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27 maggio 2011

MILANO: L'ASSESSORE SIMINI SMENTITO DAL COMITATO DI VIA FELTRINELLI

In seguito agli articoli apparsi sul il Giorno del 21 maggio scorso, uno leggibile a lato e il secondo in coda al post, riguardanti l'amianto presente nelle case bianche di via Feltrinelli nr. 16, le "White" e la relativa bonifica, riceviamo e pubblichiamo la smentita del "Comitato di via Feltrinelli":
Gli ex inquilini sentiscono catecorigamente quanto scritto dal quotidiano il Giorno sulle case bianche di via Feltrinelli, e le dichiarazioni "fasulle" dell'Assessore Bruno Simini. La sola ragione che ha spinto la giunta a considerare la gravità della situazione delle White, deriva dall'effetto mediatico che ha smascherato le colpe e le inadempienze delle giunte Albertini prima, Moratti poi. Fra le altre menzogne, l'articolo riporta che si sono presi l'incarico nel 2006, non è assolutamente vero! Ma come riportato prima, dopo l'effetto mediatico nel programma di Santoro anno zero, si sono presentati nella campagna elettorale del 2008. Noi invece abbiamo pagato l'ostilità del vicesindaco, della Commissione Casa del comune secondo i quali avremmo dovuto marcire in quello stabile che è stato per anni senza le minime condizioni di messa in sicurezza per la normale vivibilità a causa della mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria, oltre che per la pericolosità della dispersione di amianto
pericoloso anche per il quartiere stesso. Simini intende sfruttare a fini elettorali la vergogna di quella casa durata 26 anni tutta sulla nostra pelle;  egli trova straordinario aver spostato le famiglie in "soli 5 anni". In realtà per noi sono stati 18 anni dato che la legge che vieta l'uso di amianto esiste dal 1992-94. E’ assurdo che cerchi dei meriti per qualcosa che comprende al ruolo di assessore che si è scelto, tutti i lavoratori ogni giorno eseguono la loro mansione e spesso per 1.000.000 euro al mese e nessuno lo trova "strardinario". Hanno fatto semplicemente, in colpevole ritardo, il loro dovere, una volta tanto. Altra menzogna, che ha scritto è che lo stabile è messo in sicurezza, non è vero, lo stabile e li all'aria aperta senza nessun sigillo o cartello che indichi la zona è inquinata da amianto e per tanto pericolosissima e vicina ad asilo nido, scuola elementere e abitazioni. Molte famiglie sono state costrette ad accettare trasferimenti in zone da loro imposte, con il piccolo particolare che anche lì vi è presenza di amianto. Molte famiglie, date le promesse in campagna elettorale da parte del sindaco Letizia Moratti e assessore Verga, vogliono tornare in quel quartiere, invece lui dice che le assegnerà ad altri. Inoltre hanno promesso "sempre sotto elezioni" la sorveglianza sanitaria per tutti, soprattutto i bambini e ancora aspettiamo. Molte famiglie per andarsene hanno affrontato notevoli spese che la giunta non ha rimborsato nonostante le promesse.
 Ci appare chiaro l'ennesimo tentativo di sfruttare a fini elettorali una situazione umanamente drammatica, con persone nel frattempo decedute a causa di patologie legate alla presenza di amianto, altre che si sono ammalate e lui dice che non c'è nessun pericolo. Il danno subito non è solo fisico e morale, ma anche psicologico, fino a luglio 2010 otto famiglie, tra cui invalidi, erano ancora nello stabile in attesa di essere spostate, perchè nemmeno le case giuste per i diversamente abili sono stati in grado di trovare in quasi 2 anni, abbiamo vissuto lì tra pantegane e pezzi di amianto che ci cadevano addosso.

Elena Ferrarese Comitato degli (ex) abitanti di via C. Feltrinelli n 16 Milano Quartiere Rogoredo.
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Case Bianche, via l’amianto - La bonifica ora è partita - Via ad un maxi Intervento da 15 milioni. Gli ex inquilini denunciano: sono già 47 casi di cancro. Ersilio Mattioni, Il Giorno, 21.5.2011
Milano, 21 maggio 2011 - Non saranno abbattute, le Case Bianche di via Feltrinelli. Saranno bonificate dall’enorme quantità di amianto che, a ogni ora del giorno, si stacca a piccole fibre dalle lastre, si diffonde nell’aria e si respira. L’ultimo inquilino lasciò le White nel luglio del 2010. Da allora sono passati nove mesi e i lavori sono in corso: il cantiere è stato messo in sicurezza, è comparsa una grossa gru e all’interno gli operai, tutti stranieri, stanno togliendo a colpi di martello pneumatico i lastroni bianchi carichi di amianto.
Costerà, questo intervento atteso da oltre vent’anni, la bellezza di 15 milioni di euro, 8 stanziati dalla giunta di Letizia Moratti e 7 da Regione. A dicembre 2012, quando è prevista la fine dei lavori, le White saranno solo un ricordo, sostituite da due edifici ultramoderni per 152 famiglie.
Non è stato semplice arrivare a questo punto. Ultimati sia i trasferimenti sia gli sgomberi (e concordate con gli ex inquilini le nuove soluzioni abitative in via Nenni, in via dei Missaglia e in altri palazzi Aler), il Comune aveva provveduto a sigillare gli appartamenti. Chiaro lo scopo, evitare le occupazioni abusive. Poi il cantiere era stato blindato e i caseggiati svuotati. Dagli alloggi e dalle cantine era uscito di tutto: mobili, elettrodomestici arrugginiti, materassi, quintali di immondizia.
A questo punto sono iniziati i lavori, mentre i tecnici dell’Asl hanno svolto le analisi sulla presenza di amianto nell’aria. Gli ex residenti, del resto, hanno più volte lanciato l’allarme e ora stilano quello che somiglia a un bollettino di guerra: «Tra ammalati e morti di cancro, siamo arrivati a 47».
Sta per chiudersi una pagina dolorosa per questo quartiere periferico, dove le promesse non mantenute e le lungaggini burocratiche hanno generato nei cittadini un sentimento di rabbia. Nel 1998 l’ex sindaco Gabriele Albertini prese un impegno formale a risolvere una situazione che lo stesso definì «di notevole gravità». Ma non successe nulla. Quattro anni dopo, il vicesindaco Riccardo De Corato garantì che nel bilancio triennale era stato inserito «l’intervento di manutenzione straordinaria degli stabili».
Invece l’amministrazione, la seconda guidata da Albertini, terminò nel 2006 senza aver centrato l’obiettivo. Nel 2009 ci riprovò il sindaco Moratti, affidando l’incarico agli assessori Gianni Verga (Casa) e Bruno Simini (Lavori pubblici). Fu la volta buona. In giunta venne approvato lo stanziamento di 15 milioni. Con quel denaro si stanno bonificando i palazzi dall’amianto. Poi si procederà al rifacimento delle facciate con soluzioni tecniche mirate al miglioramento delle prestazioni energetiche, alla realizzazione di nuovi posti auto e cantine, alla sostituzione degli ascensori.
Verrà anche predisposto un impianto fotovoltaico, saranno sostituiti i serramenti e si procederà all’abbattimento delle barriere architettoniche. Infine, un’idea per far rivivere il quartiere: uno punto di ristoro e di ricreazione nel vicino parco, a pochi passi dai nuovi edifici.

VEDI: AMIANTO
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