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15 giugno 2011

AFFERRARE LA CODA DELLA COMETA



di Giandiego Marigo ( poesia dell'autore)

É cominciato il ping pong delle medagliette al valore e delle auto-attribuzioni di merito, mentre continua lo scivolamento su vetro e porcellana dei Nucleristi della Libertà.
Devo confessare che mi mette un poco di disagio questa corsa all'interpretazione del senso dei referendum e d'altra parte, mi fa davvero imbestialire l'arroganza e la stupidità di chi non vuole affatto afferrare il senso della lezione e cerca di svuotare di senso quel che è successo, così come prima aveva tentato di svuotare di senso i quesiti.
Solo poche e sparute parole di saggezza, da parte di chi davvero è stato “movimento”, da parte di quei comitati civici, quella benedetta Società Civile, vero artefice di questa “Passo avanti di Civiltà”.
Già i modulatori, gli equilibristi del centrismo inconcludente, tentano di dare sensi “compromissori” di non negare possibilità di “privatizzazioni mirate e responsabili” di ridare spazio a quel “minuetto politichese” che la mobilitazione popolare e di base aveva estromesso.
Nessuno di loro sembra ricordare le dichiarazioni passate, le privatizzazioni teorizzate, quelle praticate e fallite.
Non facciamone oggetto di scontro, oggi stiamo godendo, quindi portiamo a fine questa pausa di assoluto piacere. È, inoltre importante cercare le soluzioni di unità e di coesione privilegiandole a quelle di divisione e polemica.

Bene! Lo faremo.
Però la riflessione sui perchè e sui contenuti della consultazione referendaria, sui motivi che hanno condotto al quorum, su quella meragliosa, commovente ed unica mobilitazione capillare che ha permesso il successo di questa tornata elettorale. Su questo afflato di speranza, di fiducia e di volontà su questo squarcio di mondo altro e possibile.
Sui motivi profondi che hanno mosso il bisogno di affermare una volontà diversa da quella del potere, nonostante imille tentativi di silenziare, di svuotare, di privare d'ogni significato...bhè su questi argomenti prima o dopo dovremo confrontarci...anche con vigore se necessario.
Perchè essi sono del medesimo segno dell'indignazione Spagnola, portano il medesimo bisogno che riempì le piazze di Roma di bandiere viola quel 5-dicembre, perchè sono l'opinione del popolo sovrano.

L'immaginazione al potere.

La capacità di “vedere” un mondo diverso da quello che ci circonda.
Questo messaggio nel nostro paese viaggia diversamente che in Spagna, probabilmente perchè questo “risveglio civico” è avvenuto prima ed è latente nella nostra “Società Civile” da più tempo.
Non possiamo negare, sarebbe davvero stolto e demenziale, l'esistenza dei movimenti, da sempre presenti nel quadro politico di questo paese.
Invocare rivoluzioni e piazzate, scrollare ripetutamente ogni persona che si incontra urlandole in faccia la necessità di risvegliarsi è inutile e ripetitivo, inefficace. Molto più produttiva e pertinente una “profonda” riflessione sulla “partecipazione” sulla “capillarità”.
Sulla democrazia diretta e partecipata, sui metodi di comunicazione e propaganda che hanno caratterizzato questa parentesi referendaria.
Molto, moltissimo avremmo da apprendere da cotanta et profonda “pensata”.
Molto, moltissimo da imparare avrebbe quella cosa strana, in evoluzione, quella strana creatura ch'io definisco “Area di Progresso e Civiltà” e che un tempo chiamammo Sinistra.
Noin esiste alcuna esigenza di definirla geograficamente, perchè essa si definisce da sola nei contenuti.
Non esiste alcuna bisogno né, in realta, vi è modo di tracciarne i confini o sperticarsi in analisi qualitative e quantitative, perchè ancora e sempre sono i motivi, le premesse ed i contenuti a definirne le eventuali limitazioni ed i contorni.
Essa ha, per sue caratteristiche peculiari, la capacità di condensare nelle sue proposte sensi profondi, moralmente, spiritualmente e politicamente rilevanti.
Essa definisce un'etica che nasce dalla sua stessa natura morale,perchè è rappresentativa, realmente, proprio per la sua diffusione e capillarità.
Ha la capacità di esercitare “controllo democratico” perchè per suia propria natura premmette la “partecipazione” a qualsivoglia alchimia o equilibrismo.
Essa la premette e premettendola l'afferma.
Non può esservi “partecipazione” senza “controllo democratico”.
Ho avuto grandissima fortuna nella mia vita, pur attraverso i numerosissimi dolori che l'hanno caratterizzata.
Ho un karma glorioso e ricorrente.
D'essere testimone di tempi di presa di coscienza. Ho vissuto gli anni settanta e sono ancora qui in questi anni, per vedere e rendere testimonianza del “risveglio” delle coscienze.
Grande fortuna e vi ringrazio tutti d'avermi dato questa enorme soddisfazione, non perdetela di vista, afferrate la coda della cometa e non permettete ad alcuno di attribuirsene la luce.
Essa è vostra...di ognuno di noi.


UN MODO NUOVO

Un modo nuovo di vedere le cose
Nasce fra la gente comune
Quelli di tutti i giorni, un po’ banali
Per la strada, vive, si nutre e impara
Di strada e di discorsi normali è la sua natura
Cresce, inavvertito…che non pare
Non lo riconosci nemmeno, proprio non te ne accorgi
Poi dalla strada sale , come un profumo
Forse una sensazione, non è realtà…
È come un’impressione
S’alza e s’aggira
Sinchè un astuto parruccone
Uscito in strada, forse per la noia
Ne coglie il volo
Lui lo irretisce, ne fa una cosa sua
Poi lo trasforma
Lo riempie di arzigogoli e parole
Lo fa sembrar difficile
E dichiara
“ Ecco signori, questa è filosofia
qui la risposta dei moderni tempi
un modo nuovo di veder le cose”



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