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30 aprile 2011

1°MAGGIO


di Giandiego Marigo 
Due parole sul 1° Maggio non credo siano di troppo. Alcuni ragionamenti attorno al senso di questa Festa(?) appaiono indispensabili.
Festa dei lavoratori di squisita tradizione operaia, popolare e sindacale nasce come primo riferimento importante con una manifestazione irganizzata dai “cavalieri de lavoro” (kniths of labour 1869)a New York nel 1882. con la palese intenzione che fosse una sorta di celebrazione annuale, ma giunge a consacrazione assoluta con i gravissimi incidenti avvenuti nei primi giorni di maggio a Chicago(La Rivolta di Haymarket) gravissimi scontri che si svolsero fra il 1° ed il 4 Maggio del 1886. In Europa la Festa del Lavoro venne ratificata dalla Seconda Internazionale riunita a Parigi nel 1889 ed in Italia arriva due anni dopo.
La sua origine è quindi senza alcun dubbio marcata in senso operaio, solidale ed internazionalista.
Una festa che ha sempre provocata una forma di rabbia e frustrazione nel padronato, che non ha mai...ma proprio mai entusiasmato la destra.
Una festa che il movimento opraio ha imposto e generalizzato a tutti i lavoratori.
Praticandola, difendendola e rendendola sempre, in tutta la sua lunga storia un momento di confronto, scambio e civiltà.
Questa festa scomparve durante il ventennio per essere sostituita dalla Festa del Lavoro e del Natale Romano il 21 Aprile.
Fu ripristinata nel 1945 dopo la liberazione.
Non è un caso quindi che si voglia colpire il 1° Maggio, è pensato, voluto, calcolato...fra tutti i giorni che potevano essere dissacrati da un'esigenza impellente di recuperare la crisi, nessuno poteva essere più adatto del 1° Maggio per colpire le ceneri di una cultura popolare pre e post resistenziale.

Se una fastidiosa immagine di socialità e mutualità ed internaziolismo novecentesco può essere sminuito e infangato questo non potrebbe avvenire meglio che rendendo vuoto di significato un simbolo come il questo giorno.
Io non credo nella casualità, l'esperienza poi mi ha insegnato che a pensare male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca e non credo che non esistesse un'altra occasione per beatificare il Papa Polacco, sono convinto che sia lui che l'Altissimo, per chi si ponga il problema dell'intercessione dei santi non avessero l'urgenza che la data fosse quella del 1°Maggio.
Non credo nemmeno che l'apertura dei negozi in quella data sia indispensabile e contribuisca realmente a levare, da sola, questo paese dalla crisi fangosa e lunghissima in cui si dibatte.
Non credo che il rilancio avvenga dissacrando questo giorno.
Mi sorge invece il sospetto che il risultato dell'avvenuta dissacrazione sarebbe culturalmente estremamente più vantaggioso e remunerativo per il potere di quanto si possa immaginare sottovalutandone il senso.
Altro discorso mi pare dover fare però sulle “celebrazioni” da anni in Piazza San Giovanni a Roma si ripete una “festa” che quello che viene denominato “il Concertone” diciamolo mai come quest'anno “grottesco” ed anche un tantinello assurdo.
Con che faccia infatti la triplice si presenta unita alla festa dei lavoratori, che senso ha?
Chi mai potrà credere a questa unità artefatta, di maniera, senza alcun corrispondente nella realtà?
Quando poi, quotidianamente la pratica che viene attuata in quel che rimane del mondo del lavoro e quella dell'agguato, della calunnia e della delzione, dell'isolamento in fabbrica?
Andatelo a chiedere a Pomigliano quanto si sentano unitari o al Lingotto. Chiedetelo alla FIOM di cosa si stia parlando, cosa voglia dire questa festa unitaria con concerto. Proprio quest'anno!
Mai come quest'anno c'è una vaga idea di presa in giro di descrizione di una realtà che non esiste, come se improvvisamente Luciano Lama con la sua pipa da una nube narrasse del suo sindacato, che non è affatto questo sindacato e non può esserlo.
Io non adoravo a suo tempo Luciano, non ho mai mitizzato il cinese, però senza alcun dubbio quello che loro descrivevano assomigliava ad un sindacato unitario.
Questo no!
Descriverlo così è offensivo e non ha alcun senso. Io stento persino a riconoscere ad alcuni di loro il diritto di definirsi sindacalisti.
Certo! Non ho alcun titolo ed ancor meno diritto di dire questo ed infatti mi limito alle parole. Però continuo a chiedermi che interessi debba difendere un sindacalista e se il modo in cui hanno fatto il loro “lavoro” CISL e UIL sia da ritenersi “etico” e quali interessi siano stati rappresentati in quel percorso.
Mi domando nonostante tutto come potranno presentarsi insieme alla conferenza stampa “Unitaria” ed alla tradizionale “intervista” televisiva, ma soprattutto di cosa ci parleranno, dove troveranno argomenti unitari da raccontarci.
Mi chiedo chi dei tre segretari avrà più coltelli nella schiena, anche se temo di sapere chi possa essere, due contro uno in genere si vince quando si faccia a cazzotti.
Ed ancora e finisco qui mi chiedo i disoccupati ed i precari, ormai la maggioranza assoluta del mondo del Non-Lavoro italico da chi saranno rappresentati chi parlerà di loro e delle loro perorazioni , chi li intratterà con il racconto ridicolo dei loro diritti?
Dovranno aspettare il May day per vedere qualche cosa che gli assomigli?
Oppure semplicemente la loro realtà è talmente cambiata sia per età che per consistenza tanto che nemmemo i camion colorati della parata milanese riescono più a rapesentarli degnamente...Chi parlerà allora di loro, per loro? Riusciranno soli ed abbandonati come , in realtà, sono a rappresentarsi da sé?
Oppure i tre segretari si inventeranno anche questa rappresentanza che nessuno ha dato loro e che non hanno nemmeno cercato.
Forse quest'anno era meglio fare altro che non un concerto unitario ridicolo ed un poco patetico a San Giovanni
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