Parte il direttore, Maurizio Belpietro. "Tutto come previsto", ma Fini non pensi di essere assolto dalle responsabilità "politiche e morali", anzi, nessuna pietà per chi rappresenta "la terza carica dello Stato ed ambisce a diventare la prima". La cronista Roberta Catania parla di un "processo lampo" non senza anomalie: "per la prima volta non ci sono state fughe di notizie". Roba grossa. Spazio anche per Francesco Storace, la figura più tragica - e comica - dell'intera vicenda: "Dimostreremo che c'è stato raggiro, Gianfranco Fini non è immune alla giustizia, andremo a fondo a questa vicenda, questo è solo l'inizio!". Ma ecco le parole del Presidente Berlusconi, assai "deluso" per l'esito processuale: "Se di mezzo ci fossi stato io, sarebbe andata diversamente, perché la magistratura vuole farmi fuori dalla scena politica". Segue a rotta di collo Stracquadanio: "La verità è che i Pm fanno solo quello che vogliono loro, questa è una tipica decisione da porto delle nebbie". Poi finalmente Franco Bechis, il vicedirettore, per infliggere il colpo di grazia: Fini ha sicuramente usufruito di quella leggina "ad hoc" da egli stesso approvata nel 2006 (assieme a tutto il centrodestra) che stabiliva "l'esonero degli amministratori dei partiti dalla responsabilità per le obbligazioni contratte in nome e per conto di tali organizzazioni, salvo che abbiano agito con dolo o colpa grave". Certo, a quei tempi la storia della casa a Montecarlo non era manco cominciata, ma va bene uguale: anche Fini si avvale di leggi ad personam. Infine una bella paginetta su "Fini con la sinistra alle amministrative" e "la rivoluzione d'ottobre degli intellettuali finiani".
Sapete il bello qual è? Che ieri sera Maurizio Belpietro, assieme a Vittorio Feltri ed Augusto Minzolini, ha partecipato ad un dibattito organizzato dal Pdl in cui si è sentenziato che la sinistra separa "l'informazione dalla realtà", che i suoi giornali "drogano l'informazione" e che in Italia "c'è una cupola che impedisce di essere informati". Il convegno si intitolava "Libertà di Stampa: due pesi e due misure".
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