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13 maggio 2011

Elezioni Milano. Intervista a Luciana Pellegreffi, candidata lista “Sinistra per Pisapia”

MILANO – Il clima sempre più rovente delle amministrative milanesi, sta catalizzando l'Italia intera. L'ultimo episodio avvenuto a Sky24 al termine del confronto tra i due maggiori candidati sindaco Moratti e Pisapia rivela e dimostra quanto il sindaco uscente stia giocando il tutto per tutto in una situazione evidentemente da lei stessa avvertita dall’esito incerto.

La società civile per Pisapia
Candidata della Lista “Sinistra per Pisapia” per il consiglio comunale e di zona 4, Luciana Pellegreffi 57 anni, apartitica, incensurata, racconta il clima desolato delle amministrative milanesi. Il suo slogan: “Milano deve tornare ad essere con il cuore in mano, al posto del cemento nel cuore”.
Prima ricercatrice nel settore farmaceutico, poi consulente per farmacie, è presidente dal 2007 del Com. di Quartiere Salomone, difende l'acqua pubblica, i beni comuni, e l'abitare dignitoso, sostiene la laicità dello Stato e l’etica pubblica. E’ nel Coordinamento della “Lista Civica un'Altra Provincia”, ed è iscritta a Filcams Cgil, Sicet e ANPI.

Lei rappresenta la società civile che scende in campo in difesa della cittadinanza. Milano è in subbuglio, due gironi fa l'ennesima dimostrazione di guerriglia elettorale. Reazioni a caldo?
Il misero affondo di Letizia Moratti, negli ultimi minuti della trasmissione su Sky, ha volutamente impedito a Giuliano Pisapia di commentare le falsità asserite, perché di questo si tratta. Tale comportamento è segno di disperazione e di concreta difficoltà del centro destra a mantenere la gestione di Milano.
L’insistenza successiva della Moratti a difendere l’errore commesso dichiarando che la sentenza dimostrerebbe che Pisapia frequentava terroristi e quindi non sarebbe il moderato che vuole apparire è falsa in quanto la sentenza lo scagiona completamente quale estraneo ai fatti e Milano lo sa bene. Inoltre dare del terrorista a Pisapia quale attivista politico di quegli anni equivale ad estendere la calunnia a tutti i milanesi, ed erano decine di migliaia, che in quegli anni furono attivi in politica,  studenti, lavoratori, comitati e associazioni. È pura follia, un insulto alla Milano democratica.

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