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8 ottobre 2011

8 ottobre 2011: Cgil in piazza, - 300.000 lavoratori nel 2013


No a tagli al pubblico, e' danno per occupazione e cittadini

ROMA - Sarà lo slogan "Pubblico è futuro" a scandire, oggi a Roma, la manifestazione nazionale indetta da Fp Cgil (Funzione pubblica) e Flc Cgil (Federazione lavoratori della conoscenza) "contro i tagli del governo alle pubbliche amministrazioni, al sistema della conoscenza e ai servizi pubblici", che hanno "forti ripercussioni sull'occupazione e sui diritti dei cittadini". Fp e Flc Cgil denunciano che "nel 2011 sono stati tagliati 200 milioni alla giustizia, nel 2012 verranno tagliati 400 milioni all'università, 20 miliardi per le agevolazioni fiscali ed assistenziali, nel 2014 i finanziamenti per il settore pubblico si ridurranno di 60 miliardi di euro". Tagli che, secondo la Cgil, significano "più tasse per i cittadini, meno servizi per tutti e soprattutto per i più deboli, ulteriore depressione per l'economia del Paese". La segretaria generale della Fp Cgil, Rossana Dettori, e il segretario confederale di corso d'Italia, Fulvio Fammoni hanno affermato oggi che "l'obiettivo annunciato dal Governo e dal ministro della Funzione Pubblica è tagliare oltre trecentomila dipendenti nel pubblico impiego tra il 2008 e il 2013".

La Cgil protesta dunque contro il governo "che dice che non ha messo le mani in tasca agli italiani, ma non è vero", nella scuola e nella pubblica amministrazione in quattro anni "la mannaia delle manovre economiche" costa perdite di reddito in media anche oltre i 10mila euro. Sui salari peserà "l'effetto combinato del blocco dei contratti e delle carriere". Dai calcoli delle due categorie della Cgil, dal 2010 al 2014, un docente di scuola media con oltre 20 anni di servizio perderà circa 9mila euro; un assistente amministrativo 5mila euro, i docenti universitari "oltre 14mila euro a cui si aggiunge il danno del blocco delle anzianità"; i ricercatori "quasi 14mila euro". Quindi, la manifestazione è "per difendere il diritto a un contratto nazionale e a un contratto integrativo di lavoro, per rivendicare condizioni lavorative dignitose", ma anche per "riconquistare il diritto al voto - tra gli oltre 3 milioni di lavoratori del pubblico impiego e della conoscenza - e quindi eleggere democraticamente i nostri rappresentanti", perché "non siano eliminati gli spazi di democrazia". Quella di domani è una "una giornata di orgoglio del lavoro pubblico", una manifestazione dei lavoratori dei settori pubblici che avrà "ancora una volta al centro il lavoro e i diritti delle persone", dice la Cgil. Vi hanno dato adesione la Fillea Cgil (edili), il Partito della Rifondazione comunista, l'Arci, Sinistra, Ecologia Libertà-con Vendola.

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