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29 dicembre 2010

NOME E COGNOME AREA DI PROGRESSO E CIVILTÀ


Di Giandiego Marigo
Ci vengono a raccontare un modernismo che non esiste. Attuano un vecchio programma massonico-piduista isolando e dividendo il sindacato ed ottenendo di fatto la estromissione della FIOM dalla FIAT.
Chiamano attentati lo scoppio di petardi, il lancio di uova o di frutta marcia, spacciano per violenza la spargimento di vernice.
In questo contesto il PD decide con figure di assoluta rilevanza della sua struttura dirigente, nelle persone di D'Alema, Marini e Fassino (al momento sono solo questi) di confermare la propria linea neo centrista appoggiando l'Accordo/Ricatto di Pomigliano e prendendo posizioni in chiaro appoggio a CISL e UIL e dimostrando chiarissimanente, per chi ne coltivasse il dubbio, da dove stia passando l'isolamento della FIOM e quale il prezzo che il Terzo Polo chiede al PD per anche solo pensare a nozze...o comunque ad un'idea pur vaga di convivenza (in questo senso ricorda la testa del Battista sebbene sia azzardato comparare Fini, Rutelli e Casini alla splendida Salomè)
A questo punto io chiedo ai Vendola, ai Di Pietro, ai Grillo ai compagni ed agli amici del Popolo Viola, agli amici dei Movimenti del NoRazzismoDay, dei Comitati Primo Marzo, agli amici del Movimento per l'Acqua e per la Difesa dei Beni Comuni, ai vari Movimenti Referendari, agli Uniti e Diversi, alla Società Civile.
Chiedo loro se valga la pena di continuare una relazione così inutile e pericolosa se sia il caso di considerare ancora tutto il corpo di questo partito nell'Area di Progresso e Civiltà e quale sia il peso che le scelte di questo Partito accollerebbero a tutti.
Un Partito, appunto, sin troppo chiaramente vocato al compromesso ed il cui unico interesse sembra essere la gestione del potere. Che accetta di svendere ogni premessa sull'altare di una condivisione culturale che lo avvicina sempre più a quello di cui, molto teoricamente, dovrebbe rappresentare l'alternativa, Sino all'ultimo sacrificio richiesto ed a quanto pare accettato La FIOM. Io vi chiedo se il continuare a riferirsi a questo Partito nella convinzione di poterlo spostare, influenzare, ricondurre a logiche di progressismo, non finisca con il trascinare tutta l'Area in un gorgo di non senso.
Moltissime volte, ho personalmente ripetuto e scritto che l'Area di Progresso e Civiltà si consolida sui suoi contenuti, sulle sue tematiche e sugli obbiettivi che pone e non sulle alchimie di alleanza e soprattutto non può accettare la politica della trattativa e del compromesso sulle questioni valoriali.
Non possiamo consegnare, per fare un'esempio, alla nostra gente un'idea di visioni variabili che oggi credono nelle energie rinnovabili , ma che domani potrebbero trattare sull'argomernto.
La nostra in questo caso non sarebbe una visione di mondo ed una proposta ma solo un'adattamento, definito Pragmatico all'esigenza di avvicinarsi alla greppia e non potremmo offenderci se ci quallificassero poi in base a questa necessità di governare piuttosto che alle notre idee ed alle proposte che facciamo.
Possiamo continuare a convincere il nostro popolo ripetendo slogan che si dimostrano privi di contenuti alla primissima prova, come possiamo costituire un'alternativa sull'unica base della propensione alla rinuncia della nostra visione...e sull'accetazione di quella proposta dalla cultura del Potere?
Come potremmo definirci alternativi a ciò che riteniamo l'unico mondo possibile? Ed ancora una volta perchè il nostro popolo dovrebbe appoggiarci se non proponiamo il mondo che essi immaginano e vedono.
Vi chiedo di crederci in quest'Area di Progresso e Civiltà, di proporla, rifiutando definitivamente le logiche della trattativa quotidiana...dell'inseguimento della poltrona e della difesa ad oltranza delle rendite di posizione accettando di essere quallo che siamo e di proporre il mondo e la visione che condividiamo e che costantemente viene fatta oggetto di compromesso e trattativa dal PD. In questo senso chiedo all'area di costituirsi a prescindere da questo Partito non rinnegandolo o chiudendogli ogni accesso, ma prescindendo semplicemente dalle sue logiche che sono Perdenti e che hanno dimostrato di esserlo non nella grammatica del politichese ma nella pratica delle sconfitte in serie.
Molto spesso io sentito ripetere che non si poteva prescindere dal PD, ma questo è sempre stato in un'ottica di alternanza e bipolare, in un'ipotesi di pronto rilancio e vittoria in una supposizione di tenuta del campo dell'alternativa culturale ed è proprio questo che io metto in discussione questo campo e questa tenuta.
Sono personalmente convinto che la sconfitta culturale, anche grazie a questa promiscuità e condivisione di una parte dello schieramento sia di portata molto più complessa ed ampia di quanto noi stessi non si abbia il coraggio di raccontarci.
A prescindere da antiche bandiere e vecchi vessilli, resta il fatto che il rinunciare ad una visione e ad un progetto per condividere quello del Potere è avocare e dimeticare, rinunciare al proprio retaggio, alla propria storia, al senso stesso del proprio percorso pur di ottenere un accesso al convitto internazionale delle forze ritenute accettabili democratiche...ed in qualche modo governative.
Sono convinto che le istanze di Quest'Area di Progresso e Civiltà debbano essere rappresentate a prescindere ed anche con il coraggio di porle ad ogni livello anche su di uno scenario più ampio ed internazionale. La comprensione della necessità di globalizzare il concetto di Area di Progresso fa parte delle priorità assolute per articolare e rendere importante questa proposta. Area di progresso e civiltà quindi in risposta alla grettezza del Mostro Pragma ed alla teorizzazione delle modulazioni dell'unico Mondo possibile e dell'unica cultura accettabile.

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