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27 novembre 2012

LA DEMENZIALITÀ AL POTERE


Di Marigo Giandiego
La stoltezza umana non ha limiti, dico stoltezza perchè il termine stupidità, idiozia, dabbenaggine implicano una ingenuità, una purezza d'intenzioni che l'umanità non ha affatto o che, quantomeno, non hanno coloro che al suo interno detengono il potere determinandone le scelte e gli indirizzi.
1200 centrali a carbone, nel mondo, non è un'idea mia, non è una supposizione dietrologica della mia mente, ma un indirizzo di fondo una scelta di prospettiva...e mi viene da piangere. Lo dicono i giornali qui, ne parla ormai tutta la rete qui o qui
Una follia, una cosa talmente stupida e suicida che non ci sono parole sufficienti a commentarla, una scelta demenziale.
Eppure le argomentazioni che sorreggono il progetto sono “motivate”, “strutturate”, corredate da numeri, grafici, argute deduzioni. Vengono proposte come soluzioni a basso costo, adatte a sorreggere ed a rilanciare un comparto energetico mai sufficiente ed adeguato.
Non vi angustierò con i motivi innumerevoli che rendono folle questa scelta, sono ovvi, talmente palesi da sconcertare nella loro evidenza...eppure, sosterranno che non esistano, che sia l'unica scelta possibile, nell'unico mondo proponibile.
E siamo sempre lì, nell'antico discorso delle premesse, delle scelte, delle visioni.
Pare persino sciocco doverlo ripetere e ritrovarsi sempre lì a motivare a contestare ciò che è palesemente folle a dover difendere una posizione che è “a dimensione d'uomo e di pianeta” contro un'altra che è solo “a dimensione di profitto” ed è umiliante e terribile che vinca sempre la seconda.
Sembra davvero di avere a che fare con degli alieni, capita sempre più spesso di chiedersi su che pianeta essi vivano, dove possano fuggire quando il conto verrà presentato...ci si chiede se essi non vedano quel che è davanti ai nostri occhi.
Quante volte “Cassandra” ha ripetuto il suo monito? Quante volta esso è stato poi, purtroppo confermato dai fatti? Quante volte ci siamo ritrovati a riparare danni del tutto prevedibili, ovvi ripetutamente segnalati? Possibile che l'esperienza non ci insegni mai nulla?
Eppure siamo ancora qui e la ricorrenza con la quale queste “scelte” vengono operate di fa pensare d'essere in un brutto film di fantascienza.
In Nome di chi? Non, certamente, in mio nome...e credo nemmeno nel vostro.
Quanto difficile sarebbe fare le scelte giuste? Scegliere di sviluppare le fonti di energia compatibili e sostenibili? Strutturare la nostra società in questo senso...essere parte del luogo che ci ospota e non l'origine d'ogni suo problema?
Sarebbe davvero così impossibile, difficile, improponibile acquisire e cercare nuove morali, nuove filosofie, adeguare le nostre teologie ad una “appartenenza” anziché ad una assurda , inconcepibile e dannosissima “dominazione”.
Eppure questa è la strada che dovremo percorrere(e non uso il condizionale a ragion veduta), l'unica che ci prospetterà una possibile salvezza, possibile non certa, perchè il danno arrecato e l'inerzia che ne consegue sono davvero enormi, molto più grandi di quanto una o due generazioni possano riparare.
Mi rendo conto di farneticare, di parlare di utopie assolute...e me ne dispiace, perchè non lo sono, passatemi il bisticcio.
Non lo sono, perchè, sarebbero davvero “la strada del possibile”, ma implicherebbero sacrificio, quantomeno inizialmente, proprio a quel “primo mondo” che di sacrifici non ne vuole sapere.
Perchè modificherebbero profondamente quel modello di “civiltà” di cui meniamo tanto vanto e che ha creato tanto danno. Perchè farebbe crollare la nostra “Torre di Babele” o quantomeno ci costringerebbe ad abbandonarla.
Un passo indietro? Non credo proprio...due avanti, a mio umilissimo parere, ma si sa i pareri di chi non conta nulla contano ancor meno di lui.
Applicare le nostre enormi potenzialità nel senso giusto, nella giusta direzione ci condurrebbe davvero a quel salto “quantico” di cui molti dietrologi farneticanti parlano.
Chiamateli progresso e civiltà se preferite...e scusate il disturbo


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1 commento:

  1. Oggi l'Ilva butta sul lastrico gli operai. Gli operai vogliono un lavoro, costruire veleno o armi è come secondario, perché è già veleno la vita di chi non ha mezzi di sopravvivenza. Se diciamo no carbone e meglio olio di oliva, penso che i lavoratori saranno ben felici di produrre olio di oliva. Ma occorre accettare la lampada ad olio flebile e anche potenziare la ricerca per far sì che tramite l'olio di oliva si possa generare una energia migliore del carbone. Si tratta di fare una scelta paziente rispetto a quella di continuare a vivere nello stesso modo distruttivo. ciao

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