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4 dicembre 2010

LA CARA BOLLETTA RUSSA

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I nodi stanno arrivando al pettine tutti insieme. Grazie a Wikileaks scopriamo di non essere i soli a sospettare da sempre che dietro l’amicizia e la sua alleanza con Putin ci siano, come sempre, i suoi affari e i suoi profitti. Non lo pensa solo Antonio Di Pietro, che è sempre stato contro Berlusconi. Lo pensano anche i governi americani, che di Berlusconi sono stati amici.
Invece di giurare di aver fatto sempre e solo gli interessi dell’Italia, oppure di farsi ridere dietro da mezzo mondo raccontando che se i mondiali di calcio saranno a Mosca il merito è tutto suo, Berlusconi dovrà dare agli italiani ben altre spiegazioni. Dovrà spiegare se e perché ha speso tutta la sua influenza per facilitare accordi tra l’Eni e la Gazprom russa che avvantaggiano solo quest’ultima come a ben spiegato l'economista Massimo Mucchetti sul Corriere della Sera. E l’Eni dovrà spiegare perché ha stretto con Gazprom un accordo che ci fa pagare miliardi e miliardi per gas che sarebbe stato possibile ottenere a prezzi migliori. L’Eni è un’azienda di Stato. Gli affari sbagliati che fa li paghiamo noi cittadini, li pagano tutti gli italiani. Ma di questo, come della fiducia parlamentare che non ha più, Berlusconi non dice niente. Ogni giorno di più ricorda il Nicolae Ceausescu degli ultimi giorni: asserragliato nel suo palazzo, staccato dalla realtà del suo paese e del mondo; un dittatore.
Nei prossimi giorni quest’uomo farà di tutto per resistere a palazzo Chigi, perché una volta uscito di lì dovrebbe affrontare i processi che lo aspettano e perderebbe la possibilità di usare il potere politico per sostenere i suoi affari . Cercherà di comprare e di corrompere, userà tutta la sua ricchezza e tutto il suo potere. Noi dell’Italia dei valori vigileremo, controlleremo e denunceremo ogni tentativo di trasformare il parlamento repubblicano in un mercato delle vacche con i voti messi all’asta in cerca del miglior offerente.
Ma se il caimano non riuscirà a comprare i voti che gli servono, sappiamo che sono già in corso le grandi manovre per fare in modo che tutto cambi per finta e resti come prima nella realtà. A questo servirebbe un nuovo governo che, per governare due anni, avrebbe bisogno dell’appoggio degli stessi uomini che hanno malgovernato con Berlusconi. Magari con la benedizione dello stesso premier, che se la farebbe pagare molto cara.
L’Italia dei valori è favorevole soltanto ad una veloce riforma della legge elettorale che si può realizzare in poche settimane e comunque in primavera si deve andare a votare. Un governo di tutti, con gli antiberlusconiani di ieri a braccetto con quelli dell’ultima ora, insieme peraltro allo stato maggiore di Berlusconi, sarebbe solo l’ennesima presa in giro, un’operazione da gattopardi che esproprierebbe i cittadini del diritto a dire che cosa vogliono fare dell’Italia e a esercitare la sovranità che spetta solo a loro. Noi dell’Italia dei Valori questo non lo potremmo mai accettare.
Antonio Di Pietro
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