Nel paese in cui la libertà d'informazione è dipendente del potere politico ed economico, cerchiamo di tenere attivi i nostri neuroni al pensiero, alla critica, alla distribuzione della libera informazione.

Pagine

16 ottobre 2009

GELMINI: SFIDUCIATA DAL COMUNE DI DESENZANO, ESAME DA AVVOCATO CON I FURBETTI, DIVENTA MINISTRO DELLA D-ISTRUZIONE PUBBLICA



Il primo riconoscimento politico lo ebbe con la sfiduciata per inoperosità dal comune di Desenzano, poi diventa avvocato con i furbetti degli esami facili a Reggio Calabria e premio finale: ministro della d- istruzione della scuola pubblica:la Gelmini, se la conosci la eviti!

La Gelmini iniziò la sua carriera politica entrando in Forza Italia agli inizi: dal 1994 dal 1998 è’stata presidente del club 'azzurro' di Desenzano del Garda .
Ha ricoperto la carica di presidente del consiglio del comune di Desenzano del Garda fino al 2000, anno in cui, su mozione del suo partito, fu sfiduciata con la seguente motivazione: "manifesta incapacità ed improduttività politica ed organizzativa" [Delibera del consiglio comunale n. 33 del 31/03/2000].  

Dal 2002 è stata assessore al territorio della provincia di Brescia dove ha realizzato il "Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale" e ha ottenuto il riconoscimento di nuovi parchi quali il Parco della rocca e del sasso di Manerba e l'ampliamento del Parco delle colline di Brescia e del Parco del lago Moro. 
Dal 2004 è stata assessore all'agricoltura. Prima degli eletti alla Regione Lombardia nella circoscrizione di Brescia per Forza Italia, entra nel Consiglio Regionale della Lombardia nell'aprile del 2005. Il mese successivo, diventa coordinatrice regionale di Forza Italia in Lombardia; manterrà l'incarico fino al 2008. 
Nel 2006 Mariastella Gelmini viene eletta alla Camera dei Deputati, dove è stata membro della giunta per le autorizzazioni a procedere, del comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e della II commissione giustizia.


La Gelmini si è laureata in giurisprudenza, specializzata in diritto amministrativo presso l'Università degli Studi di Brescia.

Per diventare avvocato è necessario iscriversi all'albo dei praticanti procuratori, passare due anni nello studio di un avvocato, frequentare i tribunali per accumulare esperienza, raccogliere su un libretto i timbri dei cancellieri che accertino l'effettiva frequenza alle udienze e infine superare l'esame di Stato nelle sedi regionali delle corti d'Appello con una prova scritta -tre temi: diritto penale, civile e pratica di atti giudiziari e una orale. Una barriera che blocca circa la metà dei concorrenti; in larga parte delle sedi settentrionali, anche il 94% degli aspiranti avvocati, ma è facile o addirittura facilissimo superarlo in alcune sedi meridionali.

La Gelmini deve quindi affrontare l’esame di stato per diventare avvocato e scegliere la sede.

Negli anni novanta diventa noto il caso di Catanzaro come sede in cui facilmente vengono superati gli esami, al punto che il governo Berlusconi interviene e nel 2003 e verrà varata una nuova regola: gli esami saranno giudicati estraendo a sorte le commissioni così che i compiti pugliesi possano essere corretti in Liguria o quelli sardi in Friuli e così via.

Già dal primo anno si capovolgono i risultati: i lombardi valutati da commissari d'esame napoletani, raddoppiano gli idonei 30 al 69%; i messinesi esaminati a Brescia saranno falciati del 34% o i reggini ad Ancona del 37%. A Catanzaro, dopo certi record del 94% i promossi crollano ad un quinto degli ammessi precedenti.

La Gelmini nel 2001 scegliere di affrontare l’esame di Stato presso la Corte d'Appello di Reggio Calabria nel 2002, dopo aver svolto il primo anno di praticantato a Brescia e il secondo nella stessa città di Reggio Calabria, sede con una delle più alte medie di ammessi agli orali con un considerevole 93 %.

La giustificazione portata è la necessità di iniziare a lavorare al più presto così con altri amici abbiamo deciso di andare a fare l'esame a Reggio Calabria».

Il risultato della sessione del 2000 nel capoluogo calabrese, nonostante lo scoppio dello scandalo, fece il primato italiano di ammessi agli orali: 93,4%. Il triplo che nella Brescia della Gelmini (31,7) o a Milano (28,1), il quadruplo che ad Ancona. Idonei finali: 87% degli iscritti iniziali. Contro il 28% di Brescia, il 23,1% di Milano, il 17% di Firenze. Totale: 806 idonei. Cinque volte e mezzo quelli di Brescia: 144. Quanti Marche, Umbria, Basilicata, Trentino, Abruzzo, Sardegna e Friuli Venezia Giulia messi insieme. 

Nel 2008 diventata Ministro della D-Istruzione, dell'Università e della Ricerca, avrebbe sollevato la necessità di ripristinare il merito e denuncia le condizioni in cui versano le scuole meridionali. Scuole disastrose in tutte le classifiche 'scientifiche' internazionali, ma utili per le elevatissime percentuali di promossi, come ben sa il ministro Gelmini.

Dopo aver fatto parte dei furbetti a caccia dell’esame facile, è poco credibile la sua campagna moralizzatrice della scuola, il grembiule, il sette in condotta, l'imposizione dell'educazione civica e perfino sulla “sistemazione” della scuola a partire da quella meridionale e l’aver sostenuto, come ministro, che «nel Sud alcuni istituti abbassano la qualità dell'istruzione» alimentando diverse critiche anche da parte dei suoi stessi alleati, come il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, che ha definito "razziste" le parole del ministro. 

E ricordate che se vi servisse un avvocato non assumetela, l'esame passato in meridione a bassa qualità d'istruzione, come lei stessa ammette, non depone a favore della sua preparazione.



Luciana P. Pellegreffi

Translation services

Nessun commento:

Posta un commento

Nome Cognome