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19 novembre 2011

PAROLA D'ORDINE CRESCERE CRESCERE CRESCERE


«Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo. Il Pil comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei finesettimana. Il Pil mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il Pil non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta».
Robert Kennedy, discorso presso l’Università del Kansas, 18 marzo 1968

Ho già scritto che il governo monti era ineluttabile, pena il fallimento Penso che seguendo il pensiero dominante sarà un ottimo governo. Del resto sarebbe difficile anche per un marziano fare peggio di Berlusconi.
Quello che a mio avviso non funziona sono i modelli per combattere la crisi. Rigore, tasse, pensioni e crescita crescita crescita. Tutte parole vecchie, usate fino ad oggi e che, come è chiaro a tutti ormai, non funzionano più.L'idea capitalistica che si può crescere, e cioè consumare, all'infinito è follia. Perchè le risorse energetiche non sono illimitate e stanno finendo. Perchè l'inquinamento provocato è diventato insostenibile. Perchè siamo diventati un termitaio impazzito che non sa più quel'è il suo scopo. Infine perchè ammesso si possa continuare a produrre manca ormai chi consuma visto l'allargamento della forbice tra ricchi e poveri.
Perciò credo che sia il caso di decrescere.
Produrre meno beni, ma più durevoli, di maggiore utilità, che inquinino di meno. Perchè fare macchine che vanno a 300 all'ora quando in realtà non è possibile farlo se non su pista e che consumano ettolitri di carburante? E contestualmente si sviluppa il servizio pubblico con mezzi non inquinanti e che impieghino, persone per dare lavoro(controllore, autista, assistente per anziani e bambini a bordo..).
 
Si facciano piani veri di edilizia popolare, tutti con nuovi criteri di risparmi energetici, pannelli solari. Si facciano attacchi unici e batterie uniche per tutti gli apparecchi elettronici in modo da non esser costretti a smaltire miliardi di pile e di cavetti.
 
Basta all'agricoltura e all'allevamento intensivi che consumano risorse spaventose. Rendere ogni territorio autonomo da un punto di vista alimentare. Senza che in in Italia dobbiamo importare aglio dalla Cina perchè i controllori del mercato devono fare profitti.
 
Smantellare sovrastrutture inutili e dannose (pensiamo solo agli eserciti) per investire in servizi che rendano migliore la vita degli uomini. Penso all'assistenza domiciliare quando sei anziano.
 
Grossi investimenti sulla cultura e sull'arte che sono le parti migliori dell'uomo. Conosco l'obiezione, la gente vuole l'ultimo pc, l'ultimo cellulare la macchina scattante. Balle questi sono i modelli imposti in maniera subdola dal bombardamento mediatici. Ed i ricchi che possono permettersi questo target sono in netta minoranza rispetto alla popolazione vera. Ma se ci fermassimo tutti un attimo a riflettere sulle nostre vite, scopriremmo che viviamo in una maniera assolutamente inumana. Corriamo in perda all'ansia tutto il giorno, per arrivare in posti che non ci sono o non sono quello che pensiamo, ci smazziamo per pagare la luce, l'ultima rata della macchina, l'assicurazione l'ultimo paio di scarpe alla moda, sempre irascibili, sempre insoddisfatti. Terrorizzati dal futuro, boccheggianti alla ricerca di una soluzione che ci permetta di uscire da questo gioco infernale. Di stare più tempo coi nostri figli, di leggere un libro in più, di guardare quel film che non si è mai avuto tempo..io dico anche di fumarsi quell'erbetta tanto rilassante, ma qui è questione di gusti. Oppure di poter viaggiare, di andare a pesca di passeggiare nel verde. Io dico che tutti accetteremmo una svolta che ci permettesse di ritornare in una situazione più umana rispetto al caos intollerabile. Voi no?
 
ps molti penseranno sia utopia. forse lo è. ma senza questa utopia il mondo cosi come lo conoscimao non sopravviverà per molto ancora.
 
Pubblicato da FER
 

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1 commento:

  1. L’innovazione empatica
    Di Paolo Manzelli

    PREMESSA
    I fondamenti della economia andranno rapidamente riconvertiti per finalizzarli a migliorare la qualita della vita e dell’ ambiente e cioe dovranno affrontare in modo efficace i problemi emergenti dai limiti dello sviluppo imposti dalla impossibilita di considerare le risorse naturali come se fossero illimitate.
    La futura societa della conoscenza necessita pertanto di una profonda innovazione culturale per attuare un netto superamento del paradigma economico “meccanicista” a cui si e’ ispirata la obsolescente societa industriale, oggi nel mezzo di una irreversibile crisi strutturale.
    Sono del tutto evidenti le diseconomie tra costi e benefici, relative al degrado dell’ ambiente naturale ed umano, che di fatto non permettono piu di avere una visione di un futuro migliore alle giovani generazioni.
    Il principio basilare della organizzazione “meccanica “ consiste nel ritenere che, come avviene nella costruzione di una macchina, il totale sia equivalente alla semplice somma delle sue parti.
    Di conseguenza l’ economia “meccanicista” assume una visione strettamente disciplinare , importata in modo auto-consistente sulla crescita del profitto che oggi e divenuta sempre piu avulsa da qualsiasi riferimento di rilevanza naturalistica e sociale. Quanto sopra pertanto contrasta sempre piu nettamente con la complessita della crescita economica globale contemporanea cosi che l’ economia “meccanicista” e’ divenuta strategicamente incompatibile con la crescita di un sistema economico globalizzato, proprio a causa dei limiti dello sfruttamento delle risorse naturali ed umane orientato vero la continua crescita di profitti speculativi. Infatti in un sistema globalizzato della economia “meccanicista “ risulta evidente la “utilita’ marginale” della ricchezza delle nazioni che e’ basata sull’ incremento della poverta’ di altri paesi del mondo, proprio per il fatto che le ricchezze naturali non sono infinite. Pertanto alla crescita di alcuni Paesi emergenti corrisponde direttamente alla decrescita strutturale degli altri nel nostro pianeta. Quindi e’ palese che la disciplina economica di stampo “meccanicista” ha potuto funzionare fino ad oggi , solo per ilfatto che ha fatto riferimento allo sviluppo del mondo occidentale industrializzato che oggi mostra evidenti segni di una inarrestabile descescita.
    Di conseguenza oggigiorno risulta necessaria nuova presa di coscienza civile che dovra deve saper impostare una piu profonda ed ampia riflessione orientata a ricondurre lo sviluppo sociale ed economico globale nell’ ambito delle compatibilità di sistemi complessi introducendo una netta alternativa alla economia “meccanicista” basata su criteri di “bio-economia” sociale ed ecologica tali che permettano la sostenibilità delle condizioni di vita della sistema globale contemporaneo.

    La SOCIETA della EMPATIA .

    http://www.edscuola.it/archivio/lre/Quantum-Art.pdf
    http://www.edscuola.it/archivio/lre/INNOVARE.pdf
    http://www.edscuola.it/archivio/lre/EUROPA_2020.pdf
    https://dabpensiero.wordpress.com/2011/05/25/innovare-la-cultura-dello-sviluppo-di-paolo-manzelli/

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