviene troppo “enfatizzato e pompato”, non credo e non crederò mai nei santi portatori di soluzioni, negli uomini del destino. (anche per questo, soprattutto per questo diffido di chi punta tutto sul carisma di un solo uomo)
Però quel che c'è dietro e dentro la candidatura di Tsipras è d'importanza fondamentale, soprattutto, anche se non solo, per quel che rimane della “sinistra” italiana.
Chi mi sonosce sa che che non amo la parola “sinistra” la trovo riduttiva ed angusta per descrivere compiutamente quello che occorre davvero a questo paese e all'umanità ( sempre modesto … notate) che è un'AreA di Progresso e Civiltà, che sappia opporsi e contrapporsi alla conservazione forzata dei pochi che detengono oggi il potere nel mondo. Credo che questa lista possa rappresentare un primo passo, se viene intesa come l'occasione fondamentale che potrebbe rappresentare.
Certo un progetto come questo, diciamolo chiaramente, passa per la dismissione … per il ritorno a casa, delle attuali dirigenze, segreterie , comitati. Per la dismissione di leader e grandi vecchi, ma se il loro fosse un passo indietro volontario? Un mettersi a disposizione, una presa di coscienza di una inderogabile neccessità … bhè allora tutto diventerebbe possibile. Perchè mai dovremmo continuare a farci moralizzare da un comico e dal suo oscuro suggeritore? Abbiamo forse bisogno che qualcuno ci re-insegni la strada dell'etica? Della giustizia e della moralità?
Oppure riusciremo a sfruttare questa occasione per iniziare, finalmente, un percorso di unità dell'AreA.
Non sono io a dover segnalare la necessità che questo avvenga, vogliamo forse lasciare in mano il mondo e la visione a Trangugia & Divora. Rimanere succubi di questo gioco assurdo del poliziotto buono e di quello cattivo … mentre il potere trasmuta sé stesso verso un nuovo medio evo bio-tecnologico, che ci vedrà schiavi felici in un mondo che loro ci descriveranno come “perfetto”?
Detesto i pensatori raffinati e “citatori professionisti” e quindi continuerò a scrivere, così … a braccio.
Quello che voglio dire è che “probabilmente” quel che resta della sinistra radicale troverà in “Tsipras presidente” un momnento di “forzata” promiscuità, che riuscirà persino a superare ego sconfinati e leader orticulturi. Che imporrà vicinanze che i “costruttori di muri” hanno sin qui accuratamente evitato.
Abbiamo l'occasione, sfruttiamola, per fare in modo che gli arzigogoli intellettuali, le raffinate definizioni libresche, le dotte analisi di fondo, che sino a qui ci hanno frantumato divengano di secondaria importanza rispetto alla centralità dell'unità necessaria ed auspicabile, rispetto alla inderogabilità di procedere uniti alla profonda modificazione del nostro intorno. 
Sulla base di quel che siamo, di quello che scegliamo, di quello che facciamo e non delle parole che altri hanno scritto su un libro, che per quanto importante resta quel che è, un libro.
Comportamenti quindi, scelte condivise, argomentazioni di fondo … perché è di comportamenti e scelte il vero cambiamento … e forse ci accorgeremo che la misura della vicinanza e della condivisione è altra che non un'etichetta, un marchietto, una bandiera.
Parlandoci e camminando insieme saremo forse costretti ad ascoltarci ed a scoprire quanto i nostri discorsi di fondo siano simili, quanto lo siano i motivi che ci hanno spinto a scegliere d'essere qui ed ora.
Questo e non altro è il trovarsi sulle cose, questo quello che da sempre chiedono le donne e gli uomini di sinistra che si appellano all'unità … parlare delle cose , del fare, del cambiare e dell'essere, piuttosto che del dividere un capello … di dubbia provenienza in quattordici elaboratissimi pezzi.
Non ho voluto fare un discorso da intellettuale ma volutamente ho tenuto un profilo basso … logico, ovvio, ma è proprio l'offesa a questa ovvietà, a questa innegabile necessità che più ha distrutto, più ha frantumato e più ha allontanato.
Ancora oggi i “militanti” fanno fatica, a separarsi dalla loro “appartenenza a dismettere la maglietta da tifoso, prigionieri dell'orgoglio di aver “tenuto botta nei tempi difficili”, li capisco sono stato uno di loro, per tanti … tantissimi anni Avanguardia Operaia, Democrazia Proletaria, Rifondazione … ho visto loro e gli altri ( ho molto girato e molto cercato, e molto poco trovato)… ma oggi è il tempo dei comportamenti, dell'esempio e del camminare sull'onda del cambiamento, dell'essere il cambiamento nell'onda medesima.

