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17 dicembre 2010

ROMA: I "MAGNIFICI SETTE" SCENDONO DAL TETTO

 
REGIONE LAZIO Dopo 11 giorni sopra un'impalcatura, i manifestanti ottengono un tavolo

ROMA. «Scendiamo!». L'urlo che si alza dalla cima della Regione Lazio fa esplodere il presidio sottostante. Dopo undici giorni passati al dodicesimo piano di un'impalcatura i «magnifici sette» possono esultare: il 23 dicembre si terrà il primo tavolo di confronto tra i Movimenti uniti contro la crisi e l'assessore Mariella Zezza sui temi del lavoro, del welfare e del reddito minimo garantito. Alla notizia l'emozione degli attivisti, che dal 6 dicembre scorso si alternano al presidio per portare solidarietà ai propri compagni, è stata incontenibile. Musica, clascon, vuvuzelas hanno scandito la fine di una giornata iniziata con la brutta notizia del malore che ha colpito due delle cinque ragazze sui ponteggi.
Il freddo che ha avvolto la Capitale ha reso impossibile la decima notte per i sette. Fino alle 17.30 di ieri, quando si è aperto lo spiraglio dell'incontro, dalla Presidenza non è stato concesso nemmeno al medico di fiducia dei manifestanti di salire sui ponteggi. Ma alla fine «è prevalsa la ragionevolezza: finalmente possiamo aprire quel confronto che chiediamo dal 25 novembre», commenta Pierpaolo Leonardi dell'Unione Sindacale di Base. Quando i sette toccano terra assistiamo a una corsa all'abbraccio. «Ma oggi niente interviste, lasciateci realizzare quello che sta accadendo». La certezza è che la lotta non finirà con il conseguimento del primo tavolo «anticrisi». Lunedì prossimo alle 10 è in programma una manifestazione presso la sede del Consiglio Regionale in occasione dell'apertura della discussione del bilancio dal quale sono già stati tagliati i fondi per il reddito minimo e l'edilizia popolare. Quel giorno «porteremo in Consiglio e al cospetto dei capigruppo le nostre istanze che non si esauriscono scendendo dall'impalcatura» afferma Paolo Di Vetta dei Movimenti per il diritto all'abitare. Da lunedì «ci aspettiamo che la calendarizzazione dei tavoli di confronto prosegua di pari passo con quella della discussione del bilancio». 
Un bilancio che, come spiegano dall'Usb «contiene una manovra finanziaria con tagli violenti sulle politiche abitative, con la cancellazione dei finanziamenti per la legge sul reddito minimo garantito, con l'azzeramento del sostegno ai consultori pubblici e l'abbassamento generalizzato delle misure di welfare e degli ammortizzatori sociali». Ora, l'appuntamento per tutti è lunedì mattina perché «la battaglia non è finita».
 
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