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14 dicembre 2010

TORINO: PROCESSO ETERNIT, VERITA' E GIUSTIZIA

VERITA’ E GIUSTIZIA
PROCESSO THYSSENKRUPP

Dopo 3 anni e quasi 100 udienze (in fase preliminare dal luglio al novembre 2008 e in primo grado dal gennaio 2009 ad oggi), con l’udienza del 14 dicembre si apre con la requisitoria finale e le richieste delle pene da parte della Procura della Repubblica la fase finale del processo contro i sei dirigenti della multinazionale tedesca.

Seguiranno nelle prossime settimane gli interventi di parti civili e difesa dei sei imputati, macchiatisi di un reato ignobile e vergognoso, l’aver generato le condizioni di degrado e abbandono dello stabilimento torinese, che hanno portato alla morte di sette nostri compagni di lavoro in quel maledetto 6 dicembre 2007.
Questa ennesima strage sul lavoro ha aggiunto i loro nomi alla già lunga lista di morti sul lavoro in Italia, in cui ogni anno muoiono circa 1000-1300 lavoratori (3 al giorno, peggio di una guerra!), che non fa distinzione tra lavoratori italiani e immigrati, stabilizzati o precari, ma che vede soprattutto in particolari “settori a rischio” (edilizia, industria ed agricoltura in particolare) uno stillicidio quotidiano di lavoratori a cui vanno aggiunti infortuni, spesso invalidanti, e malattie professionali, in costante aumento (esemplare il caso Eternit e i migliaia di morti per l’amianto killer).

In questo senso dati e statistiche su infortuni e morti sul lavoro sbandierati dagli organi preposti (Inail fra tutti) alla salvaguardia della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro sono ampiamente distorti. Non si tiene conto che milioni di lavoratori sono da mesi in cassa integrazione, estromessi dai cicli produttivi e quindi dal pericolo di morte e infortunio nei posti di lavoro!

Facciamo appello a tutta la cittadinanza, agli studenti (ed in particolare ai lavoratori, molti purtroppo in cassa integrazione come noi…), a stringersi solidalmente attorno a noi in questa battaglia finale che vedrà, entro i prossimi due mesi, il pronunciamento della sentenza della Corte d’Appello, che ci attendiamo esemplare e di massima condanna per i responsabili della strage, risultato che sarà determinato anche dall’apporto e dal sostegno che ci verrà dato dalla presenza in Tribunale di più persone possibili. Non abbiamo dimenticato il sostegno e la solidarietà con cui la cittadinanza e l’opinione pubblica torinese e non si erano strette in particolare attorno alle famiglie, e di questo saremo sempre grati, ma dobbiamo tuttavia denunciare che già dopo la fase iniziale del processo di primo grado questa solidarietà è andata via via spegnendosi, lasciandoci soli ad affrontare il lungo iter processuale.

In questo senso un appello accorato lo rivolgiamo in primis al Sindacato (assente ingiustificato, che può e deve chiamare alla mobilitazione!) ed ai lavoratori: di venire in Tribunale a seguire le udienze, a sostenerci in questa giusta battaglia di civiltà e dignità per tutte le lavoratrici ed i lavoratori nel nostro Paese, non solo per i lavoratori e i famigliari coinvolti. Dall’esito del processo simbolo per le morti sul lavoro in Italia comprenderemo di fatto, in base al risultato di condanne più o meno severe, se in questo tanto caro Bel Paese, sia normale o giusto morire di lavoro invece che vivere e lavorare dignitosamente.
 
BASTA MORTI SUL LAVORO! BASTA SFRUTTAMENTO!

RAFFORZARE IL COORDINAMENTO E LA SOLIDARIETA’ TRA ORGANISMI POPOLARI PER ESIGERE UN LAVORO E UNA VITA DIGNITOSA PER TUTTI!

Torino, dicembre 2010 Associazione Legami d’Acciaio
Ex operai e Famigliari delle Vittime

Vedi: AMIANTO

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