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17 luglio 2012

Lettera aperta a chi ci prova ancora e continua a perdere l’autobus


Di Giandiego Marigo
Sono davvero moltissimi gli amici che ci stanno provando in tutte le maniere e mi dispiace vederli arabbattarsi, sbattersi ed ogni volta profondere entusiasmo su un qualsiasi nuovo progetto e bisogna pur dire che ne nascono moltissimi e con sorprendente rapidità.
Rilanciando ogni volta la speranza che si ricreino le condizioni ed il contesto nel quale inizi ad agire e si qualifichi un Nuovo Soggetto di Sinistra.
Mentre i più si macerano nell’incertezza e nell’attesa in Spagna ed in Grecia...qualcosa, pur nella sua scarsa influenza, avviene, mentre qui da noi invece regna il silenzio più umiliante. o al limite il balletto istituzionale,“dell’io sono la vera sinistra”.
Nel frattempo quelli che si auto-definiscono appunto “sinistra” (anche se ormai come nelle parole troppo ripetute sfugge il vero significato) modulano unicamentre un “racconto fatto di alleanze d’opportunità” che ha per finalizzazione, unicamente, il loro rientro in parlamento(alla faccia delle masse popolari e delle rivoluzioni che continuano a richiamare inutilmente).
Mentre la frammentazione selvaggia dell’AreA continua, crudelmente e senza alcuna soluzione di continuità, è all’ordine del giorno un gruppo che tenti qualche iperbolica rifondazione ed il mestiere più in voga a sinistra del PD è “il raccogliotore di bandiere", ma propulsione, novità, proposta, nuove visioni...anche solo un piccolo nuovo linguaggio che dia la speranza di una futura , agognata novità...di quello non v’è alcuna traccia.
Lo sport preferito di questi tempi dal “conformista di sinistra” è il tiro al grillino, ormai annoverato fra gli sport nazionali ed elemento richiesto e ritenuto indispensabile per l’acquisizione della “patente europea del perfetto democratico”.
Ed allora, parliamone, dell’autobus a cinque stelle e del perchè molti come me vi sono saliti. La primissima domanda da sottoporre a tutti voi , cui scrivo questa mia è dove, in che frangente ed in quale contesgto ed occasione, quella che chiamammo sinistra ha “contratto” l’attuale malattia che la “influenza”?
In che modo essa si è ridotta a pietire uno scranno parlamentare e quale “malformazione formale ed ideale” l’ha portata a riperpetuare eternamente il medesimo errore di formare e privilegiare segreterie e competenze piuttosto che mobilitazione e partecipazione dal basso.
Il cliche attuativo di questi nuovi gruppi è il medesimo da anni, si incontrano quattro intellettuali (sempre i soliti), non so dire se al bar o meno, e partoriscono un nuovo soggetto.
Si allarga a sei sette componenti e si forma lo statuto ed il manifesto del movimento (lunghissimo, illeggibile, pesantissimo...che contempla il tuttibile ed anche di più tanto per lasciare spazio alla democrazia dal basso).
Poi due o tre assemblee, iniziali, interlocutorie, invariabilmente a Roma, magari anche un paio di manifestazioni, sempre a Roma, se si riesce, per fare “movimento” e per poterle definire “nazionali”.
Dopo di ch ci si lancia nei territori, con assemblee le cui presidenze sono, guarda caso già formate, che mobilitano, generalmente sempre gli stessi e che propongono la piattaforma del nuovo Gruppo-Partito-Movimento. Gli interventi sono sempre moltissimi ed alla fine parlano sempre gli stessi, che hanno “cariche”, nell’associazionismo, nel sindacato o che sono portavoce di questo o di quel movimento...invariabilmente, sempre, con una ripetitività quasi agghiacciante.
Una delle polemiche che ha maggiormente caratterizzato questa fase è stata la critica ferocissima e strumentale al “giovane” sindaco parmense per la sua lungaggine ed incertezza nel formare la sua giunta...eh sì, perchè è talmente radicata l’abitudine ad essere già pronti con tutti i posti distribuiti e conttabilizzati, con tutti gli equilibri e le alchimie d’alleanza rispettate e pesate con il bilancino, con tutti gli amici e gli sponsor accontentati che ormai pare “straordinario” che uno fatichi a trovare persone per bene che vogliano “prendersi la briga e la responsabilità” di servire, più o meno gratutitamente per Amore di quello in cui credono e del loro paese. E’ talmente inconcepibile ed inusaule questa cosa che ci si accanisce contro chiunque non faccia così...perchè questa è la politica. Però questo, secondo me, è anche il problema.
Questa mia non vuole essere un’incensamento di M5S (sebbene io creda nelle possibilità di questo autobus) o delle esperienze similari, vorrei parlare di Progresso, di Civiltà e di Sinistra se mi riesce, perchè io sono nato lì.
Non mi sono improvvisamente innamorato di un Guru, non l’ho fatto con Vendola, Bertinotti, Capanna, Vangheris, Berlinguer non vedo perchè Grillo, ma sono d’accordo che prima di “pensare” a qualsiasi cosa si debba “destabilizzare” la costruzione sulla quale il potere conta per diffondere il suo contagio, cambiare radicalmente il rapporto che intercorre negli agglomerati “politici”, modificare sostanzialemente il modo in cui ì’opinione, l’idea, la motivazione, la visione si diffonde...e sapete, amici miei qual’è stato l’unico luogo in cui ho trovatro aperte tutta la porte, in cui mi hanno prestato attenzione, in cui mi hanno consegnato le chiavi della “macchina”. Siete persone intelligenti non vi sarà difficile indovinarlo..o meglio dedurlo
Nessun attivista M5S è convinto che questo autobus sia eterno e nessuno lo prende per qualche cosa di più che non un qutobus per convogliare i normali nelle stanze del potere, ma è esattamente quello che si deve fare ed è profondamente di “sinistra” è la cosa più di sinistra che ho visto fare negli ultimi anni in cui ho dovuto combattere con segreterie precostituite, movimenti che aveno null’altro che un gruppo di leader. Con partiti microbici ma con potentissime protezioni antintrusione e con altrettanti inalienabili distinguo, contro purezze incrociate e differenze millimetriche che costituivano causa di insulto e divisione mentre intorno il potere infuriava e si imponeva facendo a pezzi la nostra cultura.
Anni passati a confrontarmi sulla morte e sulla divisione. Con la bocca si diceva unità e nel frattempo si trovavano pretesti per dividersi ulteriormente...ogni volta, sempre...invariabilmente. Mai nessuno...dico nessuno di questi stupendi “Movimenti di Base” mi ha mai consegnato davvero le chiavi del cruscotto...mai, c’era sempre qualcuno che era lì da prima e che le aveva in mano e le custodiva ad ogni costo.
Finisco questo prima lettera di confronto, rilanciando l’Area di Progresso e Civiltà come unica possibilità di reale rinnovamento e dico rinascita e non rifondazione...riscoprire un linguaggio ritrovare e rinnovare le ragioni, riapplicarle alla realtà partendo dall’ABC e dal basso formare un movimento orizzontale che creda nella democrazia diretta, rilanciare gli strumenti di questa forma di democrazia. Cercare motivi spirituali, sociali per acquisire una nuova e rinnovata credibilità, fondata sulla partecipazione, con l’umiltà necessaria ad essere “allievi” e non “maestri”...che di quelli ne abbiamo sinceramente sin troppi.
Con affetto ed a presto Giandiego









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