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21 gennaio 2011

ALBANIA, PROTESTE E VIOLENZE IN PIAZZA - TRE MORTI

Tre morti, tutti civili. E’ il bilancio bilancio provvisorio degli scontri tra polizia e manifestanti contro il governo del premier Sali Berisha a Tirana. Lo riferisce Sami Koceku, capo del servizo di emergenza dell’ospedale militare della capitale.
Dopo tre ore di rivolta, la polizia albanese ha messo fine alle proteste di fronte al palazzo di governo. Gli agenti in tenuta anti-sommossa hanno preso il controllo del viale principale, inseguendo alcuni dimostranti nelle vie laterali ed anche in alcune zone commerciali.
Gli scontri in città sono avvenuti durante una manifestazione socialista contro il governo del premier Sali Berisha che è degenerata in violenta protesta. Ai sassi e agli oggetti scagliati dai dimostranti i poliziotti hanno risposto con lacrimogeni e autopompe per disperdere la folla.
Il malcontento in Albania rischia di accendere la miccia di una crisi che cova sotto la cenere
Auto incendiate in str
portando il Paese ad un passo da una crisi in stile tunisino. Dopo le dimissioni del vice-premier Ilir Meta in seguito alla diffusione di un video che ne provava il coinvolgimento diretto in un caso di corruzione, l’opposizione socialista ha esortato la popolazione a massicce proteste contro il governo di Sali Berisha.
Una situazione molto simile a quella del 1997, quando Berisha fu costretto a dimettersi dopo uno scandalo legato alle società piramidali che portò il
Paese alla bancarotta. Berisha, durante la campagna elettorale che lo ha portato alla vittoria alle ultime elezioni, aveva promesso 160mila nuovi posti di lavoro, aumento dei salari, delle pensioni e di indennità varie, miglioramento delle condizioni di vita e accelerazione delle crescita. Ma la crisi economica non ha risparmiato il Paese. Molti giovani sono disoccupati, aziende sono fallite, i beni di consumo e i servizi giornalieri sono aumentati.
I poliziotti di Tirana contro un manifestante
Un manifestante tra i lacrimogeni
Carica delle forze dell’ordine
Manifestanti contro la polizia
Un manifestante ferito
Corpo a corpo tra polizia e manifestanti

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