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31 dicembre 2010

L'autorita' idrica fiorentina ha deciso: tariffe dell'acqua in aumento per dieci anni

Comunicato 18.12.2010
L'autorita' idrica fiorentina, Aato3, ha deciso: tariffe dell'acqua in aumento per dieci anni: 5% nei primi 4 anni, 3% nei successivi 6, piu' l'inflazione. E cosi' la tariffa idrica piu' cara d'Italia diventa ancora piu' cara. Ovviamente e' per il bene degli utenti: occorrono 740 milioni di euro per infrastrutture, opere idriche e fognature. Anche i dittatori sono convinti di agire per il bene dei propri sudditi ma, come per Publiacqua, anche in quel caso e' tutta questione di metodo...
Metodo di Publiacqua che e' uno scandalo.
Prima di tutto lo scandalo del conflitto di interessi. L'Aato3, che decide gli aumenti proposti da Publiacqua, e' gestito da persone nominate dai Comuni, che sono gli stessi che detengono al 34,63% le azioni di Publiacqua (21,6 Firenze, 12,96 altri) (1). Sicuri che l'Aato3, ufficialmente autorita' indipendente, decide in autonomia? Penseremmo lo stesso, per esempio, se i dirigenti dell'Autorita' delle Comunicazioni fossero nominati da Telecom Italia, Wind, Vodafone, H3g, etc?
A seguire la questione degli utili che la Spa Publiacqua registra ogni anno e divide tra gli azionisti. Perche' gli utili che vengono dalle bollette degli utenti devono andare ai Comuni e questi ne fanno l'uso che credono, mentre per l'ammodernamento del sistema idrico si chiedono piu' soldi agli utenti? Essendo i Comuni enti per il bene pubblico, perche', per esempio, per tappare (o non tappare...) le buche del manto stradale fiorentino devono prendere i soldi dagli utili di Publiacqua e non da altro.. non bastano le oltre 150.000 multe con autovelox comminate dal 1 gennaio al 6 ottobre 2010? E perche' dobbiamo finanziare la chiusura delle buche romane e parigine, visto che l'Acea e la Gdf Suez hanno anch'esse utili da Publiacqua? Non e' alta finanza osservare che i soldi che le amministrazioni usano per i loro servizi hanno maggiore trasparenza e meno costo quando sono provento diretto alla bisogna. C'e' qualcosa che non torna finanziariamente, ma politicamente ed economicamente torna molto: il Comune non tassa anche se ce ne sarebbe bisogno e si fa bello, ma gli stessi soldi li prende per l'acqua, di cui nessuno puo' fare a meno. Durante il Fascismo questa politica si chiamava “del bastone e la carota”, oggi, che siamo ufficialmente in democrazia, e' sempre la stessa, con l'aggiunta dell'arroganza per conflitto di interessi.


(1)  Publiacqua, ripartizione delle quote azionarie:
Comune Firenze 21,67%,
Consiag (spa pratese di 24 Comuni) 24,94%,
Altri Comuni 12,96%,
Publiservizi (holding di diversi Comuni della zona) 0,43%,
Acque Blu Fiorentine S.p.A. 40%; cioe':
Acea S.p.A. 68,99%, Ondeo Italia spa (holding italiana di Gdf Suez SA, societa' francese di proprieta' dello Stato) 22,83% MPS Investment S.p.A 8%, 0,..% alcuni consorzi e cooperative di costruzione.

VEDI: ACQUA

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