La lista per Tsipras può essere pretesto od occasione “Sinistra Unita- AreA di Progresso e Civiltà” nasce per questo perché sia occasione, inizio ...primo passo.


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20.11.13

COSTRUIAMO, DAVVERO, QUI ED ORA, L'AreA DI PROGRESSO E CIVILTA'




Di Giandiego Marigo
Cosa sta succedendo?
L’ennesimo tentativo di unificare la “sinistra”? Una bella idea nata in un gruppo di intellettuali  e da un paio di sindacalisti “conseguenti”?
Un’altra bandiera sollevata, nuovamente? Un’altra variazione sul tema della nostalgia
Nulla di tutto questo ed anche tutto questo. Innanzi tutto non siamo intellettuali riconosciuti e ben remunerati, siamo un gruppo di persone vere, esistiamo in rete e nel territorio. Persone normali, anche se forse con una lunga storia di partecipazione , certamente, con un grandissimo amore e rispetto per i movimenti. Lontanissime, per molteplici ragioni,  da ogni segreteria e salotto. Non siamo nostalgici e non pratichiamo la Raccolta di bandiere cadute.
Crediamo però che questo paese, in realtà tutta l’Europa, abbia grandissima esigenza di un’AreA Anticapitalista, Alternativa, Social-Liberal-Libertario-Comunista, che sappia elaborare e fare propri i linguaggi e le esigenze del tempo che stiamo attraversando, che abbia una visione, che sappia descrivere e proporre un mondo altro da quello dell’unico Pensiero e dell’assoluto potere della finanza e delle grandi famiglie, che sappia opporsi al medio evo tecnologico prossimo venturo. Che sappia raccogliere e rappresentare le esigenze materiali e spirituali, di un grande, enorme popolo che crede nel progresso ed in uno sviluppo compatibile, in una cultura altra e popolare, le ragioni profonde e sacre della vera pace fra i popoli, del disarmo, dell’abbattimento delle frontiere, che non tenda alla strumentalizzazione ed alla manipolazione, ma liberi le creatività e le energie migliori di questo paese. Che ami Madre Terra e che non abbia l’arroganza d’esser  Razza Padrona , ma che si creda parte. Che usi la scienza, la storia, la politica per l’uomo e non per la conservazione d’un occulto antico potere personale, che preferisca le ragioni  dei molti rispetto ai privilegi dei pochi. Che conosca le proprie potenzialità e si avvicini all’agone sociale consapevole di essere, esistere e contare. Che  sappia distinguere l'internazionalismo e l'europeismo dal consegnare il proprio popolo al massacro della grande finanza mondiale
Quella che chiamammo Sinistra, forse, in quel che noi credevamo fosse, prima che innominabili interessi di poltrona e/o abitudine al compromesso senza valori, la corrompesse in modo definitivo riducendola a quel che è ora … in’assoluta confusione, un’area inesistente eppure abusata. Un termine vuoto, usato solo in termini di Marketing in occasione delle tornate elettorali. Una giustificazione per attuare progetti che si possono definire “ottimisticamente” neo-democristiani. Costringendo quel che resta di lei in alleanze “suicide, obbligate e demenziali” al cui accesso acquisisce il dubbio diritto solo rinnegando sé stessa e la propria storia.
Prima che la tendenza alla dissociazione e alla coltivazione orticola, unita all’incapacità di costruire ponti e ad un’insanabile propensione alla muratura, nonché ad una forma di semi-cecità ombelicale la frantumasse in mille inutili, inconsistenti, agguerriti del nulla, agglomerati e partitini, così com’è ora.
Quello che noi vogliamo fare non è solo “rilanciare” che sarebbe in fondo solamente un  progetto nostalgico e nemmeno rifondare, vorremmo far nascere dalla necessità, dal basso, dalla partecipazione e dalla circolarità, dall’orizzontalità e dall’ascolto del “femminino”. La Consapevolezza e l’Unità di un’AreA vasta e composita, plurale e multi voce, colorata, allegra e votata al perseguimento della felicità e della compatibilità, sensibile alla voce della propria spiritualità ed allo stesso tempo forte di una consapevolezza pratica che superi il pragmatismo sterile dell’amministrazione del nulla attuando gradualmente e passo dopo passo un reale cambiamento del modo in cui questa nostra società si organizza e si manifesta. Accettando il confronto, costruendo ponti ed abbattendo muri, ma rimanendo sempre “fortemente cosciente” d’essere quello che è, portatrice d’un pensiero e di una spiritualità conseguente, densa di valori e di proposte di percorso. Con una visione chiara di mondo possibile, che non nasca dall’esaltazione a teoria del meno peggio, ma che conosca il meglio per l’intera umantà.
Questo stiamo facendo … ed un poco ci tremano le vene ai polsi nel solo pensarlo, ma lo riteniamo necessario.

