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18 novembre 2011

LA PAURA DI ESSERE ALTRO CHE NON SISTEMA



Di Giandiego Marigo

La reazione dei più vicini alla mia assoluta contrarietà al governo Monti mi ha fortemente colpito. Vi è disperazione in questo ed una vaga, fastidiosa forma di resa. Ho parlato con molti di coloro che mi hanno vituperato ed appellato, anche in modo offensivo, sfascista per esempio o disfattista per dire le meno pesanti, ma quasi tutti di fronte alle mie contestazioni alla fine concordavano con le linee di fondo dell'analisi, ma si arrendevano ponendo la medesima domanda “Che alternativa abbiamo, tu cosa proponi?”.


Molti di costoro erano, davvero vicini, pur nella diversità delle posizioni li ritenevo parte dell'Area di Progresso e Civiltà, forse moderati in alcune espressioni ed analisi, ma sinceramente convinti che fosse necessario modificare le premesse per cambiare qualche cosa. Ritenevo avessero compreso che senza una visione altra da quella sistemica non si poteva parlare di una reale alternativa a questo ordine di cose. Pensavo che il percorso sulla Coscienza dei Beni Comuni, quella che ci aveva portati alla vittoria referendaria, avesse cementato una base riconosciuta, che si potesse definire patrimono condiviso. Ero convinto che la quantità industriale di parole sprecate sulla Democrazia Diretta e sulla Sovranità Popolare che le continue, persino fastidiose per ricorrenza e ripetitività, indignazioni avessero finito con il fare breccia. Sino a far comprendere quale fosse la differenza fra “Sostituzione” e “Cambiamento”. Confidavo fossero in grado di riconoscere quindi un'occasione ed un'opportunità da un cambio della guardia.


Mi sbagliavo ed è triste doverlo ammettere.

Questo bisogno spasmodico di festeggiare la fine di un uomo che non è affatto finito e la trasformazione di un quadro politico che non c'è, dimostra tutto il vuoto che si è lasciato intorno.


Non c'è, non esiste una cultura dell'alternativa che sia patrimonio di molti.

Il Grande Fratello lo è, il Calcio lo è...la cultura della competizione ed il consumismo lo sono, ma non una cultura dell'alternativa, non un'educazione alla compatibilità, non una visione di un mondo che possa discostarsi da questo modello. Sicuramente non la capacità di prescindere dalle parole magiche che tutti, oggi, destra e pseudo-sinistra ripetono “a nastro” : Crescita e PIL

Mi sto trattenendo, perchè un'altra delle accuse che mi hanno fatto in questi giorni è di essere un Utopista (il che per me è, in fondo, un complimento), ma voglio essere moderatissimo in questa esposizione. La mancanza di una visione alternativa! L'incapacità di porla, anche solo di pensarla è la sconfitta vera, non il Governo Monti in quanto tale...che pure è quanto di peggio la pseudo-sinistra potesse sentirsi obbligata ad appoggiare.

Eppure percorsi altri da quello della supina adesione ai ricatti FMI esistono e l'Islanda pur nella sua “piccola dimensione” ha dimostrato che sono una risposta e non un'utopistica invenzione. Il percorso dell'Argentina, pur travagliato ha indicato chiaramente che esiste una strada che non soggiace al ricatto elitario.

Ci sono stati accadimenti gravi e dolore in Argentina...vero, ma si è davvero convinti che in Italia non ci saranno altrettanto dolore e gravi accadimenti? Per nulla poi! Per essere ancora succubi al prossimo ricatto? Al prossimo giochino finanziario che verrà in mente all'elite?La ridiscussione dei rapporti monetari interni all'Europa, la ridiscussione dell'Europea stessa e dell'assenza di una coesione e di una politica dei popoli a favore della sola unione finanziaria, causa prima del male che stiamo patendo...sono tabù?

Oppure dobbiamo pensare di lasciare al localismo leghista questa discussione?
Il taglio delle spese mlitari? Mai toccate, mai discusse, mai menzionate, anche questo è Tabù? Possibile che quando si pensi a sacrifici debbano venire in mente solo Lavoro, Welfare e Pensioni? Possibile che si ripropongano Nucleare ed OGM come vie d uscita? Insieme alla immediata adesione a ricatti BCE ed FMI? Non voglio qui discutere di economia Barnard e Grillo lo fanno meglio di me...l'evidenza del gioco sporchissimo del potere bancario...è palese e rivelata in rete, basta volerla vedere. L'influenza ed il peso dei poteri forti, non sono io ad inventarla. Lo stesso neo-Premier ha tenuto a precisare di non esserne rappresentante, scoprendo così la propria enorme coda di paglia. Voglio parlare dell'incapacità assoluta di pensare alternativa, dell'impotenza di chi non vede altra soluzione che chiedere ad un boia in servizio di scrivere un pezzo contro la pena di morte.
Di chi pensa di non avere alternative se non appoggiare un govrerno sbilanciatissimo in senso capitalistico che ha già buttato lì...tanto per chiacchierare un paio di mostruosità, che nessuno contesta.
Che diventano, improvvisamente ed assurdamente accettabili.
Di un governo che non si pone alcun obbiettivo di modificazione paradigmatica o anche solo di benefica riforma, ma che anzi pone questo modello di mondo come unico possibile persino di più ed in modo più pesante di quello precedente. Ed ancora non è nemmeno questo il problema. Che il potere propronga sé stesso come unica via è normale...non lo è che non vi sia alternativa accettabile, proponibile.
Non lo è l'assenza assoluta di un percorso diverso...se non come Fantasiosa Utopia.

Allora facciamolo questo passo indietro ed ammettiamo la sconfitta e ripartiamo da nuove basi...da nuovi linguaggi, cercando di parlare allo spirito ed alla mente, cercando una globalità che sappia guardare anche al locale ma che non perda di vista il gioco ed il minuetto che sottende il potere globale ed elitario. Ripartiamo dal poco, da quello che abbiamo, dai movimenti.
Dalle Lotte Local/Globali, dalla Compatibiltà e dalla Difesa della Democrazia Referendaria, troviamoci sulle cose che cambiano il mondo e riscriviamo l'Abbecedario dell'Alternativa, cercando di evitare il peso inutile dei riferimenti per trovare nuove parole che ci dicano di Democrazia Diretta di Decrescita e Compatiblità, che ci parlino di Consumo Consapevole e di Redistribuzione della Ricchezza, di una Imprenditorialità Nuova eticamente e moralmente connotata, utile! Che faccia crescere maturare il nostro rapporto con il pianeta piuttosto che guastarlo.
Utopia? A me non sembra io la chiamerei visione.
Poniamo al centro la biosfera...perchè così deve essere!
Fantasia ed ancora io non direi la chiamerei piuttosto Alternativa Credibile.

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