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16 dicembre 2010

Prezzo della Crisi del 16-12-2010: 'Fioccano multe, come maganellate contro i lavoratori in lotta'

di Fabio Sebastiani
Arrivano le multe per gli operai dell’Eurallumina di Portovesme, nel Sulcis, in cassintegrazione, che lo scorso 11 ottobre hanno manifestato a Cagliari bloccando il traffico in via Roma. La notifica della sanzione amministrativa, per un importo che oscilla da 2.500 a 10.300 euro, è arrivato a tre lavoratori, ma nel provvedimento di contestazione si fa riferimento ad un centinaio di operai.
Anche questa è repressione. La più becera e cieca repressione. Becera, perché non tiene conto del fatto che la lotta dei lavoratori contro la chiusura delle aziende è in nome della sopravvivenza. Cieca, perché si accanisce contro persone che hanno enormi problemi di reddito. I lavoratori non si sono mai divertiti a mettere in atto le loro proteste. I lavoratori non sono persone annoiate da una vita monotona e vuota. I lavoratori non sono dei goliardici giocherelloni. Chi lo pensa vive fuori dal mondo. Chi lo pensa e occupa un posto di responsabilità è uno scriteriato che farebbe bene a riflettere su ciò che sta facendo.
«Un fulmine a ciel sereno. È un provvedimento inopportuno e ingiusto, impugneremo la sanzione - afferma Bruno Pinna, della Femca-Cisl - i lavoratori attendono la soluzione della vertenza e invece fioccano le multe per una protesta che si è svolta in modo pacifico». Ora la decisione sull’esatto l’importo delle sanzioni spetta al Prefetto. Oggi, intanto, è in corso nella sede di Confindustria l’incontro fra le organizzazioni sindacali, azienda e Assessorato regionale del Lavoro per la proroga fino al 31 marzo della cassintegrazione. «Il 4 agosto ci hanno promesso che il 9 settembre si sarebbe svolto un incontro al ministero dello Sviluppo economico per siglare l’accordo e trovare la soluzione per la vertenza, invece tutto è fermo», ha aggiunto Pinna. «È inaccettabile - ha detto Massimiliano Marongiu, lavoratore iscritto alla Cgil - ci negano il diritto allo sciopero, non è scattata la denuncia ma solo l’ammenda pecuniaria, ma ora siamo più frenati, abbiamo famiglia e davanti al rischio di dover pagare una multa per difendere il diritto al lavoro ci pensiamo due volte».

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