Certamente non sarà facile, ovviamente “attraverseremo il deserto”, ma lo riteniamo necessario e pensiamo che siano moltissimi coloro che sono disposti a condividere con  noi Pane Sale e Percorso. Abbiamo intenzione di usare la rete, ma anche di espanderci e radicarsi nei territori con un movimento d’opinione che spinga quella che chiammammo sinistra alla consapevolezza ed alla coscienza di questa necessità e dell’importanza i questo cammino. Le metodologie verranno scelte cammin facendo, per ora abbiamo avviato un evento su facebook https://www.facebook.com/events/466583610120960/?fref=ts, ma sentirete parlare di noi, in rete, per cominciare … sarebbe un onore ed un immenso piacere avervi con noi in questo viaggio.





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9.11.13

LA PARCELLIZZAZIONE DELLE IDEE E LA COLONIZZAZIONECULTURALE DELLO STARS SYSTEM


di Marigo Giandiego

Sono, lo premetto, un intellettuale di strada, un poeta straccione, uno scrittore inedito, va detto, prima di affrontare l'argomento di cui voglio parlare.
E' palese, palpabile, evidente e gravosa la necessità d'una visione culturale altra da quella sistemica. La si può individuare con facilità, è costantemente ripetuta, anche volendo, nella litania della necessità d'un soggetto altro e innovativo in quell'AreA che chiamammo sinistra.
Di cosa si nutre però questo soggetto? Cosa costituisce il suo humus in questi anni in cui il movimento operaio tende a scomparire con la medesima velocità con cui il concetto di lavoro si modifica. Non intratteniamoci , per il momento, su questa modificazione solo formale, ma badiamo alla sostanza. Pur permanendo l'analisi classista della società essa si m odifica e cambia, aggiornandosi, modificandosi con il modificarsi dei rapporti di potere.
Dicevamo di cosa si dovrebbe nutrire questo nuovo soggetto?
Se non di comportamenti, visioni, mode e modi, ma soprattutto d'un punto di vista che derivi da una descrizione del mondo altra rispetto a quella che ci fornisce la cultura corrente (o la non cultura se preferite).
Questo punto di vista dovrebbe derivare anche, così come è sempre stato dalla presenza di un movimento culturale che lo sappia rappresentare e diffondere, trasformandolo in “comportamenti originali” ed in manifestazioni visuali , scritte e/o cantante, dipinte disegnate o scolpite … comunque si voglia manifestate in modo sintetico e visuale … artistico. Una manifestazione non necessariamente materiale che nutra i motivi, il senso, le ragioni e le filosofie noncheà lo spirito che sottendono ad una scelta di vita.
Ma attenzione, come può avvenire tutto questo se la “confusione” si realizza innanzi tutto nel come l'intellettuale vede sé stesso?
Sono moltissimi per esempio i gruppi musicali che potrebbero, in qualche modo, incarnare l'embrione di questa scelta, ma essi vedono sé stessi all'interno dello Stars System, e riproducono modalità e percorsi del tutto funzionali al sistema, annullandosi al suo interno e perdendo ogni deterrenza o pericolosità.
Stesso discorso vale, per esempio per i “comportamenti” dell'area M5S che nascendo da una premessa solo “formale e mai sostanziale” di discussione del sistema non incidono e non modificano, ma “emendano in senso vuotamente moralistico” la realtà delle cose.
Conservando al proprio interno le modalità d'un rapporto culturale identico a quello presente nella società e riproducendo (si prendano ad esempio alcune manifestazioni esteriorizzate di tale assenza di discussione sostanziale … come la mosca Tze-Tze, piuttosto che non lo stesso Blog di Beppe, ma comunque l'assenza, se non per scelta personale, d'una analisi comportamentale che produca il vero cambiamento).
