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16 dicembre 2010

ASSANGE TORNA LIBERO SU CAUZIONE "Per ora la giustizia non è morta"

ultimo aggiornamento: 16 dicembre, ore 19:34
Washington - (Adnkronos/Ign) - A Londra la decisione del giudice: sì alla scarcerazione. I procuratori federali americani al lavoro per dimostrare che ha aiutato Bradley Manning a violare gli archivi segreti 282mila euro in attesa dell'estradizione in Svezia per l'avvio del processo, dove è accusato di stupro.
Per uscire dalla prigione ha pagato 240mila sterline pari a circa 282mila euroè accusato di stupro
Washington, 16 dic. (Adnkronos/Ign) - L'Alta Corte di Londra ha deciso la scarcerazione su cauzione del fondatore di Wikileaks. Il giudice non ha così accolto il ricorso, presentato dai pubblici ministeri britannici e non dalla procura svedese come era stato affermato, contro la decisione presa due giorni fa da un giudice di primo grado di mettere in libertà, dietro il pagamento di una cauzione di 240mila sterline (circa 282mila euro) il fondatore di Wikileaks in attesa dell'avvio del processo per l'estradizione in Svezia, dove è accusato di stupro, il prossimo 11 gennaio.

"E' bello respirare di nuovo l'aria fresca" ha detto Julian Assange, non appena uscito dal carcere di Londra dove è rimasto rinchiuso per nove giorni. Dopo una riflessione sulle condizioni di isolamento all'interno del carcere in cui ha passato gli ultimi giorni, Assange ha invitato i suoi fan che erano ad attenderlo a sostenere quanti devono affrontare condizioni più dure di quelle a lui riservate. E quindi ha concluso assicurando che continuerà la sua lottae che spera di dimostrare l'infondatezza delle accuse. "Ringrazio tutti voi in tutto il mondo che avete avuto fede in me, e mi avete sostenuto. Ringrazio la stampa che ha parlato in mio favore - ha proseguito - e lo stesso sistema giudiziario, la giustizia almeno per ora non è morta".
Insieme alla cauzione - che è stata messa insieme grazie alla mobilitazione di molti sostenitori di Assange, tra i quali i registi Ken Loach e Michael Moore, che ha versato 20mila dollari - il giudice ha stabilito una serie di restrizioni, tra le quali il ritiro del passaporto, un braccialetto elettronico per il controllo dei movimenti e il divieto di lasciare il domicilio che è stato indicato durante alcune ore del giorno.
Nell'opporsi alla libertà di cauzione i pubblici ministeri oggi hanno parlato di "concreto rischio di fuga" da parte del fondatore di Wikileaks.
Dagli Usa arriva la notizia che i procuratori federali americani vogliono incriminare Julian Assange di cospirazione e cercano prove che possano dimostrare che abbia incoraggiato ed aiutato Bradley Manning a violare gli archivi segreti del governo. E' quanto rivela il New York Times, sottolineando come i procuratori stiano passando al setaccio una serie di documenti con l'obiettivo di dimostrare che Assange sia stato l'istigatore e non il semplice fruitore della violazione del sistema protetto del governo per la quale il soldato semplice, analista dell'intelligence militare in Iraq, è in prigione dallo scorso giugno e rischia una pesante condanna.
In particolare, gli inquirenti si stanno concentrando sulle trascrizioni delle 'online chat' che Manning ha avuto con Adrian Lamo, un ex hacker che alla fine, preoccupato dalle dichiarazioni del soldato, ha avvisato l'Fbi. In quelle consersazioni online, Manning affermava di essere in contatto diretto con Assange, attraverso una linea Internet criptata, mentre stava scaricando i file governativi. Inoltre Manning ha sostenuto che Assange gli avrebbe fornito accesso ad un server dedicato per poter scaricare sul sito di Wikileaks parte del materiale sottratto.
Intanto il segretario di stato americano, Hillary Clinton, ha annunciato la creazione di un nuovo incarico al Dipartimento di Stato di Washington di coordinatore per la sicurezza informatica, con il compito di garantire la protezione del materiale secretato o considerato confidenziale. Il nuovo incarico verrà creato nel quadro di un più ampio piano destinato a riformate il Dipartimento e la diplomazia americana in modo da renderne il lavoro più dinamico, efficace, e rapido nella risposta alle crisi ed agli sviluppi internazionali, ha spiegato la Clinton.
Il governo americano ha peraltro promosso una revisione complessiva della sicurezza dei documenti confidenziali e della corrispondenza diplomatica a seguito della pubblicazione da parte di Wikileaks dei dispacci degli ambasciatori americani nel mondo.

 

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