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28 novembre 2010

AREA DI PROGRESSO E CIVILTA'


di Giandiego Marigo

Come definire questa nuova “santa alleanza” Veltroni-D'Alema, in funzione anti-Vendoliana?
Gli avvenimenti di Milano hanno diffuso il terrore nelle “alte sfere” del Partito Democratico, il sacro terrore dell'OPA (offerta pubblica d'acquisto)...la battuta sul tentativo di proporla ormai si sta facendo sempre più frequente nel Fraseggio della dirigenza del PD. Da D'alema appunto passando per Veltroni e Letta
Vi dirò la mia impressione, non richiesta, ma ve la dirò egualmente.
La possibilità che venga a definirsi un'Area di Progresso e Civiltà, diversa dal progetto Alchemico dei fondatori del PD a questi stessi fondatori non piace affatto ed è molto ingenuo pensare che la facilitirenno in qualsiasi maniera.
Di questa forma di ingenuità paiono, però spesso, peccare sia l'area Liberal che si raduna attorno ad IDV ma non di meno pare soffrirne quel che rimane dalle ceneri della Sinistra Critica.

Anzi le due tifoserie paiono porsi in cavalleresco antagonismo, confidando anche spesso sul medesimo bacino elettorale.
Essere convinti infatti dell'utilità di una vicinanza al PD in forma debole, cioè non partendo da un'area propria, forte e connotata culturalmente altro non può essere che una forma di annullamento oltre che una inutile speculazione teorica... sull'altare di un bipolarismo frainteso ed inesistente... per giunta.
Questa individuazione non modifica la necessità dell'unione dell'opposizione in chiave anti-berlusconiana, tutt'altro, solo definisce un metodo d'approccio necessariamente diverso. Pone diverse condizioni ad un'unità necessaria tale affermazione che spesso sembra essere presente in alcune intuizioni Vendoliane ed in alcune dichiarazioni di dirigenti FDS o dei movimentisti di IDV e dell'area Grillina
Esiste l'urgenza di definire un'Area e questo termine torna così spesso a tormentare ogni possibile definizione, quest'ultima non può essere identificata nel PD, che non la rappresenta e non la comprende anzi in qualche modo la osteggia. Tale area deve pesare nella descrizione dell'opposizione deve essere determinante nella proposta di un'alternativa, ma non compendiarsi con il PD ma porre le proprie condizioni sedere, lealmente al tavolo dell'opposizione e del futuro governo di questo paese ma senza annullarsi in un contenitore senza né capo né coda e senza senso qual'è, appunto, il PD.
Questa Zona di Luce esiste a livello embrionale, precisamente definita dalle iniziative dei movimenti e dal fronte per la difesa dei beni comuni. Costantemente rinnovata e mantenuta viva dai momenti di mobilitazione e lotta anti-berlusconiana, ma non solo, perchè sarebbe ben misera cosa una rivolta solo contro un'Imperatore per quanto degenato e buffone.
Quest'Area è quella che da sempre ricerca l'alternativa, che pone l'attualità di un mondo differente da quello che viviamo. Un'area identificabile con i movimenti ecologisti, libertari e di rinnovamento anche spirituale, con i movimenti di decrescita e di liberazione dal signoraggio, che sappia proporsi una cultura altra da quella del potere, che sappia riconsegnare un sogno a coloro che questo sogno desiderano percorrere. A quell'enorme popolo di sconfortati di sfiduciati che ormai identificano la politica con il malaffare, la corrutela e gli interessi personali della casta.
In questo senso rinnovare costantemente un'OPA sul PD, senza definire una propria anima precedentemente è errore grave.
L'On. Letta sostiene al telegiornale che sia Di Pietro che Vendola l'abbiano meditata... ed anche Grillo, pur con intenti chiaramente provocatori ha accarezzato l'idea di invaderne pacificamente il corpo. Ci dissuade l'onorevole da proseguire nel tentativo, ancora una volta ponendo al centro il progetto del PD, come se davvero esistesse.
Mai però si è davvero pensato ad unificare, almeno negli intenti di rinnovamento queste aree laterali al maggior partito di opposizione, l'Amorfo ed impersonale contenitore.
In questo a mio, umilissimo, parere non si è appresa o non si è voluto farlo dai movimenti, dalle mobilitazioni, dalle grandi manifestazioni sino dalle divisione interne del fronte sindacale, la lezione fondamentale.
Quale?
Quella che esiste un Movimento Vero, che ha ancora capacità di mobilitazione, creative e teoriche e che questo movimento eccede e non si cura affatto del PD.
Accettare l'idea del centralismo dei Democratici è in qualche modo accettarne l'idea egemonica, che essi non sono assolutamente disposti a rinunciare, essendo l'unica idea che loro rimane e che unifica realmente il loro fronte.
Oggi io ritengo Che l'Area di Progresso e Civiltà si debba porre a prescindere dal PD, non in modo antagonistico, ma preciso, senza farsi distrarre da logiche pragmatiche e numeriche... del tutto ipotetiche per altro e maturate in assenza di qualsiasi reale alternativa culturale.
Chi infatti oggi si sentirebbe di garantire il PD vincente? Un partito che non riesce a vincere nemmeno le primarie Milanesi e che affida i suoi successi all'arte, comunque, di scrivere le regole in proprio... chi potrebbe oggi garantire che in uno scontro diretto fra, per esempio, Bersani e Vendola in fase di primarie Bersani vincerebbe, ma se questo non avvennisse, come potremmo essere soddisfatti di questo e quale sarebbe il risultato se non quello di rendere impossibile qualsiasi unità? Davvero pensate che i centristi del PD sarebbero disposti ad un'unità siffatta? Ed ancora siamo così sicuri di vincere da non volere nemmeno considerare la possibilità che questa scelta della centralità del PD sia un tragico errore? Io credo che esista la necessità di riconoscere l'impellezza di questa ridefinizione. Mi è capitato spesso di ripetere in questi tempi che solo un'Area di Progresso e Civiltà forte e determinata potrebbe garantire la possibilità di un percorso di reale salvezza di questo Paese, perchè solo nel coraggio di un'alternativa reale e culturale, in una diversa proprosta di sviluppo e di relazione sta questa possibilità. Solo nella forza di quest'area e nella possibilità di trasformare il suo pensiero in Percorso di Progresso, in investimento per il futuro, in visione, solo in questo passa ogni capacità di rinascita e riscossa di questo paese prostrato dall'unico pensiero e dall'unico mondo possibile... che purtroppo anche parte del PD condivide.

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