Fatto sta che concentrando la discussione sulla correttezza formale e su un'etica interclassista, pragmatica e praticabile senza discussione dei reali rapporti di potere esistenti nella società essi ne “banalizzano” la portata limitandosi ad una moralizzazione di superficie che cambia tutto per non cambiare nulla.
Ma torniamo al discorso da cui siamo partiti. Come possono queste analisi, questi “comportamenti”, queste “filosofie” insidiarsi ed infettare beneficamente la società se coloro che le portano sono, in prima persona, portatori d'un modello negativo?
Fare una conferenza “di livello”, un concerto “partecipato”, proporre una qualsiasi opera d'intelletto oggi costa moltissimo e questo è, di fatto, il principale ostacolo alla loro diffusione. Questo, purtroppo non vale solo per le tematiche “normalizzate” ma anche tristemente per quelle teoricamente “altre”.
Questa è discussione annosa, nessuno qui sta proponendo la gratuità della cultura (vecchio slogan fallimentare) o il fatto che l'operatore culturale debba essere men che un professionista, ma altro è che debba guadagnare moltissimo ed essere qualche cosa di più che non un artigiano del pensiero ed un interprete professionale della creatività, un mediatore ed un diffusore … un operatore alla fine, pur nobile, di qualche cosa che è … a prescindere dalla sua tecnica e quindio non la divinizzazione di una interpretazione ma l'utilità sociale e la fruibilità della stessa.
Lo Stars System è poi lo stesso che penalizza i molti per esaltare a dismisura alcuni, molto al di là e decisamente al di fuori di ogni loro reale merito, pur presente e riconosciuto. Se la logica è la medesima che sottende l'esaltazione iconica dei calciatori o la “venalità professionale” dei politici come possono trasportare un messaggio diverso da quello d'un sistema che monetizza l'anima se premettono il danaro come “centro di gravità” della loro azione? Se essi si asservono alla divinità inventata da questo sistema come possono essere contemporaneamente “asisistemici”? E' per questo che, a mio umilissimo parere qualsiasi discussione su “circuiti alternativi” o soggetti che vogliano altro che non la mera superficie dello stagno, su Aree che rappresentino non solo il disagio materiale ma anche quello spirituale e filosofico, che vogliano quindi premettere “un cambiamento reale” e non soltanto delle chiacchiere più o meno urlate deve iniziare dalla discussione dei ruoli e delle “funzionalità” degli “intellettuali” che li veicolano. Una discussione sull'avanguardia che laellarsi al giogo europeo riguardia non nel suo ruolo , ma nella sua essenza, nei suoi doveri prima che nei suoi compiti. Questo vale per tutti leader, organizzatori politici e pensatori autorizzati .
Filosofi più o meno indipendenti, Artisti conseguenti, Intellettuali appartenenti e liberi, Critici d'arte altri ed interpreti dell'avanguardia e dell'alternativa, comici ed attori più o meno satirici e asistemici.
Perchè mai , per esempio un docente universitario dovrebbe pretendere 2500-3000 euro per una conferenza che riguarda la necessità di ribellarsi al giogo dell'elite europeista o l'umanizzazione del marxismo?
Ed ancora perchè un cantante dovrebbe essere pagato migliaia di Euro per riprodurre un lavoro d'alternativa. Qual'è il valore trasportato il contenuto di quel che dicono, la necessità di cui parlano oppure il numero di appartamenti che il loro lavoro produce?

