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6 gennaio 2011

AVVOCATI D'AFFARI; PARCELLE & MATTONI


Luigi Zunino, immobiliarista a tutto tondo, grande appassionato di cavalli, a 44 anni diventa il più giovane cavaliere del lavoro.

E’ stato definito “il più furbo dei furbetti” perché ha saputo dribblare abilmente le inchieste della magistratura che hanno falciato speculatori del mattone a sua immagine e somiglianza, come Stefano Ricucci e Danilo Coppola (con quest’ultimo ha concluso un cospicuo numero di affari). Ma non riuscirà a passare indenne tutti i cicloni giudiziari.

Per le sue mani son passati fior di business miliardari. Milano Santa Giulia, Montecity-Rogoredo (ex Montedison), aree Fiat Avio (Torino), immobili a Parigi sugli Champs Elysées, l'ex area Falck di Sesto San Giovanni, il famoso Badrutt's Palace Hotel di Saint Moritz, palazzi della Milano bene in via Montenapoleone e via Manzoni, mega attici come i 3 appartamenti nel cuore di Manhattan a New York (grattacielo del Plaza Hotel), etcetera, etcetera.
Un fiuto per gli acquisti e le compravendite che s’è felicemente coniugato con una serie di straordinarie e vincenti intuizioni. Come quella d’investire su aree ex industriali superinquinate (v. l’ex Montedison di Milano Santa Giulia, le aree Falck ed altre). Che passano di mano, con speculazioni e plusvalenze da capogiro.

Luigi Zunino parte con la sua Risanamento Napoli Spa e st’’idea geniale in testa. Costruire laddove gli altri hanno inquinato e devastato l’ambiente (senza risanare un bel niente s’intende). Four business in one. Compra a prezzi stracciati, ottiene velocemente le concessioni, costruisce a prezzi altissimi e risolve per le amministrazioni locali il problema dello smaltimento dei rifiuti e del recupero delle aree. Tutto sempre all’ombra della sua “Risanamento” (denominazione che di per sé è già tutto un programma). Sintomatica l’operazione studiata con l’ENI - Divisione Refining & Marketing per lottizzare i terreni contaminati dell’Ente Idrocarburi a Napoli Orientale. 75.000 mq di aree nel passato adibite a deposito e stoccaggio di prodotti petroliferi, impestate di benzene, arsenico ed altre schifezze.

I palazzinari come lui (o sviluppatori immobiliari come loro amano definirsi) con questa tipologia di investimenti hanno fatto una barca di quattrini. Vedi Salvatore Ligresti, Gaetano Caltagirone, Puri Negri, Tronchetti Provera solo per fare qualche nome.

Ma la fortuna può voltare le spalle. Come accade anche a lui. Dopo il periodo delle “mucche grasse” arriva il tempo delle “vacche magre”. Tra i vari segnali premonitori, già nei primi mesi del 2008 quello di lady Zunino, Stefania Maria Cossetti che si spossessa in fretta e furia di un bel pacchetto di titoli Mediobanca per racimolare qualche spicciolo; 33,7 milioni di euro. Troppo pochi per pagare tutti i puffi lasciati in giro. Emerge una voragine impressionante di oltre 4 miliardi di euro di debiti. Piovono decreti ingiuntivi a raffica. Finisce l’era dell’impero Zunino. Il 29 luglio 2009 c’è già la convocazione del tribunale fallimentare. Il 28 luglio 2009, Luigi Zunino deve rassegnare le dimissioni dal consiglio di amministrazione di Risanamento Spa.

Il 3 agosto 2009 anche i valorosi avvocati che hanno sempre supportato Zunino, lavorando alacremente dietro le quinte, devono gettare la spugna. Lontano dai riflettori mediatici uno stuolo di super-avvocati ha compiuto un frenetico ed instancabile lavoro di ausilio ed assistenza per supportare il cavaliere nei suoi salti ad ostacoli e tutte le sue scorribande. Forse s’avvedono un po’ tardivamente della nave che sta per colare a picco. Col naviglio che affonda arriva la notula dello Studio Legale Bonelli, Erede & Pappalardo. Gli avvocati Sergio Erede e Franco Bonelli sono i due soci fondatori di riferimento della law firm. Per Zunino sul lastrico, la notura di BEP è come l’iceberg per il Titanic: 8.445.600,00 di euro l’ultima mazzata. Forse dubbia l’esigibilità data la consistenza dei debiti lasciati da mr. Zunino.

Addio al mito degli avvocati d’affari accorti, attenti e previdenti. Ho sentore che forse ci arà da mettersi in coda per l’ammissione al passivo. A meno che ai business lawyers possa andare bene, a parziale conguaglio, la villa del cavalier Luigi (l’appassionato di cavalli) costruita sulla splendida Isola di Cavallo (tra la Sardegna e la Corsica).

La palma d’oro dei parcellisti Over the top comunque rimane sempre in mano a lui. L’Avvocato da 14 milioni di euro (consulenza Lodo Mondatori per CIR-De Benedetti).

Del quale, per un elementare senso del garbo, c’asteniamo dal proferirne il nome.

Il t-roppo stroppia (ed il silenzio è d’oro). 


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