E se questo è il valore in cosa è alternativo da quelli che il sistema ci impone? E se non lo è di cosa stiamo parlando?
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13.10.13

CONSIDERAZIONI

di Giandiego Marigo

La “caduta di stile” rivelatoria del “Guru Beppe” ci indica , laddove ce lo fossimo dimenticati, quanto sia demenziale e deleterio affidare il proprio destino e , soprattutto quello di un'intera AreA ad un “uomo solo al comando” (ed inutilmente deleteria ed inaccettabile qualsiasi perorazione sull'uno vale uno, sinceramente ridicola … a questo punto, Grillo non vale uno ma centomila). 
Pone all'ordine del giorno la necessità, sempre più evidente di un' AreA di Progresso e Civiltà che abbia il “coraggio civile” di porre, oltre ad un metodo, una visione di mondo. Che abbia la capacità di “raccogliere” quel che di buono è stato detto dall'ultimo 800 ad oggi, di lasciarsi ispirare dall'esperienza socialista  libertaria e liberal-democratica, senza per questo raccattare ogni bandiera caduta ed ogni libro dismesso trovi sulla sua strada. 
Elaborando alla fine il nuovo linguaggio del progressismo contemporaneo, che sappia rilanciare il significato stesso del termine, separandolo dal tecnologismo efficentista  e pragmatico che lo domina in questo momento. 
Più che mai questo vuoto ha esigenza di essere colmato con un agglomerato che rappresenti degnamente l'esigenza. 
Esistono, fuori dal contesto di “gestione” più o meno ravvicinata del potere, movimenti in questo senso, anche in M5S stesso … e meno male. 
In questo senso si muove, per esempio, la volontà di “Alternativa” e del “Movimento Radical-Socialista” di elaborare ambiti e linguaggi, così come “strategie” comuni. 
In questo senso si muove la critica, doverosa, interna ad M5S sulle ultime esternazioni del “Leader Maximo”  sulla questione del “reato di clandestinità”
Questa è l'esigenza reale che deve però liberarsi d'ogni antico lacciolo, d'ogni richiamo pedissequo e libresco al passato ( che non vuol dire liberarsi della storia, ma leggerla con gli occhi del presente),  se non a livello di riferimenti,  (avrebbero davvero il dovere civile di farlo) tutti quegli agglomerati d'area movimentista, che hanno caratterizzato in questi anni il dissenso e l'antagonismo, 
Muoversi l'uno verso l'altro creando reciproci ponti e, soprattutto, creandoli verso l'esterno... perchè. mi si perdoni, l'ovvietà … necessaria, un miglior mondo è possibile, certo, soltanto però se noi tutti, partendo da noi stessi lottiamo, anche contro le nostre abitudini e le nostre chiusure. Per renderlo possibile, se smettiamo di parlare della visione ed iniziamo , invece, a descriverla ed a raccontarla.

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11.7.13

VALORI? DOV'È FINITA LA MUTUALITÀ?

mutuo soccorso
Di Giandiego Marigo
Sarebbe sin troppo semplice dichiarare che insieme all'acqua sporca si sia gettato anche il bambino. Troppo facile e già detto, ripetutamente, da tutti coloro che hanno, nel tempo, analizzato la débacle graduale della sinistra e l'evoluzione, non tanto dell'ex PCI, che già covava, sin da quegli anni, i sintomi e prodromi di quello che poi si sarebbe rivelato il fallimento piddino, ma semmai di quell'intorno sindacale e politico che si sviluppò con forza attorno agli anni 60/70, ma che trova, comunque, nella storia del movimento operaio le sue reali origini e ragioni.
Troppo semplice dicevo, eppure efficace come definizione. Non tanto e non solo, per quanto riguarda la pura analisi marxista o marxiana e le sue applicazioni leniste o staliniane, quella non ha mai difettato, anzi è sempre stata prodotta con sin troppa dovizia sino alla divisione metodica del capello. Ma soprattutto per quel mondo di relazioni e di modi, di comportamenti che si erano elaborati attorno al mondo della coscienza operaia e diciamolo sì, senza paura, proletaria.
Un mondo complesso, articolato, fatto di ragioni profonde e di esperienze. Costruito sul fare, certo, ma partendo dal sentire e dallo stare, dettato dai bisogni , ma che ebbe la capacità di elaborare comportamenti complessi che assursero con il tempo alla dignità di cultura popolare e di visione politica complessa. Comportamenti che finirono, anche se in modo inconsapevole ed non voluto con lo sviluppare, addirittura, gli embrioni di quel risveglio spirituale che accompagna i nostri giorni.
Faccio un esempio, perchè è di questo che sto e voglio parlare.
La cultura socialista ed anarchica prima e comunista dopo (anche se innegabilmente il comunismo inserì il primato assoluto del partito e della sua struttura burocratica), ma anche una parte di quella cristiano sociale, affondavano le proprie radici in una esigenza reale di mutualità e solidarietà. Non analizzavano soltanto una relazione sociale ma cercavano di organizzarne e garantirne al salvezza. Le cooperative, le società di mutuo soccorso, le stesse organizzazioni sindacali che nacquero con questa “nuova coscienza” poco o nulla si occupavano delle leggi di mercato, delle regole della cultura dominante, ma stabilivano nuovi rapporti, nuove leggi, nuove regole che si definivano via via, partendo dalla defin izioni di quelli che venivano chiamati “interessi della classe”.
Aprivano un nuovo confronto, altro, rispetto a quello sistemico, alternativo ed anche antagonistico.
Non dico nulla di nuovo, nulla che non si possa dedurre da un buon libro di storia del '900...eppure dico tutto quel che c'è da dire.
La qualità di questa relazione, la sua stessa esistenza, da sola apriva una contraddizione e forniva la “speranza di una nuova visione”. Proprio perchè sparigliava le regole, ne definiva di nuova, metteva in campo interessi diversi da quelli che erano stati sin lì rappresentati. Forniva loro organizzazione e dignità.
Inoltriamoci in questo esempio, una cooperativa di consumo, non nasceva come investimento, nemmeno veniva teorizzata come onlus e non si poneva il problema di non disturbare, di rispettare le regole, di non fare la guerra dei prezzi. Nasceva dal bisogno di far coincidere, quel che si aveva, con quel che si poteva e lo faceva, perchè il suo ruolo era quello di rispondere ad un bisogno primario. Lo stesso discorso e le medesime premesse valevano per il sindacato, per le società di mutuo soccorso e per tutte quelle “organizzazioni di base” che nacquero dai bisogni, gli ambulatori, le scuole. Non furono finalizzate ad inserirsi in un sistema ma a modificarlo, non furono poste per adeguarsi ad un mondo perfetto, ma per perfezionare un mondo grandemente imperfetto.
Oggi definire e parlare di “interessi di classe” sarebbe arduo...ed anche fumoso, la gara si realizzerebbe nel chiamarsi fuori, piuttosto che nel definirsi proletari difendendo o rappresentando questi interessi.
L'interclassismo è ormai stato, ampiamente, somministrato ed assorbito...a grandi boccate, metabolizzato...divenuto comportamento comune, persino al di là di ogni ragionevole motivo e in barba alla realtà. Ma la domanda su dove siano finite la mutualità, la solidarietà, la condivisione...bhè è lecita, anche perchè questi valori sarebbero un'ottima risposta alla crisi incombente. Non può certo bastare a giustificare l'uso e l'abuso dei termini in questione, l'esistenza di false cooperative di puro investimento, attente al mercato ed alle sue regole, perfettamente inserite nel sistema, anzi sue artefici o di quelle due o tre banche che ancora si richiamano grottescamente al mutuo soccorso
Perchè , per esempio, i nuovi soggetti dell'organizzazione popolare come i GAS non si pongono il problema dei prezzi e dell'accessibilità dei prodotti che veicolano, oltre alla qualità ed al chilometro 0, perchè non se lo pongono le Coop, che addirittura espongono prezzi più alti che in molti altri templi della “grande distribuzione”. Perchè i sindacati sembrano occupati a garantire tutto salvo che il mutuo soccorso? Perchè deve arrivare Emergency a Mestre a ricordarci il senso della solidarietà. Eppure anche presi a sé stanti, avulsi da tutta l'analisi “di classe”, QUESTI VALORI : SOLIDARIETÀ. MUTUALITÀ, CONDIVISIONE...hanno un significato assoluto che molto spesso viene richiamato...descrivendo una “generica e amorfa” crisi valoriale e culturale.
Per finire, per ora, con questa mia “tirata” da saputo. Credo che dalla riproposizione, culturale, comportamentale e spirituale di queste tematiche insieme a “Circolarità, Orizzontalità. Partecipazione “ possa e debba nascere il nuovo, moderno, concetto di “Progresso e Civiltà” e la visione che noi, che ci arroghiamo d'esserne portatori, consegneremo al nostro futuro


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29.6.13

QUELLO CHE STA SUCCEDENDO




di Giandiego Marigo

C'è movimento, là sotto!
Sì, decisamente c'è...e lo si vede. Vi è un merito che va sicuramente ascritto a Grillo ed al suo compare ed è quello di avere intuiti una strada ed un linguaggio, questo è indubbio ed anche encomiabile e va assolutamente riconosciuto.
Nonostante egli non sia né il guru, né, ancor meno, il profeta che si cerca di dipingere, senza alcun dubbio ha avuto, con il staff, l'intuizione e le capacità di cavalcare l'onda del riflusso e della fine dei partiti e del loro sistema.
Ha ragione, per esempio quando dichiara che “se non ci fossimo, ci sarebbe Alba Dorata!" È vero, così com'è vero che ad oggi M5S è , oggettivamente, l'unica reale alternativa sistemica. In questo contesto parlamentare ed in questo momento (foto istantanea), Però l' I king e la filosofia orientale ci insegnano che il mutamento è l'ordine reale dell'esistenza e che nulla è, realmente, se non muta.
Ha torto, quindi, ed in modo grave quando pensa di essere l'unica strada, l'unico sentire, l'unica possibilità, ne ha ancora di più quando, nemmeno tanto implicitamente si assume il ruolo di unica verità. Questo è, non solo falso, ma anche sommamente pericoloso.
In realtà l'AreA che ruota attorno al sentire ed all'essere dei grillini è composita, complessa ed estremamente articolata.
Il substrato dal quale La Casaleggio/Grillo & C. traggono ispirazione ed “assorbono elaborando” linea (davvero, molto abili in questo lavoro di orizzontalizzazione del sentire) è ampio e niente affatto omogeneo ed univoco.
È davvero strano come, proprio questo substrato, così frammentato ed atomizzato sia poi quasi inconsapevole della propria forza e della propria capacità di incidere sulla società e deleghi al Guru-Grillo questo ruolo. Quasi che il suo pensiero, a volte persino imbarazzante, sia originale, mentre è nel migliore dei casi una rielaborazione di altri pensieri...quelli sì! Realmente originali.
Che in, assoluta e cronica, mancanza di rappresentazione in qualche modo si riferiscono e confluiscono in M5S.
Poniamo però il caso che questi movimenti prendano coscienza di sé e pongano le proprie condizioni , vedi per esempio l'elezione del neo-sindaco di Messina, ponendosi non più a ruota o a servizio della politica ma divenendo essi stessi la politica.
Grillo s'è messo in mezzo, a suo tempo, chiamando a sé il ruolo di megafono, inizialmente e successivamente garantendo un ruolo organizzativo e di unificazione ben conscio (se non lui sicuramente il suo editore) che in carenza di una direzione politica, sempre ostacolata dalla dichiarazione di principio che uno vale uno e da una pessima interpretazione dell'orizzontalità e della circolarità, un ruolo organizzativo-comunicativo sarebbe diventato naturalmente ed ovviamente centrale, persino più e meglio di un antico e vetusto comitato appositamente denominato come tale.
Questo però non fa e non farà mai di lui l'unica strada della verità innanzi tutto e principalmente perchè non esiste e non può esistere un'unica strada. Questa semplicissima acquisizione spirituale, questa infantile eresia è il senso della verità.
Quello che sta fortunatamente succedendo, che deve succedere di più, e che dobbiamo aiutare a succedere è la rinascita dei movimenti.
Ce ne sono fortunatamente tutte le avvisaglie e, pare, la strada, finalmente scelta da tutta una parte, si spera sempre più consistente di quella che chiamammo Sinistra per ricominciare ad esprimere una reale, percepibile, identificabile, culturale visione alternativa al sistema.
Questo darà senza alcun dubbio fastidio a molti, a Grillo per primo, ed è un peccato che sia così, perchè ci mostra tutti i suoi limiti, ma è la “strada giusta” a mio umilissimo parere. Questi movimenti iniziano a “nascere localmente” ma si diffonderanno, radicandosi, lo stanno già facendo e dove nascano da “reali esigenze di mobilitazione” NO TAV, NO PONTE, NO TEM, NO GAS, essi diventano rapidissimamente centrali, Attenzione, però, vi sono anche fenomeni più squisitamente politici di portata realmente interessante e coinvolgente, sono moto più strutturati ma scelgono di essere non-partiti e riescono ad acquisire respiro e considerazione sono, per fare un'esempio esperienze come il Movimento Radical-Socialista che acquisisce ormai una caratura nazionale, ma anche altri come il Movimento di Ri-evoluzione del Lodigiano, nato da una costola sana del PCL e tutti gli altri che non conosco e non nominerò, ma che fortunatamente pullulano.

Questa non è frammentazione, ma è la risposta...è la cura. La rinascita dei movimenti è la soluzione. Il bagno di umiltà tanto volte “chiamato” e così poco spesso attuato. Basta , quindi creazioni di soggetti verticistici ed intellettualizzati, basta all'invenzione delle segreterie che precede la verifica del consenso, la strada è (sembra un bisticcio) la strada. Orizzontalità, Circolarità, Creazione del Basso, tutto questo si verifica in loro. Assenza di verticismo, creazione di portavoce e non di leader, condivisione, Visione femminile del mondo, tutto questo è insito nelle “nuove regole” condivise di questi movimenti, Realizzazione dei concetti elaborati all'interno delle relazioni reali, essere cioè il cambiamento di cui si parla. L'esempio e la pratica che sopravanzano e compendiano la teoria e la grammatica...questo è da sempre nel DNA dei movimenti e Grillo se n'è molto semplicemente appropriato. Ora non ho nulla contro di lui, credo anzi che se riuscirà a superare, con il suo movimento una forma grave di settarismo fideistico, molto si potrà fare insieme e che molto, comunque si farà. Ma credo che , come direbbe un mio amico, anche quella che chiamammo sinistra avrebbe il diritto di tentare un sogno, una visione, di proporre un percorso e penso, in tutta franchezza che questa sia la strada giusta.
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25.6.13

RIPRENDIAMO IL DISCORSO





di Giandiego Marigo Per AreA

Cosa porto fuori da M5S, dopo questa ulteriore esperienza, per alcuni aspetti dolorosa? Cosa riporto sulla tavola della discussione dell'AreA, in quel luogo, per me così importante che definiremo, qui per comodità, come la zona in cui i “movimenti si incontrano”.
Un discorso sull'Area di Progresso e Civiltà interrotto da un escursus all'interno di un movimento o presunto tale, che avrebbe potuto incarnarne l'essenza, ma che non lo fa per una forma di chiusura, di esclusivismo settario e per una indubbia carenza di discussione sui risvolti umani e personali di una scelta di alternativa.
Carenza di discussione che è per altro “Il Problema” di tutta questa magmatica AreA.
È cosa che ho detto molte volte e che non starò a ripetere se non per dovere di chiarezza qui “Essere il cambiamento di cui si sta parlando”.
Carenza endemica, ormai cronicizzata, che ci porta eternamente a confondere la “coltivazione dell'orto” con la realtà del cambiamento.
Cosa ho portato “fuori”?
Premetto per amore di verità e per riconoscimento formale a chi mi ha sempre appoggiato, anche nei momenti più difficili, di avere , in tutto questo tempo ed ancora adesso, mantenuto una relazione di scambio e di collaborazione e condivisione con il “Movimento Radical-Socialista”.
Piccola ma indomita realtà che , a mio umilissimo parere ha capito molto e quel che non ha capito...si chiede.
Quindi questa mia potrebbe essere considerato un tributo ed un contributo ad un'AreA magmatica, già in via di formazione. O che sta quantomeno iniziando a “guardarsi dentro”.
Due termini riassumono in modo “parziale” e non esaustivo quello che ho “imparato” che è anche quello che poi mi ha portato ad uscire e ad “allontanarmi” (si badi uso allontanarmi in senso letterale, nel senso del discostarsi e non dell'abbandonare) queste due parole sono “circolarità” e “orizzontalità” senza le quali non si cambia la qualità della politica...e se non si cambia questa, poco altro ne consegue.
Un'altra parola che vorrei aggiungere è “formazione dal basso”...ed anche qui è tremendamente facile scadere nella retorica, cercherò di non farlo.
Introdurrò qui una considerazione rispetto al “punto di vista”, vi sono svariati modi di affrontare una “crescita”, una “maturazione”, essi possono essere maschili Competizione, Dualità, Strategia, Organizzazione e Verticismo, Dogmatismo oppure femminili, Convivialità, Circolarità, Condivisione, Trasmissione orale della Sapienza, Avvicinamento alla Verità per sequenza d'Eresie. Ecco, secondo me, una “formazione dal basso” è, sempre, non verticistica, conviviale e femminile.
Così come le pratiche dell'Orizzontalità e della Circolarità sono, prima di tutto discussione del potere presente nel momento in cui si conviene ad una discussione, non teorico, non dogmatico, ma realizzato nel momento in cui si sta discutendo. Scelte di vita e di valenza, non solo elaborate teorie.
Quel che si dice deve innanzi tutto verificarsi nelle pratiche e nei comportamenti “Qui e Ora”! E lo scomodare una citazione ZEN è tutt'altro che casuale. Esiste una carenza che attraversa tutta quest'AreA, che pur essendo. allo stato, profondamente frammentata è pure portatrice di questo “Cambiamento Reale”. Questa carenza è senza alcun dubbio d'ordine spirituale
Innegabilmente l'area di cui parlo si interseca a si connette a volte invadendolo con quello che è il corpo di M5Sma non è limitata e circoscritta ad esso ed è ostacolata in modo equanime sia dalla stoltezza della chiusura settaria ed a tratti fideistica, tanto quanto dall'imbecillità dello schieramento di principio e della critica distruttiva senza costrutto, in cui ricadono dolorosamente e stupidamente componenti di questa stessa AreA che in realtà dovrebbero parlarsi e crescere insieme, per affinità ed attinenza. Credo che il compito principale di chi si ponga il problema dell'esistenza di un'AreA di progresso e Civiltà. Proviamo a darle un nome che coinvolga tutti coloro che tendono a condividere concettualmente il significato positivo di questi due termini. Il compito principale dicevo sia proprio quello di unificare...ed usiamolo questo termine anziché continuare a “dividere”, questo magma, trasformandolo in terraferma.
In questo senso è facilmente comprensibile il perchè Orizzontalità, Circolarità e Formazione dal Basso siano così indispensabili, perchè questa “unificazione” sottende e premette il superamento del leaderismo, della cura dell'orto, della conduzione ieratica del profeta di turno, richiede il superamento dell'IO a favore del NOI (ed in questo ancora il richiamo allo Zen ed al Buddhismo non è caeuale)...perchè se non ha una delle caratteristiche sopracitate...semplicemente non è.
Così come se riamane “ricattato” da leader, leaderini e profeti...semplicemente non può esistere.


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